Il Monte Bianco (Mont Blanc in francese e in arpitano), con un'altitudine di , è la montagna più alta delle Alpi, d'Italia, di Francia e anche d'Europa, secondo la diffusa convenzione geografica che include il Caucaso in AsiaNella letteratura geografica internazionale non vi è accordo tra i geografi sui confini sud-orientali dell'Europa. Secondo la diffusa convenzione che pone il confine tra Europa e Asia lungo la depressione del Kuma-Manyč, il Caucaso è considerato parte dell'Asia e di conseguenza il Monte Bianco è la montagna più alta d'Europa. Questa convenzione fu indicata nel 1730 dal geografo e cartografo svedese Philip Johan von Strahlenberg.

Tra i testi che segnalano il confine euroasiatico lungo la Linea di von Strahlenberg si vedano:

In italiano: Enciclopedia Treccani, voce Russia; Enciclopedia Treccani, voce Asia; Enciclopedia Treccani, voce Caucaso; Enciclopedia Treccani (1932), voce Europa, capitolo Confini ed area (alla voce più recente della stessa enciclopedia [Europa], invece, si elencano le varie convenzioni sul confine); ; Enciclopedia generale, Istituto geografico De Agostini, 1992, p. 140; Enciclopedia della geografia, voce Europa, Istituto geografico De Agostini, 1996, p. 41; Calendario Atlante De Agostini 2013, Istituto geografico De Agostini, 2012, ISBN 978-8-85-111705-4, p. 80;

Atlante Geografico Mondiale, voce Europa, Istituto Geografico De Agostini, 1995 (in particolare, si precisa che gli Urali sono compresi tutti in Europa, sino al loro margine orientale); Grande Dizionario Enciclopedico, a cura di Pietro Fedele, volume V, voce Europa, UTET, Torino, 1966; Cultura generale, capitolo Europa, Hoepli, Milano, 2018, ISBN 978-8-82-038259-9. In russo: Grande enciclopedia sovietica (Большая советская энциклопедия), voce Европа (Europa); E. P. Romanova, A. M. Nikishin, A. A. Tishkov, M. Yu. Martynova, Grande Enciclopedia Russa, voce Европа (Europa). In inglese: Agenzia europea dell'ambiente, The continent - Extent and boundaries ("Il continente - estensione e confini").

In spagnolo: Eva Mª Martín Roda, Aurelio Nieto Codina, Territorio y Turismo Mundial: Análisis geográfico, Editorial Universitaria Ramón Areces, Madrid, 2014, p. 130, ISBN 978-8-49-961160-0. In tedesco: voce Europa della Brockhaus Enzyklopädie, volume 21, F. A. Brockhaus Auflage, Lipsia/Mannheim, 2006, da cui si cita: Als Grenze Europas zu Asien gilt seit dem 18. Jahrhundert der Ural … Konventionelle Grenzen zu Asien bilden außerdem der Fluß Ural, das Kaspische Meer, die Manytschniederung, das Schwarze Meer, der Bosporus, das Marmarameer, die Dardanellen sowie das Ägäische Meer (Gli Urali sono stati il confine tra Europa e Asia dal XVIII secolo... I confini convenzionali con l'Asia sono anche formati dal fiume Ural, dal Mar Caspio, dalla depressione del Manyč, dal Mar Nero, dal Bosforo, dal Mar di Marmara, i Dardanelli e il Mar Egeo)., da cui i soprannomi di tetto dell'Europa e di Re delle Alpi, condividendo assieme al monte Elbrus nel Caucaso un posto tra le cosiddette Sette Vette (Seven Summits) del pianeta.

È posto nel settore delle Alpi nord-occidentali, lungo la sezione alpina delle Alpi Graie, sulla linea spartiacque tra la Valle d'Aosta (val Veny e val Ferret in Italia) e l'Alta Savoia (valle dell'Arve in Francia), nei territori comunali di Courmayeur e Chamonix-Mont-Blanc; dà il nome all'omonimo massiccio, appartenente alla sottosezione delle Alpi del Monte Bianco. Prevalentemente di natura granitica, irta di guglie e di creste, intagliata da profondi valloni nei quali scorrono numerosi ghiacciai, è considerata una montagna di grande richiamo per l'alpinismo internazionale e, dal punto di vista della storiografia alpinistica, la nascita dell'alpinismo stesso coincide con la data della sua prima ascensione: l'8 agosto 1786..

Geografia

Dalla vista italiana, il Tetto delle Alpi non è poi così appariscente rispetto alle altre vette che lo circondano. A differenza dell'altro grande gigante delle Alpi, il Monte Rosa, visibile in tutta la Pianura Padana nord-occidentale fino alle prime alture appenniniche, il monte Bianco compare solo all'ultimo momento lungo la strada per Courmayeur, nascosto da una miriade di satelliti minori. Guardandolo da ovest è invece ben visibile da molto lontano, dalle alture del Massiccio Centrale francese, da quelle dei Vosgi, dalle alture del Giura, dalla Svizzera, dalla Foresta Nera.

È perennemente innevato e si trova nella parte centrale di una catena di monti che si estende in lunghezza per 40 km, su territori di tre diversi stati, occupando una superficie di circa 645 km²: il massiccio del Monte BiancoGuida d'Italia del Touring Club Italiano, Guide rosse, Volume 2, Torino e Valle d'Aosta, Edizioni Touring, 1996, pagina 652. Se si esclude la parete est del Monte Rosa di Macugnaga, la più alta delle Alpi, in questo massiccio sono presenti alcune tra le pareti più elevate del sistema alpino quali la Brenva e la nord delle Grandes Jorasses e sono raggruppate quaranta cime al di sopra dei 4.000 m, con un terzo di superficie a una quota non inferiore ai 3.000 mSul sito della Regione Autonoma Valle d'Aosta, notizie sul Gruppo del Bianco . L'azione degli agenti erosivi sulle rocce granitiche ha formato nel tempo creste acuminate e vette a guglia di particolare bellezza che richiamano nella regione alpinisti da ogni parte del mondo. Mentre il versante francese discende lentamente in pendio, il versante italiano è formato da una ripida e maestosa muraglia granitica che dalle sommità maggiori precipita sul fondo delle valli Ferret e Veny. Su questo versante si trovano le pareti da scalare più difficili e impegnative. I luoghi abitati sono situati al disotto dei 2.800 m, mentre rari e difficili sono i valichi, il più basso dei quali è quello del Gigante a 3.359 m. Ecco alcune emblematiche cime:

Il Dôme du Goûter (4.306 m). Se la parte sommitale delle Grandes Jorasses è irta di cime, quella del Dôme du Goûter è completamente piatta ed è la più estesa di tutte le Alpi. Il Dente del Gigante (4.014 m) è una delle più celebri cime. Si erge per circa 160 m al di sopra della caratteristica gengiva di neve. Le Grandes Jorasses (3.825 m): sulla sua parte sommitale, lunga circa 1 km, raggruppa una sequenza di sei punte, cinque delle quali superano i 4.000 m. Il Mont Dolent (3.820 m) è una cima piramidale; curiosamente la sua vetta è il punto d'incontro delle frontiere di Italia, Svizzera e Francia. le Guglie di Chamonix (tra i 3.000 e i 3.842 m), dominano la vallata di Chamonix e rappresentano uno dei paesaggi più celebri delle Alpi francesi. L'Aiguille Noire de Peuterey (3.773 m) è uno dei simboli del Monte Bianco nel versante italiano: si innalza direttamente dai prati della Val Veny per 2.200 m di dislivello; è la cima più importante della gran cresta del Peuterey.

Altezza

Al di sotto della calotta sommitale, sotto una coltre di ghiaccio e di neve spessa dai 16 ai 23 m, a quota 4.792 m si trova la cima rocciosa, spostata di 40 m circa più a ovest rispetto alla vetta stessa. Nel 1740 il matematico svizzero Nicolas Fatio de Duillier fu il primo a determinarne l'altezza tramite il sistema trigonometrico: secondo i suoi calcoli il Bianco misurava 4.000 m. Trentacinque anni dopo, nel 1775, usando lo stesso metodo di de Duillier, il matematico inglese George Schuckburgh-Evelyn indicò la quota a 4.804 m. Tramite il barometro nel 1787 Horace-Bénédict de Saussure misurò 4.809,07 m mentre nel 1844 il fisico francese Auguste Bravais misurò 4.810 m e nel 1892 Joseph e Henry Vallot 4.807 m.

Nell'agosto del 1986 la misurazione ortometrica rilevata tramite satellite risultava di 4.804 m. Successivamente l'altezza ufficiale è stata per lungo tempo 4.807 m, per poi passare nel 2001 a 4.810 m; nel 2003 a 4.808 m; nel 2005 fu di 4.808 m; nel 2007 a 4.810 m; nel 2009 4.810 mNotizie sui risultati dell'ultima campagna di misure nel settembre 2009 ; nel 2015 4.808 m; nel 2021 , nel 2023 venne registrato il record minimo (dovuto alla grande siccità dei precedenti 18 mesi) di per tornare a misurati nel Dicembre 2025. Queste variazioni sono dovute ai venti che accumulano la neve sulla cima, determinandone conseguentemente l'altezza. Se durante l'anno si registrano meno giorni ventosi rispetto all'anno precedente, di conseguenza si accumulerà meno neve condizionandone l'altezza. A causa delle continue variazioni della calotta ghiacciata a partire dal 2001 ogni due anni viene fatto un rilevamento ufficiale. Le misurazioni vengono effettuate a cura della Camera provinciale dei geometri dell'Alta Savoia in collaborazione con una società specializzata in rilevamenti tramite GPS. Dopo la siccità del 2003 la misurazione effettuata nel mese di settembre di quell'anno attestava l'altezza a 4.808,45 m e si constatò in quell'occasione che la cima si era spostata di 0,75 cm verso nord-ovest rispetto alla posizione del 2001.

Durante quella campagna di misurazioni sono stati sistemati sulla calotta sommitale più di 500 punti fissi di riferimento al fine di studiare con precisione il variare del volume di ghiaccio al di sopra dei 4.800 m che nel 2003 era di 14.600 m³, 14.300 m³ nel 2005 per arrivare ai 24.100 m³ attuali. Il monte Bianco è la montagna più alta di tutta la catena alpina e considerata anche la più alta dell'Europa. Tuttavia, se si considera il Caucaso come limite geografico sud-orientale del continente vengono citate quali vette più alte d'Europa quelle situate in territorio russo e georgiano, come l'Elbrus che culmina a 5.642 m, il Dych-Tau con 5.203 m, il Shkhara a 5.200 m e il Kazbek 5.047 m.

Geologia

Il complesso montuoso delle Alpi è stato generato durante l'Era terziaria grazie alla spinta della placca tettonica africana e di quella asiatica, attraverso un processo di sopraelevazione verticale. Circa 300 milioni di anni fa, durante l'orogenesi ercinica, una grande intrusione granitica formò la struttura di base dell'attuale massiccio del Monte Bianco. Moderni metodi di rilevamento mettono oggigiorno in evidenza come la sopraelevazione delle Alpi prosegue incessantemente e supera ancora gli effetti dell'erosioneAlpi senza frontiere, Guida n. 16, Petit Saint Bernard – Mont Blanc, p. 145. Attorno al nucleo granitico (protogino) affiorarono rocce metamorfiche (gneiss, micascisti e calcescisti). Le rocce più frequenti sono:

i graniti, che si distinguono nella parte centrale del Massiccio per le creste a guglia e le forme acute dei rilievi. Benché molto dura, questa roccia non resiste agli effetti dell'erosione provocata dai ghiacci. Le rocce metamorfiche, che circondano i graniti. Queste rocce contengono le stesse famiglie di cristalli dei graniti, ma la loro resistenza all'erosione è minima e presentano forme più slanciate rispetto alle altre. Le rocce sedimentarie, che vengono raggruppate generalmente in due grandi famiglie, ossia le rocce basiche (calcari, dolomie, calcescisti, carniole), e le rocce acide (gres, scisti argillosi, quarzite).

I quarzi del Monte Bianco