È noto al grande pubblico per la collaborazione con i cantautori Lucio Battisti, Enzo Carella, Amedeo Minghi, Mango, Zucchero Fornaciari, Riccardo Cocciante e altri, sebbene vanti anche un'ampia produzione letteraria, e per il suo stile surreale, ricco di giochi di parole, doppi sensi e apparente nonsense.
Biografia Primi anni Nato a Roma nel 1950 da Nazzareno, maresciallo dell'aeronautica di Sant'Angelo a Cupolo, e Antonina, originaria di Sorrento. Ha vissuto nel quartiere di Centocelle, si è diplomato alle scuole magistrali e per un brevissimo periodo ha insegnato come maestro elementare (stesso lavoro di sua madre).https://www.sorrentopress.it/pasquale-panella-pubblica-un-poema-sulle-piazze/ I suoi amici lo chiamano Lino (diminutivo di Pasquale), come il personaggio mitico figlio di Apollo, collegato con le Muse e il mondo della musica.
Carriera di paroliere Come autore di testi ha spesso usato alcuni pseudonimi, anche femminili, come "Duchesca" (alter ego autobiografico nel romanzo La corazzata), "Vanera", “Carmillas”, "Vanda Di Paolo" (nome della moglie) e a volte ha pubblicato non firmandosi affatto come nel caso di Vattene amore. Iniziò l'attività di paroliere scrivendo canzoni per Enzo Carella. Tra queste: Fosse vero, Malamore, Sfinge e soprattutto Barbara, che giunse seconda al Festival di Sanremo 1979.
Nel 1983, con lo pseudonimo di Vanera, iniziò il sodalizio artistico con Lucio Battisti, produttore dell'album di Adriano Pappalardo Oh! Era ora , per il quale scrisse i testi; tre anni dopo, nel 1986, scrisse i testi del primo degli ultimi cinque album dell'artista reatino, Don Giovanni, visto come lavoro di rottura di Battisti con il suo passato in collaborazione con Mogol degli anni settanta, che lo aveva consacrato come uno dei massimi artisti italiani; i successivi due album, L'apparenza (1988) e La sposa occidentale (1990), furono visti come la prosecuzione naturale dell'opera del duo Battisti-Panella, iniziata con Don Giovanni, caratterizzata dal proposito di dare un taglio netto con gli stilemi del passato e ridefinire un nuovo linguaggio della musica italiana. Parimenti destrutturante del pregresso musicale nazionale fu giudicato Cosa succederà alla ragazza (1992), con costruzioni lessicali mai tentate in precedenza in quanto ritenute inadatte alla metrica e al respiro di una canzone. L'ultimo lavoro con Battisti (prima della morte dell'artista reatino), Hegel (1994), causò un dibattito a latere tra gli intellettuali circa il significato della figura del filosofo tedesco nella società attuale e circa la sua pertinenza nel richiamo in un album di canzoni commerciali; Lucio Colletti sottolineò l'oscurità del richiamo a Hegel, poco noto ai giovani, Stefano Zecchi inferì che il nome Hegel fosse stato utilizzato per richiamare concetti esotici a chi lo conosceva poco mentre Tullio Gregory ipotizzò al contrario che Panella e Battisti avessero voluto filtrare la loro narrazione attraverso una figura nota. Più drastico Antimo Negri che lesse altresì l'operazione discografica come un ennesimo «maltrattamento della cultura». Panella risponde citando indirettamente Oscar Wilde"La più alta come la più bassa forma di critica sono una specie di autobiografia." affermando che "i critici non recensiscono che se stessi. La recensione è un prolungamento dell'ufficio stampa e della casa editrice: non serve a nulla!" e che "professori e recensori che hanno aperto bocca per commentare il nostro lavoro non hanno capito nulla: è un manifesto contro la canzone spazzatura e come tale deve essere affrontato."
Nel 1998, in occasione della morte di Battisti, ebbe una violenta polemica con Gianni Boncompagni, che aveva espresso rammarico per la fine del suo sodalizio con Mogol, riducendo a uno svilimento la collaborazione del cantante con PanellaBoncompagni disse "Dio li fa e poi li accoppa", e Panella rispose tra l'altro: "Sono un teppista (...) Vieni fuori che facciamo un po' di letteratura con le mani" (); nel 2023, ritornando sulla questione ha detto: "Spero che l’abbia presa come una laurea. Sono abbastanza reattivo, così come per me scrivere è reattività. Alla vita. Non mi è mai capitato di venire alle mani, però, visto che a un certo punto, quanto poteva capitare di avere uno scontro, la parola ha sempre vinto. Li facevo soccombere di parole. Oppure, fungevano da innesco del desiderio, arrivando alla fascinazione. Se sei bravo, la rissa è seduzione. Sai com’è, si parla anche lì di accensioni.". Il lavoro del paroliere fu al tempo duramente criticato anche da Cesare G. Romana. : Romana parla dei "vaniloqui in rima di Pasquale Panella, l'esponente dell'underground romano che, salutato come "poeta" da qualche critico, fu in realtà corresponsabile, tra l'86 e il '94, della lunga decadenza battistiana, e del relativo declino commerciale." Panella è noto anche per alcune critiche verso celebri cantautori italiani e internazionali a cui ha contestato la leggerezza "fanciullesca" dei testi; tra questi Fabrizio De AndréCritica condivisa con Battisti che riteneva tra l'altro che il cantautore genovese non curasse l'aspetto musicale: "Trovo i suoi testi [di Fabrizio De André] estremamente interessanti, ma perlopiù goliardici, sembra voglia piacere solo agli studentelli. La parte musicale poi è solo accompagnamento, mentre io ritengo che la musica debba sempre avere il ruolo principale nelle canzoni" (Lucio Battisti, citato in Tino Roberti, Io sono un rullo compressore, Gaber un triciclo, Oggi, n. 37, 15 settembre 1970.), Bob Dylan e Franco Battiato. - Youtube[...] D - L'ultimo autore battistiano di testi, Pasquale Panella, dice che tutti i cantautori italiani sono pascoliani; e che lei si approccia alla musica come un fanciullino. Battiato - Ho letto l'intervista. Probabilmente non conosce il mio repertorio. Dico solo che l'arte per sua natura esprime elementi soprasensibili: dal ventre in giù è un fatto del regno animale.
Ed ecco cosa disse Panella di Battiato:
"Sono contro l'accademismo scolaresco della canzone d'autore. Battiato mi fa venire in mente un neofita che guarda il mondo indossando il grembiulino di scuola. Ha il peso specifico del cantautore, e questo gli basta. Dopotutto se "Fin che la barca va" fosse stata scritta da un cantautore, sarebbe diventata l'inno nazionale" (Marinella Venegoni, La Stampa, 27-6-2001 - Battiato: "Un astrologo mi ha detto").
Battisti a parte, Panella è stato autore di numerosi testi di Amedeo Minghi (che Panella, che si dichiara disinteressato dalla musica leggera in generale, ha definito come uno dei migliori compositori contemporanei), tra i quali Vattene amore in coppia con Mietta (in cui un Panella scherzoso crea il tormentone del "trottolino amoroso du du da da da"), e della stessa Mietta per Canzoni, Dubbi no, Fare l'amore e Baciami adesso, presentate a Sanremo rispettivamente nel 1989, 1991, 2000 e 2008, e per La farfalla, Soli mai, E no (Cosa sei) e Oltre te. Altri artisti per cui ha scritto sono Mango (Giulietta, La rondine), Zucchero Fornaciari (fu, tra le tante, coautore del testo della celebre Blu, accusata di plagio in un processo finito con l'assoluzione degli autori), Anna Oxa (Processo a me stessa, Sanremo 2006), Mina (Amornero in Ti conosco mascherina, 1990), Marcella Bella, Angelo Branduardi (Fou de Love, 1994), Marco Armani, Sergio Cammariere, Grazia Di Michele (Tutto passa in Naturale, 2001), Mino Reitano (La mia canzone), Valeria Rossi e, di nuovo, Enzo Carella (Se non cantassi sarei Nessuno, 1995, Odissea e Ah! Oh! Ye! Na na!, 2007).
Tra i lavori più importanti di Pasquale Panella spicca nell'anno 2001 la versione italiana del libretto dello spettacolo di Riccardo Cocciante Notre Dame de Paris, una "riscrittura" vera e propria più che una traduzione del romanzo originale francese di Victor Hugo. A tal proposito dichiara: "Per me il romanzesco è reale e le musiche di Cocciante che ho ascoltato sono partiture di un musicista scatenato nei sensi, nei gesti e nell'ispirazione che travalica i territori delle canzoni e diventa romanzesco". Una nuova collaborazione con Riccardo Cocciante è nel 2007 con Giulietta e Romeo, opera popolare tratta da Romeo e Giulietta di Shakespeare, musicata da Cocciante, con i testi tesi tra momenti profondamente metafisici, assonanze e martellanti ripetizioni.
Nel 2011 torna a lavorare per Mango: del suo nuovo album dal titolo La terra degli aquiloni, Panella scrive La sposa, il primo singolo, in onda dal 22 aprile, e altri due brani, Chiamo le cose e Tutto tutto. In seguito lavora ancora con Zucchero nel 2019. Nel 2023 torna all'attività di paroliere dopo alcuni anni, scrivendo il testo di Barrì per Avincola (in origine una delle liriche di Parole d'aMorgan) e in seguito viene annunciata la collaborazione per i testi per Morgan dell'album ...e quindi, insomma, ossia, annunciato ma mai realizzato; nel singolo uscito poco dopo Si, certo l'amore interviene anche lo stesso Panella; scrive inoltre i testi di Verrà l'estate, singolo di Morgan del 2025, e dell'omonimo EP.
Carriera letteraria e teatrale Iniziò l'attività artistica nel teatro d'avanguardia romano di inizio anni '70 dirigendo e interpretando opere quali "Un Amleto di comodo" e come comparsa al cinema.
Negli anni '90, su iniziativa di Aldo Vitali, Panella tenne una rubrica poetico-letteraria sul giornale La Voce, fino a quando fu licenziato dal fondatore Indro Montanelli. In seguito scriverà per Il Foglio di Giuliano Ferrara, per IL de Il Sole 24 Ore e Linkiesta.it.
Per Minimum Fax ha pubblicato il romanzo La corazzata (1997). La vicenda si svolge su una nave da guerra ancorata al largo del golfo di Sorrento. La nave, che rimanda alla celebre corazzata Potëmkin, è un microcosmo dove si intrecciano le vite dei personaggi, le storie d’amore e di guerra, le riflessioni esistenziali e le visioni oniriche. Gli eventi si susseguono e si mescolano in una narrazione che sfida le aspettative del lettore. Sempre per Minimum Fax poi ha pubblicato la raccolta di microracconti Oggetto d'amore (1998). In queste storie l’amore non è solo un sentimento ma una necessità, un’urgenza espressiva. Il costante ripetersi della ricerca amorosa è un mantra che cattura il lettore e lo immerge in un universo poetico che, pur sembrando riservato all’autore, sa regalare scorci di grande bellezza e istanti di pura intensità, frammenti di vita autentica che emergono tra le righe con forza e delicatezza.
Per SPedizioni ha pubblicato, tra gli altri, Naso e più, Mistrà, Mi chiamo Arianna. Naso e più è un'opera che nasce dalla pubblicazione precedente Naso, arricchita con nuovi contenuti. Il libro esplora il tema del naso in modo poetico e sensoriale, trattando aspetti come starnuti, soffiate e voci interne. Mistrà è un'opera che raccoglie versetti d'occasione su animali, cose, luoghi e persone. Il libro si distingue per il suo stile poetico e frammentario, tipico della scrittura di Panella, che gioca con le parole e le immagini per creare suggestioni uniche. Mi chiamo Arianna è un'opera che intreccia mito, teatro e poesia. Il libro si sviluppa attorno alla figura di Arianna, con riferimenti a Orfeo e Euridice, creando un copione in versi che esplora il sottosuolo di un teatro e le vicende dei suoi protagonisti.
Nel 2022 collabora al volume di poesie di Morgan Parole d'aMorgan, scrivendo versi a commento dei testi (60 poesie inviate da Panella come risposta ad altrettanti testi), lavorando con il cantautore per il futuro disco con testi di Panella.