Nel periodo in cui fu vescovo, Wazone mantenne un approccio moderato nei confronti dei casi di eresia, non comune ai suoi tempi. In una lettera a Roger, vescovo di Châlons, citò la parabola della zizzania del Nuovo Testamento, sostenendo che «la Chiesa dovrebbe lasciar crescere il dissenso con l'ortodossia sino a quando il Signore verrà a separarli e giudicarli» Jeffrey Burton Russell, Dissent an Order in the Middle Ages: The Search for Legitimate Authority, New York, Twayne Publishers, 1992, p. 23..

Fu coinvolto nel periodo 1021-1025 in una controversia con Giovanni, canonico e rettore di Liegi. La sua elezione a vescovo nel 1042 fu duramente contestata, inizialmente anche dall'imperatore Enrico III. Wazone fu un fervente sostenitore dell'imperatore e della sua politica, proclamando che se questi gli avesse strappato il suo occhio destro, gli avrebbe dato anche il sinistro per onorarlo e servirlo; riteneva però che l'imperatore non dovesse occuparsi degli affari ecclesiastici, come le investiture, di competenza esclusiva dell'autorità divina.

Durante la carestia del 1043 organizzò efficacemente gli aiuti alla popolazione; nel 1046 sconfisse i francesi che cercavano di annettere Aquisgrana e dopo la vittoria ottenuta contro Teodorico d'Olanda, Enrico III gli conferì una rendita. Nel 1046 consacrò, alla presenza dell'imperatore, la Chiesa collegiata di Santa Gertrude a Nivelles, una delle maggiori chiese romane dell'antica diocesi di Liegi. Fu sepolto nella cattedrale di S. Lamberto a Liegi e sulla sua pietra tombale, scomparsa quando venne demolita la cattedrale nel 1794, fu scritto:«Ante ruet mundus quam surgat Wazon secundus»«Andrà in rovina il mondo, prima che risorga un secondo Wazone»..

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