Soncino (Sunsì in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Cremona, in Lombardia. Dal 2004 si fregia del titolo di città.
Geografia fisica Territorio Soncino si trova nella Pianura Padana, al centro della Lombardia al confine tra le province di Cremona, Brescia e Bergamo. Sorge sulle rive del fiume Oglio in una zona ricca di fontanili e risorgive. È sede culturale del Parco dell'Oglio Nord.
Il territorio del Comune di Soncino è dichiarato sismico ai sensi della L. 64/74 e della L.741/81
Storia Antichità L'origine di Soncino non è del tutto chiara: alcuni ritrovamenti archeologici sporadici (punte di freccia, raschiatoi in selce e un tesoretto in bronzo e rame) possono solo presumere un passaggio, un transito di popolazioni preistoriche attraverso il territorio soncinese, che in quest'epoca (dal periodo neolitico all'inizio dell'età del ferro) era bagnato dalle acque paludose del lago Gerundo. Il dosso su cui sorge l'odierno centro storico di Soncino doveva allora emergere dalle acque e, quindi, poteva essere un luogo molto ben protetto e sicuro.
L'arrivo dei celti (V-III secolo a.C.) coincide, probabilmente, con la nascita di una zona di confine. Inizialmente tra i celti e gli etruschi, che erano per lo più stanziati sulla sponda bresciana e mantovana del fiume Oglio. In seguito l'Oglio fu confine per due popolazioni celtiche gli Insubri e i Cenomani.
Risalgono all'epoca romana (II secolo a.C.-IV secolo d.C.) numerosi ritrovamenti di materiale laterizio oltre che due ville e alcune fornaci sempre nella zona settentrionale del comune di Soncino presso la frazione di Gallignano, che sembra essere la prima veramente abitata. Questo perché si trova a un'altitudine superiore e, quindi, non interessata dalle acque del Lago Gerundo. Anche in questo periodo il territorio soncinese si trova lungo una zona di confine, infatti è incerto se appartenesse alla regione augustea X (Venetia et Histria) o XI (Transpadana). L'invasione delle popolazioni germaniche che provocò la caduta dell'Impero romano d'Occidente, coincide con il periodo tradizionale della fondazione di Soncino.
Medioevo
Secondo i principali storici soncinesi furono i Goti, una popolazione di origine germanica, a stabilire un primo insediamento sul dosso. Lo stesso toponimo Soncino pare sia di ascendenza germanica e significherebbe "re delle acque". Non si sono, però, trovati resti materiali, né si possiedono fonti documentarie che attestino questa tradizione.
All'epoca delle invasioni ungare (IX-X secolo) nel Nord Italia si assiste alla nascita di numerose fortificazioni, fenomeno che probabilmente ha interessato anche Soncino, determinando una progressiva frammentazione del territorio. Il 1118 è una data fondamentale, infatti Soncino viene istituito a "borgo franco" segnando il passaggio dalla zona d'influenza bergamasca a quella cremonese. Questa istituzione comporta una notevole espansione demografica ed economica. Il controllo dell'attraversamento del fiume Oglio permette di incamerare notevoli ricchezze. Incominciarono, però, i violenti contrasti con i bresciani che nel 1118 fondarono il borgo franco di Orzinuovi per limitare il potere cremonese nella zona; divenne il secondo borgo franco in Italia ottenendo un proprio potere autonomo.
Nel XIII secolo, sotto la guida di Buoso da Duera, avviene la prima importante militarizzazione di Soncino. Viene risistemata la vecchia rocca e si costruisce interamente in muratura la cinta muraria. È uno dei periodi più floridi di Soncino, così come in gran parte dei comuni del nord Italia. L'aumento della ricchezza consente anche migliorie dal punto di vista dei pubblici servizi come la grandiosa costruzione del sistema idrico-fognario che permette anche il funzionamento dei numerosi mulini.
Con il privilegio del 1311 Soncino viene sottoposto direttamente all'Impero (diventa terra separata) senza il controllo di nessun'altra città, come lo era stato prima con Cremona. È il periodo, quindi, di maggiore indipendenza. I privilegi concessi erano di natura prettamente economica che intendevano favorire l'espansione commerciale di questo territorio. Nel 1313 lo stesso Enrico VII, con diploma imperiale, investe in feudo Soncino a Giovanni I conte del Forese. Un'infeudazione più sulla carta che reale e, certamente, non impedì l'assoluta indipendenza e libertà della comunità soncinese.
Nel periodo visconteo (1385-1454) Soncino diventa la più importante roccaforte di difesa lungo la linea di confine del fiume Oglio tra Milano e Venezia. Per ben tre volte nel XV secolo la Repubblica di Venezia riuscì a impadronirsi di Soncino, dando sempre prova di buon governo. Si sviluppa grandemente l'attività imprenditoriale sia con la famiglia degli ebrei che con alcune famiglie locali, soprattutto Amadoni e Azzanelli continuando anche nel secolo XVI. Ciò permette una diffusione maggiore dei famosi pannilana soncinesi, ormai richiesti su tutti i mercati europei.
Età moderna La seconda grande militarizzazione del borgo soncinese avviene nell'epoca sforzesca (1454-1536) con il rifacimento completo della cerchia muraria e con la costruzione della nuova rocca. Gli Sforza ebbero grande considerazione di Soncino per la sua posizione strategicamente importante all'interno dello scacchiere militare dell'Italia settentrionale, per questo lo dotarono di imponenti strutture difensive.
Nel 1488 (datata 22 aprile) venne stampata a Soncino la prima Bibbia completa in lingua ebraica dalla famiglia di stampatori ebrei che poi prese il nome di Soncino proprio dalla città dove iniziò la sua opera editoriale.
Leonardo Da Vinci nei suoi scritti annota “a Sonsino sol cremones” accanto a un disegno di canali irrigui. Una probabile testimonianza di un suo passaggio a Soncino nell'estate del 1498, accompagnato dall'amico fra Luca Pacioli.
Con l'arrivo degli spagnoli (1536) inizia il periodo di decadenza del comune soncinese. L'infeudazione a opera di Carlo V in favore dei marchesi Stampa limita i numerosi privilegi avuti nei secoli passati da Soncino. Lo stanziamento di numerose truppe militari spagnole contribuisce, inoltre, all'impoverimento del territorio ed alla progressiva e costante perdita di vitalità economica.
Età contemporanea Tra il XVIII e la prima metà del XIX secolo avviene la completa smilitarizzazione a opera prima degli austriaci mediante l'abbattimento delle quattro porte medioevali e poi di Napoleone. Questi ultimi avvenimenti determinarono la fine della storia indipendente del borgo soncinese.
Simboli
Stemma Lo stemma e il gonfalone di Soncino sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 27 novembre 1985.
Gonfalone
Lo stemma civico di Soncino riprende quello della famiglia feudale dei marchesi Stampa di Soncino, poi confluita nei Casati, da cui il predicato Casati-Stampa di Soncino. Il motto Nec aspera terrent ("Le difficoltà non ci spaventano") è un'impresa adottata all'epoca del dominio francese. Bandiera
La bandiera è stata concessa con D.P.R. del 3 ottobre 2005.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Pieve di Santa Maria Assunta (XII secolo)
È la chiesa più importante del borgo, fondata nel XII secolo fu una delle prime chiese della diocesi di Cremona. Venne rimaneggiata a più riprese, di cui la più recente, nel XIX secolo per mano dell'architetto milanese Carlo Maciachini, che nei colori della cupola richiama immediatamente la cupola del famedio nel Cimitero monumentale di Milano. Rilevanti al suo interno un affresco raffigurante la cosiddetta Trinità ariana, un dipinto di Mathias Stormer e due sculture lignee.
Chiesa di San Giacomo (XIV secolo)
Nasce originariamente come un luogo di sosta dei pellegrini diventa poi un convento degli agostiniani (che vi ergono la torre eptagonale). Il culmine della sua importanza lo raggiunge con i domenicani che si insediano nel XV secolo e poco alla volta creano tre chiostri e soprattutto insediano una farmacia e un'importante biblioteca. Il convento fu retto come priore da Michele Ghislieri divenuto poi san papa Pio V. Pregevoli all'interno la Pietà in terracotta policroma dello De Staulis e le vetrate di fra Ambrosino da Tormoli. Contiene le spoglie di Stefana Quinzani, domenicana, venerata come beata dalla Chiesa cattolica.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XV secolo)
È un notevole esempio di architettura rinascimentale, eretta nel 1492 per i carmelitani. Appare completamente affrescata con notevoli dipinti tra i quali emergono il Giudizio universale sulla controfacciata e le opere di Giulio Campi. Da ammirare anche l'elegante interno che presenta una preziosa decorazione in terracotta, nello stile dello scultore Giovanni Antonio Amadeo, in collaborazione con Agostino De Fondulis. È retta dalle suore dell'Istituto Sacra Famiglia.
Altre chiese Molte sono le chiese e le cappelle presenti sul territorio di Soncino: San Pietro apostolo, San Pietro Martire, San Paolo, Santa Maria della neve al Tinazzo, Sant'Imerio a Gallignano, San Bartolomeo a Isengo, San Bernardo a Villacampagna, santuario di Villavetere a San Gabriele.
Architetture civili
Palazzo comunale e Torre Civica sulla piazza del Comune Casa degli Stampatori. Secondo la tradizione era la casa della famiglia di ebrei che a Soncino stamparono nel 1488 la prima bibbia ebraica completa al mondo a opera di Ghershom Nathan Soncino e poi presero il nome dal borgo di Soncino. È sede del Museo della Stampa. Palazzo Azzanelli Mulino sant'Angelo
Architetture militari
Rocca sforzesca (XV sec.): importante struttura militare formata da un cortile principale attorniato da quattro torri, tre a pianta quadrata ed una cilindrica. Antistante al cortile principale, verso il borgo, sorge un caratteristico rivellino separato dalla Rocca e dal borgo da quattro ponti levatoi. Cerchia delle mura e sotterranei. Lungo i due chilometri di mura medioevali sorgono sei torrioni ed in diversi punti si stanno recuperando interessanti strutture sotterranee che facevano parte della difesa militare quattrocentesca.
Siti archeologici Villa romana Nel territorio comunale, nella zona da sempre oggetto di escavazioni di argilla per la produzione locale di laterizi, sono stati ritrovati reperti romani che fanno pensare a una possibile presenza di villa. È verosimile che si trattasse della residenza dei proprietari delle fornaci presenti, che i reperti confermano siano state attive per alcuni secoli a cavallo dell'era volgare. Si ritrovano in loco enormi quantità di materiale laterizio d'epoca, sempre peggio identificabile e sempre meno accessibile.
Aree naturali Parchi principali Soncino è sede culturale del Parco Oglio Nord e sul territorio comunale sorgono due riserve naturalistiche sul fiume stesso: la riserva naturale Bosco de l'Isola e la riserva naturale Bosco di Barco. Inoltre nel territorio comunale è presente anche una porzione del Pianalto della Melotta (PLIS) Parco Locale di Interesse Sovracomunale. Nel pianalto di Melotta vi è un retaggio di archeologia agricola di notevole interesse ed estrema suggestione: un ponte a due ordini di archi sovrapposti, parzialmente crollato, che attraversava l'avvallamento occupato del naviglio Civico di Cremona, per trasportare acqua ai campi soprastanti. L'acqua veniva raccolta da una ruota idraulica (non più presente) che dal fondo del naviglio la innalzava di una decina di metri. Dal punto di vista naturalistico hanno rilevanza anche due canali: il Naviglio Grande Pallavicino e il Naviglio Nuovo Pallavicino.
Parchi minori Il paesaggio naturalistico più rilevante è il Terrazzo Alluvionale del fiume Oglio, tutta la porzione di territorio a Sud del borgo e delle mura plasmato nei secoli dal lento scorrere dell'Oglio.