Le elezioni parlamentari in Romania del 1992 si tennero il 27 settembre per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato; ebbero luogo contestualmente al primo turno delle elezioni presidenziali, nelle quali Ion Iliescu fu riconfermato capo dello stato.

Furono le prime elezioni parlamentari dall'entrata in vigore della Costituzione della Romania del 1991. Rispetto al 1990, con l'introduzione di una soglia di sbarramento elettorale al 3% entrarono in parlamento 13 forze politiche, più i 13 deputati delle minoranze etniche. Il partito più votato fu il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale, che sconfisse il principale avversario, la coalizione di centro-destra della Convenzione Democratica Romena, con un margine 7 punti percentuali e riuscì a formare un governo con a capo Nicolae Văcăroiu, sostenuto anche da diverse forze minori.

Sistema elettorale

Le elezioni si svolsero secondo le disposizioni delle leggi 68/1992 (per il parlamento) e 69/1992 (per il presidente della repubblica) promulgate nel giugno 1992, che sostituirono la legge 92/1990 emanata dal governo provvisorio, ma dalla quale riprendevano numerosi punti. L'art. 34 della costituzione del 1991 prevedeva che avevano diritto al voto i cittadini di almeno 18 anni di età, mentre secondo l'art. 35 per candidarsi alle camere erano necessari 23 anni (deputati) e 35 anni (senatori).

La legge 68/1992 manteneva il sistema di voto proporzionale, ma introduceva una soglia di sbarramento al 3%, inesistente nella precedente legislazione. L'art. 59 della costituzione, inoltre, prevedeva che alle organizzazioni che rappresentavano le minoranze etniche fosse garantito un rappresentante nella camera dei deputati, a prescindere dal raggiungimento della soglia di sbarramento.

Quadro politico

Nel 1990 l'egemone Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) ottenne una larga vittoria alle elezioni presidenziali e parlamentari, ma con il passare dei mesi i rapporti tra il primo ministro Petre Roman e il presidente della repubblica Ion Iliescu iniziarono a deteriorarsi per via di divergenze politiche. Nell'aprile 1992, quindi, l'ala del partito facente capo ad Iliescu fondò un nuovo partito, il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale (FDSN), nel quale confluirono le personalità più conservatrici del FSN e più vicine alla nomenklatura del passato regime.

Il centro-destra, nel 1990 debole e frammentato, nel 1991 si compattò in funzione antigovernativa intorno ad una coalizione guidata dal Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (PNȚCD) di Corneliu Coposu, la Convenzione Democratica Romena (CDR). Prima del voto generale del 27 settembre il primo appuntamento elettorale dell'anno fu quello delle amministrative locali del febbraio 1992, che videro la vittoria del FSN, forte nei centri rurali, mentre si registrò anche il successo della CDR nei maggiori centri urbani del paese, compresa la capitale Bucarest. La divisione dell'elettorato fu sintomo della nascita di una prima divisione sull'asse destra-sinistra in un clima politico che, invece, nel 1990 era stato completamente dominato dal FSN.

Alle elezioni legislative si candidarono 79 partiti alla camera e 65 al senato.

Campagna elettorale

Fondato nell'aprile 1992, il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale di Iliescu ebbe la capacità di cooptare la maggior parte delle sezioni del FSN e diventare subito un agente elettorale di primo piano. A due anni dal plebiscito del 1990, tuttavia, il presidente della repubblica in carica Ion Iliescu aveva perso parte della sua influenza ed iniziava ad essere visto dai suoi oppositori come un populista e antiriformista, retaggio del suo recente passato nei quadri del Partito Comunista Rumeno. Iliescu conservava, però, la sua completa autorità sulla televisione di stato, che rimaneva lo strumento principale della sua propaganda elettorale. Il FDSN lanciò duri attacchi contro gli esponenti dell'opposizione di centro-destra, ritenuti troppo anziani per guidare il paese e pronti a dare inizio ad una caccia alle streghe contro gli ex militanti del PCR. Lo stesso Iliescu più volte rimproverò i leader della CDR di nascondere i loro presunti reali obiettivi: vendicarsi e perseguire chi aveva simpatizzato per il PCR, restaurare la monarchia (sebbene si trattasse di una corrente minoritaria e non ufficiale del PNȚCD), ripristinare l'aristocrazia terriera (argomento particolarmente sensibile per gli elettori delle zone rurali, che supportavano in massa Iliescu per aver decollettivizzato e redistribuito le terre in seguito alla rivoluzione), vendere la Transilvania all'Ungheria e voler sfruttare le risorse della Romania contro l'interesse nazionale. Nel proprio programma il FDSN garantì un lento processo di riforma dell'economia e di privatizzazione degli enti di stato, ponendo un particolare accento sulle misure di protezione sociale, placando i timori dell'elettorato più tradizionalista. Iliescu utilizzò un linguaggio diretto, semplice, rivolto anche ai cittadini che vivevano nelle zone più remote del paese e impregnato di una retorica rivoluzionaria che evocava gli scenari del 1989. Iliescu rimaneva il personaggio più carismatico e preparato della campagna elettorale, superiore a quello di tutti i suoi avversari nelle apparizioni televisive.

Mentre la popolarità di Iliescu era in lieve calo, la Convenzione Democratica Romena, nel mese di giugno lanciò la candidatura di Emil Constantinescu alla presidenza della repubblica. In agosto rese pubblico il documento programmatico per le elezioni chiamato «Piattaforma-programma della Convenzione Democratica di Romania per far uscire il Paese dalla crisi attraverso la Legge, il Vero, la Riconciliazione e la Riforma» («Platforma-program a Convenției Democratice din România pentru scoaterea Țării din criză prin Lege, Adevăr, Reconciliere și Reforma»). La coalizione puntava a convincere l'elettorato che il successo della CDR avrebbe condotto alla ripresa economica e alla pace sociale. Nel proprio manifesto la coalizione invocava una riforma delle istituzioni fondata sullo stato di diritto, l'eliminazione della corruzione, la garanzia della proprietà privata, un'economia basata sul libero mercato e su privatizzazioni su larga scala, un contratto sociale tra imprenditori e lavoratori, maggiori investimenti esteri, più attenzione alle istituzioni tradizionali come la chiesa, l'esercito e la scuola. Constantinescu utilizzò una retorica anticomunista, provando ad additare ad Iliescu le colpe dei conflitti sociali dei primi anni novanta. Il messaggio di fondo e il linguaggio utilizzato dal leader della CDR, tuttavia, non raggiungevano tutti gli elettori, attratti maggiormente dall'accessibilità dell'oratoria di Iliescu. Un ulteriore argomento che preoccupava l'elettorato tradizionalista fu quello della partecipazione dei regionalisti ungheresi dell'Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) alla CDR. In varie aree del paese, infatti, i filoungheresi erano ritenuti antirumeni. Malgrado facesse parte della coalizione e sostenesse Constantinescu per la presidenza, alle parlamentari l'UDMR preferì concorrere su liste proprie.

In antitesi all'UDMR, invece, in Transilvania era in crescita la piattaforma ultranazionalista del Partito dell'Unità Nazionale Romena, che presentò la candidatura alla presidenza di Gheorghe Funar. Pur indeboliti rispetto al 1990, anche il FSN di Petre Roman e il Partito Nazionale Liberale di Radu Câmpeanu parteciparono alla tornata elettorale.

Risultati Camera dei Deputati Liste Voti % Seggi+/-(%)+/-(Seggi) Fronte Democratico di Salvezza NazionaleFDSN27,72117 Convenzione Democratica Romena Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico Partito Nazionale Liberale - Ala Giovanile Partito Alleanza Civica Partito Social Democratico Romeno Partito Ecologista Romeno Partito Nazionale Liberale - Convenzione Democratica Federazione Ecologista di RomaniaCDR20,0182 Fronte di Salvezza NazionaleFSN10,19 4356,12 220 Partito dell'Unità Nazionale RomenaPUNR7,72305,60 Confronto con l'Alleanza per l'Unità dei Romeni21 Unione Democratica Magiara di RomaniaUDMR7,46270,23 2 Partito Grande RomaniaPRM3,8916 Partito Socialista del LavoroPSM3,0413 Partito Democratico Agrario di RomaniaPDAR2,99-1,16 9 Partito Nazionale LiberalePNL2,63-3,78 29 Movimento Ecologista di RomaniaMER2,25-0,37 12 Partito RepubblicanoPR1,63-Il Partito Repubblicano nel 1990 concorse nella coalizione Alleanza per l'Unità dei Romeni, ma non ottenne alcun seggio Partito Socialista Democratico RomenoPSDR0,87-0,18 5 Solidarietà Nazionale Democratica0,73-Nuovo Partito LiberaleNPL0,58-Unione Liberale BrătianuULB0,5110,24 1 Partito dei RomPR0,4810,27 Confronto con l'Unione Democratica dei Rom di RomaniaPartito dell'Unità Social-Democratica0,47-Partito Nazionale Contadino0,45-Partito Liberale Monarchico di Romania0,36-Convenzione della Solidarietà Sociale0,32-Forum Democratico dei Tedeschi in RomaniaFDGR0,3210,04 Partito Democratico Cooperativista0,30-Unione Libera Democratica dei Rom0,29-0,26 Partito Nazionale dei Produttori Liberi di Romania0,28-Partito per la decorazione degli eroi della rivoluzione e la salvezza nazionale0,24-0,23 Partito Repubblicano per l'Unità dei Romeni0,22- Partito Umanista RomenoPUR0,21- Partito Social Democratico Tradizionale0,20-Unione Generale dei Rom di Romania0,20-Partito Repubblicano Cristiano0,17-0,10 Partito Laburista Romeno0,15-Fronte Democratico Romeno 16 Dicembre 1989 Timișoara0,14-Comunità dei Russi Lipoveni di Romania CRLR0,1410,01 Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico Indipendente0,14-Partito Rinascita e Indipendenza della Romania0,12-Partito Libero Repubblicano0,12-Movimento per la Romania0,12-Partito del Libero CambiamentoPLS0,11-0,23 Partito Social Democratico Indipendente0,11-Partito Nazionale Democratico CristianoPNDC0,11-Partito degli Zingari di Romania0,09-0,03 Unione Ellenica di Romania UER0,0810,04 Convenzione Democratica Unita0,08-Unione degli Ucraini di Romania UUR0,0710,05 Unione Democratica dei Tatari Turco-Musulmani di Romania UDTTMR0,0710,01 Partito Social Democratico Constantin Titel PetrescuPSD-CTP0,07-Unione degli Armeni di Romania UAR0,0710,07 Lega Nazionale degli Espropriati della Romania0,06-Alleanza per la Dignità Nazionale0,06-Partito della Destra Nazionale0,05-Unione Democratica Cristiana0,05-0,13 Unione Democratica dei Serbi di RomaniaUDSR0,0510,02 Partito Romeno per una Nuova Società0,05-0,04 Partito Democratico Indipendente0,05-Unione Democratica degli Slovacchi e dei Cechi di Romania UDSCR0,0410,01 Partito Antitotalitario "Abbasso la nomenklatura"0,04-Partito del Futuro Democratico della Patria0,04-0,02 Comunità Italiana di RomaniaCIR0,041Partito Democratico del LavoroPDM0,04-0,34 1 Forum della Democrazia e dell'Unità Nazionale0,03-0,01 Partito della Giustizia Sociale del Nord-Ovest della Romania0,03-0,01 Unione dei Polacchi di Romania UPR0,0310,01 Partito Volontà del Popolo0,02-Partito della Giustizia e della Social Democrazia0,02-Partito del Lavoro0,02-0,06 Partito della Giustizia Sociale0,02-Unione Democratica Turca di Romania UDTR0,021Partito dell'Unità Democratica della Moldavia0,02-0,10 Partito Nazionale Romeno0,02-0,01 Unione Bulgara del BanatoUBB0,0210,01 Partito Movimento Nazionale Scudo della Patria0,02-Movimento per l'Integrazione Europea0,01-Partito Umanitario della Pace0,01-Partito Romeno Democratico Popolare Realista Rivoluzionario0,01-Partito della Rivoluzione Cristiano Democratico0,01-Partito dei Piccoli Proprietari e della Libera Iniziativa0,01-Unione dei Croati di RomaniaUCR0,00-Partito Umanista Conservatore0,00-Partito Tribuna Repubblicana0,00- Indipendenti Ind.0,53-Totale 341 54 Fonte: Università dell'Essex

Voti nulli Votanti (affluenza: 76,29%) Aventi diritto voto

Senato Liste Voti % Seggi+/-(%)+/-(Seggi) Fronte Democratico di Salvezza NazionaleFDSN28,2949 Convenzione Democratica Romena Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico Partito Nazionale Liberale - Ala Giovanile Partito Alleanza Civica Partito Social Democratico Romeno