Il Corpo Sanitario Militare Marittimo è uno dei sei costituenti la Marina Militare italiana; essa rappresenta la componente cui è affidato, in particolare, il compito di tutelare la salute degli equipaggi e più in generale del personale militare della Marina Militare Italiana, erede delle tradizioni del servizio sanitario della Regia Marina. È costituita dagli Ufficiali del Corpo Sanitario militare marittimo (SAN) e dal personale dei Ruoli Marescialli, Sergenti e Truppa della categoria Servizio Sanitario (SS).
A seguito del D.lgs. n. 74/2026, il corpo è destinato a confluire, dal 1° gennaio 2027, nel neonato Servizio sanitario militare nazionale, ferma restando una fase transitoria per le specificità della Marina prevista fino al 2033.
Storia Il Corpo Sanitario della Marina Militare è stato istituito il 1º aprile 1861. Cavour che allora era anche Ministro della Marina, presentò a Re Vittorio Emanuele II un regolamento che desse un ordinamento unitario ai Corpi Sanitari delle flotte sarda, napoletana e del Granducato di Toscana.
Il primo Capo di Corpo fu Luigi Verde, che lo organizzò e lo diresse; egli fece allestire la prima nave ospedale sulla Washington, un'imbarcazione utilizzata per la Spedizione dei Mille. Verde diresse il Corpo fino alla morte avvenuta nell'affondamento della "Re d'Italia" nella battaglia di Lissa del 1866.
L'Ispettore Carlo Mari succedette a Verde e si occupò di riorganizzare il Corpo con la creazione della nuova rete ospedaliera: prima, nel 1867, quelli di Marina Sant'Anna a Venezia e di Piedigrotta a Napoli e poi, nel 1874, quello della Spezia.
La prima attività navale della Marina Militare di protezione civile fu quella compiuta dal piroscafo Campania, utilizzato come Nave Ospedale e inviato con la prima divisione navale per il soccorso alle popolazioni di Messina e Reggio Calabria colpite dal terremoto del 28 dicembre 1908.
Nel 1910 fu istituita la scuola di sanità militare marittima, mentre nel 1913 furono completati i lavori di costruzione dell'Ospedale Principale di Taranto, dotato di 26 edifici e 400 posti letto, che ebbe un ruolo importantissimo nel corso dei due conflitti mondiali.
Nel corso della grande guerra il servizio sanitario M.M. svolse la sua azione a favore degli equipaggi delle Unità Navali e del personale distaccato sul fronte terrestre dividendo con gli altri Corpi i sacrifici, i disagi e i pericoli.
La seconda guerra mondiale chiamò il Corpo Sanitario a ben più ardue prove: grazie all'imponente squadra di navi ospedale, comprendente 18 unità, effettuò ben 596 missioni, 115 uscite per soccorso a naufraghi, 250.000 feriti ed infermi ospedalizzati e rimpatriati. Le navi ospedale non furono risparmiate dagli attacchi del nemico, infatti delle 18 Unità 12 affondarono.
Dagli anni settanta in poi l'attività della M.M. è stata caratterizzata dalle missioni di Peace Keeping, Peace Enfocing e dalle missioni a carattere umanitario dove l'opera dell'Ufficiale Medico assume carattere centrale, ecco qui elencate alcune di esse:
missione umanitaria in Vietnam nel 1979; missione di pace in Sinai dall'Aprile 1982; nel 1991 la missione in Golfo Persico, guerra per la liberazione del Kuwait; dal 1992 al 1995 numerose missioni di pacificazione in Somalia; terremoto in Turchia agosto 1999; crisi di Timor Est, sempre nel 1999; dal 2003 Enduring Freedom e Iraqi Freedom; terremoto di Haiti nel 2010 (Operazione "White Crane").
Da allora l’impegno in tale tipologia di attività è andato sempre aumentando in termini di contributo del Corpo Sanitario, prima fra tutte lOperazione Mare Nostrum.
Dal febbraio 2020 tutto il personale sanitario della Marina Militare, concorre, con la propria professionalità, alle attività di contrasto alla pandemia da virus SARS-CoV-2.
Il Capo del Corpo Sanitario dal 2 marzo 2023 è l'Ammiraglio Ispettore medico Antonio Dondolini Poli.
La riforma del 2026 e l'unificazione interforze Il 3 aprile 2026, l'approvazione del D.lgs. n. 74/2026 ha disposto la riorganizzazione della sanità di tutte le quattro forze armate mediante l'istituzione del Servizio sanitario militare nazionale. La riforma prevede la confluenza del personale del Corpo sanitario della Marina Militare, insieme a quelli di Esercito Italiano, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri, in un Corpo unico interforze, con decorrenza fissata al 1° gennaio 2027.
La normativa introduce la possibilità di affidare la direzione strategica della struttura a un direttore generale civile e ridefinisce i criteri per l'esercizio della libera professione intramuraria da parte degli ufficiali medici (Art. 5). Per la componente marittima, il provvedimento comporta la progressiva integrazione delle strutture ospedaliere e logistiche in una rete interforze, pur salvaguardando temporaneamente le peculiarità d'impiego a bordo delle unità navali.
Le misure introdotte hanno riscontrato l'opposizione delle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari (APCSM) del comparto marittimo. Le sigle sindacali hanno espresso forti critiche riguardo alla gestione del personale non direttivo (sottufficiali, graduati e infermieri militari), paventando il rischio di una disparità di tutele rispetto alla dirigenza medica e di un potenziale esodo di professionisti verso il settore civile. Ulteriori riserve sono state sollevate in merito al rischio di attenuazione delle specificità d'arma, con particolare riferimento alla dispersione delle competenze storiche maturate nella medicina d'alto mare, sommergibilistica, subacquea e d'assalto anfibia.
Al fine di regolare la transizione e tutelare l'avanzamento del personale in servizio, gli articoli da 2233-septies a decies del Codice dell'ordinamento militare stabiliscono un regime transitorio fino al 31 dicembre 2033, mantenendo distinte le aliquote di promozione e i requisiti obbligatori di imbarco e di navigazione originari della Marina Militare.
Organizzazione La struttura di vertice del Servizio Sanitario M.M. è rappresentata dall’Ispettorato di Sanità (MARISPESAN), posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Marina.
Esso ha il compito istituzionale di:
sviluppare la policy generale della Forza armata in materia logistica sanitaria e di impartire le discendenti disposizioni tecniche; esercitare il controllo sulle attività svolte dagli Enti e Servizi Sanitari di Forza Armata; indirizzare la formazione e l’aggiornamento del personale sanitario e le attività di studio e sperimentazione afferenti l’area sanitaria.
Le attività Sanitarie sono coordinate a livello intermedio presso l’Ufficio Sanitario del Comando della Squadra Navale (CINCNAV), l’Ufficio Sanitario del Comando Logistico (COMLOG) e l’Ufficio Sanitario del Comando delle Scuole (COMSCUOLE). Esse sono assicurate a bordo e a terra dai Servizi Sanitari periferici. In particolare le Infermerie Presidiarie hanno il compito di:
erogare, nei limiti consentiti dall’organizzazione dei servizi, prestazioni diagnostiche e terapeutiche in regime ambulatoriale; esercitare, in regime amministrativo di aggregazione, attività di cura nei confronti di personale militare affetto da patologie minori, comunemente trattate a livello domiciliare; supportare l’attività dei D.S.S. (Dirigenti del Servizio Sanitario) in materia di certificazione dell'idoneità psico-fìsica al servizio per il personale M.M. ai fini dell’idoneità incondizionata al servizio M.M.; assolvere, a favore dei Comandi/Enti afferenti all’area giurisdizionale del Comando Logistico di appartenenza, prestazioni diagnostiche finalizzate alla tutela della salute e della sicurezza del personale militare e civile nei luoghi di lavoro militari, secondo le procedure previste dalla normativa in vigore e sulla base delle disposizioni emanate dall’Autorità sanitaria territorialmente competente; espletare, sia in sede di osservazione, sia di rassegna, le attività medico-legali che la normativa in vigore oggi attribuisce alle strutture ospedaliere/D.M.M.L
Alle Componenti Sanitarie delle Unità Navali e ai Servizi Sanitari dei Comandi Operativi, quali ad esempio il COMSUBIN e la Brigata San Marco, oltre ai compiti di carattere preventivo e medico legale, si occupano della cura degli equipaggi impegnati in attività operativa e addestrativa; ciò con particolare riguardo alla gestione delle emergenze che viene assolta attraverso a piena conoscenza e messa in atto delle manovre salva vita tendenti a stabilizzare le funzioni vitali del paziente o in particolari contesti della chirurgia salva vita e salva arti che può essere effettuata nei cosiddetti ROLE 2.
Ospedale, Infermerie e principali Servizi Sanitari della M.M.
Centro Ospedaliero Militare (MARISPEDAL) di Taranto; Dipartimento Militare di Medicina Legale "Bruno Falcomatà" della Spezia; Infermerie presidiarie (MARINFERM) di Augusta, La Spezia, Roma e Taranto; Servizio Sanitario del Centro di Selezione M.M. di Ancona; Servizio Sanitario dell’Accademia Navale e Servizi Sanitari delle Scuole Sottufficiali della Maddalena e di Taranto e della Scuola Navale e dell'Istituto di Studi Militari di Venezia; Servizi Sanitari di Brindisi, del Comando Logistico di Napoli, dei Comandi di Supporto di Cagliari e Messina.
Il personale Sanitario della Marina Militare Circa 200 medici e 500 infermieri ogni giorno prestano la loro opera sia nelle Infermerie a terra che a bordo delle Unità Navali, sia in Italia che nei teatri operativi esteri. Completano le file del Corpo Sanitario: farmacisti, odontoiatri, psicologi, biologi, veterinari e tecnici sanitari che e assicurano con il loro qualificato contributo il raggiungimento della mission. Tutti uniti per un unico obiettivo e cioè tutelare il bene più prezioso in assoluto “la salute”, prevenendo l’insorgenza delle malattie e curandole quando queste si dovessero verificare. Lo stato di buona salute degli equipaggi rappresenta il requisito indispensabile per l’operatività della Forza Armata e pertanto va preservato e garantito. L'attività sanitaria in Marina non è limitata alla cura dei militari, difatti qualità e potenzialità dei professionisti che ne fanno parte possono esser messe a disposizione anche delle popolazioni civili in caso di calamità naturali.
Essere un operatore di sanità della Marina Militare significa potersi confrontare quotidianamente con nuove sfide, operando, sia a terra che a bordo, sia in Italia che all’estero, in attività addestrative e operative, a sostegno di popolazioni civili in difficoltà. Il medico di bordo è una delle figure centrali dell’equipaggio della nave; egli è il consulente del Comandante per ogni aspetto di natura sanitaria. Ai medici si affianca storicamente linfermiere, che svolge un ruolo fondamentale e di elevata responsabilità. A lui sono affidate anche le gestioni di tipo amministrativo e logistico delle strumentazioni e dei farmaci e medicature. Le altre professionalità presenti nel Corpo Sanitario della Marina, sono: Ufficiale farmacista: approvvigionamento e gestione dei farmaci, delle medicature e delle risorse finanziarie; Ufficiale odontoiatra: le patologie odontostomatologiche sono uno dei principali fattori di inabilità al servizio e per questo la presenza del “dentista” a bordo delle navi è indispensabile per la riuscita della missione; Ufficiale psicologo: selezione psico-attitudinale dei concorrenti, gestione dei consultori psicologici, attività formative nel campo delle competenze gestionali, attività di sostegno come psicologi delle emergenze; Ufficiale biologo: gestione dei laboratori analisi della Forza Armata; Ufficiale veterinario: responsabili della attività di verifica e monitoraggio nel settore dell’igiene e sicurezza degli alimenti; Ufficiale RS (SAN): responsabili per la gestione personale infermieristico e specialista, gestione completa del materiale e delle risorse economiche;