Artista grafico estremamente prolifico, secondo recenti stime avrebbe prodotto circa quattromila incisioni e diecimila disegniGiovanni Colonna, Introduzione: Pinelli e la storia Romana, in B. Pinelli, Istoria Romana incisa all'acquaforte da Bartolomeo Pinelli Romano l'anno 1818, e 1819, facsimile a scala ridotta a cura e con introduzione di G. Colonna, Roma, "L'Erma" di Bretschneider, 2006, p. 7 Istoria romana di Bartolomeo Pinelli: Roma 1819 - Bartolomeo Pinelli, Giovanni Colonna - Google Libri.
Nelle sue stampe illustrò i costumi dei popoli italiani, i grandi capolavori della letteratura (Eneide, Divina Commedia, Orlando furioso, Gerusalemme liberata, Don Chisciotte della Mancia, Manzoni), e soggetti della storia romana, greca, napoleonica eccetera. Il tema in generale più ricorrente è Roma, i suoi abitanti, i suoi monumenti, la città antica e quella a lui contemporanea. Egli ebbe fra i propri allievi il noto ritrattista goriziano Giuseppe Tominz.
La sua opera di illustratore possiede, oltre all'intrinseco valore artistico, un rilevante significato documentario per l'etnografia di Roma, dell'Italia e della Svizzera"L'importanza di Bartolomeo Pinelli (Roma 1781-1835) come illustratore del costume popolare, dal 1809 per oltre vent'anni, è oggettivamente rilevante anche sul versante etnografico, per la gran mole di incisioni prodotte e per la puntuale e particolareggiata documentazione degli abiti e degli oggetti d'uso" in "Lares", 2003, v. 69, num. 1-2, p. 318..
Biografia
Nacque a Roma il 20 novembre 1781, da Giovanni Battista e Francesca Gianfarani, in un edificio del rione di Trastevere oggi non più esistente, ma in corrispondenza del quale si trovano una lapide ed un busto bronzeo in suo onore.
Suo padre era un modellatore di statue devozionali, e lo avviò all'arte della manipolazione della ceramica. Tuttavia le sue capacità nel campo della figurazione si sarebbero esplicate soprattutto attraverso le tecniche dell'incisione, del disegno e della pittura. Si formò prima all'Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove la famiglia si era trasferita nel 1792, e poi all'Accademia di San Luca a Roma, dove era tornato nel 1799. Nello stesso 1799 cominciò la collaborazione con Franz Kaisermann, per il quale dipinse le figure delle sue vedute all'acquerello. Nel frattempo diede inizio ai suoi studi, sbocciati poi (1807) nellAlbum di trentasei acquerelli di Scene e Costumi di Roma e del Lazio.
Quanto al suo aspetto fisico e alle sue abitudini comportamentali, così scrisse di lui un contemporaneo:
Del 1809 è la sua prima serie di incisioni dal titolo Raccolta di cinquanta costumi pittoreschi incisi all'acquaforte. Fu probabilmente nello stesso anno che contrasse il matrimonio con Mariangela Gatti, avvenuto con rito repubblicano e dal quale nacquero una figlia femmina, forse morta in giovane età e di cui non si conoscono nemmeno gli estremi anagrafici, e un maschio, Achille. Nel 1816 realizzò le illustrazioni per la Storia Romana e nel 1821 quelle per la Storia Greca. Tra il 1822 e il 1823 realizzò le cinquantadue tavole per il Meo Patacca. Oltre al repertorio di immagini dedicate ai costumi romani, Pinelli divenne noto per aver illustrato numerosi libri, realizzando cicli ispirati a Iliade, Odissea, Eneide e alla mitologia greco-romana in generale: opere che maggiormente rivelano l'impronta del neoclassicismo.
Il 25 agosto 1834, per la sua indifferenza al precetto pasquale, ricevette con disprezzo l'interdetto.
Morì povero il 1º aprile del 1835, lasciando incompleta l'illustrazione del Maggio romanesco di Giovanni Camillo Peresio.
La morte der zor Meo Pochi giorni dopo Giuseppe Gioachino Belli scrisse il seguente sonetto:
La morte der zor MeoN.B.: Le note sono quelle autografe dello stesso Giuseppe Gioachino Belli.
Sì, quello che pportava li capelli Ggiù pp'er gruggno e la mosca ar barbozzaleMento, Er pittor de Trestevere, PinelliBartolomeo Pinelli, nativo di Trastevere, incisore, pittore e scultore, morì il primo giorno di aprile 1835, nella età di anni cinquantaquattro. Nella sera precedente, aveva presa all'osteria la sua ultima ubbriacatura., È ccrepato pe ccausa d'un bucaleBoccale. [di vino].
V'abbasti questo, ch'er dottor MucchielliAlcuni del popolo credono che il medico di Pinelli fosse costui, noto in sua gioventù per poesie romanesche che andava recitando per gli spedali in occasione di pubbliche dimostrazioni anatomiche degli studenti di chirurgia: ma fu realmente un dottor Gregorio Riccardi., Vista ch'ebbe la mmerda in ner pitale, Cominciò a storceA torcere il grifo in aria di dubitazione. e a mmasticalla maleMasticarla male, in senso di "presagire male.", Eppoi disse: "Intimate li FratelliColoro che convogliano i morti alla sepoltura.."
Che aveva da lassà? Ppe ffà bbisbocciaPer far tempone.. Ner GabbionaccioIl Gabbione, nome della osteria dove il Pinelli consumava tutti i suoi guadagni mangiando e bevendo e dando a bere e mangiare. Havvi su la insegna di una gabbia con merlo. de padron TorroneTorrone, nome dell'oste., È mmorto co ttre ppavoliIl paolo era pari a mezza lira romana o 10 baiocchi. Questa non è una nota di Giuseppe Gioachino Belli. in zaccocciaCircostanza storica. Il funerale fu fatto con largizioni spontanee di alcuni ammiratori della di lui eccellenza nell'arte. Molti artisti, vestiti a lutto, e quali con torchi, quali con ramuscelli di cipresso in mano, lo accompagnarono alla tomba nella chiesa dei SS. Vincenzo ed Anastasio a Trevi..
E ll'anima? Era ggià scummunicatoNel giorno di san Bartolomeo dell'anno 1834, il nome del nostro Bartolomeo Pinelli fu pubblicato in S. Bartolomeo all'Isola Tiberina sulla lista degli interdetti per inadempimento al precetto pasquale. Avendovi egli letto essergli attribuita la qualifica di miniatore, andò in sacristia ad avvertire che Bartolomeo Pinelli era incisore, onde si correggesse l'equivoco sull'identità della persona., Ha cchiuso l'occhi senza confessione...Alla intimazione de' sacramenti, volle l'infermo essere lasciato per qualche ora in pace, per riflettere, come egli disse, ai casi suoi. Il parroco lo compiacque, ma ritornato al letto di lui lo trovò in agonia! Si narra però che il moribondo corrispondesse ad una stretta di mano del prete. Questa circostanza deve aver fruttato al corpo la sepoltura ecclesiastica e all'anima la gloria del paradiso. Cosa ne dite? SeSi. sarà ssarvato?
9 aprile 1835
Opere Oreste Raggi, nel suo libretto scritto il 1835, l'anno stesso della morte dell'artista, cita oltre a moltissimi disegni ed acquerelli circa 40 raccolte di stampe, pubblicate a Roma con una decina di editori diversi.
Tra queste: Raccolta di Costumi di Roma (1809) - 50 rami Altra raccolta di Costumi di Roma (?) - 50 rami Il carnevale di Roma (?) - "un rame solo" Istoria Romana - 101 stampe (editore Giovanni Scudellari) La storia degli Imperatori, cominciando da Ottavio - 101 stampe (editore Giovanni Scudellari) Dante, Inferno, Purgatorio e Paradiso - 145 stampe (editore Giovanni Scudellari) Costumi della Campagna Romana (1823) - 50 rami (editore Giovanni Scudellari) Il Tasso - La Gerusalemme Liberata - 72 stampe (editore Giovanni Scudellari) L'Ariosto - L'Orlando Furioso - 100 stampe (editore Giovanni Scudellari) Eneidi (sic) di Virgilio - 50 rami (editore Luigi Fabri) Raccolta di costumi antichi Istoria Greca - rami 100 Costumi del Regno di Napoli - 50 rami - (1828) (editore Giovanni Scudellari) Meo Patacca - 50 rami Raccolta di quindici costumi li più interessanti della Svizzera (1813) - 16 rami (editore Luigi Fabri)
Bartolomeo Pinelli nei musei Elenco dei musei ed enti che espongono opere dell'artista: Gabinetto delle Stampe, Dresda Gabinetto delle Stampe, Parigi Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma Musei Capitolini, Roma Museo del vino, Torgiano (PG) Museo di Roma, Palazzo Braschi, Roma Museo di Roma in Trastevere, Roma Museo Illustrazione Ragazzi, Jesi (AN) Museo Casa Natale di Michelangelo Buonarroti, Caprese Michelangelo (AR) Museo napoleonico di Roma Museo Thorvaldsen, Copenaghen Pinacoteca Civica, Ripatransone (AP) Uffizi, Firenze Villa Villoresi, Sesto Fiorentino (FI) Casa del Manzoni, Milano Museo delle terre di confine, Sonnino (LT)
Note
Bibliografia Giuseppe Ceccarelli. La fine di Bartolomeo Pinelli (da documenti inediti). Soc. Nuova Antologia, Roma 1928. Maurizio Fagiolo e Maurizio Marini (a cura di). Bartolomeo Pinelli (1781-1835) e il suo tempo. Catalogo della mostra tenuta a Roma nel 1983. Rondanini, Roma 1983.
Paolo Emilio Trastulli. Bartolomeo Pinelli, in La campagna romana da Hackert a Balla, catalogo della mostra tenuta a Roma nel 2001-2002, a cura di Pier Andrea De Rosa e Paolo Emilio Trastulli, Roma, De Luca, 2001, pp. 274 sgg. Catalogo della mostra tenuta al Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo dal 12 aprile all'8 maggio 2022 a Roma.
Voci correlate Achille Pinelli
Altri progetti
Collegamenti esterni
Aneddoti su Pinelli di Giggi Zanazzo (in romanesco)
Categoria:Illustratori italiani