La Giulio Einaudi Editore, nota anche più semplicemente come Einaudi, è una casa editrice italiana fondata nel 1933.

Storia

Anni trenta Fu fondata a Torino il 15 novembre 1933 da Giulio Einaudi, figlio del futuro presidente della Repubblica Luigi Einaudi, all'epoca ventunenne e da un gruppo di amici, studenti del Liceo classico Massimo d'Azeglio, tutti allievi di Augusto Monti. Sin dall'inizio è possibile intravedere quelli che saranno gli ideali fondanti dell'esperienza editoriale di Einaudi e dei propri collaboratori, cioè la commistione di impegno civile e politico ma anche intellettuale e formativo.Turi G., Casa Einaudi. Libri, uomini, idee oltre il fascismo, Bologna, Il Mulino, 1990 p.69 Il clima politico-sociale dell'Italia negli anni trenta influisce sul carattere stesso della casa, che si caratterizza per una chiara impronta antifascista, e per questo numerosi esponenti furono colpiti dal regime.Mangoni L., Pensare i libri. La casa editrice Einaudi dagli anni trenta agli anni sessanta, Torino, Bollati Boringhieri, 1999 p.17 La casa editrice venne presa di mira dal regime: nel 1935 Einaudi fu prima arrestato e poi inviato al confino.

Nel 1934 pubblica "La Riforma Sociale" e "La Rassegna Musicale" di Guido Maggiorino Gatti, e "La Cultura" la cui direzione viene affidata a Cesare Pavese. La casa editrice si avvalse di collaboratori come Cesare Pavese, Giaime Pintor, Elsa Morante, Massimo Mila, Norberto Bobbio, Elio Vittorini, Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Leone Ginzburg; quest'ultimo, di fatto il primo direttore editoriale della casa, venne assassinato dai nazisti nel 1944 a Roma, nelle carceri di Regina Coeli, in seguito a torture.

Il primo numero di La Cultura anche ultimo elaborato di Leone Ginzburg viene pubblicato nel marzo del 1934 subito dopo l'arresto dello scrittore.

Anni quaranta Durante gli anni quaranta la casa editrice è attiva in varie città italiane, la redazione romana e torinese viene affidata a Cesare Pavese e quella milanese a Elio Vittorini. Sarà quest'ultimo a dare continuità all'intreccio politico-culturale della casa editrice, facendo nascere la rivista «Il Politecnico». In questi anni, si può riscontrare anche la pubblicazione delle opere di Antonio Gramsci.

Sempre in questi anni la casa editrice arricchisce la sua produzione di saggistica (aprendosi all'antropologia e alla psicanalisi) diventando punto di riferimento anche per la narrativa italiana e straniera e per i classici, con le collane dei «Coralli», dei «Supercoralli» e dei «Millenni».

Anni cinquanta Dopo la morte di Cesare Pavese avvenuta nel 1950 la casa editrice, coordinata da Luciano Foà, inizia a promuovere nuovi autori italiani come Beppe Fenoglio, Franco Lucentini, Ottiero Ottieri, Graziella Romano, Mario Rigoni Stern, Anna Maria Ortese e Leonardo Sciascia.

Pubblicò nel dopoguerra i Quaderni e le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci. Dopo aver affrontato gli intensi anni della guerra, la casa torinese si prepara al periodo della ricrescita, vivendo gli anni cinquanta come un periodo di pieno fermento ed intensa attività editoriale, in cui l'Einaudi rafforza la propria immagine culturale a dispetto dell'idea di casa editrice “di partito” che aveva dato all'inizio della propria attività, politicamente schierata a sinistra. Tuttavia i grandi progetti del fondatore dovettero sottendere il confronto continuo con i dati economici poiché la volontà di imprimere al catalogo una ricchezza intellettuale costrinse l'editore a attingere a fondi privati, delineando un precario equilibrio finanziario.

Anni sessanta Durante gli anni sessanta il settore editoriale assunse sempre più i tratti di un ambito industriale in cui agiscono marcate forze imprenditoriali e si cominciò a parlare, in senso strettamente commerciale, di mercato e pubblico.

Se Elio Vittorini e Italo Calvino guidano la ricerca letteraria attraverso le collane di narrativa e la rivista Il menabò (1959-1967), Giulio Bollati coordina l'insieme delle proposte saggistiche e le collane di classici. Nel 1965, nascono due collane il Nuovo Politecnico e La ricerca letteraria, nel 1968 Serie politica e un anno dopo la collana Einaudi Letteratura.

Anni settanta Gli anni Settanta la casa editrice amplia il suo pubblico e i risultati di diffusione. Nella narrativa ottiene ottimi risultati il bestseller La storia di Elsa Morante, che vende circa un milione di copie. Sempre in questi anni vengono pubblicate le collane «Gli struzzi» e le «Centopagine» di Calvino. Nasce inoltre l'Enciclopedia in 15 volumi (1977-1982), diretta da Ruggiero Romano, in collaborazione di importanti studiosi di tutto il mondo.

Anni ottanta Le politiche editoriali all'interno di Giulio Einaudi Editore si pongono obiettivi e priorità differenti rispetto al passato, non si attua più una politica centrata sull'autore bensì si predilige la politica del best seller che permette successi copiosi ed immediati. Ciò ha condotto la casa torinese a una forte crisi identitaria.Ferretti G. C., Storia dell'editoria letteraria in Italia. 1945-2003, Torino, Einaudi, 2004 pp. 225-228. Infatti ebbe un periodo di forte crisi negli anni settanta e ottanta, che videro una collaborazione con la casa editrice francese Gallimard per proporre sul mercato italiano le celebri edizioni della Bibliothèque de la Pléiade. In particolare il 1983 è stato un anno chiave per la storia della casa editrice torinese in cui coincisero tre eventi che sarebbero già rilevanti se considerati singolarmente: la ricorrenza dei cinquant'anni di vita, la pubblicazione del catalogo storico e la crisi finanziaria.Ferrero E., I migliori anni della nostra vita, Milano, Feltrinelli, 2009 pp. 175-176. L'anno 1983 registra anche l'assegnazione, da parte del comune di Zafferana Etnea, del premio letterario Brancati.

Dagli anni novanta Nel 1994, Giulio Einaudi Editore fu acquistata dal Gruppo Mondadori.

Nel 1998 rilevò Edizioni di Comunità.

Nel 1999 Giulio Einaudi morì a Magliano Sabina. Gli succedette alla guida della casa editrice Roberto Cerati che condusse la casa editrice fino alla morte, avvenuta nel novembre 2013. Nell'aprile 2014 fu nominato presidente lo storico Walter Barberis.

L'estetica della casa editrice Emblema e loghi collane L'emblema della casa editrice consiste in una impresa, il cui corpo raffigura uno struzzo che stringe un chiodo nel becco e, sullo sfondo, un paesaggio con un castello e la cui anima reca la dicitura «Spiritus durissima coquit». La sua origine risale a prima del 1574, dal volume Dialogo delle imprese militari et amorose di monsignor Paolo Giovio, da lui ideata per Girolamo Mattei Romano.

L'emblema venne ripreso dalla rivista «La Cultura», acquistata da Giulio Einaudi nel 1934: dal 1938 appare sulle copertine dei cataloghi della casa editrice.Mauro Chiabrando, Il particolare superfluo. Atlante delle minuzie editoriali, Milano 2019, Luni Editrice.

La collana Einaudi Tascabili ha come logo uno struzzo che corre, privo del motto. Il disegno è stato realizzato nel 1951 da Pablo Picasso, che poi lo donò a Giulio Einaudi nel corso di un incontro avvenuto tra i due in una residenza dell'artista.

In occasione della Fiera di Francoforte nell'ottobre 2000 è stato presentato un nuovo struzzo d'artista realizzato da Giulio Paolini, che mostra uno struzzo stilizzato contenente quello originario, al fine di rappresentare una nuova spinta innovativa della casa editrice, al contempo attenta alla tradizione editoriale che la caratterizza.

Artisti per Einaudi La casa editrice si è caratterizzata, fin dalla sua nascita, per una stretta e florida collaborazione con artisti di vario titolo. Si annoverano pittori, scultori, illustratori e designer. Esistono anche esempi di scrittori-pittori, autori che oltre ad aver creato il testo dell'opera sono stati in grado di proporre la migliore proposta figurativa e iconografica per la copertina, l'esempio di maggior successo fu Carlo Levi.

Di seguito si elencano una serie di artisti che hanno collaborato nella realizzazione delle copertine delle principali collane della casa editrice:

Francesco Menzio, Bruno Munari, Albe Steiner, Max Huber, Mario Sturani, Elsa Morante, Luigi Spazzapan, Renato Guttuso, Pier Antonio Gariazzo, Domenico Purificato, Bruno Cassinari, Giuseppe Ajmone, Cesare Peverelli, Ennio Morlotti, Alfredo Chighine, Rinaldo Bergolli, Giuseppe Zigaina, Pietro Plescan, Renato Guttuso, Carlo Levi, Toti Scialoja, Emilio Tadini, Giuliano Scabia, Paul Strand, Gianni Berengo Gardin, Ugo Mulas, Giuseppe Penone, Gianfranco Baruchello, Giulio Paolini, Luigi Mainolfi, Nicola De Maria, Antonio Riello, Lorenzo Mattotti, Giuliano Della Casa, Marco Campedelli, Gabriele Basilico, Art Spiegelman, Giuseppe Palumbo, Lorenzo Ceccotti, Alessandro Gottardo, Igort, Giulio Paolini.

Le copertine La casa Editrice Einaudi ha ottenuto successo negli anni non solo grazie al contenuto letterario e culturale, che le sue pubblicazioni e testi offrono, ma anche grazie al suo stile tipografico e grafico.

Una delle personalità che maggiormente influenzò e contribuì a costruire precisi tratti grafici e identitaria alle collane della casa editrice fu Bruno Munari, artista e designer Italiano.

La collaborazione tra Bruno Munari e la casa editrice nacque nel 1953 quando le prime proposte creative dell'artista vennero accettate con estremo entusiasmo da Giulio Einaudi. Fin dall'inizio della loro collaborazione la casa editrice ripone molta fiducia nelle capacità del designer, affidandogli, non solo lo sviluppo grafico delle copertine e sopraccoperte di alcune collane, ma anche seguendo opinioni e giudizi dati dall'artista sull'operato della casa, in termini artistici.

Bruno Munari impresse un carattere distintivo molto forte a molte copertine della casa editrice tra le quali:

Il Menabò rivista di Elio Vittorini e Italo Calvino (1956) collana Saggi, tra cui il libro di Primo Levi Se questo è un uomo (1960) collana Piccola Biblioteca Einaudi (1960) collana Nuova Universale Einaudi (1962) Collezione di Poesia (1964) Nuovo Politecnico (1965) Einaudi Letteratura (1969) TantiBambini, collana composta da 66 libri (editi dal 1972 al 1976)

Collane Giulio Einaudi editore Problemi contemporanei Collana che vede la sua nascita del 1934, dedicata all'analisi delle realtà attuali. Riprende dopo la liberazione Italiana con una nuova serie.

Collezione di opere scientifiche di economia e finanza La sua prima pubblicazione risale al 1934, successivamente questa collana confluirà nei Manuali Einaudi.

Ricordi e documenti di guerra Collana nata nel 1935, che avrebbe dovuto ospitare memorie e documenti riguardanti la prima guerra mondiale, che a causa del sequestro non ebbero possibilità di essere pubblicate. Autore della collana Leonida Bissolati.

'Biblioteca di cultura storica Collana progettata da Leone Ginzburg. Il primo volume fu pubblicato nel 1935. Rilanciata nel 1969 e tuttora aperta, comprende libri di storia, fra cui spiccano, per numero di volumi stampati, opere di Fernand Braudel, Edward Carr, Renzo De Felice, Paolo Spriano, Franco Venturi e molti altri. Tra i consulenti che hanno contribuito alla realizzazione della collana si annoverano Federico Chabod, Delio Cantimori, Franco Venturi, Paolo Spriano, Ruggiero Romano, Corrado Vivanti, Carlo Ginzburg, Walter Barberis, Adriano Prosperi e Giuseppe Sergi.

Saggi

È una collana di saggistica varia, pubblicata dal 1937 ad oggi. Essa fu inaugurata da Voltaire politico dell'illuminismo di Raimondo Craveri. I suoi volumi si riconoscono dal color arancio dominante nella copertina.

Con quasi 1000 volumi pubblicati dal 1937 a 2019 i "saggi" hanno indicato e sviluppato una serie di linee culturali sempre sostenute da un forte impegno civile. Notevole rilievo hanno, oltre alla letterature e alla saggistica filosofica, le arti figurative, l'architettura, il cinema, la musica, l'archeologia, la storia e la scienza.

Collezione di scritti inediti o rari di economisti