Biografia

Friedrich Schiller nacque il 10 novembre 1759 a Marbach am Neckar, a 20 miglia circa da Stoccarda nel Ducato di Württemberg, unico figlio maschio di Johann Caspar Schiller (1733-1796), luogotenente dell'esercito del medesimo ducato, e di Elisabeth Dorothea Kodweiß (1732-1802).

Anni giovanili (1759-1775) La famiglia

Suo padre aveva inizialmente occupato uno degli ultimi ruoli della gerarchia militare, servendo l'esercito come chirurgo militare, occupazione considerata in Germania alla pari di quella dell'artigiano o del barbiere. Ricevuta la promozione a luogotenente partecipò alle Campagne della guerra dei sette anni, motivo per il quale Friedrich non poté vederlo fino all'età di due anni e mezzo quando suo padre tornò dopo essere stato promosso capitano.

La sua infanzia fu pertanto caratterizzata da un ambiente domestico affettuoso e femminile. Sua madre, Elisabeth Dorothea Kodweiss, figlia di un albergatore, era una donna gentile le cui virtù domestiche erano accompagnate da una non comune (anche se non dotta) intelligenza, un grande amore per la letteratura devozionale e da una fervente fede religiosa. Fu da lei che Friedrich ereditò la sua natura emotiva e altruista insieme con la sua onestà; da suo padre provenne invece l'infaticabile energia che temprò il suo carattere.Kenneth Dewhurst e Nigel Reeves, Friedrich Schiller: Medicine, Psychology and Literature with the first English edition of his complete medical and psychological writings, University of California Press, Berkeley and Los Angeles, 1978, p. 9.

L'educazione classica Tra i sei e nove anni, dopo essersi trasferito con la famiglia nel villaggio di Lorch sul Rems, Friedrich iniziò a prendere lezioni private di latino dal pastore Moser. Il capitano era fermamente convinto che il suo unico figlio dovesse beneficiare di un'educazione classica che lo avrebbe condotto alla vocazione di pastore, alla quale lui stesso aveva dovuto rinunciare a causa della prematura morte del padre.

Friedrich fu educato secondo la rigida tradizione luterana; la fede di sua madre era semplice e forte e suo padre credeva fermamente nel potere della Provvidenza di guidare l'uomo attraverso le avversità. Tuttavia l'influenza intellettualmente più significativa sul giovane Schiller l'ebbe il pastore Moser, il quale credeva profondamente che il compito del cristiano fosse perseguire l'unione mistica con Cristo e vivere nell'obbedienza dei comandamenti di Dio compresi ascoltando la voce della propria coscienza.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 10.

Tale idea influenzò molto Schiller che l'approfondì nel momento in cui, da studente di medicina, la rincontrò secolarizzata nel contesto dell'Illuminismo e della nascente psicologia. Fu questa l'origine del grande interesse che dimostrò successivamente per i meccanismi della vita interiore dell'individuo e il motivo per cui rimase particolarmente sensibile ai pericoli etici inerenti alla .Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 11.

Dopo che la famiglia si trasferì nel 1766 a Ludwigsburg studiò per tre anni alla scuola classica latino, greco ed ebraico come preparazione alla vita di Chiesa, verso la quale, sempre fortemente incoraggiato dal padre, si dirigevano i suoi pensieri. Era previsto che Friedrich, essendo uno studente diligente, avrebbe passato gli esami annuali e sarebbe quindi entrato alla scuola inferiore del monastero di Blaubeuren per poi passare a una scuola monasteriale superiore completando successivamente i suoi studi di teologia con una borsa di studio al Tübinger Stift. Alla scuola di grammatica di Ludwigsburg fu per la prima volta introdotto alla poesia e al teatro. Il duca Carlo II Eugenio di Württemberg richiedeva che tutti i suoi ufficiali, insieme con le loro famiglie, assistessero regolarmente all'opera italiana e agli spettacoli teatrali. Il fantastico mondo dell'opera, del teatro e del balletto, catturò ben presto l'immaginazione di Schiller che costruì addirittura un palcoscenico in giardino in cui si divertiva a mettere in scena rappresentazioni teatrali.

L'ammissione "forzata" all'accademia militare del Schloss Solitude

La famiglia Schiller dipendeva economicamente dal Duca e questo ebbe ripercussioni non indifferenti sulla vita di Friedrich. Quando Karl Eugen, in un periodo di stravaganza, tra il 1763 e il 1767 costruì nei pressi di Stoccarda lo Schloss Solitude (Palazzo di Solitude), abbattendo i boschi e circondandolo di giardini spettacolari, la cura di questi fu affidata al capitano Schiller (non più utile nel suo ruolo di militare dal momento che il Duca, dopo che gli furono negati i sussidi francesi, aveva perso il suo interesse bellico), il quale si trasferì nei pressi del palazzo con tutta la famiglia, lasciando Friedrich a Ludwigsburg per proseguire gli studi.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 12.Tale cambiamento non avrebbe inciso sulla vita di Friedrich se non fosse che fu proprio a Solitude che il Duca decise di fondare la struttura educativa (inizialmente pensata per gli orfani dei soldati e per i figli di artigiani e giardinieri) che si trasformò ben presto in un'accademia militare sotto il comando del colonnello von Seeger.

Il Duca, i cui agenti si erano informati sugli studenti brillanti delle scuole locali, invitò il capitano Schiller a mandare suo figlio all'accademia dove gli sarebbe stata offerta un'educazione gratuita. Con il dovuto rispetto, il capitano rispose che Friedrich era destinato a diventare un ecclesiastico e che siccome all'accademia non c'era nessuna facoltà di teologia avrebbe preferito permettere a suo figlio di frequentare, attraverso diverse scuole, il seminario della città universitaria di Tubinga, il Tübinger Stift. Ma quando il capitano Schiller fu convocato alla presenza del Duca capì che un'ulteriore resistenza alla sua volontà non sarebbe stata possibile.

L'insistenza del Duca si comprende considerando che Karl Eugen vedeva nell'accademia l'occasione di educare i giovani promettenti (per la maggior parte figli della borghesia) destinati a ricoprire posti importanti nel sua corte, nei ministeri e nell'esercito, e Friedrich era stato scelto come uno di questi.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 20.

La vita in accademia Molto riluttante il giovane Schiller decise di studiare legge all'accademia, dove il trattamento fu molto rigido, soprattutto nei primi anni dalla sua apertura. Agli studenti non era concesso tornare a casa, le loro lettere venivano censurate, non erano permesse vacanze, erano confinati nei limiti di Solitude e quando i genitori li andavano a trovare dovevano conversare in presenza di uno dei membri dello staff. Le regole dominavano ogni minuto del giorno.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 13.

Il Duca era considerato come il loro padrone, e a lui i genitori dovevano essere gratiDewhurst-Reeves, op. cit., p. 14.. Moltissima importanza veniva data al merito rispetto al quale venivano istituite delle classifiche e consegnati dei premi. Gli studenti vivevano in totale assenza di privacy, inoltre il Duca richiedeva che ognuno scrivesse dei rapporti sul carattere e gli atteggiamenti dei propri compagni.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 16.

Con la sua natura sensibile e la sua delicata costituzione, Schiller soffrì probabilmente più di ogni altro della dura routine dell'accademia, che prevedeva anche orari molto rigidi. La totale dipendenza della sua famiglia dal Duca non gli permetteva nemmeno di ribellarsi apertamente alle autorità.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 18.

Studente di medicina (1775-1780) Da legge a medicina: le ragioni della scelta Schiller aveva 16 anni quando l'accademia si trasferì a Stoccarda. La disponibilità di spazi più grandi diede l'opportunità a Karl Eugen di istituire le facoltà di filosofia, finanza, legge, belle arti, studi militari e medicina. La facoltà di medicina fu fondata per competere con la celebre Università di Tubinga.Dewhurst-Reeves, op. cit., pp. 31-32.

Schiller decise immediatamente di trasferirsi a tale facoltà anche se le ragioni che lo spinsero a cambiare non sono ben chiare e sono state a lungo discusse. Sua sorella sostenne che gli era semplicemente stato ordinato dal Duca. Il suo compagno e amico Wilhem von Hoven, che si trasferì insieme con lui, affermò che avevano entrambi deciso volontariamente di studiare medicina. Entrambi ritenevano che studiare medicina fosse un miglior approccio alla poesia e al teatro rispetto all'"arida, rigorosa giurisprudenza", sostenuti inoltre dall'esempio e dall'ispirazione di Albrecht von Haller che era riuscito a conciliare brillantemente medicina e poesia.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 32.

Inoltre bisogna considerare che, anche se desiderava ardentemente studiare poesia e teatro, Schiller aveva prudentemente accettato l'inevitabile necessità di doversi guadagnare da vivere una volta uscito dall'accademia, e la pratica della medicina gli sembrava un buon mestiere, sicuramente migliore di quello che gli avrebbe garantito la laurea in legge. Decise pertanto di lavorare duramente per poter completare gli esami il prima possibile in modo tale da poter guadagnarsi l'indipendenza.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 33.

Influenze significative Johann Friedrich Consbruch (1736-1810) Il professore di medicina preferito da Schiller era Johann Friedrich Consbruch (1736-1810) insegnante di fisiologia, patologia, semiotica e terapeutica per un totale di 16 ore alla settimana, le cui eloquenti e appassionate lezioni erano molto gradite al giovane. Era molto interessato all'interrelazione tra mente e corpo, oltre che al tema delle febbri maligne (sul quale scrisse una dissertazione esaminandone i segni e i sintomi e discutendo il ruolo di emetici e lassativi per il loro trattamento), e alla fisiologia. Questi ultimi temi furono entrambi trattati in seguito anche da Schiller.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 36.

Jakob Friedrich von Abel (1751-1829)

Il professore che più influenzò Schiller fu però Jakob Friedrich von Abel (1751-1829) insegnante di filosofia e psicologia: fu proprio Abel a destare in Schiller l'interesse sia per la nascente psicologia del tempo, che egli stesso promuoveva, sia per quella che oggi verrebbe chiamata psichiatria forense o, più precisamente, psicopatologia delle menti criminali.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 37. Agli studenti di medicina, Abel insegnava filosofia, psicologia e logica per due ore alla settimana, e Schiller assisteva a un numero superiore di sue lezioni rispetto a quanto era richiesto dal piano di studi. Abel era il professore più conosciuto e stimolante: nelle sue discussioni filosofiche preferiva generalmente il metodo induttivo, rimpiazzando in tal modo il ragionamento sistematico con un approccio empirico che spingeva gli studenti a ricercare gli esempi di psicologia umana nella vita e non nei libri di testo.Dewhurst-Reeves, op. cit., p. 38.

Tra Abel e Schiller si instaurò un'amicizia che perdurò anche dopo che quest'ultimo lasciò l'accademia. Fu Abel, che era solito citare passi di poesia, il primo a far conoscere Shakespeare a Schiller. Inoltre fu proprio l'influenza di Abel a stimolare l'interesse di Schiller riguardo alla relazione tra corpo e anima e tra la libertà mentale e spirituale dell'uomo. A questo proposito deve essere stato di particolare importanza il discorso all'assemblea scolastica nel dicembre 1776 tenuto da Abel sul genio, perfettamente collocato all'interno del nascente spirito dello Sturm und Drang.

Poesia e medicina