Biografia Nato a Sant'Angelo in Lizzola, dal 1616 Branca fu impiegato presso la Sacra Casa di Loreto, dove effettuò lavori tipici di un ingegnere rinascimentale: curò le riparazioni alla struttura, progettò monumenti funebri e migliorò le fortificazioni. Assunse inoltre un ruolo nel governo locale e curò gli interessi terrieri della Casa Sacra. Il suo lavoro lo condusse anche frequentemente ad Assisi e Roma. Ottenne la cittadinanza di Roma nel 1622.
Il volume Le machine
Branca progettò molti strumenti meccanici, una collezione dei quali dedicò a Cenci, il governatore di Loreto. Questi furono poi pubblicati a Roma nel 1629 in un libro intitolato Le machineTitolo esteso: Le machine: volume nuovo et di molto artificio da fare effetti maraviglio sì tanto spirituali quanto di animale operatione arichito di bellissime figure con le dichiarationi a ciascuna di esse in lingua volgare et latina. Del Sig. Giovanni Branca, Cittadino Romano. In Roma, 1629. . il libro, in ottavo, contiene 63 incisioni con le descrizioni in italiano e latino.
A differenza degli autori precedenti, Branca non ha la pretesa di aver realizzato molte delle macchine e in un caso è ancora incerto come la macchina in questione avesse dovuto funzionare. Nelle parole dello storico Alex Keller, le sue macchine "sembrano invenzioni studiate a tavolino che raramente hanno mai avuto alcuna omologa copia tridimensionale funzionante"Alex Keller, E. S. Ferguson, M. T. Gnudi, Agostino Ramelli, Giovanni Branca, Renaissance theatres of machines. Technology and Culture, Johns Hopkins University Press 19 (3): pp. 495–508..
Il cosiddetto motore a vapore di Branca appare nella 25ª tavola fuori testo de Le machine. Si compone di una ruota a pale piatte simile al sistema di propulsione di un battello fluviale, mostrata nell'atto di essere ruotata dal getto di vapore prodotto in un recipiente chiuso e rivolto alle palette attraverso un tubo (e quindi sarebbe più appropriato definirlo una turbina a vapore). Branca suggerisce che l'apparato potrebbe essere utilizzato per l'alimentazione di pestelli e mortai, rettificatrici, per sollevare l'acqua e tagliare il legno. Esso non ha alcuna relazione con ogni successiva applicazione della forza vapore e non è molto più di uno sviluppo della eolipila descritto da Erone di Alessandria nel primo secolo a.C.Dionysius Lardner, The Steam Engine Explained and Illustrated, Taylor and Walton, 1840, p. 23.
Opere Giovanni Branca, Le machine, a cura di Luigi Firpo, Utet 1977.
Note
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