Il Rinascimento tedesco fu una delle declinazioni del Rinascimento. Stretti tra gli importanti poli culturali dell'Italia e le Fiandre, nel corso del XV secolo i paesi di lingua tedesca stentarono a sviluppare una scuola artistica in grado di gareggiare alla pari con le altre scuole europee, sia pure con le dovute eccezioni, soprattutto nell'arte dell'intaglio. Fu solo con alcune figure decisive, tra cui quella di spicco di Albrecht Dürer, che anche l'area tedesca, tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo, abbracciò in pieno le tematiche rinascimentali, arrivando a traguardi memorabili e a una duratura influenza nell'arte dei paesi vicini.
Fu Dürer stesso a coniare la traduzione del "Rinascimento" in "Wiedererwachung", a conferma come egli fosse pienamente cosciente dell'importanza di tale processo storico.
Con la Riforma protestante, in un primo tempo l'arte venne sfruttata anche per la propaganda religiosa; in un secondo momento le rappresentazioni figurate vennero viste come una cattiva consuetudine legata all'ostentazione del cattolicesimo romano e si diede il via a una vera e propria iconoclastia, culminata dopo il 1530Zuffi, Cinquecento, cit., pag. 60.. Scrisse a tale proposito Luigi I di Baviera nel 1842: «Dove sorgeva la Riforma, l'arte figurativa tramontava»Cit. in Porcu, pag. 67..
Sviluppo storico e territoriale
La Germania si trovava alla soglie del XV secolo frammentata in parecchie decine di poteri locali, senza che l'autorità imperiale, di fatto, riuscisse a imporre il suo potere unitariamente, come avveniva in Francia o in Inghilterra. I vasti territori di lingua tedesca erano frammentati in principati praticamente autonomi, taluni vasti, taluni minuscoli, retti ora da un signore, ora da un vescovo, ai quali si aggiungevano poi le città "libere" imperiali, dotate di particolari statuti che le investivano di importanti privilegi commerciali e di un'ampia autonomia amministrativa. Tra queste ultime spiccavano le città della Lega anseaticaZuffi, Atlante, cit., pag. 48..
Il retaggio gotico Per tutto il XV secolo l'area tedesca fu dominata dall'influenza del mondo gotico, riuscendo a sviluppare alcune caratteristiche proprie molto stimate anche all'estero. Tra le zone artisticamente più attive, che spesso coincidevano con quelle dall'economia più florida, spiccavano le città anseatiche (con artisti come Bernard von Minden, il Maestro Francke), Colonia (patria dello "stile tenero" di Konrad von Soest o Stephan Lochner), Basilea (con lo stile severo e monumentale di Konrad Witz), l'Alsazia (Martin Schongauer e Nikolaus Gerhaert von Leyden)Zuffi, Atlante, cit., pagg. 48-59..
Apertura all'umanesimo
« Gli artisti tedeschi passano in secondo piano, quelli italiani, solitamente avidi di fama, ti rendono la mano, i francesi ti salutano come maestro. »
(Christoph Scheurl, 1509 Citazione tratta dal catalogo della mostra I volti della Riforma - Lutero e Cranach nelle collezioni medicee, 31 ottobre 2017- 7 gennaio 2018, Firenze, Galleria degli Uffizi, Giunti Editore; pag. 60.)
Il primo artista tedesco di rilievo che entrò in contatto con l'umanesimo italiano fu, per l'area alpina, Michael Pacher, pittore e scultore che aveva lavorato nella bottega di Francesco Squarcione a Padova (la stessa da cui uscì Mantegna), arrivando a padroneggiare uno stile in cui la ricchezza dell'ornato tipicamente gotico è inserita in spazi organizzati prospetticamente. La sua commistione tra razionalità anatomica e spaziale italiana e gli intensi valori espressivi nordici diede come frutto uno stile atipico, tra i più singolari nell'arte europea del secondo QuattrocentoZuffi, Atlante, cit., pag. 114..
In quegli anni l'arte tedesca elaborò alcuni modelli devozionali che ebbero poi una vasta diffusione. Tra questi la Bella Madonna, derivata da prototipi francesi ma di una più intensa, sorridente dolcezza, il Palmesel, cioè il Cristo sull'asino destinato a essere portato in processione durante la Domenica delle palme, le Crocifissioni caricate di accenti patetici, la Vesperbild, ovvero la Pietà con la Madonna che tiene il Cristo morto sulle ginocchiaZuffi, Atlante, cit., pag. 124..
Tra le figure chiave di questa stagione ci sono artisti come Hans Multscher, pittore e soprattutto scultore che lavorò in tutta la Germania meridionale fino al Tirolo e le Alpi, e Hans Memling, tedesco di nascita ma destinato a diventare una stella di prima grandezza della pittura fiammingaZuffi, Atlante, cit., pagg. 124-125..
Altari scolpiti e dipinti
.Tra le produzioni di maggior importanza spiccavano gli altari lignei a sportelli, complicate combinazioni di pittura, scultura e carpenteria architettonica, in cui si possono leggere i segni del graduale passaggio dal gotico a un timido Rinascimento, fino alle soglie delle trasformazioni più radicali seguenti la Riforma. Il legno, soprattutto di tiglio, si affermò presto come materiale di facile reperimento per la produzione artistica religiosa, con uno sviluppo soprattutto a partire dagli anni 1470 nella Germania centromeridionale. Oltre agli altari venivano prodotte altre parti dell'arredo ecclesiastico, quali pulpiti, tabernacoli, portali, tombe scolpite e stalli da coroZuffi, Atlante, cit., pag. 162..
Gli altari in particolare erano composti da una cassa, quasi sempre scolpita, e una coppia o più di ante mobili, che grazie alle cerniere montate permettevano di aprire e chiudere la pala, mostrandone parti diverse, a seconda della celebrazione liturgica da festeggiare. Le ante erano spesso dipinte oppure scolpite a bassorilievo o comunque con figure a sporgenza minore rispetto alla cassa centrale. Altri elementi di complemento erano di solito una predella alla base e un coronamento di cuspidi. Tutti questi elementi, dipinti, scolpiti, policromati e dorati, erano solitamente eseguiti all'interno delle medesime botteghe, specializzate in queste produzioni che richiedevano l'uso di più tecniche. Tra i maestri più noti in questa attività ci furono Michael e Gregor Erhart, Tilman Riemenschneider, Veit Stoss. Nonostante le numerose perdite dovute all'iconoclastia protestante, guerre, cambiamenti di gusto, il numero di altari scolpiti e dipinti conservato in Germania è ancora impressionante. Un altissimo numero di chiese e musei sparsi per tutto il territorio di area tedesca offre ancora un panorama incredibile della produzione di altari con straordinari casi di chiese che ne detengono intere collezioni
Allo splendore di ori e colori della produzione tradizionale, verso la metà del XV secolo Jörg Syrlin sostituì, nel coro del Duomo di Ulma, i colori naturali dei materiali e le venature del legno.
Umanesimo nordico
L'invenzione della stampa a caratteri mobili a Magonza, dal tedesco Johann Gutenberg nel 1455, fu una vera e propria rivoluzione culturale che, nel giro di qualche decina d'anni, portò a una straordinaria diffusione del libro, più economico e veloce da realizzare, con conseguenze nell'alfabetizzazione, nell'istruzione e nella diffusione della cultura in tutta EuropaZuffi, Atlante, cit., pag. 194..
Alla fine del XV secolo l'accesso a una cultura umanistica non era ormai più riservato a pochi centri d'avanguardia, ma si diffondeva lungo le vie commerciali in lungo e largo per il continente. L'area nordica in generale fu terra di vivace fermento, con moltiplicati contatti con l'umanesimo italiano. Se da una parte si diffondeva la cultura classica, dall'altro si facevano sempre più impellenti i richiami a una religiosità più intensa e diretta, in opposizione sempre più aperta agli scandali della Curia romana. Protagonista di questa stagione fu Erasmo da Rotterdam, ma anche Konrad Celtis, Johann Reuchlin, gli intellettuali dell'Università di Vienna, e i vari committenti acculturati, quali i principi elettori, i duchi, i cardinali, i finanzieri e gli intellettualiZuffi, Cinquecento, cit., pag. 20..
Se da un lato iniziava il declino dell'Hansa, dall'altro prosperavano moltissimi centri dall'Alsazia al Reno, fino alla ricca e colta Basilea.
La corte di Massimiliano I Legato all'Italia anche per vincoli matrimoniali, colto e imbevuto di umanesimo, Massimiliano I d'Asburgo cercò di dare un nuovo aspetto, aulico e classicheggiante, al suo impero radicato soprattutto nella zona alpina, dalla Svizzera a Trieste. Nel 1501 affiancò all'Università di Vienna, allora ancora dominata dalla scolastica, il collegium poetarum et mathematicorum d'impronta umanistica, invitandovi come docenti numerosi intellettuali e umanisti italianiZuffi, Atlante, cit., pag. 184..
Massimiliano stabilì la sua corte nella piccola ma elegante Innsbruck, al centro del Tirolo, dove diede avvio a importanti imprese artistiche, come una serie di incisioni celebrative e la realizzazione di un corteo di statue bronzee colossali da destinare al suo sepolcro. A lui si presentarono i più grandi ingegni del suo tempo, da Dürer ad Altdorfer, da Cranach il Vecchio a Burgkmair, fino allo scultore Peter Vischer il Vecchio, il poeta Conrad Celtis, il geografo Georg Peutinger, l'astronomo Erhard Etzlaub e l'umanista Willibald Pirckheimer. Se alla sua corte l'architettura restava legata all'arte gotica, in pittura si sviluppò la cosiddetta scuola danubiana, impostata a una maggiore predominanza del paesaggio sulle figure, che ebbe forti echi internazionali.
Con la morte dell'imperatore nel 1519 il passaggio del potere a suo nipote Carlo V segnò un brusco spostamento dell'asse dell'impero, con un rapido declino della corte tirolese, dove però si continuò a lavorare al mausoleo di Massimiliano per decenni.
A Innsbruck si ebbe comunque una rinascita artistica dopo il 1564, quando l'arciduca Ferdinando II d'Asburgo ereditò il titolo di conte del Tirolo, trasferendovisi. A lui spetta il rinnovo del castello di Ambras, dove posizionò le sue raccolte, tra cui anche una celebre Wunderkammer, una delle più ricche e integre d'EuropaZuffi, Cinquecento, cit., pag. 167..
L'arte dell'incisione
Durante tutto il Cinquecento, l'arte dell'incisione si diffuse rapidamente, affermandosi presto come il più efficace e rapido mezzo per la diffusione di idee figurative. Uno dei primi grandi maestri incisori, divenuto celebre in tutta Europa, fu Martin Schongauer, di base a Colmar, seguito presto dall'altissimo culmine espressivo delle stampe di Albrecht Dürer, originario di NorimbergaZuffi, Cinquecento, cit., pag. 107..
La facile ed economica diffusione delle incisioni, spesso allegate alle opere a stampa a titolo di illustrazioni (facendo rapidamente eclissare l'arte della miniatura), offre ad artisti e semplici appassionati un nuovo, potenzialmente enorme, serbatoio di temi iconografici da cui attingere. Accanto alle novità infatti si diffondono presto anche le riproduzioni di grandi opere d'arte del passato, prima antiche e poi anche moderne, che permettono un'inedita e rapida diffusione delle novità artistiche.
Se nel XV secolo l'incisione era stata praticata soprattutto dai pittori, nel corso del XVI secolo si andò delineando la figura dell'incisore professionista, dedito all'espressione esclusivamente tramite la stampa.
Sassonia La corte dell'elettore di Sassonia Federico il Saggio a Wittenberg fu un importante circolo culturale. Visitando Norimberga nel 1496 rimase colpito dal talento del giovane Albrecht Dürer, al quale commissionò tre opere, diventando il suo primo, importante committente: un ritratto, eseguito rapidamente con la veloce tecnica della tempera, e due polittici per arredare la chiesa che andava costruendo nel castello di Wittenberg, sua residenza: l'Altare di Dresda e il Polittico dei Sette Dolori. Artista e committente avviarono un durevole rapporto che si mantenne negli anni, anche se Federico spesso preferiva a Dürer il coetaneo Lucas Cranach, che divenne pittore di corte e ricevette anche un titolo nobiliarePorcu, cit., pag. 42..
Gli anni d'oro di Norimberga