Eppur non basta è il primo album del cantautore italiano Marco Parente, pubblicato nel 1997.

Descrizione Uscito nel marzo del 1997 per la collana Taccuini del Consorzio Produttori Indipendenti, Eppur non basta è l'esordio di Marco Parente. Il titolo è una citazione di un verso della poesia È finita l’estate del poeta russo Arsenij Tarkovskij, recitata nel film Stalker del figlio Andrej.

Il brano Oio è cantato in duetto con Carmen Consoli.

Il disco viene ristampato in edizione speciale nel 1998, con l'aggiunta di due bonus tracks: l'inedito Oggi si ride e la cover Gharbzadegi, realizzata in compagnia dei La Crus per il tributo The Different You - Robert Wyatt e noi.

Stefano Bollani realizzerà una cover de Il mare si è fermato nel suo album Småt Småt del 2003.

Tracce Eppur non basta (intro) - 0:48 Eri - 4:13 L'ultima cena - 4:00 Oio con Carmen Consoli - 5:07 Il mare si è fermato - 6:00 Sopra sopra - 2:58 Buone prestazioni - 4:28 Musica per - 3:24 Eppur non basta - 3:59 I fuochi di fine millennio - 4:54 L'aggio scritt'a canzone - 2:34 Eppur non basta (ripresa) - 2:27 Oggi si ride - 4:59 Gharbzadegi con La Crus - 4:21

Note Musicisti Marco Parente: Voce, chitarre, pianoforte, trattamenti Paolo Clementi: viola, arrangiamenti Erika Giansanti: viola, arrangiamenti Luca Marianini: tromba, filicorno, arrangiamenti Giovanni Dall'Orto: basso, contrabbasso, chitarra-slide, arrangiamenti Jeppe Catalano: batteria, arrangiamenti

Altri musicisti Carmen Consoli: voce in Oio Mauro Ermanno Giovanardi (voce), Cesare Malfatti (campionamenti, grooves, chitarre), Paolo Milanesi (tromba), Stefano Bollani (piano) in Gharbzadegi

Crediti Testi e musiche di Marco Parente, eccetto "L'aggio scritt'a canzone" (testo di Eduardo De Filippo/musica di Marco Parente) e "Gharbzadegi" (testo e musica di Robert Wyatt). Registrato allo Studio Emme di Calenzano (Firenze) da Giovanni Gasparini. Mixato da Giovanni Gasparini assistito da Marco Parente, eccetto "Oggi si ride" (mixato e registrato da Paolo Mauri assistito da Marco Parente) e "Gharbzadegi" (registrato al Che Studio di Milano da Cesare Malfatti).

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