Agiografia Tutto ciò che si conosce di questo santo è contenuto nella lettera che Dionisio di Alessandria scrisse a Fabio di Antiochia per fare un resoconto delle persecuzioni nella sua città e nella quale sono descritti in particolare i terribili eventi verificatisi all'epoca dell'imperatore Decio (249-251). Lunghi estratti di questa lettera sono noti grazie a Eusebio di Cesarea, che li inserì nella sua Historia Ecclesiastica.Bibliotheca sanctorum, XI, col. 855.
Dopo aver parlato di diversi cristiani martirizzati, Dionisio descrive il martirio di Serapione. Il tutto sarebbe partito da false accuse mosse ai cristiani da un impostore, che provocarono un vero e proprio pogrom. Entrati nella casa di Serapione, i persecutori, dopo averlo sottoposto a diverse torture, gli ruppero le giunture delle ossa; ma Serapione mantenne ferma la sua fede cristiana. I suoi aguzzini decisero perciò di gettarlo fuori dalla finestra della sua casa a testa in giù.
Culto La memoria di questo santo è assente nelle tradizioni agiografiche orientali. In quelle della Chiesa latina, Serapione fu inserito da Floro di Lione nel suo martirologio, assieme ad altri martiri alessandrini. La memoria del solo Serapione è menzionata nei martirologi di Adone di Vienne e di Usuardo.Bibliotheca sanctorum, XI, coll. 855-856.
Con Cesare Baronio la memoria di san Serapione fu inserita nel Martirologio Romano alla data del 14 novembre, che fu spostata al 20 febbraio nel martirologio riformato dopo i decreti del concilio Vaticano II:Martirologio romano, 2004, p. 214.
Questo santo non va confuso con l'omonimo san Serapione di Alessandria, martirizzato sul rogo all'epoca di Settimio Severo e la cui memoria liturgica cade il 13 luglio.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Santi per nome Categoria:Santi del III secolo Categoria:Martiri cristiani