Biografia È interno all'Ospedale Psichiatrico della Maddalena, già prima di laurearsi nel 1896. Inizia poi a pubblicare i risultati dei suoi primi studi, tra i quali "Studio sul disturbo del linguaggio", e su di un caso di paralisi infantile sugli "Annales Médico-Psicologiques Paris". Nel 1907 ad Aversa, già sede del primo Manicomio Civile, subentra nella direzione a Gaspare Virgilio, occupandosi delle cure agli ammalati e della organizzazione generaleQuesto quanto scriveva, nel 1907, Enrico Ferri, noto studioso, negli Annali della "Scuola Positiva": "In Italia il Saporito, succedendo al Virgilio nella direzione del Manicomio di Aversa, ha fatto di questo - col lavoro degli stessi pazzi delinquenti - un manicomio giudiziario modello, col razionale trattamento dei reclusi e con larga applicazione del lavoro, divenendo molto redditizio; tanto che non esitai, in seguito alla più recente visita ivi fatta (nel 1926) con gli allievi della mia Scuola di applicazione Giuridico-Criminale di Roma, a dichiarare che il Manicomio giudiziario di Aversa è superiore per ordinamento interno, anche al famoso manicomio criminale di Broadoor in Inghilterra"., con criteri molto innovativi. Poi gli fu assegnato un nuovo edificio come struttura per accogliere l'ospedale, l'ex Castello Aragonese ubicato nel centro storico di Aversa. I suoi studi sull'antropologia criminale sono analizzati in Italia che all'estero. Si occupa di perizie in qualità di ispettore sanitario, come quella sul brigante Giuseppe Musolino, quella a Vincenzo Paternò, uccisore della Contessa Giulia Trigona di S. Elia e quella ad Antonio Gramsci, di cui ritenne “non assolutamente indispensabile” alla cura del detenuto il suo trasferimento in un ospedale civile o la sua eventuale liberazione il 18 aprile 1933.
Sin dagli inizi del '900 si impegna nella politica attiva nell'amministrazione di Aversa come consigliere comunale. Appartenente al partito ministeriale, è tra i sostenitori prima di Pietro Rosano e poi di Carlo Schanzer. Rimane sempre fuori dalle lotte intestine che pervadono la politica di Terra di Lavoro, ed è ricordato un suo discorso al Consiglio Comunale di Aversa del 1914. Dal 1920 al 1930 pubblica una serie di studi psichiatrici, sociali e giuridici che vengono esposti in vari congressi accademici. Sarà lui a scrivere nel 1946 la perizia psichiatrica che dichiarerà Leonarda CianciulliRagozzino 1983, ivi., la saponificatrice di Correggio (RE), totalmente insana di mente, perizia che non verrà accolta dal tribunale di Reggio Emilia, che riconoscerà invece all'omicida solo un'infermità parziale e la condannerà alla detenzione in un manicomio giudiziario. L'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa porta il suo nome, così come una delle principali arterie della città.
Pubblicazioni Annales Médico-Psicologiques Paris (1906) Studio sul disturbo del linguaggio (1906) Criminali ed alienati (1907) Il manicomio di Aversa in rapporto alla legge ed ai progressi della tecnica manicomiale (1907) Sugli incorreggibili ed il loro governo razionale (1908) Il congresso di antropologia criminale di Colonia (1911) Sullo stato di mente di Vincenzo Paternò (1912) Gli eterni giudicabili dal lato antropologico e dal lato giuridico (1912) Il manicomio criminale ed i suoi inquilini (1913) L'idoneità al dibattimento degli imputati ammalati di mente (1916) L'assistenza dei pazzi criminali in Italia e all'estero (1918) Epilessia e delitto (1918) Il presente e l'avvenire dell'antropologia criminale (1918) La riforma penale – Riflessioni di un biologo - (1927) La funzione sociale del manicomio criminale (1929) Aspetti particolari del lavoro carcerario (1935) Lo studio della personalità del delinquente (1938) Il binomio Giudice-Biologo (1938) I plessi criminogeni (1952)
Note
Bibliografia Domenico Ragozzino, L'opera di Filippo Saporito e la modernità del suo pensiero, Istituto di Studi Atellani, 1983