Il Manual of Nearctic Diptera è un trattato di entomologia, pubblicato, nell'arco di un decennio, nella seconda metà del XX secolo, interamente dedicato alla tassonomia e alla filogenesi dei Ditteri dell'ecozona neartica.
Anche se limitata fondamentalmente alla trattazione dei ditteri di una delle sette regioni zoogeografiche del pianeta, l'opera rappresenta una pietra miliare della letteratura scientifica in materia di ditterologia, per il volume dei contenuti sviluppati, il grado di approfondimento, il numero di autori coinvolti nel progetto. A questi aspetti si devono aggiungere alcune importanti peculiarità: la standardizzazione della terminologia adottata nelle descrizioni morfologiche, l'uniformità delle rappresentazioni grafiche, e, sia pure con alcune incongruenze, la coerenza in ambito tassonomico.
Il risultato di quest'opera è di rilevanza tale che, a distanza di oltre un ventennio dall'uscita dell'ultimo volume, rappresenta ancora uno dei riferimenti bibliografici fondamentali e un modello sulla cui falsariga sono stati sviluppati o sono in corso di sviluppo altri trattati analoghi, dedicati ai Ditteri di altre regioni zoogeografiche.
Ambito tematico e contesto storico L'ordine dei Diptera è, per il numero di specie, per la diffusione, per l'interesse biologico, per le implicazioni di natura economica, medica, tecnologica, uno dei più importanti nell'ambito della classe degli Insetti. Questi insetti, comunemente chiamati mosche, moscerini, zanzare o, in inglese, con i nomi comuni generali di true flies ("vere mosche") o two-winged flies ("mosche a due ali"), sono stati oggetto di attivi studi da parte dei naturalisti del XVIII e XIX secolo. La sostanziale uniformità morfologica che caratterizza questo ordine, tuttavia, ha portato alla produzione di un'ingente mole di informazioni che ha richiesto, per oltre un secolo e mezzo, un lento e faticoso lavoro di revisione della terminologia specifica, dell'interpretazione delle omologie, della sistematica, della nomenclatura.
A partire dalla metà dell'Ottocento, all'opera fondamentale dei naturalisti "generalisti" si è sostituita quella più specifica e approfondita di entomologi spesso specializzati in materia di ditterologia e, nell'ambito di questa, nello studio di gruppi sistematici più o meno ristretti, talvolta limitati a singole famiglie o a gruppi di famiglie filogeneticamente vicine. Dall'Ottocento agli anni cinquanta del Novecento, la letteratura sviluppata ha migliorato e incrementato notevolmente le conoscenze, ma al tempo stesso ha prodotto un quadro confuso e controverso in quanto caratterizzato da molteplici incongruenze sia nella terminologia specifica sia nella nomenclatura tassonomica.
Dagli anni cinquanta agli anni sessanta, gli studi sulla tassonomia dei Ditteri si sono arricchiti con l'elaborazione dell'analisi cladistica. Basti pensare che uno dei ditterologi più insigni del XX secolo, Willi Hennig, è ritenuto uno dei padri della moderna cladistica. È in questa fase storica che vengono prodotti i primi tentativi di riordino organico della tassonomia dei Ditteri, soprattutto a cavallo fra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà degli anni settanta, ad opera di Colless & D.K. McAlpine (1970Donald Henry Colless, David Kendray McAlpine. Diptera. In: The Insects of Australia: A Textbook for Students and Research Workers. Melbourne University Press, 1970: 656-740. (In inglese)), Hennig (1971, 1973Willi Hennig. Diptera (Zweiflüger). In: J.G. Helmcke, D. Starck, H. Vermuth (a cura di) Handbuch der Zoologie, Eine Naturgeschichte der Stämme des Tierreiches. IV. Band: Arthropoda - 2- Hälfte: Insecta. 2. Teil: Spezielles. Berlin, De Gruyter, 1973. ISBN 311004689X. (In tedesco).), Griffiths (1972Graham Charles Douglas Griffiths. The phylogenetic classification of Diptera Cyclorrhapha, with special reference to the structure of the male postabdomen. The Hague, Series Entomologica 8, Dr. Junk, 1972.), Rohdendorf (1974Boris B. Rohdendorf, Brian Hocking, Harold Oldroyd, George E. Ball. The Historical Development of Diptera. University of Alberta, 1974. ISBN 0-88864-003-X. (In inglese).), Steyskal (1974). Gli schemi tassonomici di questi contributi, concentrati nell'arco di un decennio, erano tuttavia basati su presupposti fondamentalmente differenti, con criteri su base cladistica (Hennig, Steyskal), morfologica (Griffiths), evoluzionistica (Rohdendorf) e arrivavano a divergere notevolmente. In definitiva, i primi tentativi di riordino tassonomico si identificavano con opere di singoli Autori o facevano capo, comunque, a differenti scuole e mancavano di una coordinazione finalizzata alla standardizzazione dei criteri.
Il Manual of Nearctic Diptera si sviluppa come lavoro che riunisce in modo coordinato i contributi di un ampio gruppo di esperti e presenta perciò i requisiti per una larga condivisione da parte della comunità scientifica. Va precisato, tuttavia, che alcune incongruenze si riscontrano anche in quest'opera (cfr. paragrafi successivi).
Va inoltre precisato che, contemporaneamente alla pubblicazione dell'opera, nel corso degli anni ottanta, si sviluppano studi paralleli che divergono nell'impostazione tassonomica e che sono successivamente ripresi nei lavori del ventennio successivo, modificando perciò - almeno in alcune parti - l'albero sistematico proposto dal Manual of Nearctic Diptera. L'opera non va intesa perciò come definitiva, bensì come un contributo fondamentale al lento processo di definizione dell'albero tassonomico dell'ordine, che si articola in una complessa e controversa letteratura prodotta nell'arco di sessanta anni. Alla fine del primo decennio del XXI secolo manca ancora uno schema tassonomico universalmente condiviso e le continue revisioni proposte ogni anno divergono talvolta sia nella tassonomia dei taxa di rango elevato sia in quella dei taxa di rango inferiore.
Il Manual of Nearctic Diptera differisce sostanzialmente dai tradizionali cataloghi perché non si configura come un inventario di specie, giacché la trattazione dei taxa si ferma al rango di genere e perché dedica gran parte del contenuto alla descrizione della morfologia e della biologia dei taxa e alla loro determinazione. La dimensione del contesto operativo, peraltro, che si identifica in un'intera regione zoogeografica, ha consentito la raccolta di una considerevole mole di informazioni in una sola operam. Basti pensare che il Manual of Nearctic Diptera tratta circa 2150 generi distribuiti fra 108 famiglieJ.F. McAlpine et al (1981). Introduction: 1-7. In .
L'ambito geografico di riferimento è costituito dai territori nordamericani del Canada e degli Stati Uniti d'America, comprese l'Alaska e la Florida, la Groenlandia e le Bermude. I territori del Messico sono compresi fino a gran parte dell'Altopiano centrale, considerando come confini con l'ecozona neotropicale i limiti che separano, da un lato, le alture su cui si estendono le foreste miste di latifoglie e aghifoglie, le praterie e le macchie xerofile e il deserto, dall'altro i bassopiani occupati da associazioni vegetali prettamente tropicali. Nelle chiavi analitiche sono stati inclusi anche generi assenti nel Neartico ma presenti in aree limitrofe, perché presumibilmente potrebbero rinvenirsi anche nella regione neartica. Infine, la trattazione era dichiaratamente incompleta in merito ai ditteri del Messico centrale, area ancora poco conosciuta.
Lo sviluppo del progetto Il progetto del Manual of Nearctic Diptera nasce negli anni sessanta da un'iniziativa di un ente di ricerca governativo del Canada su proposta di James Chillcott, allora direttore della Sezione Ditteri dell'Entomology Research Institute di OttawaIn seguito rinominato come Biosystematics Research Institute.. Obiettivo del progetto era la realizzazione di una risorsa bibliografica aggiornata che si sostituisse all'ormai obsoleto Families and Genera of North America Diptera (Curran, 1934). Il progetto viene autorizzato formalmente all'inizio del 1966 dal settore scientifico del dipartimento dell'agricoltura canadese (Research Branch, Agriculture Canada). Lo stesso Chillcott fu incaricato di dirigere il progetto con il coordinamento di un ristretto gruppo editoriale, composto da ricercatori dell'ente governativo, e con il contributo di oltre 50 specialisti, fra cui comparivano molti esperti internazionali in materia di tassonomia dei Ditteri.
Poco più di un anno dopo sopraggiunse la morte di Chillcott, nell'aprile del 1967. Lo sviluppo del progetto fu portato avanti dal gruppo editoriale, ma problemi di natura finanziaria e organizzativa hanno causato un forte rallentamento, interferendo sia con i tempi sia con la struttura della pubblicazione. Il programma prevedeva la stesura di due volumi da pubblicare contemporaneamente, ma i suddetti problemi hanno comportato l'uscita, nel 1981, del solo primo volume. All'epoca era prevista l'uscita del secondo volume a breve distanza di tempo, ma questo fu pubblicato sei anni dopo, nel 1987. Contestualmente alla preparazione del secondo volume ci fu una modifica alla struttura dei contenutiJ.F. McAlpine (1987). Preface: v-vi. In : in origine era prevista la trattazione della filogenesi in un unico capitolo nel secondo volume, ma l'argomento fu invece articolato in tre capitoli separati in un terzo volume, pubblicato nel 1989, a distanza di nove anni dall'uscita del primo.
L'opera L'opera, nel suo impianto definitivo, si compone di tre volumi, per complessive 1581 pagine articolate in 116 capitoli, così ripartiti: primo volume: capitoli 1-48; 674 pagine (1-674) compreso l'indice; secondo volume: capitoli 49-113; 658 pagine (675-1332), compresi l'indice e un'appendice in calce riportante correzioni e integrazioni ai contenuti del primo volume; terzo volume: capitoli 114-116; 249 pagine (1333-1581), compresi l'indice e un'appendice per correzioni e integrazioni ai volumi precedenti.
L'organizzazione dei contenuti è così strutturata: Volume 1: Cap. 1: introduzione a cura del gruppo di coordinamento editoriale. Cap. 2: morfologia e terminologia standard relativa agli adulti. Cap. 3: morfologia e terminologia standard relativa agli stadi giovanili. Cap. 4: chiavi analitiche per la determinazione delle famiglie in base all'esame morfologico degli adulti. Cap. 5: chiavi analitiche per la determinazione delle famiglie in base all'esame morfologico delle larve. Capp. 6–29: famiglie dei Ditteri inferiori (Nematocera). Capp. 30–48: famiglie dei Brachiceri inferiori (Orthorrhapha). Volume 2: Capp. 49–53: famiglie dei Ciclorrafi inferiori (Aschiza). Capp. 54–113: famiglie dei Ciclorrafi superiori (Schizophora). Volume 3: Cap. 114: filogenesi e sistematica dei Nematocera. Cap. 115: filogenesi e sistematica degli Ortorrhapha. Cap. 116: filogenesi e sistematica dei Cyclorrhapha (Muscomorpha sensu McAlpine).
I capitoli iniziali sono di particolare importanza perché definiscono le linee guida per l'uniformità dei contenuti sviluppati dai differenti Autori. Storicamente, infatti, la terminologia specifica adottata in materia di morfologia dei Ditteri è condizionata dal ricorso frequente a sinonimie o, addirittura, a omonimie, aspetto che talvolta ha generato confusione, se non vere e proprie controversie, nell'interpretazione delle omologie. La standardizzazione della terminologia adottata nell'opera, per quanto non universalmente condivisa da tutti i ditterologi, ha favorito la propagazione di una terminologia più uniforme e meno ambigua nella letteratura prodotta dagli anni ottanta ad oggi. Per quanto priva di ufficialità, la terminologia proposta nel Manual of Nearctic Diptera rappresenta uno standard de facto, in quanto ancora oggi è adottata dalla maggior parte dei ditterologi.