La storia della Mercedes-Benz è una storia assai complessa e articolata che ha inizio nel 1926 dopo la fusione tra Daimler-Motoren-Gesellschaft e Benz & Cie. nel gruppo Daimler-Benz. Il precedente marchio automobilistico Mercedes, utilizzato fino a quel momento esclusivamente dalla Daimler, cambiò così in Mercedes-Benz.

Storia I primi anni

Dopo la nascita del marchio, a seguito della fusione tra DMG e Benz, la situazione economica non era delle più facili, ma il neoeletto presidente del consiglio di amministrazione, Wilhelm Kissel, riuscì a traghettare l'azienda, e quindi anche la divisione automobilistica, attraverso i bui periodi del post-fusione, ed in seguito anche della Grande depressione e dei suoi effetti negativi sull'economia mondiale. Il grande Ferdinand Porsche, già capo progettista alla Daimler Motoren Gesellschaft, venne confermato anche dopo la fusione. Il vulcanico genio dei motori, però, aveva ancora in mente per la produzione Mercedes-Benz diverse idee riguardanti vetture di prestigio, idee che però dovevano essere messe da parte, almeno temporaneamente, poiché l'inflazione avutasi nella prima metà degli anni venti del XX secolo aveva messo in difficoltà l'economia del Paese e molti degli ex potenziali acquirenti andavano più cauti nelle loro spese, specie per vetture grandi e costose come le Mercedes prima e le Mercedes-Benz dopo. Ferdinand Porsche, proprio per questo, propose anche di costruire una vettura di fascia più bassa, ma dal corpo vettura leggero, una vera e propria utilitaria ante-litteram. Il direttivo, però, bocciò quest'idea e preferì estendere la sua gamma verso il basso con modelli come la W01, che però rimase allo stadio di prototipo, e la 8/38 PS, di fattura tradizionale, tutt'altro che leggera e che a differenza della W01 fu immessa nel mercato, venendo equipaggiata con un motore da 2 litri e 38 CV. Non mancarono però anche vetture di fascia più alta, come la gamma W03 e le lussuose Typ 400 e Typ 630, evoluzioni di due modelli della precedente gamma Mercedes.

Porsche però non era d'accordo ad estendere la gamma verso il basso, non almeno in quel modo, ritenuto da lui insufficiente per accaparrarsi un'adeguata fetta di clientela, e così si arrivò alla rottura tra quest'ultimo e la Daimler-Benz, rottura culminata con le dimissioni del tecnico, che lasciò la Casa tedesca all'inizio del 1929, sostituito da Hans Nibel.

Nel frattempo, le vetture Mercedes-Benz presero ad essere prodotte con minori costi, grazie all'introduzione, per la prima volta in Germania, della catena di montaggio, voluta dal direttore dello stabilimento di Sindelfingen, Wilhelm Friedle. Purtroppo, però, le varie ottimizzazioni sarebbero costate anche numerosi posti di lavoro. Tale decisione venne adottata anche a causa del crollo della Borsa di New York nel 1929, in seguito al quale venne avviato un progetto per una vettura economica, da inserire in gamma al di sotto della Typ 200 Stuttgart, a sua volta evoluzione della 8/38 PS. Il nuovo modello, la 170 W15, introdusse la novità delle sospensioni a ruote indipendenti, dando nuovamente il via alla grande carrellata di innovazioni proposte da Mercedes-Benz

L'avvento del Nazionalsocialismo

Nel 1933, con l'ascesa al potere di Adolf Hitler, appassionato di automobili ed in particolare di Mercedes-Benz, la Casa riuscì a superare relativamente bene gli anni della crisi economica. Il Führer sostenne lo sviluppo e la rinascita delle Case automobilistiche mediante l'abolizione o la riduzione di tasse troppo salate che impedivano ai potenziali clienti l'acquisto di autovetture. In questo modo, il settore automobilistico in Germania riprese a divenire florido, ed in particolare alla Mercedes-Benz, dove i premi di produzione tornarono ad essere pagati come una volta.

Hitler auspicava, tra l'altro, anche una massiccia motorizzazione di massa in Germania, visto che altri Paesi erano a livelli sensibilmente superiori: da qui nacquero tutte quelle vicissitudini che in seguito avrebbero portato tra l'altro alla nascita della cosiddetta "auto del popolo", in tedesco Volkswagen, ossia del Maggiolino.

Rimanendo nell'ambito della "stella a tre punte", la Mercedes-Benz dovette ricredersi sull'idea di Ferdinand Porsche di realizzare una vettura popolare, poiché le avrebbe aperto nuovi settori di mercato fino a quel momento sconosciuti e procurato nuovi sbocchi commerciali e più ampie fette di clientela. Da lì nacquero in seguito i modelli 130, 150 e 170H, destinati però ad uno scarso successo commerciale. Nel frattempo, andavano avanti a passo sostenuto gli studi per il motore diesel ed una sua possibile applicazione in un'autovettura. Dopo alcuni prototipi di varie fasce di mercato rimasti tali, nel 1936 Mercedes-Benz lancia la 260D, prima vettura di serie al mondo dotata di motore diesel. Nello stesso periodo venne lanciata anche la 170V, destinata ad un successo duraturo, anche nel dopoguerra.

Nei successivi tre anni prima dello scoppio della guerra, la produzione Mercedes-Benz crebbe a tal punto che nel solo 1938 vennero prodotte ben 42.687 vetture, delle quali circa la metà erano destinate all'esportazione. La sola Mercedes-Benz contava a questo punto su ben 35.123 dipendenti, contro i 9 000 scarsi del 1932 e la densità automobilistica in Germania era arrivata ad una vettura ogni 44 abitanti, mentre all'inizio del decennio era invece di una ogni 97 abitanti.

Ma nel 1939, Hitler accaparrò per sé stesso tutte le materie prime, carburanti, ecc., da impiegare per la costruzione di veicoli di terra, mare e cielo atti all'impiego militare. Tutte le aziende, compresa la Daimler-Benz, rimasero senza la possibilità di produrre alcunché, e sarebbero giunte sull'orlo del collasso se non fosse stato imposto loro di cominciare quella produzione a fini bellici fortemente voluta dal Führer.

La seconda guerra mondiale

Con l'arrivo della guerra, la maggior parte della produzione Mercedes-Benz venne quindi convertita a scopi militari, anche se alcuni modelli lanciati in precedenza continuarono ad essere prodotti, almeno per qualche tempo, ma in quantità assai limitate, e destinate quasi esclusivamente ad un impiego bellico, dal momento che il regime nazista impose l'utilizzo esclusivo di carburanti e materie prime per la produzione di mezzi di trasporti unicamente a scopo militare o di assistenza, come per esempio le ambulanze. Inoltre, venne vietata la vendita di auto nuove a privati: chiunque avesse ordinato una vettura nuova poco prima di tale divieto, reso operativo il 3 settembre 1939, doveva attendere la fine della guerra.

La situazione, critica per la Mercedes-Benz, ma anche per la Casa madre, la Daimler-Benz, ebbe tra le conseguenze più immediate l'applicazione dell'alimentazione a gas per alcune vetture, ma si ebbero anche eventi molto più nefasti, come la morte, nel 1942, di Wilhelm Kissel, deceduto per un infarto dopo aver appreso che suo figlio, partito per il fronte, era caduto in guerra. Al suo posto arriverà Wilhelm Haspel. Il culmine verrà raggiunto nel 1944 quando avvenne l'irreparabile con il bombardamento di gran parte degli stabilimenti del colosso tedesco: Sindelfingen, Untertürkheim, Berlin-Marienfelde e Mannheim caddero sotto i bombardamenti alleati.

La ricostruzione post-bellica

Al termine di quella che verrà ricordata come la più grande catastrofe della storia dell'umanità, le precarie condizioni in cui si cercò di rianimare la Daimler-Benz, resero difficoltoso anche riavviare la produzione Mercedes-Benz. La Germania era spaccata in tre sezioni, sottoposte rispettivamente alle autorità di Francia, USA ed URSS, e così anche i vari stabilimenti del Gruppo vennero a trovarsi chi in una zona, chi in un'altra. Lo stesso consiglio di amministrazione venne sciolto da un'operazione delle autorità americane, operazione volta a scovare eventuali legami del direttivo Daimler-Benz con il regime nazista. Wilhelm Haspel, presidente del consiglio di amministrazione, fu costretto ad allontanarsi dall'azienda, dalla quale resterà esiliato per oltre due anni. Lo stabilimento di Untertürkheim cominciò lentamente ad essere ricostruito, in un'ardua operazione svolta dagli operai superstiti, operazione che terminò nella primavera dell'anno seguente, dopo quasi un anno di duro lavoro. Nello stabilimento stesso, al termine del conflitto era rimasta intatta soltanto la linea della gamma W136, che a suo tempo comprendeva la già citata 170V. Esso fu quindi, nel 1946, l'unico modello che Mercedes-Benz era in grado di produrre e commercializzare, tra l'altro inizialmente solo in versione commerciale. Con i primi introiti dopo il riavvio, il marchio riacquisì nuova linfa e in un arco di tempo relativamente breve fu in grado di tornare alla progettazione di nuovi modelli.

Nel 1948, Wilhelm Haspel poté rientrare nell'azienda e tornò quindi ad occupare il ruolo di vertice da cui era stato scalzato.

Nel 1949 venne reintrodotto il motore diesel, questa volta sulla 170D, mentre nel 1951 furono finalmente presentati due nuovi modelli, più all'altezza dell'antico prestigio del marchio: la 220 e la 300: quest'ultima diverrà l'auto prediletta dell'allora cancelliere tedesco Konrad Adenauer. Anche il settore autocarri aveva ricominciato a fruttare, grazie al successo del modello L3500.

La rinascita economica

Il successo dei modelli 170D, 170S ed L3500 fu la spinta iniziale che portò alla rinascita del marchio Mercedes-Benz. Nel 1950 si ebbe un'impennata notevole nel volume di affari, rafforzata tra l'altro anche dai rinnovati rapporti con i mercati esteri, rapporti che sfociarono in svariati accordi di distribuzione o assemblaggio di veicoli Mercedes-Benz in altri Paesi lontani. Nel 1950, inoltre, Mercedes-Benz ricominciò a prepararsi per l'attività sportiva e partirono i progetti che avrebbero portato alla realizzazione della 300 SL da gara, che tanti successi avrebbe mietuto nei primi anni del decennio. Poco prima della sua presentazione ufficiale, però, una grave notizia sconvolse l'ambiente: colto da emorragia cerebrale, il 6 gennaio 1952 si spense Wilhelm Haspel: la sua morte è storicamente considerata lo spartiacque tra il periodo di ricostruzione e quello del nuovo boom economico per il marchio tedesco.

La prima metà degli anni '50 fu anche il periodo in cui nuove innovazioni vennero introdotte dalla Casa tedesca: con il lancio della 180, anche Mercedes-Benz portò in casa propria la struttura a scocca portante, mentre con il lancio della 300SL "Ali di gabbiano", per la prima volta l'alimentazione ad iniezione diretta venne introdotta su una vettura di serie.

Nel frattempo, altri risultati sportivi contribuirono al rafforzamento economico e non solo della Mercedes-Benz, primo fra tutti il doppio titolo mondiale piloti nei mondiali di Formula 1 del 1954 e del 1955. La casa tuttavia si ritirò dalle competizioni in seguito alla tragedia della 24h di le mans 1955