Il 7º Corpo corazzato delle guardie () fu una formazione dell'Armata Rossa che partecipò con un ruolo spesso decisivo a numerose grandi battaglie durante la campagna sul fronte orientale della seconda guerra mondiale, mostrando valore e combattività e allineando tra i suoi ranghi un gran numero di capaci ufficiali e soldati, premiati con la prestigiosa onorificenza di Eroe dell'Unione Sovietica.

L'unità corazzata era stata costituita nel maggio 1942 con la denominazione di 15º Corpo corazzato, comandata dall'esperto generale Vasilij Kopstov (tra i più preparati ufficiali delle truppe corazzate sovietiche); venne subito assegnata alla 3ª Armata corazzata con la quale sarebbe sempre rimasta durante il resto della guerra e con la quale avrebbe condiviso molte vittorie ed anche alcune sconfitte.

Dopo i fallimenti iniziali, il 15º Corpo corazzato si distinse per la prima volta nel gennaio 1943 travolgendo le linee tedesco-ungheresi e italiane sul fronte dell'alto Don e contribuendo alla grande vittoria dell'offensiva Ostrogožsk-Rossoš'. Dopo nuove vittorie e dopo aver liberato provvisoriamente Char'kov dopo aver sconfitto le truppe d'élite delle Waffen-SS, il corpo venne contrattaccato e praticamente distrutto dalle riserve tedesche del feldmaresciallo von Manstein. Dopo la ricostituzione, il 15º Corpo corazzato, inquadrato sempre nella 3ª Armata corazzata, avrebbe iniziato nell'estate 1943 la sua lunga serie di vittorie partecipando all'offensiva di Orël, e per i risultati conseguiti il 26 luglio Stalin e lo Stavka lo premiarono ridenominandolo 7º Corpo corazzato delle guardie.

Per il resto della guerra il 7º Corpo corazzato delle guardie fu spesso l'elemento di punta delle numerose e audaci offensive della 3ª Armata corazzata del generale Pavel Rybalko, ottenendo una serie di vittorie e liberando in particolare le grandi città di Kiev e Leopoli, fino a partecipare alla battaglia di Berlino (la formazione corazzata penetrò nel settore meridionale della città), e a coronare la sua avanzata per migliaia di chilometri entrando a Praga il 9 maggio 1945.

Dopo la vittoria venne trasformato in 7ª Divisione corazzata delle guardie e rimase schierato in Repubblica Democratica Tedesca, costituendo nel lungo periodo della Guerra fredda una delle unità di punta dell'Armata Rossa pronta a passare all'offensiva in caso di conflitto con la NATO.

Storia Il 15º Corpo corazzato tra vittorie e sconfitte Nel maggio 1942, nel quadro della faticosa ricostruzione delle forze corazzate e meccanizzate dell'Armata Rossa dopo la catastrofe del 1941, venne costituito anche nel Distretto Militare di Mosca il 15º Corpo corazzato, inizialmente equipaggiato di carri moderni T-34 e di poco utili carri leggeri T-60.C.C. Sharp, The soviet order of battle, vol. II, p. 29. Il corpo corazzato venne immediatamente assegnato alla nuova 3ª Armata corazzata, organizzata sempre a maggio nella regione militare centrale a partire dal quartier generale della 58ª Armata; al comando della formazione venne posto il maggior generale Vasilij Kopstov, già onorato del titolo di Eroe dell'Unione Sovietica per il suo comportamento in Estremo Oriente contro i giapponesi a Khalkhin Gol e considerato ufficiale preparato e molto combattivo.R.N. Armstrong, Red Army tank commanders, p. 174.

Il primo impiego del corpo non fu molto fortunato: insieme al resto delle formazioni della 3ª Armata corazzata venne impiegato in una serie di mal congegnate e costose offensive frontali contro le difese preparate tedesche nel settore di Kozelsk e subì pesanti perdite senza ottenere alcun risultato di rilievo.C. C. Sharp, op. cit., p. 29. Dopo queste dolorose esperienze iniziali il comando sovietico procedette ad una profonda revisione delle tattiche delle forze corazzate in vista della prevista offensiva invernale e le forze della 3ª Armata corazzata, tra cui il 15º Corpo corazzato, vennero addestrate e preparate per avanzate in profondità per penetrare i punti deboli del nemico e sconvolgerne di sorpresa le retrovie.G. Scotoni, L'Armata Rossa e la disfatta italiana, pp. 384-390. Al suo rientro in campo nel gennaio 1943 il 15º Corpo, ora riequipaggiato e rafforzato con carri T-34 ultimo modello e carri T-70, avrebbe dimostrato sul campo i progressi effettuati e la sua nuova efficienza.

Il 14 gennaio 1943 la 3ª Armata corazzata, guidata dall'energico generale Pavel Rybalko, passava all'attacco nel settore dell'Alto Don, sferrando la poderosa Offensiva Ostrogorzk-Rossoš; il 15º Corpo corazzato, schierato sul fianco sinistro dell'armata, effettuò subito uno sfondamento in profondità delle deboli linee tedesco-ungheresi e nello spazio di pochissime ore i suoi carri armati travolsero a Žilino il quartier generale del 24º Panzerkops tedesco e chiusero ad Alekseevka una grande sacca in cui rimasero intrappolate il grosso delle forze ungheresi, tedesche e italiane (l'intero Corpo alpino) del settore.G. Scotoni, op. cit., pp. 485-494.

Fu un clamoroso successo, completato in pochi giorni, che aprì un nuovo enorme varco nelle linee dell'Asse, già vacillanti in tutto il settore meridionale dopo la catastrofe di Stalingrado. I carristi del 15º Corpo corazzato mostrarono grande slancio offensivo e in collaborazione con l'altro Corpo corazzato della 3ª Armata corazzata (il 12º) sfruttarono audacemente in profondità il successo procedendo verso il Donec e la grande città di Char'kov. Pur se in parte indebolite dalle precedenti battaglie, le formazioni del corpo corazzato ottennero nuovi brillanti successi nella prima metà di febbraio 1943 e si avvicinarono alla città ucraina dopo duri scontri con le valenti formazioni tedesche delle Waffen-SS in afflusso nel settore.J. Erickson, The road to Berlin, p. 47.

Il 15º Corpo corazzato, guidato sempre dal generale Kopstov, attaccò nel settore meridionale della città e riuscì a sloggiare le forti unità SS della divisione "Das Reich", completando, insieme ad altre formazioni sovietiche provenienti da nord la liberazione di Char'kov il 15 febbraio. Fu apparentemente un clamoroso successo propagandistico e militare e, con il ripiegamento delle tenaci formazioni SS, sembrava indicare un prossimo crollo del fronte tedesco.J. Erickson, op. cit., pp. 47-48.

In realtà mentre il 15º Corpo corazzato, insieme al resto del 3ª Armata corazzata, ormai gravemente indebolito dall'incessante avanzata e ridotto a poche decine di mezzi corazzati, riceveva ordine di proseguire ancora verso Poltava, il feldmaresciallo von Manstein stava organizzando una grande controffensiva che, iniziata il 23 febbraio, mise in grave difficoltà le unità di testa sovietiche lanciate ancora in avanti. Dopo il crollo delle forze sovietiche esposte a ovest del Donec, il comando dell'Armata Rossa sperò di salvare la situazione richiamando a sud le formazioni della 3ª Armata corazzata per contrattaccare; in realtà l'armata era ormai troppo debole e non in grado di eseguire la missione, il 15º Corpo corazzato voltò quindi a sud ma venne rapidamente attaccato e aggirato dai panzer in avanzata verso nord-est.J. Erickson, op. cit., pp. 53-54.

Mentre una parte del 12º Corpo corazzato riuscì a sfuggire alla trappola, il 15º Corpo venne completamente accerchiato e dopo una disperata lotta difensiva venne praticamente distrutto entro il 5 marzo. Solo pochi superstiti scamparono, dopo aver perso tutto il materiale; nella furibonda mischia finale sarebbe caduto anche lo stesso comandante Kopstov, che si batté coraggiosamente fino all'ultimo, cadendo in prima linea nei pressi dello stesso comando del Corpo Waffen-SS tedesco.AA.VV., L'URSS nella seconda guerra mondiale, vol. III, pp. 804-812.

La campagna dell'inverno 1943, iniziata con alcuni grandi successi si concludeva per il 15º Corpo e per tutta la 3ª Armata corazzata, con un disastro, ma il comando dell'Armata Rossa riconobbe il valore e il coraggio della formazione procedendo rapidamente a ricostituirla utilizzando il nucleo di esperti ufficiali e soldati protagonisti delle vittorie iniziali e superstiti dopo la Terza battaglia di Char'kov.

Il 7º Corpo corazzato delle guardie da Kiev a Sandomierz Nell'estate del 1943 la 3ª Armata corazzata, completamente riequipaggiata, comandata sempre dal generale Rybalko e costituita dal 12º e dal 15º Corpo corazzato, venne schierata nel settore del saliente di Orël per prendere parte, come forza di sfruttamento, alla prevista offensiva sovietica nel settore, da effettuare dopo aver respinto l'attacco tedesco a Kursk.Ibidem. Il 12 luglio ebbe quindi inizio l'Operazione Kutuzov, e nei giorni seguenti le formazioni corazzate sovietiche vennero lanciate all'offensiva: si trattò di una battaglia molto difficile e costosa di fronte alle abili tattiche difensive tedesche ed all'intervento delle riserve mobili della Wehrmacht; il 15º Corpo corazzato continuò i suoi sforzi per avanzare in profondità ma la marcia procedette con lentezza, con notevoli perdite e dopo alcuni contrasti tra i comandi superiori di Mosca e i generali sul campo.J. Erickson, op. cit., pp. 113-115.

Nonostante queste difficoltà, il 15º Corpo svolse i suoi compiti, e per la fine del mese di luglio i tedeschi erano ormai in ritirata e la città di Orël stava per essere liberata; in riconoscimento del tenace e logorante impegno nell'offensiva, Stalin e il comando sovietico decisero di ridenominare a titolo onorifico tutte le formazioni della 3ª Armata corazzata assegnando il titolo delle guardie; quindi il 15º Corpo corazzato assunse dal 26 luglio la denominazione di 7º Corpo corazzato delle guardie, mentre il 12º Corpo divenne il 6º Corpo corazzato delle guardie.C.C. Sharp, op. cit., p. 30.

Nei mesi seguenti il 7º Corpo corazzato venne impiegato nei settori di Smolensk e Brjansk impegnato in continui e estenuanti scontri per continuare l'avanzata, mentre nell'ottobre 1943 finalmente l'intera 3ª Armata corazzato delle guardie venne trasferita sul fronte del Dniepr dove avrebbe avuto modo di mettersi in mostra ottenendo alcune grandi vittorie. Dopo un primo fallimento nella testa di ponte di Bukrin, il generale Rybalko riuscì a trasferire di sorpresa l'intera armata nella testa di ponte di Ljutež e a sferrare un potente attacco in direzione di Kiev.R.N. Armstrong, op. cit., pp. 197-199.

La capitale ucraina venne raggiunta e conquistata d'assalto dalle formazioni sovietiche, tra cui il 7º Corpo corazzato, il 6 novembre 1943, mentre nelle settimane successive il corpo corazzato partecipò allo sfruttamento della vittoria procedendo verso sud-ovest, infliggendo una dura sconfitta a Fastov alla 25. Panzer-Division e contrastando con efficacia la controffensiva di Žitomir.R. N. Armstrong, op. cit., pp. 203-204. Alla fine dell'anno le forze sovietiche dopo essere state rafforzate, ripartirono all'offensiva e il 7º Corpo corazzato delle guardie prese parte alla dura campagna invernale nel settore della riva occidentale del Dnepr riconquistando Žitomir, liberando di sorpresa Šepetovka e marciando verso Proskurov e Černovcy.R. N. Armstrong, op. cit., pp. 208-209.