Art è una commedia teatrale francese scritta da Yasmina Reza: pubblicata nel 1994, racconta di tre amici che causa un quadro particolare e carissimo acquistato da uno di loro, hanno un'accesa discussione fino a mettere a rischio la stessa amicizia.
Portata in scena la prima volta il 28 ottobre 1994 alla Comédie des Champs Elysées di Parigi da Pierre Arditi, Fabrice Luchini e Pierre Vaneck - su misura dei quali l'autrice aveva scritto il copione - ha presto ottenuto un successo planetario.
Trama Parigi, fine anni '80Il copione originale prevede questa ambientazione. Le produzioni più recenti tendono a non tenerne conto, e ad ambientare il dramma in un'altra città e in un periodo diverso.. Serge, un benestante dermatologo, convoca il suo amico di lunga data Marc per mostrargli il suo ultimo acquisto: un'opera d'arte contemporanea del grande pittore Antrios. Marc, ingegnere aerospaziale dalla scarsa sensibilità artistica, rimane sconvolto quando scopre che l'opera non è altro che una tela completamente bianca, e che Serge l'ha pagata ben 200.000 franchi200.000 euro nelle produzioni più recenti; dollari nelle produzioni statunitensi.; l'amico ribatte che si tratta di un ottimo investimento, date le quotazioni dell'artista, e che in realtà la tela non sia del tutto bianca, ma che forme e colori siano visibili solo da chi è abbastanza attento da coglierli. Ne nasce un diverbio, durante il quale Marc definisce il quadro "una merda bianca", e Serge lo accusa di essere superficiale. I due, furibondi, si congedano senza essersi chiariti.
Marc parla dell'accaduto con Yvan, amico comune suo e di Serge. Yvan, che ha da poco accettato un modesto impiego da cartolaio e si trova alle prese con la difficile organizzazione del proprio matrimonio, prova a convincere gli altri due a far pace; si reca allora da Serge, che gli mostra il quadro: Yvan gli dice di apprezzarlo, ma di non coglierne l'essenza; a Marc dice invece che l'opera non è del tutto priva di significato, ma ammette che il suo costo sia eccessivo. Questa titubanza, tuttavia, fa sì che ciascuno dei due amici si convinca di avere ragione: Marc decide di essere più gentile nei confronti di Serge, ma solo perché lo crede troppo ingenuo per accorgersi di esser stato truffato; Serge, al contrario, ritiene che Marc sia ignorante e privo d'ironia, e che sia suo compito istruirlo.
I tre amici si danno appuntamento qualche sera dopo per cenare insieme. Mentre attendono Yvan, in forte ritardo, Marc e Serge chiacchierano tra loro; all'inizio si mostrano cordiali l'uno con l'altro, ma quando si trovano nuovamente a discutere del quadro, i toni si scaldano rapidamente: ciascuno dei due scopre infatti ciò che Yvan ha taciuto dell'altro, e le loro posizioni tornano a essere opposte. La situazione degenera con l'arrivo di Yvan: Marc accusa quest'ultimo di non essere in grado di prendere posizione, cosa che si riflette anche sulla sua vita privata: il ragazzo era infatti uno spirito libero, ma ha deciso di accontentarsi di un impiego modesto e poco remunerativo. Serge evidenza invece che Yvan si stia lasciando manipolare dalla fidanzata, dai suoceri e da sua madre, quando in realtà dovrebbe semplicemente annullare le nozze; entrambi concordano che dietro la sua neutralità si nasconda una certa pusillanimità. Quando Marc critica le banali motivazioni di Yvan, tuttavia, Serge lo accusa di non saper accettare le opinioni altrui, e si lascia sfuggire che trova Paula, la sua fidanzata, una donna banale e svaporata, causa, a suo dire, della sua superficialità. Ne nasce una colluttazione, durante la quale Yvan viene accidentalmente colpito in faccia.
Mentre Serge soccorre Yvan, Marc ammette finalmente che il suo risentimento non nasce dal dipinto in sé, ma da ciò che rappresenta: comprandolo, Serge ha infatti mostrato di possedere un pensiero critico e indipendente, mentre in passato si lasciava influenzare dalle opinioni su arte e cultura di Marc, le stesse che ora trova superficiali; Marc ritiene infatti che gli amici debbano sempre influenzarsi a vicenda, e si autoaccusa di aver lasciato Serge libero di pensare autonomamente. Serge, dal canto suo, trova questa visione ossessiva e asfissiante; i due amici comprendono allora di non avere più nulla in comune, e decidono di tagliare i ponti; poiché sono testimoni di Yvan, anche il suo matrimonio viene mandato all'aria. Yvan, mostrando finalmente la propria capacità di reagire, sfoga la propria rabbia contro i due e spiega di essersi mostrato tollerante e accomodante perché la loro amicizia è il suo unico rifugio da una vita pesante, e pur di proteggerla è disposto a mettere da parte le proprie opinioni.
In seguito allo sfogo di Yvan, gli animi si placano: Serge, per dimostrare che la sua amicizia è superiore a qualunque cosa, permette a Marc di deturpare il quadro con un pennarello. A partire da quel gesto simbolico, i due decidono di provare a ricostruire il loro rapporto, e iniziano lavando via i segni del pennarello dalla tela.
Nei loro monologhi finali, i tre amici manifestano le proprie conclusioni. Yvan (che si è sposato pur avendo compreso di non desiderarlo) dice di aver supportato la decisione degli altri due, ma lascia intendere di non essere convinto che riusciranno a ricostruire la loro amicizia, poiché non crede più a nulla che venga da un pensiero razionale. Serge racconta che, mentre lavavano il dipinto, Marc gli aveva chiesto se sapesse che il pennarello fosse lavabile: lui gli aveva risposto di no sapendo di mentire, e la cosa lo ha turbato. Marc conclude infine di aver compreso cosa rappresenta il dipinto: un uomo che attraversa la tela e poi scompare.
Nel mondo Tradotta in 40 lingue, è il testo francese contemporaneo più rappresentato al mondo: fra gli interpreti, anche Jean-Louis Trintignant e Jean Rochefort nella ripresa del primo allestimento francese, Alan Alda in quello statunitense, Tom Courtenay e Albert Finney nella messinscena londinese prodotta da Sean Connery, che dalla Reza ottenne solo i diritti teatrali ma non quelli cinematografici come avrebbe voluto.
In Italia Il primo allestimento italiano di Art, con la traduzione di Giuseppe Manfridi, è stato nel febbraio 1997: allestito da "Fascino P.G.T." e "Fox & Gould Produzioni" aveva la regia di Ricky Tognazzi, anche interprete nel ruolo di Marco, insieme a Paolo Graziosi (Sergio) e Giobbe Covatta (Ivan); le scene erano di Alberto Andreis, i costumi di Maurizio Millenotti e le musiche di Nicola Piovani.
Una seconda meseinscena, nella traduzione di Alessandra Serra, fu prodotta da "Nuovo Teatro" e "Gli Ipocriti" nella stagione 2010-2011 e ripresa in quella successiva: era firmata da Giampiero Solari e interpretata da Gigio Alberti (Marc), Alessio Boni (Serge) e Alessandro Haber (Ivàn).
Nella stagione 2025-2026 la commedia è stata riproposta da Michele Riondino, anche protagonista.
il testo di Yasmina Reza è stato pubblicato da Adelphi nel 2018, con la traduzione di Federica e Lorenza Di Lella e il titolo «Arte» (con i caporali parte integrante del titolo, come nell'originale francese).
Note
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Categoria:Opere teatrali di Yasmina Reza Categoria:Opere teatrali ambientate a Parigi Categoria:Opere teatrali del 1994 Categoria:Tony Award alla migliore opera teatrale