è un manga scritto e disegnato da Hiroya Oku. Il primo capitolo è stato pubblicato il 29 giugno 2000 in Giappone sulla rivista di Shūeisha Weekly Young Jump, mentre l'ultimo è uscito il 20 giugno 2013. I 383 capitoli che compongono la storia sono in seguito stati raccolti in 37 volumi tankōbon, pubblicati tra l'11 dicembre 2000 e il 19 agosto 2013. In Italia l'opera è pubblicata da Planet Manga. La storia è ambientata in una realistica Tokyo dei giorni nostri e tratta le vicende di un gruppo di persone intrappolate in una sorta di gioco violento e mortale, le cui condizioni sono generate da una misteriosa sfera nera, nota come Gantz.
Nel 2004 ne è stata tratta una serie televisiva anime di 26 episodi divisi in due stagioni: Gantz: The First Stage e Gantz: The Second Stage. In Italia i diritti della serie animata sono stati acquistati dalla Yamato Video e dal 21 dicembre 2009 la serie è stata trasmessa in prima visione sul canale Dahlia Eros e poi dal canale Man-ga.
La serie ha avuto un notevole successo, tanto da generare numerosi spin-off, tra cui un dittico di film live action, intitolati Gantz - L'inizio e Gantz Revolution, due manga e due light novel. Fino al 2011 è stato uno dei manga più venduti in Giappone, superando le 16 milioni di copie vendute.
Trama
In una stazione della metropolitana Kei Kurono e il suo amico d'infanzia Masaru Kato vengono uccisi da un treno dopo aver salvato un senzatetto ubriaco che era caduto sulle rotaie; tuttavia si risvegliano in un appartamento di Tokyo in cui sono presenti altre persone appena morte. All'interno della stanza è presente una misteriosa sfera nera, nota come Gantz, che aprendosi mostra diversi equipaggiamenti: una tuta nera per ciascuna persona presente, un controller e tre diversi tipi di armi; dopodiché, sulla superficie esterna della sfera, appare anche un testo che li informa del fatto che le loro vite siano finite e che adesso appartengano a lui. Gantz aggiunge anche che sono diventati dei giocatori, detti "gantzer", e che dovranno completare una missione: trovare e uccidere l'alieno mostrato sullo schermo; in seguito, li teletrasporta nel luogo in cui si trova l'alieno.
Al termine della missione, i protagonisti scoprono che viene assegnato un punteggio e che, alla totalizzazione di cento punti, un giocatore può scegliere tre opzioni: continuare con un'arma più potente, resuscitare un giocatore morto contenuto nella memoria di Gantz o liberarsi dal gioco ma con la memoria completamente cancellata verso ogni cosa che riguardi la sfera. I presenti vengono quindi teletrasportati nel luogo della caccia. Con poche informazioni a disposizione e una notevole dose di perizia, il gruppo sopravvive alle prime due missioni, perdendo solo qualche membro. Durante la terza, tuttavia, l'intero gruppo viene decimato dal boss, e solo Kei riesce a tornare vivo all'appartamento. Nel prosieguo della storia attorno a Kei si forma un nuovo gruppo di giocatori, mentre il giovane lotta strenuamente per tenere in vita i suoi compagni e liberarsi dal gioco.
Dopo diverse missioni, un gantzer di nome Joichiro Nishi, rivela l'esistenza di Katastrophe: un conto alla rovescia che porterà a un cataclisma; in seguito i partecipanti vengono apparentemente liberati per sempre dal gioco, tuttavia una settimana dopo una gigantesca razza aliena invade la Terra e avvia lo sterminio dell'umanità. Kei, Masaru e i loro compagni si alleano con altre squadre internazionali di gantzer e con un'altra specie extraterrestre, che si rivela essere quella che ha fornito agli umani la tecnologia di Gantz, per fronteggiare la minaccia. Dopo una serie di battaglie, i protagonisti riescono a sconfiggere definitivamente gli invasori, i quali decidono di avviare l'autodistruzione dell'astronave su cui si trovavano. Kei e Masaru fanno ritorno sulla Terra, dove vengono accolti come eroi.
Personaggi
È una misteriosa sfera nera, assemblata con una tecnologia sconosciuta, con all'interno un uomo intubato in stasi che sembra controllarne il potere. Attivandosi, la sfera mostra dei messaggi in leet ed immagini come fosse uno schermo, e può aprirsi ai lati per fornire equipaggiamento personalizzato ai membri. Secondo Heinz Bernstein, le sfere nere sono state create dalla sua azienda tramite lo studio di un codice rivelato dalla figlia malata. Questo nuovo business, distribuito in tutto il mondo, ha avuto un notevole successo tra i potenti della Terra ed ha salvato Bernstein dalla bancarotta. Come prima cosa, Gantz seleziona le persone che in seguito trasferirà nella sua stanza. Requisito fondamentale per entrare nell'appartamento è la morte del personaggio, che nella maggior parte dei casi risulta essere di natura violenta. Gantz sembra selezionare con un certo criterio i suoi combattenti, favorendo ad esempio i giovani maschi. Sono presenti anche giovani femmine, ma in quantità minore. La sfera non ha disdegnato di buttare nel gioco anche personaggi anziani e bambini, in numero ridotto ma costante. Se ne ha la possibilità, comunque, Gantz volge le sue scelte verso persone violente o con abilità particolari. Sono spesso presenti tra le sue file personaggi criminali, sadici o maniaci, oppure esperti militari o forti combattenti. Sembra che Gantz non teletrasporti le persone, ma ne salvi una copia di backup in memoria ogni volta che muoiono nel gioco, oppure escono vivi da una missione. Gantz è inoltre noto per le sue punizioni. Tenendo in continua osservazione i suoi giocatori anche nella vita quotidiana, Gantz impedisce che essi possano pubblicamente lasciare informazioni su sé stesso o che le sue armi vengano palesate al mondo. La punizione consiste nell'esplosione della micro-bomba che ogni gantzer ha nella propria testa. In Gantz:E, Gantz dimostra di avere il potere anche di trasportare i giocatori avanti nel futuro.
È il protagonista della serie: un ragazzo delle scuole superiori con capelli castani e occhi scuri. Personaggio egoista e ipocrita, Kei disprezza a priori tutti quelli che gli stanno intorno, mentre mostra attenzione solo per il mondo femminile e per la ricerca ossessiva di una ragazza. Coinvolto nel ciclo di Gantz, rivela un talento innato per questo genere di missioni, riuscendo a compiere azioni strabilianti e a sconfiggere nemici molto forti. Questo suo carisma nel gioco gli procura spesso l'ammirazione del gruppo, che lo considera un vero e proprio leader. Il successo nel mondo di Gantz e la monotonia della sua vita fuori dal gioco gli fanno sperare di continuo in una nuova missione. La serie di eventi e morti che accadono intorno a lui e la relazione che instaura con Tae lo costringono tuttavia a rivedere il suo entusiasmo per il gioco e ad ammorbidire il suo carattere. Raggiunti i 100 punti riesce ad ottenere la libertà, ma verrà ucciso dai vampiri. Successivamente verrà riportato in vita dall'amico Katou. Durante l'invasione aliena combatte contro l'eroe degli invasori, e grazie all'aiuto di alcuni suoi compagni ne uscirà vincitore.
È il coprotagonista della serie insieme al suo amico d'infanzia Kei Kurono. È un ragazzo alto e forte, con lunghi capelli neri pettinati all'indietro che gli lasciano libera la fronte. Si comporta da paladino dei deboli, perché non riesce a restare fermo a guardare mentre altri soffrono. Questo suo buon cuore si riflette anche verso gli alieni: Masaru infatti non colpisce mai per uccidere, evita di abbattere i nemici se questi si arrendono e ogni volta che può, preferisce usare la Y-gun, che "spedisce" i mostri chissà dove, invece della X-gun che li distrugge. Esercita un forte fascino verso le donne anche se sembra che non se ne renda conto e che non gli importi poi molto. Kei Kishimoto si innamora di lui e si sacrifica per salvargli la vita una volta contro la dea Kannon. Durante la missione di Osaka conosce Anzu Yamasaki, una gantzer del team ospitante, che, all'inizio scettica sul modo di combattere e sulla mentalità del giovane, si farà conquistare dal coraggio di Masaru e gli prometterà di frequentarsi fuori dal gioco, prima di venire uccisa. Masaru considera Kei un esempio da seguire, perché da bambini l'amico riusciva a primeggiare in qualsiasi cosa facesse e anche nel mondo di Gantz è quello che se la cava meglio di tutti. Tuttavia la sua generosità, il suo carisma e la sua abilità lo rendono un leader agli occhi del gruppo al pari dell'amico.
Sviluppo e stile Hiroya Oku ha dichiarato che la storia di Gantz gli venne in mente per la prima volta quando era ancora al liceo. L'ispirazione deriva dalla serie televisiva jidai-geki Hissatsu Shigotonin e dal romanzo di fantascienza di Robert Sheckley Anonima aldilà, in cui l'eroe muore in un incidente d'auto all'inizio del film per poi ricomparire in seguito. Da qui l'autore prese l'idea per il teletrasporto post-mortem dei protagonisti e per un gruppo di persone raccolte in una stanza per una caccia agli alieni. Nel cercare un motivo che li spingesse a fare ciò, ideò quindi la sfera nera e il modo in cui avrebbe controllato i partecipanti alla missione. La tuta potenziatrice che permette ai gantzer di fare salti enormi, deriva invece dalla serie Ralph supermaxieroe, in cui il protagonista riesce a volare grazie ad una sorta di body che tiene in una valigetta. Il risultato finale di Gantz si discosta un po' da quello che Oku si era immaginato allora, dal momento che si trattava del lavoro di un liceale inesperto, ma la storia di base è rimasta la stessa. Per l'arco narrativo finale, Oku aveva in mente di presentare una catastrofe planetaria, e prese ispirazione dal film del 1996 Independence Day, desiderando però rendere l'invasione aliena più "aggressiva" e "paurosa".
Quello che contraddistingue maggiormente Gantz a livello grafico è il particolare metodo di lavoro nella creazione delle tavole, che combina il disegno classico alla computer grafica, tecnica già sperimentata dall'autore in un suo precedente lavoro, Zero One. Oku disegna personalmente la stesura di un primo layout di ogni pagina. In un secondo momento crea con il suo staff di assistenti un ambiente interamente in 3D, usando software come Shade, Photoshop, Illustrator, Poser ed altri ancora. In questa fase i personaggi appaiono come modelli tridimensionali bianchi, simili a manichini. Completato quindi il disegno a mano dei personaggi e l'inchiostratura, si procede tramite scansione al loro inserimento nei progetti tridimensionali creati precedentemente. Dai fondali creati al computer vengono estratte solo le linee di contorno, dando alle tavole un notevole livello di precisione. Come tocco finale, vengono quindi aggiunte con il computer ombre, sfumature, nuvolette, ed eventuali ultimi ritocchi a mano. Il risultato finale, generalmente di alta qualità, ha il vantaggio di essere estremamente più rapido da realizzare rispetto alla tecnica tradizionale, ma, secondo lo stesso autore, talvolta ha il difetto di essere un po' freddo, mancando il calore umano di un'opera interamente sviluppata a mano. Pur tuttavia Oku ha sottolineato che proprio questa asetticità contribuisce a rafforzare l'atmosfera surreale e priva di emozioni che permea tutta la storia.
L'opera si caratterizza per il marcato realismo che si manifesta anche in scene violente ed erotiche. Oku tuttavia ha dichiarato che non è mai stato costretto ad autocensurarsi e che tutto quello che ha disegnato è stato pubblicato nel manga. Per far sì che la serie fosse accantivante ad un vasto pubblico, l'autore si è sforzato di rendere la storia imprevedibile e controcorrente rispetto ad altri manga apparsi fino ad allora, fatto che si manifesta soprattutto nella morte di molti dei personaggi principali.
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