Castel Lambro è una frazione del comune italiano di Marzano posta a nord del centro abitato oltre il Lambro, sulla strada per Torrevecchia Pia.

Geografia

Il territorio di Castel Lambro è solcato ad ovest e a sud dal fiume Lambro Meridionale e dal corso naturale del Roggiolo ad est e che, segna il confine con la provincia di Lodi. Geologicamente il suolo è costituito da strati, tra cui considerando i più superficiali si notano: argilla, silice e strato coltivabile. In più punti del territorio è presente anche uno strato di tufo, soprattutto nell'area compresa tra il Cavo Marocco e il Roggiolo. I profili del paesaggio, di particolare interesse paesaggistico sono leggermente rilevati, con piccole collinette o dossi fluviali, soprattutto nella fascia di terreni presso il fiume Lambro Meridionale e il Roggiolo. Nel territorio, costituito prevalentemente da coltivi con prevalenza di riso, mais, frumento o pioppeti, ci sono anche impianti forestali e alcuni lembi di ambienti con caratteristiche più spiccatamente naturali con vegetazione erbacea igrofila, alcuni biotopi come tifeti, residui di ontaneti e boschi ripariali sono presenti diverse zone umide di particolare valore ambientale, come il fontanile del Roggiolo, a sud est, e che origina il suddetto corso d'acqua e alcuni paleoalvei o mortizze del fiume Lambro Meridionale, dove crescono rigogliose le stazioni floreali del raro Leucojum aestivum (Campanellino estivo), pianta tutelata dall'Unione internazionale per la conservazione della natura. Presenti sono anche alcune specie animali tutelate, quali la licena delle paludi (rara farfalla estinta nella maggior parte del territorio europeo), il cavaliere d'Italia, il martin pescatore e il falco di palude.

Storia Castel Lambro è una località agricola di antica origine posta lungo il fiume Lambro, ai confini occidentali del territorio pavese.

Nel territorio è attestata la presenza di insediamenti umani stabili sin dal Neolitico, confermati da alcuni rinvenimenti, sovente occasionali, succedutisi nel tempo. È tuttavia con l'avvento dell'età romana che questa zona crebbe d'importanza strategico-militare, venendosi a trovare in una posizione di confine tra le giurisdizioni delle vicine città di Ticinum (Pavia), Laus Pompeia (Lodi Vecchio) e Mediolanum (Milano). Il territorio di Castel Lambro, essendo posto sulla riva sinistra del fiume Lambro Meridionale, millenario confine amministrativo, apparteneva in età romana probabilmente alla giurisdizione della città di Laus Pompeia. Diversi studi e scavi archeologici confermano il passaggio nel suddetto territorio della strada consolare romana Ticinum - Laus PompeiaG. Bascapè, Due strade romane nella campagna di Pavia, 1927 - E. Galli, Ticino Laudem, 1991. Tale strada, proveniente da Ticinum, oltrepassato il sito romano dell'antico Vicus Martianus (originaria Marzano), documentato anche da scavi archeologici nel 2002G. Bascapè - G. Spizzi, Note sull'origine del nome di Marzano, R. Invernizzi, in: Notiziario…, 2003 – 04, varcava il Lambro tramite un ponte, penetrando nel territorio di Castel Lambro, puntando verso il Vicus Morganorum (odierno sito della cascina Morgnana), quindi Caselle Lurani, cascina Vistarina, Le Gualdane e Lodi Vecchio. Proprio dietro l'attuale cimitero neogotico di Castel Lambro, nel campo “Vignola”, dalla via Ticinum – Laus Pompeia, si diramavano altri due percorsi stradali: a sinistra una via puntava verso il Vicus Azonis (Vigonzone), proseguendo poi in direzione di Basilica Petri (Bascapè) per giungere a Melonianum (Melegnano), quest'ultimo probabilmente, l'antico Ad Milium nonum della via Emilia. A destra invece un altro itinerario puntava su Vallaria (Valera Fratta), proseguendo poi in direzione di Sant'Angelo LodigianoG. Bascapè, Due strade romane…. Fin dal I secolo a.C. nella zona di Castel Lambro esistevano più insediamenti rustici abitativi, fiancheggiati da piccole necropoli.

Lo storico lodigiano Giovanni AgnelliGiovanni Agnelli, Il Lodigiano e il suo Territorio, pp. 1041 e 1042 inserisce Castel Lambro e dà notizia di rinvenimenti archeologici; ecco lo stralcio della notizia: «Scavando il terreno nelle vicinanze di Castel Lambro si trovarono pozzi profondi, urne ed olle piene di terra cenerognola e un grosso avello con coperchio in pietra, con entro un mazzo di chiavi…». Tra 1898 e il 1900, inoltre, durante abbassamenti di terreno al campo “Vignola”, si rinvennero alcune tombe alla cappuccina tardo-romane in laterizi, disposte lungo due linee rette che mostravano due tratti dell'antico itinerario stradale, altre tombe proto-imperiali si rinvennero al campo “Cerca”, dislocato a nord-est di Castel Lambro. Tali reperti furono recuperati e studiati dal nobile avvocato e archeologo Giovanni Spizzi, proprietario con la sua famiglia di Castel Lambro dall'anno 1862. La località, inoltre, compare già nei documenti del V secolo d.C. sotto la denominazione di Castrum ad Lambrum. Secondo le cronache, nel 401 il re goto Radagaiso soggiornò al Castello al Lambro con un corpo di soldati. Nel 409, invece, vi fu re Alarico con i suoi visigoti, che da Lodi Vecchio si estendevano in marcia fino a PaviaG. Spizzi, Memorie storiche di Castel Lambro, 1927. Doveva quindi esistere fin dall'età tardo-antica un apprestamento fortificato di notevole importanza.

Nel 976 sono i conti di Rovescala i proprietari di Castel Lambro. Dall'anno 1000 si sa che il castello di Castel Lambro apparteneva alle forze milanesi contro quelle lodigiane. Il luogo era definito anche Cuneo Milanese. In questo periodo era di proprietà della famiglia Isella. Nel 1005 Carlo Pancrazio Isella fece costruire una chiesa dedicata a San Pancrazio, presso il castello e al borgo, per comodità, in quanto la chiesa parrocchiale altomedievale di Santo Stefano Protomartire con annesso convento era distante poco più di mezzo chilometro dal borgo. Era vicino al tratto di strada romana allora ancor in uso, detta “Strada Pompeja”, in direzione della cascina Morgnana. Questa chiesa venne demolita verso la fine del Duecento a causa dei gravi danni riportati dalle continue guerre. Tra il 1150 e 1158 il castello era ancora valida difesa dei milanesi contro i lodigiani. Tuttavia, dopo la distruzione di Laus Pompeia ad opera dei milanesi il 27 luglio 1158, una gran parte dell'esercito milanese fu assediato in Castel Lambro dalle numerose milizie di Federico Barbarossa; si compì così una sanguinosa battaglia, ove secondo le cronache perirono uomini di ambo le parti. Ebbero la peggio però i milanesi, che ne risultarono sconfitti. Il Barbarossa lasciò un presidio militare al Castello al Lambro. Federico I, a capo del forte dell'esercito, prese successivamente la via per Salerano e si recò in soccorso dei lodigiani e nell'agosto del medesimo anno fondò la nuova Lodi sul colle Eghezzone. La devastazione della battaglia, in cui oltre ai campi vennero distrutte anche molte costruzioni, lasciò incolume il castello maggiore. Nonostante la vittoria riportata da Federico I, il Castello al Lambro continuò ad appartenere al Ducato di Milano e dal 1200 in avanti vi si tenne sempre un presidio militare, in quanto castello confinante con il Principato di PaviaDon L. Bignami, Storia di Castel Lambro dal 400 d.C. al 1899.

Il toponimo poi compare come Castellum Lambri nel diploma dell'imperatore Federico I del 1164Bonetta Ms A III 26 nell'elenco dei luoghi su cui i pavesi hanno diritto alle “regalie”. Castel Lambro è citato come “Castello de Lambro” della zona “inter papiam et Mediolanum” nell'elenco di pagamenti di fodro e di giogatico del 1181Bollea, 1909. Successivamente viene confermata la dipendenza di questa località da Pavia con il diploma di Enrico VI del 1191Bonetta Pergamene comunali n. 40 con la denominazione Castrum de Lambro. In un diploma di Ludovico di Baviera, mentre stava in Pavia l'11 agosto 1329, si conferma il feudo di Castrum Lambri alla Famiglia Bascapè di Basilica Petri (odierna Bascapè), che lo tenne, in parte in concomitanza con altre famiglie nobili proprietarie, sino al 1420. Sempre nel secolo XIV proprietaria di beni in Castel Lambro è la famiglia Sacchella, residente nel Palazzo di Castel Lambro (l'edificio storico davanti alla chiesa). Questa nobile famiglia fece edificare sul finire del Trecento “Sacellum Parum”, l'esistente chiesa parrocchiale di Santo Stefano Protomartire, originariamente dedicata a San Biagio.

Sul finire del secolo XIV il territorio di Castel Lambro passò ai Visconti di Milano, la zona fu annoverata tra le cosiddette “terre comuni”, indipendenti dalla giurisdizione di Milano e Pavia, costituite perché vi fosse un territorio neutro invece di un'immediatezza di confini tra stati sempre in lite, a tal punto da meritarsi l'appellativo di “Terre della discordia”Don G. Bossi, Bollettino Parrocchiale, 1993.

Nel secolo XV viene menzionata in alcuni documenti una “Casa della commenda” per il ricovero di viandanti e pellegrini. Nel 1515 la Parrocchia di Castel Lambro passa dall'arcidiocesi di Milano alla diocesi di Lodi. I documenti presenti nell'Archivio di Stato di Milano testimoniano della decadenza di Castel Lambro a partire dalla metà del Cinquecento. Il borgo fu soggetto, come tutto il territorio lombardo, a continui passaggi di truppe, saccheggi e miseria; si aggiunse poi il flagello della peste del 1560. A causa di questa peste morì anche Antonio Attilio Visconti, feudatario di Castel Lambro.

A partire dal 1600 il territorio, appartenente ancora al milanese, fu trasmesso in eredità a diverse nobili famiglie. Negli anni venti del Settecento gran parte degli appezzamenti di terreni in territorio di Castel Lambro erano ancora di proprietà ViscontiMappa di Castel Lambro del Catasto Teresiano del 1722, Archivio di Stato di Pavia. Fino al 1786 il comune di Castel Lambro appartenne alla Provincia del Ducato di Milano, poi passò sotto la giurisdizione della città di Paviawww.lombardiabeniculturali.it, voce: Castel Lambro. Nel 1862 i Visconti Borromeo Litta Arese vendono Castel Lambro alla nobile famiglia Spizzi.

Nel 1751 vennero registrati 234 residenti, saliti a 280 nel 1805, e a 320 nel 1853. Nel 1861 il Comune di Castel Lambro, che contava 295 abitanti, fu inserito nel circondario di Pavia compreso nell'omonima provincia. Nel 1872, nell'ambito del processo di soppressione dei comuni minori, il comune di Castel Lambro fu soppresso ed aggregato coi suoi 288 residenti a Marzano.Regio Decreto 1º novembre 1872, n. 1097

Urbanistica del centro storico

Castel Lambro rappresenta nell'inscindibile connubio tra beni culturali e paesaggio «un bene di alto valore»; così lo definì anche l'ex ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray. Il centro storico di Castel Lambro conserva diversi edifici databili dal tardo Medioevo al XIX secolo. L'impianto urbano è sparso, caso piuttosto singolare nel pavese, nel lodigiano e nel milanese, perché i piccoli centri abitati sono solitamente a schiera. L'abitato ricalca molto probabilmente una traccia insediativa fossile più arcaica, di età compresa tra la fine dell'Alto Medioevo e i primi due secoli del Basso Medioevo. Questo tipo di insediamento rurale si richiama a una tipologia di età feudale curtenseM. Manfrinato, La Provincia di Pavia, in AA. VV., Geostoria della Civiltà Lombarda, 2015. Nello specifico, il centro si disloca su tre vie: via Milano, la principale, provenendo da Marzano inizia dal ponte austriaco sul fiume Lambro, edificato nel 1826. Nel centro del borgo, dalla via Milano si dipartono altre due vie: a sinistra via Torchiara, richiamante molto probabilmente i torchi da vino; questa era l'antica strada medievale per Spirago, attuale frazione del comune di Marzano. A destra la via Ponte Vecchio, antica strada per Marzano, sino all'edificazione del ponte austriaco.

Architettura civile