Addio a Lugano (conosciuta anche come Addio Lugano bella) è una popolare canzone anarchica scritta da Pietro Gori nel gennaio 1895Pivato, 2005, cit., p. 67.Avanti Popolo, cit., p. 42..
Musica La musica è mutuata dall'aria di una canzone popolare , Addio a San Remo bella, di cui non si conosce l'autore. L'aria è piuttosto orecchiabile in chiave di sol con un tempo di 6/8. Si tratta di sedici battute per ogni strofa.
Storia Pietro Gori, anarchico italiano, venne accusato da una parte della stampa di essere l'ispiratore dell'omicidio del presidente della Repubblica francese Sadi Carnot, in quanto amico e avvocato difensore dell'omicida, Sante Caserio. Per evitare una condanna fuggì a Lugano. Lì sfuggì ad un attentato nel gennaio 1895. Nello stesso mese, il governo svizzero acconsentì all'arresto di Gori e di altri diciassette profughi politici. Dopo esser stati detenuti per quindici giorni, il gruppo fu trasportato a Basilea e di lì espulso dalla Svizzera.
In carcere, secondo alcuni, o dopo l'espulsione, secondo altriPivato (2005, p. 67) riferisce semplicemente "dopo l'arresto". Cesare Bermani (in Avanti Popolo, cit.) sostiene "durante la permanenza in carcere"., , una delle quali era intitolata Il canto degli anarchici espulsi. Quest'ultima divenne poi Addio a Lugano e venne poi diffusa con alcune differenze sia nel testo che nella disposizione delle strofe.
Nel 1896, il canto venne pubblicato "in un bollettino ufficiale del governo cantonale ticinese, in una relazione sulla situazione carceraria [...], sotto la voce «Saggi di letteratura di delinquenti e d'anarchici».
Il canto "chiude idealmente, in ordine di tempo, il canzoniere del movimento operaio italiano"Pivato, 2005, cit., p. 69..
La canzone divenne estremamente popolare all'inizio del XX secolo grazie alla pubblicazione nel 1899 da parte di Carlo Frigerio de Il Canzoniere dei Ribelli che la conteneva e che ebbe numerose ristampeIl Canzoniere dei Ribelli nel catalogo del Centre International de Recherchers sur l'Anarchisme (CIRA), Losanna.
Dopo il 1900 venne aggiunta una strofa, poco ripresa successivamente, esaltante il gesto di Gaetano Bresci, che uccise il re Umberto I di Savoia, per vendicare la repressione dei moti di Milano da parte di Fiorenzo Bava Beccaris. La strofa non è opera di Gori ma di anarchici livornesi: Vittorio Emanuele / figlio di un assassino. / Evviva Gaetano Bresci / che ha ucciso Umberto Primo. / È questa la vendetta / che gli anarchici san far. / È questa la vendetta / che gli anarchici san far.
Mentre i partigiani bolognesi la modificarono in "Addio a Bologna" (dove la "repubblica borghese" diventa la "repubblica fascista") e quelli imperiesi in "Addio a Imperia", i fascisti ripresero invece il registro di Addio a Lugano per convertirlo "in un inno alla patria e ai valori della nazione"Pivato, 2005, cit., p. 149.:
Addio a Lugano è citata anche nella canzone Lugano addio di Ivan Graziani.
Incisioni ed interpretazioni famose Giorgio Gaber assieme a Enzo Jannacci, Otello Profazio, Silverio Pisu e Lino Toffolo lo cantano alla trasmissione televisiva Questo e quello (1964) Giovanna Marini nell'album Le canzoni di Bella Ciao (1964) e assieme a Francesco De Gregori nel tour per Il fischio del vapore (2002) I Gufi nell'album I Gufi cantano due secoli di Resistenza (1965) Milva nell'album Canti della libertà (1965) Maria Carta nell'album Vi canto una storia assai vera (1976) Daniele Sepe nell'album Play standards and more (1992). Lou Dalfin nell'album Gibous, bagase e bandì (1995). Maria Carta nell'album I grandi successi (2002). Joe Fallisi, come singolo e in esibizioni dal vivo Alfonso Failla 99 Posse, nell'album Il tempo. Le parole. Il suono (2016), ultima traccia dell'album: 87 ore Marie-Claude Chappuis, nell'album Aux cœur des Alpes, Sony 2018 Antonella Ruggiero, nell'album Quando facevo la cantante (2018) - CD1 La canzone dialettale e popolare. Registrazione dal vivo del 14 ottobre 2009 al Teatro Sociale di Bellinzona (Svizzera) con Paolo Di Sabatino (pianoforte) e Roberto Colombo (vocoder e synth basso). Francesco Guccini nell'album Canzoni da intorto (2022).
Note
Bibliografia Maurizio Binaghi, Addio, Lugano bella. Gli esuli politici nella Svizzera italiana di fine Ottocento (1866-1895), Locarno: A. Dadò 2002, ISBN 88-8281-104-2, (L'officina; 15). Gian Carlo Maffei, Addio Lugano bella, in: Bollettino storico della Svizzera italiana 100 (1988), fasc. 3, pp. 1-17. Stefano Pivato, Bella Ciao - Canto e politica nella storia d'Italia, ed. Laterza, Roma-Bari, 2005, ISBN 88-420-7586-8. AA. VV., Avanti Popolo - due secoli di canti popolari e di protesta civile, a cura dell'Istituto Ernesto de Martino, ed. Hobby & Work.
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