Seveso (AFI: , Seves in dialetto brianzolo, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Monza e della Brianza in Lombardia.

Geografia fisica Il Comune di Seveso è situato circa 21 km a nord di Milano, 18 km a sud di Como, 12 km a nord-ovest di Monza, nella bassa Brianza. Il comune di Seveso confina a nord e ad nord ovest con il comune di Barlassina, a nord est con il comune di Meda, a est con il comune di Seregno, a sud con quello di Cesano Maderno e a ovest con il comune di Cogliate.

Geologia e geomorfologia Il territorio comunale si basa su quattro terrazzi pianeggianti e subpianeggianti. Partendo da est, si trova il livello fondamentale della pianura assimilata alla piana fluvioglaciale della glaciazione würm. Su questo terrazzo sorgono il quartiere Meredo, verso Meda e la frazione di Baruccana, verso il quartiere Molinello di Cesano. Continuando verso il centro con un orlo di terrazzo di , troviamo l'alluvione attuale dei fiumi Seveso e Certesa. Qui sono siti il centro città e a nord la frazione di San Pietro. Nella zona nord-orientale lungo la strada comasina verso Barlassina è presente un terrazzo intermedio della glaciazione Riss separato dall'alluvione attuale con un orlo di . Infine nella zona occidentale del comune si trova il terrazzo più alto d'origine più antica (della glaciazione Mindel) rialzato con una scarpata di al contatto con l'alluvione post-glaciale, al confine con Cesano Maderno, mentre di al contatto con la piana fluvioglaciale rissiana al confine con Barlassina, questa frazione è chiamata Altopiano. Sempre di natura fluvioglaciale è molto più ondulato per via dell'erosione fluviale dei torrenti di villa Dho, Comasinella e Garbogera.

L'altitudine di Seveso varia dai ai nella porzione orientale ( tenendo conto della collina della vasca ICMESA), dai ai nella porzione centrale della piana attuale, dai ai nella piana intermedia e dai ai sull'altopiano. Sommariamente quindi, dai ai .

Idrografia Seveso è attraversata da tre corsi d'acqua principali: l'omonimo fiume Seveso, Certesa e Garbogera. Il Certesa che nascendo da Montorfano come "Terrò" scende per Cantù, Mariano Comense, Cabiate e Meda, sfociando nel Seveso a Cesano Maderno, raccogliendo le acque di numerosi altri torrenti provenienti dall'altopiano di Meda. Essa lambisce alla sua sinistra il Bosco delle querce. Il fiume Seveso nasce a Cavallasca e attraversa da nord a sud il territorio comunale. Passa dal centro della città e della porzione meridionale alla sua destra raggiunge la statale dei Giovi, appena a fianco della scarpata dell'altopiano. Il torrente Garbogera, la cui sorgente è a Lentate, scorre all'estremo ovest del comune. Ha un andamento sempre nord-sud e scavando nella sua piccola valle, interrompe l'altopiano ondulandolo di pochi metri verso l'alveo.

Un altro torrente importante è la Comasinella. Nato sempre a Lentate, raccoglie le acque di numerose altre rogge, tra cui quella di villa Dho con foce a Cesano Maderno. Passa per il centro del quartiere Altopiano, dividendolo a metà. Entrambi i torrenti Comasinella e di Villa Dho rendono l'altopiano meno pianeggiante creando dei dossi ben visibili.

Origini del nome

Storia

I primi insediamenti nei luoghi dell'attuale città di Seveso risalgono all'epoca Gallo-Romana. Le origini del nome sono legate all'omonimo torrente, e sono ad oggi ignote. La denominazione “Seveso” ha origine celtica, e potrebbe indicare (nel caso del centro abitato) la sua collocazione fra due corsi d’acqua.

Durante la demolizione dell'antico campanile a torre avvenuta nel 1895 furono infatti ritrovate cinque are testimonianti la presenza di insediamenti militari romani già nel terzo secolo a.C. Fin dalla sua costruzione l'odierna Statale dei Giovi era intervallata da stazioni di sosta, e la presenza a Seveso di una di queste stazioni ha consentito all'insediamento di essere abitato ininterrottamente. Con il crollo dell’Impero Romano in Occidente molti abitanti della penisola cercarono rifugio e protezione in aree rurali, abbandonando le città: Mediolanum non fece eccezione, ed è probabile che anche Seveso abbia avuto un seppur minimo incremento demografico.

La prima documentazione scritta su Seveso risale invece all'anno 996: in un documento conservato presso l'Archivio Antona Traversi di Meda e datato 10 dicembre 996 si parla di "Ecclesia sita in Seuse". Sempre al X secolo risalgono le prime documentazioni riguardo alla Pieve di Seveso, e un primo abbozzo di censimento della popolazione: entro l'XI secolo, Seveso contava circa 150 abitanti.

Nel 1252 due sicari della setta dei Catari uccisero con un falcastro l'inquisitore domenicano Pietro da Verona, il quale stava combattendo l'eresia dei Catari allora dilagante in Lombardia. Uno degli assassini si convertirà e prenderà successivamente i voti.

Pietro venne santificato da Papa Innocenzo IV nel 1253 con il nome di San Pietro martire da Verona e sul sito della sua uccisione venne edificata una chiesa a lui dedicata. Tuttavia il corpo venne traslato nella Chiesa di Sant'Eustorgio di Milano e oggi è conservato in una splendida arca posta nella Cappella Portinari. A Seveso, nella cripta della Chiesa del Seminario, è invece conservato il coltello che uccise il Santo. L'attuale santuario fu costruito nel 1627 per volontà della famiglia Arese. Il paese fu colpito da due ondate di peste, una nel 1524 e una nel 1576.

Nel 1869, a seguito del riordino amministrativo conseguente all'Unità d'Italia, ripetendo un medesimo atto dell'età napoleonica, al comune di Seveso venne accorpato quello di Barlassina, decisione invisa ad entrambe le popolazioni. Così nel 1901 con Regio Decreto Barlassina sarà ricostituito in comune autonomo.

Negli anni '30 dell'800 fra Seveso e Lentate furono effettuati degli studi riguardo alla costruzione di una ferrovia che collegasse Milano con Monza. Dopo il successo di questa ferrovia si progettò di affiancare la Statale dei Giovi con una ferrovia che, partita da fuori Milano presso Porta Volta, raggiungesse Como; il capoluogo lariano fu raggiunto nel 1875, ma lungo la direttrice per Monza. A Seveso la ferrovia fu aperta nel settembre 1879: a quell’epoca il comune risultava diviso in vari agglomerati, di cui l’odierno quartiere San Pietro Martire risultava il più vicino alla stazione; la stazione di Seveso prese pertanto il nome “San Pietro Martire”, mantenuto fino al XX secolo.

Il 10 luglio 1976 l'area di Seveso e di alcuni comuni vicini fu contaminata da una nube tossica contenente elevate quantità di diossina sprigionatasi in seguito ad un incidente verificatosi nel confinante comune di Meda, ma in prossimità dell'abitato di Seveso, presso gli impianti chimici della società elvetica ICMESA, appartenente al gruppo Givaudan-La Roche. Una parte consistente degli abitanti dell'area fu evacuata, pari al 10% dell'intera popolazione comunale. Le avvisaglie del disastro erano state avvertite dai cittadini negli anni precedenti, quali morte di piccoli animali domestici come galline e gatti senza che ci fosse alcun intervento. Per questo incidente il nome di Seveso è legato alla direttiva europea 96/82/CE, che impone il censimento di tutti i siti industriali ad alto rischio.

Con D.P.R del 18 giugno 2003 al Comune di Seveso viene conferito il titolo di Città. Nel 2009 è passato dalla Provincia di Milano alla Provincia di Monza e Brianza.

Simboli Lo stemma del Comune, iscritto nel libro Araldico degli enti morali e riconosciuto dal regio decreto del 9 dicembre 1937, riporta la seguente blasonatura:

Il castello probabilmente testimonia un'antica fortezza un tempo esistente sul territorio; la figura di san Pietro è tratta da un antico stemma relativo alla "Comunità di Seveso" riprodotto a pagina 325 del volume I dello Stemmario Cremosano; la banda ondata d'argento allude al fiume Seveso, è stata ripresa dall'emblema della comunità, riprodotto nel Codice Araldico istituito da Maria Teresa nella seconda metà del Settecento e conservato nell'Archivio di Stato di Milano; l'ara romana sormontata da una fiamma ricorda le cinque are romane rinvenute a Seveso durante gli scavi di ampliamento della chiesa prepositurale, esattamente sotto il vecchio campanile, abbattuto nel 1895.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Santuario di San Pietro Martire

Venne eretta come chiesa nel XIV secolo accanto alla casa che ospitava la comunità del secondo ordine degli Umiliati (laici che emettevano i voti religiosi). Passò poi ai Domenicani (ordine a cui apparteneva San Pietro da Verona); nel 1662 fu ristrutturato e la casa ampliata e trasformata in convento. Sequestrata dai francesi durante la rivoluzione e dopo questa restituita alla Chiesa, passo all'arcidiocesi di Milano. A seguito dell'Anno Santo della Misericordia del 2015, il Santuario viene elevato a chiesa giubilare. Chiesa Prepositurale dei santi Gervaso e Protaso La Parrocchia Prepositurale Plebana dei SS. Gervaso e Protaso è una tra le più antiche comunità Cristiane della Diocesi Ambrosiana. Si può assai ragionevolmente collocarne le origini nel V secolo. Tra l'VIII e il IX secolo la Parrocchia dei SS. Protaso e Gervaso divenne capo della Pieve di Seveso. Seveso era ancora capo-pieve nel XVI e XVII secolo. Le pievi e le loro funzioni oggi sono confluite negli attuali decanati.

L'antica chiesa resistette per alcuni secoli finché nel 1515 il Prevosto Baldi la ricostruì dalle fondamenta e così durò sino a quando nel 1845 il Prevosto Rimoldi vi aggiunse le due navate laterali. Nel 1895 si allungò la chiesa verso il Fiume Seveso, con il Prevosto Sirtori, si abbatté il vecchio campanile e si costruì l'attuale. La chiesa fu poi consacrata dal Beato Cardinal Andrea Ferrari, Arcivescovo di Milano il 18 agosto 1923.

Le più importanti realizzazioni successive, in tempi a noi recenti, furono l'oratorio femminile (attuale cappella dell'Immacolata), l'oratorio maschile per iniziativa del Prevosto Mons. Cav. Corradi, la casa del coadiutore (Prevosto Mons. Cereda), il Centro parrocchiale e il rinnovo liturgico dell'arredo interno della chiesa (Prevosto Mons. Castiglioni), l'ammodernamento della Canonica (Prevosto Mons. Piatti), il rifacimento dell'impianto acustico e la messa in opera di impianto video da parte del Prevosto Pirotta.

Altri edifici religiosi Oratorio Nazaro e Celso Chiesa di San Carlo Borromeo Chiesa della Beata Vergine Immacolata Chiesa di San Clemente (situata all'interno dell'oratorio) Oratorio Paolo VI

Architetture civili Villa Peruviana Fatta erigere dal Console Generale del Perù a Milano, Generoso Galimberti nato a Seveso il 5 marzo 1846, è disposta su due piani con pianta a blocco, torretta belvedere con in cima un ampio porticato e terrazzo sostenuto da eleganti colonne. È in stile liberty, la facciata è di colore rosso argilla invecchiata, spaziosa nella sua entrata a modo coloniale per richiamare la struttura delle ville d'oltre mare. All'interno è decorata con pitture e affreschi dell'epoca. Nel suo giardino sono presenti piante di notevole pregio, un campo da tennis in terra rossa e un padiglione prefabbricato in legno che fu esposto alla Fiera Campionaria di Milano del 1918, era presente anche una serra e altre strutture a servizio della villa (rustici agricoli, casino per la caccia). Tra il 2005 e il 2008 gli eredi di Generoso Galimberti (famiglia Bizzozero) hanno deciso di iniziare una ristrutturazione della villa.