La cattedrale primaziale di Santa Maria (), a Toledo, è la chiesa madre dell'arcidiocesi di Toledo. Edificata tra il 1226, durante il regno di Ferdinando III, e il 1493, epoca dei re cattolici, la cattedrale di Toledo è considerata il capolavoro dello stile gotico in Spagna.Diversi autori lo sostengono, tra loro Diez del Corral nella sua opera Arquitectura y mecenazgo. La imagen de Toledo en el Renacimiento, Madrid, 1987.
Storia Origini Nel corso degli anni, una tradizione popolare non scritta ha raccontato che nel medesimo luogo dove sorge l'attuale cattedrale, esisteva un precedente tempio dai tempi di sant'Eugenio III, arcivescovo di Toledo dal 646 al 657.
La città era stata sede vescovile della Spagna visigota. I numerosi Concili di Toledo attestano il suo importante passato ecclesiastico. A Toledo, durante il III Concilio, il re Recaredo I abiurò l'arianesimo. L'invasione musulmana non eliminò nell'immediato l'impronta cristiana e il vescovo stabilì la sua sede presso la chiesa di Santa María de Alfizén. Si pensa che l'edificio episcopale visigoto venne convertito nella grande moschea della città di Toledo. Alcuni ricercatori osservano che la sala di preghiera della moschea corrisponde con la disposizione a cinque navate dell'attuale cattedrale, il Sahn coincide con parte dell'attuale chiostro e della cappella di San Pedro e il minareto con la torre campanaria. Tra i reperti archeologici presenti è possibile osservare alcune vestigia dell'edificio musulmano: una colonna islamica montata all'interno della cappella di Santa Lucía; i fusti marmorei che decorano l'esterno del coro provengono da un'antica costruzione musulmana; gli archi intrecciati in stile califfato nel triforio del coro e del deambulatorio corrispondono alla tradizione costruttiva islamica di Cordova.
La cattedrale di Alfonso VI
La città di Toledo venne conquistata dal re Alfonso VI di León nel 1085. Uno dei punti delle capitolazioni che resero possibile la consegna della città senza spargimento di sangue, fu la promessa da parte del re di preservare e rispettare i luoghi di culto, gli usi e la religione tanto dei musulmani quanto della grande popolazione cristiano-mozaraba; naturalmente la grande moschea era compresa in questi accordi.
Poco tempo dopo, il re dovette partire per questioni di stato, lasciando al comando della città la moglie Costanza e l'abate del monastero di Sahagún, Bernard de Sedirac, che era stato elevato al rango di arcivescovo di Toledo. Essi, in accordo e approfittando dell'assenza del re, intrapresero l'azione che, come scrisse il padre gesuita Juan de Mariana nella sua Historia General de España, provocò quasi una rivolta e la rovina della città recentemente conquistata. Il 25 ottobre 1087, l'arcivescovo, d'accordo con la regina, inviò uomini armati per impadronirsi della moschea con la forza. Questi installarono un altare provvisorio e collocarono una campana sul minareto.Primera Crónica General, cap. 871. Padre Mariana scrive che il re fu talmente contrariato da questi fatti, che né l'arcivescovo né la regina riuscirono a dissuaderlo dal condannare a morte tutti i partecipanti attivi. La leggenda narra che furono i musulmani i veri mediatori di pace, nella figura del negoziatore e faqih Abu Walid, che portò al re un messaggio in cui si accettava come legittima l'usurpazione. In memoria e come segno di gratitudine per questo gesto, il capitolo della cattedrale gli dedicò un omaggio, commissionando la sua effigie da collocare in uno dei pilastri del coro.Angus Macnab, The Moslim Saint in Toledo Cathedral, in Studies in Comparative Religion, 1968 In seguito a questi eventi, la moschea toledana fu consacrata e trasformata in cattedrale cristiana, quasi senza modifiche alla struttura. Non sono pervenute piante della moschea e non si conosce come essa si presentasse, però, tenendo conto delle vestigia conservate in altre città (Siviglia, Jaén, Granada, Malaga e la stessa Grande moschea di Cordova), si può ipotizzare che fosse un edificio colonnato e con archi a ferro di cavallo sopra le colonne, forse provenienti da precedenti edifici romani e visigoti; è possibile fosse simile all'attuale chiesa toledana del Salvador, anticamente moschea.
Re Alfonso fece diverse donazioni al nuovo tempio. Il 18 dicembre 1086 la cattedrale fu posta sotto la protezione di Maria e le furono concesse città, borghi, mulini e un terzo della rendita delle altre chiese cittadine. Iniziarono i lavori per stabilire il culto cristiano romano, soprattutto la modifica dell'orientamento della capilla mayor (presbiterio). Nel 1088, papa Urbano II riconobbe alla cattedrale di Toledo il titolo di primaziale del regno. La cattedrale-moschea rimase intatta sino al XIII secolo, quando, nell'anno 1222, una bolla del papa Onorio III, autorizzo i lavori per di costruzione della nuova cattedrale, iniziati nel 1224 1225. La cerimonia ufficiale di posa della prima pietra si svolse nel 1226 (1227 secondo altre fonti) alla presenza di re Ferdinando il Santo.
La cattedrale dell'arcivescovo Jiménez de Rada
La cattedrale attuale è opera del XIII secolo, epoca dell'arcivescovo Rodrigo Jiménez de Rada e del re Ferdinando III. Jiménez de Rada, arcivescovo di Toledo dal 1209, dall'inizio del mandato difese davanti al papa il primato della sua sede. Nella sua mente c'era la costruzione di una grande cattedrale, degna della città che governava. La cattedrale - moschea si presentava vecchia e in rovina, con alcune parti demolite dal suo predecessore. Era spaziosa, ma poco alta e priva della snellezza delle altre chiese di analoga importanza. Jiménez de Rada fu l'entusiasta promotore della costruzione della nuova cattedrale, secondo i canoni dello stile gotico. Fu tanto coinvolto nell'impresa che si disse fosse anche l'autore dei progetti della cattedrale, tesi smentita da storici e architetti.
I maestri costruttori e i mecenati Per secoli si è creduto che il primo maestro architetto della cattedrale di Toledo fosse Petrus Petri (Pedro Pérez in spagnolo). Questa certezza si basava su quanto scritto in una lapide, in un latino poco colto, dove si afferma che tal Petrus Petri, morto nel 1291 fu maestro costruttore della cattedrale. Verso la metà del XX secolo, il vescovo di Ciudad Real indagò a fondo su questo tema, portando alla luce dei documenti che dimostrano l'esistenza di un primo maestro, anteriore a Petrus Petri, di nome Martin, di origine francese e sposato con María Gómez, chiamato dall'arcivescovo Jiménez de Rada. Uno dei documenti, datato 1227, nomina un maestro Martin dell'opera di Santa Maria di Toledo, citato anche in un altro documento, una lista delle rendite della cattedrale, risalente al 1234, da cui si evince anche che il maestro abitava in una casa di pertinenza della cattedrale. In documenti successivi, appaiono i nomi di Martín e Juan Martín (rispettivamente muratore e maestro dei muratori), probabilmente imparentati parenti col maestro Martin. Sulla base di questi studi, attualmente Martin è considerato il primo architetto della cattedrale di Toledo. Sulla questione resta da aggiungere che l'epoca di inizio dei lavori non si accorda con l'età del maestro Petrus Petri, che in quegli anni doveva essere troppo giovane per essere architetto.José Amador de los Ríos, La Catedral de Toledo, La España Moderna, 1903 Gli studi realizzati dopo questa scoperta indicano che maestro Martin sarebbe l'autore delle cappelle dell'ambulacro e, dopo la sua partenza o morte, i lavori ripresero sotto la direzione del maestro Petrus, che terminò il doppio deambulatorio e realizzò il triforio in stile toledano. Alla fine del XIII secolo erano terminati il coro e due sezioni delle navate sud. Alla fine del XIV secolo, compare il nome del maestro Rodrigo Alfonso, che mise la prima pietra del chiostro nel 1389, col patrocinio dell'arcivescovo Pedro Tenorio, che morirà dieci anni dopo. L'arcivescovo si occupò di molte opere della cattedrale, come la cappella di San Biagio nel chiostro, famosa per i suoi affreschi di scuola senese. Il successivo maestro di cui si ha notizia fu Álvar Martínez (o González), autore della facciata di ponente, iniziata nel 1418 e modificata nel 1787. Realizzò inoltre la torre campanaria, ai tempi dell'arcivescovo Juan Martínez Contreras, il cui stemma figura nel fregio che corona la prima sezione. Il coronamento del campanile venne realizzato da un altro maestro, Hannequin de Bruselas, che plasmò lo stemma del successivo arcivescovo, Juan de Cerezuela. Con Hannequin arrivò un gruppo di maestri illustri: Egas Cueman, Enrique Egas, Juan Guas. La fabbrica gotica venne completata nel 1493 sotto la direzione di Juan Guas and Enrique Egas, con il patrocinio e la supervisione dell'arcivescovo, cardinale Pedro González de Mendoza.
Grandi mecenati del XVI secolo. Opere e artisti
Numerosi lavori interessarono la cattedrale nei secoli XVI, XVII e XVIII, quando vennero realizzate opere architettoniche, sculture e pitture secondo i gusti e gli stili delle varie epoche.
Il XVI secolo è l'età dell'oro per Toledo, chiamata Città Imperiale (Ciudad Imperial). I migliori e più attivi mecenati vissero in questo secolo. Sono gli arcivescovi - governatori che, in assenza del re, si curano della città e della sua magnificenza. Nel 1493 il cardinal Mendoza supervisionò la chiusura delle ultime volte della cattedrale ed espresse nel suo testamento la volontà di essere sepolto nel presbiterio. Nell'ultimo decennio del XVI secolo fu realizzato il suo mausoleo in stile rinascimentale e fu opera di uno scultore toscano, Andrea Sansovino.
Gli succedette il cardinale Francisco Jiménez de Cisneros; sotto la sua influenza e patrocinio furono intraprese diverse opere (tra cui la cappella Mozarabica, forse la più importante), realizzate da maestri come Juan Francés, Anequin de Egas, Juan de Borgoña e il suo principale maestro Pedro de Gumiel. Cisneros volle anche la realizzazione del retablo maggiore, opera di Diego Copín de Holanda, del chiostro alto, per la comunità dei canonici, e la biblioteca.
Gli succedette il fiammingo Guillaume de Croÿ, che non abitò mai a Toledo. L'arcivescovo Alfonso de Fonseca y Acevedo volle la cappella de los Reyes Nuevos dell'architetto Covarrubias con pitture del Maella (XVIII secolo). Con il cardinal Juan Pardo de Tavera il rinascimento toledano è nel pieno splendore. Sotto il suo governo si costruirono il coro degli scultori Alonso Berruguete e Felipe Bigarny, le controfacciate del transetto, la cappella di San Giovanni o del Tesoro.
Sotto Juan Martínez Silíceo, la cattedrale venne adornata con la cancellata del presbiterio, opera Francisco de Villalpando. All'epoca del cardinale Gaspar de Quiroga y Vela risale il complesso architettonico della cappella de Sagrario, sacrestia, patio e casa del tesoriere, su progetto del maestro Nicolás de Vergara el Mozo.
Descrizione La struttura della cattedrale venne influenzata dallo stile gotico francese del XIII secolo, adattato al gusto spagnolo. Misura 120 metri di lunghezza per 59 metri di larghezza e 44,5 metri di altezza, divisa in cinque navate, con transetto e doppio deambulatorio. Le due navate laterali più esterne presentano l'anomalia di essere un po' più ampie rispetto alle due prossime alla navata centrale. La parte più antica del tempio è il coro, dove si conserva il triforio originario, di influenza mudéjar, che si estendeva per tutta la lunghezza delle navate, da dove venne eliminato nel corso delle numerose modifiche subite nel tempo dall'edificio e sostituito da grandi vetrate. La sezione più bassa del triforio è fatta di archi a cuspide che poggiano su colonne binate e la parte superiore presenta archi intrecciati tipici dell'arte mudéjar. Non è noto se questi temi mudéjar esistessero nella moschea precedente e siano stati copiati come ricordo o se siano stati aggiunti in uno dei miglioramenti e arricchimenti della fabbrica, come qualcosa di originale e di buon gusto.