L'architettura AX (Architecture eXtended) era una iniziativa giapponese iniziata circa nel 1986 affinché i personal computer potessero gestire il testo giapponese a doppio-byte attraverso dei chip hardware appositamente progettati. La particolarità era che permettevano al PC di mantenere la compatibilità con il software sviluppato per i PC IBM stranieri. Fu sviluppato da un consorzio che includeva Sony, Hitachi, Sharp, Oki, Casio, Canon, Kyocera, Sanyo, Mitsubishi, ecc., e clamorosamente escludendo NEC, Toshiba e Fujitsu (che erano i leader di mercato e quindi i "nemici da combattere").

Per mostrare i caratteri Kanji con sufficiente chiarezza, le macchine AX avevano monitor e schede grafiche JEGA con una risoluzione di 640x480 piuttosto che la EGA a 640x350, la quale era lo standard predominante in quel momento. Gli utenti potevano tipicamente saltare tra le modalità inglese e giapponese digitando 'jp' o 'us'; così facendo veniva anche attivato un apposito metodo di input (in inglese Input Method Editor o IME) che abilitava l'utente all'inserimento dei caratteri giapponesi.

L'architettura AX venne più tardi superata dal DOS/V di IBM, che raggiungeva gli stessi scopi attraverso un metodo unicamente software; questo fu possibile grazie al miglioramento delle capacità dei PC standard riguardo a memoria, velocità ecc.

Voci correlate DOS Unicode DOS/V, successore software della architettura AX

Collegamenti esterni Trasformazioni del mercato dei PC in Giappone (visione storica) Mitsubishi Maxy (informazioni da un museo di computer giapponese) Oki if386AX (informazioni da un museo di computer giapponese)

Categoria:Tecnologie hardware Categoria:Hardware per grafica