Le Rocce di Liancourt, in coreano Dokdo (), in giapponese , sono un piccolo gruppo di isolotti del mar del Giappone, localizzate quasi a metà fra l'isola giapponese di Honshū e la penisola coreana, si trovano infatti circa 211 km a nord di Honshū, e 217 km a est delle coste coreane. Le rocce sono controllate "de facto" dalla Corea del Sud ma rivendicate dal Giappone.

Le isole sono state così chiamate nel 1849 prendendo il nome dalla nave baleniera francese Le Liancourt che fu la prima imbarcazione europea ad avvistarle. Si ritrova raramente anche la desueta definizione Hornet Islands (dalla nave HMS Hornet).

I motivi della disputa sono storici ma anche legati alla pescosità delle acque circostanti e alla possibile presenza di giacimenti di gas naturale e altre risorse minerarie..

Geografia Le Rocce di Liancourt sono un arcipelago di origine vulcanica composto da due isolotti rocciosi maggiori circondati da 89 tra isolotti e scogli minori. La superficie complessiva è pari a 0,21 km² .

Le due isole principali, durante la bassa marea, distano 151 metri l'una dall'altra.

L'isola occidentale è chiamata in giapponese Nishijima = oppure Ojima (ma anche Otokojima) = , letteralmente "Isola Maschile"; in coreano Seodo = = , letteralmente "Isola Occidentale"; ) ha una superficie di m² e si erge fino ad un'altitudine di 168,5 metri dal livello del mare.

L'isola orientale (in giapponese Higashijima = oppure Mejima (anche Onnajima) = , letteralmente "Isola Femminile"; in coreano Dongdo = = , letteralmente "Isola Orientale"; ), ha una superficie di m², il punto più elevato raggiunge i 98,6 m s.l.m., ospita un attracco, una stazione della guardia costiera sudcoreana, l'eliporto e un faro.

Le rocce di Liancourt si trovano circa 211 km a nord di Honshū, isola principale giapponese, e 217 km a est della penisola coreana. Sia il Giappone sia la Corea del Sud amministrano alcune isole nel Mar del Giappone situate più vicine alle rocce di Liancourt, le più vicine isole abitate giapponesi sono le isole Oki che si trovano a circa 157 km. a sud-est delle rocce e 67 km a nord dell'isola di Honshū. La più vicina isola abitata della Corea è invece Ulleungdo 93 km a ovest delle rocce e a 120 km di distanza dalla costa coreana.

Amministrazione Le isole sono contese tra Giappone e Corea del Sud, entrambi gli Stati le hanno incluse in un'amministrazione locale. In Giappone le isole fanno parte del comune di Okinoshima (prefettura di Shimane), per la Corea del Sud appartengono all'isola di Ulleungdo, nella contea di Ulleung (regione Gyeongsang Settentrionale), ma sono amministrate direttamente dal Ministero degli Oceani e della pesca. A maggio 2018 gli abitanti delle isole erano circa 20.

Gli unici abitanti stabili delle isole sono una coppia composta da un pescatore e sua moglie e un contingente di circa 25 militari coreani che si occupano del faro e della stazione della guardia costiera. Dal 2007, in seguito ad una nuova rivendicazione giapponese, cittadini coreani hanno spostato la residenza sulle isole. Anche i giapponesi dal 2005 hanno dei residenti sulle isole, a febbraio 2011 ne risultavano 69.

Residenti Dal 2005, le rocce di Liancourt sono aperte al pubblico dal governo sudcoreano e i turisti possono visitarle tramite l'isola di Ulleung. In media, circa 500 turisti le visitano ogni giorno. Dal 2010, coloro che le hanno visitate possono richiedere di essere registrati come "Residenti Onorati". Nel 2021, il numero di "Residenti Onorati" ha superato i 70.000, inclusi 1.866 stranieri, tra cui 17 giapponesi.

Il governo giapponese sta chiedendo ai propri cittadini di astenersi dal visitare le Rocce di Liancourt, poiché l'accesso tramite la procedura di autorizzazione sudcoreana potrebbe dare l'impressione che il Giappone abbia ceduto la propria sovranità territoriale alla Corea del Sud.

Tra il 1991 e il 1996, e di nuovo dal 2006 in poi, una coppia di civili sudcoreani, un pescatore di nome Kim Sung-do e sua moglie Kim Shin-yeol, si stabilirono sulle rocce di Liancourt. Dal 2018, il marito è deceduto e Kim Shin-yeol è l'unica residente delle rocce. Oltre a lei, 20 guardie costiere, 3 guardiani del faro e 2 impiegati dell'ufficio amministrativo della contea di Ulleung vivono sugli scogli di Liancourt, ma le loro residenze si trovano sulla penisola. I "residenti onorari" menzionati sopra non vivono sugli scogli.

Kim Shin-yeol, l'unica residente effettiva degli scogli, è morta nel marzo 2026 all'età di 88 anni e non ci sono più residenti effettivi sugli scogli.

Storia e rivendicazioni Il Giappone sostiene di aver stabilito la propria sovranità sulle Rocce di Liancourt a metà del XVII secolo attraverso le licenze di acquisizione e le attività di pesca durante il periodo Edo (1603 - 1868). Sostiene, inoltre, che la sua incorporazione nella prefettura di Shimane nel 1905 come "terra nullius" ne abbia chiarito la sovranità ai sensi del diritto internazionale. Nel frattempo la Corea del Sud sostiene che l'"isola di Usan", menzionata in documenti come il "Samguk Sagi" (1145) e la "L'appendice geografica alla cronaca del re Sejong" (1454) e sia le Rocce di Liancourt, sono state parte integrante del territorio coreano (Joseon) fin dall'antichità.

Pertanto, la Corea del Sud, considera l'incorporazione delle Rocce di Liancourt nella prefettura di Shimane nel 1905 un'annessione illegale di territorio da parte del Giappone piuttosto che un'incorporazione in una "terra nullius". Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1952, la Corea del Sud stabilì la "linea Syngman Rhee", che includeva le Rocce di Liancourt, e iniziò a controllare efficacemente (quindi senza l'accordo dei paesi vicini) le Rocce stazionando lì una forza di pattuglia. Il Giappone continua a protestare, sostenendo che si tratta di una "occupazione illegale".

Nel Samguk sagi, il più antico trattato di storia della Corea risalente al 1145 viene citata un'isola chiamata Usan-do (, Hanja: ). Le isole facevano parte dello stato insulare chiamato Usan-guk (Hangeul , Hanja: ), secondo l'interpretazione coreana questa sarebbe la prima citazione delle rocce di Liancourt, la rivendicazione coreana si basa sul fatto che alla caduta de regno di Silla nel 930 Usan-guk divenne un protettorato di Goryeo e dopo la caduta di quest'ultimo l'amministrazione delle isole passò direttamente sotto il governo coreano.

Da parte giapponese viene contrapposta l'interpretazione secondo la quale Usan-do sarebbe un nome alternativo dell'isola di Jukdo, antistante l'isola di Ulleungdo.

Documenti storici e mappe geografiche storiche giapponesi confermano che le rocce di Liancourt (all'epoca chiamata Matsushima) fosse nota da tempo, nel Kaisei Nippon Yochi Rotei Zenzu, la mappa generale del 1799 realizzata dal cartografo Sekisui Nagakubo, le rocce sono rappresentate con precisione. All'inizio del periodo Edo due famiglie della provincia di Oki ricevettero dallo shogunato Tokugawa l'isola di Utsuryo (Ulleungdo) e la concessione di navigazione e pesca nell'area. Takeshima veniva usata per fare tappa e come zona di pesca, in seguito anche quest'isola venne regalata alle due famiglie.

All'inizio del XX secolo nell'area delle isole, che a quell'epoca erano chiamate Takeshima (, letterale: "Isola dei bambù") o Ryanko-shima (/, dove Ryanko è la pronuncia in giapponese di Liancourt) mentre il nome Matsushima definiva Ulleungdo, venivano cacciati in maniera estesa i leoni marini della specie Zalophus japonicus ora estinta e avvistata per l'ultima volta negli anni 1950 proprio in quelle acque. Il 29 settembre del 1904 il pescatore Nakai Yoshizaburō () si appellò al Ministero degli interni, a quello degli esteri e al ministero dell'agricoltura, delle foreste e della pesca per far includere il piccolo arcipelago nella federazione e per ottenerne il diritto di sfruttamento per 10 anni. Il 28 gennaio del 1905 il governo giapponese, basandosi sul principio della Terra nullius, accolse l'istanza e definì il nome ufficiale Takeshima. Il 22 febbraio le isole vennero assegnate alla prefettura di Shimane..

Tutto ciò avvenne nel contesto più ampio della vittoria giapponese della guerra russo-giapponese e del successivo trattato dell'Eulsa che trasformava la Corea in un protettorato giapponese. L'appropriazione di Dokdo, legata a quel preciso periodo storico, assunse per i coreani un elevato valore simbolico legato allo smantellamento dell'esercito coreano e alla privazione della sovranità seguiti a quegli accadimenti e confermati poi dall'accordo di Taft-Katsura.

Il 24 aprile 1939 vennero assegnate al comune di Goka (l'attuale Okinoshima), il 17 agosto 1940 vennero però riassegnate al distretto navale di Maizuru e dichiarate zona militare.

In seguito alla sconfitta del Giappone ad opera degli Alleati le isole vennero sottratte dall'amministrazione giapponese tramite l'ordine n. 677 del 22 gennaio 1946 del comandante supremo delle forze alleate SCAPIN 677 :en:s:Governmental and Administrative Separation of Certain Outlying Areas from Japan 1946. L'ordine prevedeva che questa non fosse una decisione definitiva, tutte le altre isole comprese nel testo dell'ordine vennero infatti restituite poi alla Corea. La versione definitiva del trattato di San Francisco del 1952, che definiva la sovranità di tutte le altre isole contese, non faceva cenno però delle rocce di Liancourt benché queste fossero citate sia nei documenti preparatori del Dipartimento di Stato sia nelle bozze del trattato fino al novembre del 1949.. Sul motivo della rimozione dal testo finale, effettuata su suggerimento di William J. Sebald, vi sono varie ipotesi, una è che gli USA, rimandando la soluzione di dispute successive alla competenza della Corte internazionale di giustizia, volessero crearsi degli spazi di futura negoziazione, un'altra ipotesi è che in vista di una possibile perdita della Corea mantenere un motivo di contesa tra il Giappone e i circostanti Paesi comunisti avrebbe potuto avere dei vantaggi logistici e propagandistici.

Il trattato di San Francisco entrò in vigore il 28 aprile del 1952 abolendo la linea di pace di MacArthur, la linea di confine che divideva Takeshima dal Giappone. Tre mesi prima, il 18 gennaio 1952, il presidente coreano Syngman Rhee istituì unilateralmente la cosiddetta linea di pace Syngman Rhee che comprendeva Takeshima nel territorio coreano. Anche sui motivi di questa iniziativa vi sono ipotesi diverse, da un lato vi era la ferma convinzione, sulla base di documenti storici ma anche della linea di pace di MacArthur e delle bozze del trattato di San Francisco, dell'appartenenza delle isole alla Corea, dall'altra l'insoddisfazione nei confronti delle politiche statunitensi nell'area, dal non completo respingimento delle forze della Corea del Nord fino alla maggiore attenzione espressa nei confronti del Giappone, paese "ex invasore" verso cui la Corea nutriva del rancore dovuto al recente passato. La linea di Syngman Rhee venne definitivamente abolita nel 1965 con la firma di un accordo di pesca tra Giappone e Corea del Sud.