Tra il 435 e il 437 fu Comes rei militaris in Gallia. Con l'aiuto di un contingente di ausiliari unni, Litorio combatté contro i ribelli dell'Armorica, sconfiggendoli.Prospero d'Aquitania, s.a. 436; Sidonio Apollinare, Carmina VII,246-7; Chronica gallica 452 117 e 119 (s.a. 437).
Nel 437 marciò attraverso l'Alvernia per raggiungere Narbona, che era assediata dai Visigoti, e per portare agli abitanti delle provviste.Prospero d'Aquitania, s.a. 436; Sidonio Apollinare, Carmina VII,246-8. Durante il trasferimento, alcuni Unni sfuggirono al suo controllo e saccheggiarono l'Alvernia, fino a quando non furono fermati dal prefetto del pretorio delle Gallie Avito.Sidonio Apollinare, Carmina VII,244-271,278-294.
Nel 439 deteneva il secondo grado nella gerarchia militare romana in Gallia;Prospero d'Aquitania, s.a. 439. dunque probabilmente era Magister militum per Gallias, alle immediate dipendenze di Ezio. La sua ambizione era quella di superare il suo comandante, e cercava l'aiuto degli indovini (indizio che fosse un pagano). Benché i Visigoti gli inviassero profferte di pace, egli, certo della superiorità delle truppe unne al suo servizio, decise di affrontarli nei pressi di Tolosa, ma fu annientato, ferito e catturato, per poi essere messo a morte poco dopo.Idazio, 116 (s.a. 439); Sidonio Apollinare, Carmina VII,300-1; Cassiodoro, Cronaca, s.a. 439. Salviano di Marsiglia, De gubernatione Dei VII 39-43, afferma invece che rimase a lungo prigioniero dei barbari.
Note
Bibliografia Fonti antiche Cassiodoro, Chronica Chronica gallica anno 452 Idazio, Chronica Prospero d'Aquitania, Epitoma chronicorum Salviano di Marsiglia, De gubernatione Dei Sidonio Apollinare, Carmina Fonti moderne «Litorius», PLRE II, pp. 684–5.
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