Lo Ziggy Stardust Tour è il primo tour ufficiale dell'artista inglese David Bowie, iniziato il 10 febbraio 1972 al Toby Jug di Tolworth e concluso alla Guildhall di Preston il 9 gennaio 1973 per un totale di 103 concerti in 60 città. Il tour fu l'occasione per promuovere, sia in patria che negli Stati Uniti, l'album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars pubblicato il 16 giugno 1972.
Formazione David Bowie - voce, chitarra Mick Ronson - chitarra Trevor Bolder - basso Mick Woodmansey - batteria Matthew Fisher - tastiere (dal 20/04 al 27/05/72) Robin Lumley - tastiere (dal 2/6 al 18/7/72) Nicky Graham - tastiere (dal 19/8 al 7/9/72) Mike Garson - tastiere (dal 22/9/72 al 9/1/73)
Storia del tour All'inizio del 1972 il giornalista George Tremlett intervistò David Bowie alla Royal Ballroom di Tottenham, dove il cantante stava facendo le prove dell'imminente tour. Tremlett si sentì dire che l'allestimento sarebbe stato «piuttosto sconvolgente, ma molto teatrale... Pieno di costumi e coreografie, molto diverso da qualunque cosa tentata da altri... Sarà qualcosa di assolutamente nuovo»..
In realtà le rockstar si truccavano e indossavano costumi stravaganti dai tempi di Little Richard e per i fan del glam rock i tessuti luccicanti ed elasticizzati non rappresentavano una novità, ma ciò che Bowie si prefiggeva di fare era qualcosa di diverso: non voleva limitarsi ad un'esibizione, voleva "diventare" Ziggy Stardust e interpretare la sua ascesa e la sua caduta usando la musica.
Il bassista Trevor Bolder spiegò ai biografi Peter e Leni Gillman che alla fine del lavoro sull'album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars tutti pensarono «non significa niente, è solo il titolo dell'album». Ma poco dopo Bowie trascinò gli Spiders from Mars nel seminterrato della sua residenza di Haddon Hall dove la band venne trasformata in «un gruppo di musicisti travestiti». David li incoraggiò a farsi crescere i capelli e a truccarsi ma non tutti si dimostrarono entusiasti: «Woody Woodmansey disse "Io non indosso quella roba neanche per sogno..." Ricordo quanto a disagio si sentivano nei loro costumi di scena... Per costringerli ad abituarsi a quella roba dovetti raccontargli che le ragazze ne andavano matte».
I costumi originali del gruppo si basavano su quelli indossati dai drughi nel film del 1971 Arancia meccanica. Oltre al completo fantasia indossato sulla copertina dell'album, nei primi concerti il cantante sfoggiò una serie di bomber scelti dalla moglie Angela, un completo in satin bianco e la tuta trapuntata a strisce arcobaleno che il 5 luglio avrebbe indossato a Top of the Pops. «I costumi per quei concerti erano davvero bizzarri», dichiarò in seguito, «ne avrò avuti dodici o quindici, ma non solo per me, anche per la band. Sembravano abiti usciti da un West Side Story spaziale, uniformi da gang con paillettes e lunghi stivali di vernice». Bowie aveva anche preso in considerazione l'idea di adottare la bombetta come il protagonista del film, ma alla fine decise di rinunciare. «Ero certo che la nostra musica fosse quella giusta per la generazione di Arancia meccanica», disse nel 1993, «e volevo riprodurre la durezza e la violenza di quegli abiti, come i pantaloni infilati negli anfibi e le conchiglie, ma ammorbidirla usando dei tessuti assolutamente ridicoli. Era un'idea dada: violenza estrema, ma in tessuti liberty». Bowie scelse anche di aprire i concerti con l'arrangiamento di Wendy Carlos dellInno alla gioia, tratto dalla nona sinfonia di Beethoven, che nel film accompagnava la scena clou del lavaggio del cervello di Alex.
Per le prime date la scaletta si basò soprattutto sugli album Hunky Dory e Ziggy Stardust e di solito i concerti iniziarono con Hang On to Yourself. Oltre a brani tratti dagli album precedenti vennero eseguite anche cover dei Velvet Underground e di Jacques Brel, più alcune scelte atipiche come I Feel Free dei Cream e This Boy dei Beatles che sarebbero rapidamente scomparse dal repertorio. Nei primi concerti le performance si svolseroo secondo una formula collaudata: un'apertura hard rock elettrica, un set acustico costituito di solito da Space Oddity, Andy Warhol e Amsterdam, e la valanga elettrica finale che culminava con Suffragette City e Rock 'n' Roll Suicide. Col progredire del tour vennero eliminate molte delle canzoni tratte da Space Oddity, The Man Who Sold the World e Hunky Dory, mentre aumentò il numero dei brani tratti da Ziggy Stardust e vennero inserite nuove composizioni come The Jean Genie, Drive-In Saturday e John, I'm Only Dancing.
Regno Unito, prima parte (febbraio-settembre 1972)
Il tour esordì sabato 29 gennaio 1972 alla Borough Assembly Hall di Aylesbury con un concerto di "riscaldamento" che vide tra il pubblico anche Roger Taylor e Freddie Mercury, che l'anno dopo avrebbero esordito con i Queen: «Restammo allibiti», raccontò in seguito il batterista, «era favoloso, diverso da qualsiasi altra cosa di quel periodo, e straordinariamente avanti... aveva talento e carisma come nessun altro al tempo»..
L'inizio ufficiale avvenne il 10 febbraio al Toby Jug di Tolworth, davanti a una sessantina di spettatori. Fu l'ultima esibizione di Bowie in un pub anche se in questa fase le location avrebbero avuto una capienza raramente superiore ai 1000 posti. «A quell'epoca le cose progredivano piuttosto rapidamente», disse a David Cavanagh del magazine Q nel 1997, «ma Ziggy iniziò piano piano. Ricordo che avevamo al massimo venti o trenta fans. Si mettevano davanti al palco e il resto del pubblico restava indifferente. E ti dava una sensazione davvero speciale, come se tu e il pubblico foste gli unici a conoscere un importante segreto».
Durante i primi concerti il cantante si concentrò sulla rifinitura dello spettacolo basandosi sull'esperienza acquisita serata dopo serata. Il 12 febbraio, all'Imperial College di Londra commise l'errore di camminare sulle spalle dei fans in stile Iggy Pop: il pubblico non era abbastanza fitto e il cantante cadde a terra ma la cosa piacque talmente al manager Tony Defries da pianificarlo per gli show successivi. Il 29 febbraio, alla Locarno Ballroom di Sunderland arrivarono sei fans in sedia a rotelle fingendo di essere disabili, fino a quando l'ingresso di Bowie non li fece saltare in piedi come miracolati.
A metà marzo ci fu una pausa di circa un mese e dopo la pubblicazione di Starman lo spettacolo fu rinnovato a cominciare dall'ingresso nella band di Matthew Fisher, ex pianista dei Procol Harum. Al concerto del 6 maggio, al Kingston Polytechnic di Londra Defries invitò un gruppo di giornalisti e l'esibizione venne registrata per ricavarne un eventuale disco dal vivo. In realtà l'unica prova mai emersa di quella registrazione è il doppio bootleg Live At Kingston Polytechnic, oltre a RarestOneBowie in cui è presente I Feel Free. La maggior attenzione della stampa dopo questo concerto procurò date in locali più capienti e l'arrivo di sempre maggiori spettatori. A partire dal concerto del 2 giugno alla City Hall di Newcastle, il pianista Robin Lumley sostituì Matthew Fisher che, secondo lo stesso Lumley, «per qualche sconosciuto motivo aveva tagliato la corda in fretta e furia»..
Con la pubblicazione di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars le date cominciarono a fioccare e in questo periodo si verificò un episodio fondamentale per la costruzione del mito di Ziggy. Il 17 giugno, durante l'esibizione alla Town Hall di Oxford il fotografo Mick Rock fu pronto a catturare il momento in cui David si inchinava per la prima volta davanti a Mick Ronson durante Suffragette City simulando una fellatio sulla sua chitarra. La foto venne pubblicata a piena pagina su Melody Maker e il gesto venne ripetuto in diversi altri concerti diventando una delle immagini più longeve del rock. La trovata si rivoltò contro di loro quando Ronson venne a sapere che a Hull qualcuno aveva gettato della vernice sulla porta di casa dei suoi genitori, aveva imbrattato l'auto che aveva appena comprato per loro e che sua sorella aveva dovuto difenderlo dall'"accusa" di essere omosessuale. Secondo alcune fonti, Ronson non lasciò il gruppo e il tour solo perché Bowie e Defries lo convinsero a non farlo.
Il concerto del 21 giugno a Dunstable fu filmato da Mick Rock e alcuni spezzoni sono stati usati nel 1994 per il video che accompagnava la pubblicazione di Ziggy Stardust come 45 giri. Quattro giorni dopo Bowie si esibì a Croydon, dove un migliaio di fan restarono fuori dal locale, e come gruppo spalla vennero ingaggiati i Roxy Music. Bryan Ferry dichiarò successivamente: «Era in un periodo di grande successo a quel tempo e noi stavamo emergendo. Penso che abbia chiesto David che ci unissimo a lui. Ci fu un'ottima audience»..
Dopo un altro paio di date e un concerto cancellato alla Royal Grammar School di High Wycombe, l'8 luglio ci fu una svolta, un concerto speciale per salvare le balene organizzato dall'associazione Friends of the Earth alla Royal Festival Hall di Londra. Il presentatore Kenny Everett introdusse Bowie definendolo "secondo solo a Dio" e la stampa si lasciò andare a lodi sperticate. «Quando una stella sta per toccare lo zenit, di solito c'è un concerto durante il quale è possibile affermare "ecco, ce l'ha fatta!"», scrisse Ray Coleman su Melody Maker, aggiungendo che «Bowie diventerà un idolo vecchio stile, carismatico, perché il suo spettacolo è pieno di lustrini, sfarzo e ritmo... ci riporta alla teatralità delle pop star di dieci anni fa e intreccia con il suo pubblico una fredda storia d'amore». Charles Webster di Record Mirror dichiarò: «David Bowie diventerà presto il più grande uomo di spettacolo che la Gran Bretagna abbia mai avuto... Il suo talento sembra illimitato e lui pare sicuro di diventare il personaggio più importante della musica pop sulle due sponde dell'Atlantico. Una vera star che fonde insieme ciò che ha reso gente come Frank Sinatra, Judy Garland e i Beatles del tutto speciali». Persino il Times disse che la sua musica era «come T.S. Eliot a ritmo di rock 'n' roll».
Il concerto fu importante anche per un altro motivo: dopo l'esibizione, per i bis salì sul palco Lou Reed, arrivato da New York il giorno prima per lavorare con Bowie al suo nuovo album Transformer. Reed, che saliva per la prima volta su un palco inglese, duettò con David nelle cover di White Light/White Heat, I'm Waiting for the Man e Sweet Jane, tutte dei Velvet Underground.
Durante i concerti di Aylesbury del 15 e 18 luglio ci fu una grossa rivoluzione nella scaletta. Furono eseguite per la prima volta I Can't Explain degli Who (la prima sera), Around and Around di Chuck Berry, The Width of a Circle e il nuovo singolo John, I'm Only Dancing (la seconda sera), insieme a un'inedita performance di This Boy dei Beatles.
Uno dei momenti di massimo successo del tour fu il concerto del 19 agosto al Rainbow Theatre di Finsbury Park, un significativo miglioramento rispetto ai pub, alle università e ai college nei quali Bowie aveva suonato nelle fasi iniziali e per l'occasione il cantante chiamò da Edimburgo il suo vecchio maestro di mimo Lindsay Kemp, al quale chiese di curare la messa in scena e le coreografie. Bowie e gli Spiders si sottoposero a due settimane di prove al Theatre Royal di Stratford durante le quali le quattro danzatrici di Kemp, che David soprannominò Astronettes, crearono una serie di balletti all'avanguardia.. Lo stesso Kemp avrebbe poi sostenuto che la sua intera compagnia di mimo era originariamente destinata al successivo tour di Bowie negli Stati Uniti, come una continuazione dello show al Rainbow, ma questo non si sarebbe verificato in quanto considerato troppo costoso.