La rudbeckia comune (nome scientifico Rudbeckia laciniata L., 1753) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Heliantheae e sottotribù Rudbeckiinae).
Etimologia Il nome del genere (Rudbeckia) deriva dal cognome di due botanici svedesi (padre e figlio) Olaus Johannis Rudbeck (1630-1702) e Olaus Olai Rudbeck (1660-1740). L'epiteto specifico (laciniata) deriva dall'habitus di questa pianta: le profonde incisioni (lacinie) delle foglie.
Il binomio scientifico attualmente accettato (Rudbeckia laciniata) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum (Sp. Pl. 2: 906) del 1753.
Descrizione
Portamento. La forma biologica è geofita rizomatosa (G rhiz), sono piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea; durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei come bulbi, tuberi e rizomi, fusti sotterranei dai quali, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei. Tutta la pianta è glabra......
Radici. Le radici sono secondarie da rizoma e sono di tipo fibroso.
Fusto. Altezza media: da 2 a 25 dm (anche 30 dm nel Nord America). Parte ipogea: la parte sotterranea è un rizoma ingrossato e fusiforme (allungato). Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta e ascendente.
Foglie. Le foglie sono picciolate (eventualmente sessili quelle cauline superiori) a disposizione alterna. Quelle inferiori sono semplici o poco incise. Quelle superiori sono profondamente incise (o completamente divise) in tre-sette (fino a 11) grandi segmenti pennati (foglie pennato-composte). La forma dei segmenti va da ovata a lanceolata con apice acuminato. I margini sono dentati. La superficie è generalmente glabra (raramente pelosa) e con macchie traslucide. Dimensione delle foglie basali: larghezza 10 – 25 cm; lunghezza 15 – 50 cm. Dimensione delle foglie cauline: larghezza 30 – 20 cm; lunghezza 40 – 80 cm.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da medio-grandi capolini (da 2 a 25 per pianta) alla sommità di lunghi peduncoli terminali; sono raggruppati in forme panicolate. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino di tipo radiato (raramente discoide) con fiori eterogami. I capolini sono formati da un involucro con forme semisferiche; è composto da 8-15 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee hanno una forma ovale con margini cigliati; sono inoltre disposte in modo più o meno embricato su 3-4 serie. Il ricettacolo ha una forma da emisferica a conica, assai elevato e provvisto di pagliette acute e persistenti, queste ultime talvolta svolgono una funzione di protezione degli acheni. Diametro totale dei capolini: 7 – 15 cm. Lunghezza delle squame: 2 cm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in: fiori del raggio (esterni): (da 5 a 12) sono femminili, sterili o neutri e sono disposti su una serie; la forma è ligulata (zigomorfa); fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 150 a 300) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; le ligule molto più lunghe dell'involucro sono disposte in modo patente con forma ellittica o oblanceolata e a disposizione raggiante (a volte dirette verso il terreno); l'apice è bi o tri-dentato; il colore è giallo; dimensioni della ligula: larghezza 2 – 8 mm; lunghezza 40 – 50 mm; fiori del disco: la gola del tubo varia da urceolata a campanulata, talvolta è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali; i lobi sono brevi e a forma triangolare e sono papillosi sulla superficie interna; il colore è verde giallastro; lunghezza dei fiori tubulosi: 3,5 – 5 mm.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; i filamenti sono glabri, raramente papillosi. Le antere, di colore bruno scuro, sono connate e formano un manicotto circondante lo stilo; alla base sono ottuse. L'endotecio è provvisto di ispessimenti radiali. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti). Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovario infero uniloculare. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale; possiede inoltre due fasci vascolari. Le superfici stigmatiche degli stigmi sono divise ma ampie e quasi si toccano. Qualche volta sono presenti delle lunghe appendici papillose. Antesi: da luglio a ottobre.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono glabri a forma prismatica. Il pappo è composto da una coroncina di piccoli denti. Lunghezza dei frutti: 5 mm. Lunghezza del pappo: 1,5 mm.
Biologia Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama).
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Nord Americano. Questa specie venne in effetti importata dall'America settentrionale nel 1640 per essere utilizzata nel giardinaggio europeo. Distribuzione: in Italia questa pianta è presente al nord ma è considerata esotica naturalizzata e rara. Sulle Alpi italiane la presenza di questa specie è soprattutto concentrata nella parte orientale. Anche oltreconfine (sempre nelle Alpi) è presente in Austria e Slovenia (in Svizzera è presente solamente nei cantoni Ticino e Grigioni, mentre in Francia è presente solamente nel dipartimento dell'Alta Savoia). Sugli altri rilievi europei si trova nella Foresta Nera. Oltre all'Europa questa specie è presente nel Nord America. Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono le sponde dei corsi d'acqua e i fossi; ma anche ambienti ruderali, strade rurali, scarpate (sempre su terreni umidi), nei megaforbieti e popolamenti a felci. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere umido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi alpini queste piante si possono trovare fino a ; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e quello planiziale – a livello del mare.
Fitosociologia Dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri Classe: Filipendulo-Convolvuletea Ordine: Convolvuletalia Alleanza: Convolvulion sepium
Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite in generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Sottospecie Nell'America del nord sono presenti quattro varietà (non presenti in Italia), qui descritte brevemente: var. ampla (A. Nelson) Cronquist (1955): l'involucro ha una forma più ovoidale; il disco centrale ha un diametro di 20 – 30 mm. Distribuzione: a ovest delle Grandi Pianure. le seguenti varietà hanno l'involucro a forma globosa o emisferica, e il disco centrale ha un diametro di 10 – 20 mm. var. heterophylla (Torrey & A. Gray) Fernald & B. G. Schubert (1948): le foglie basali non sono lobate (e sono quindi diverse da quelle caulinari pennatosette); le superfici delle foglie sono pelose. Distribuzione: Florida var. humilis A. Gray (1884): le foglie sono divise in 0, 3 o 5 lobi. Distribuzione: stati del sud della costa atlantica. var. bipinnata Perdue (1962) : le foglie sono 2-pennate. Distribuzione: stati del nord della costa atlantica.
La specie presente sul territorio italiano fa parte della var. laciniata. Esistono dei cultivar con capolini composti da diverse decine di fiori ligulati disposti su più serie (simili alle Dalie).
Sinonimi Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: Helianthus laciniatus (L.) E.H.L.Krause Tithonia laciniata (L.) Raeusch.
Filogenesi Il genere Rudbeckia insieme al genere Ratibida sono gli unici generi appartenenti alla sottotribù Rudbeckiinae. In particolare Rudbeckia è caratterizzato da lamine fogliari è per lo più da intere a trilobate, da brattee dell'involucro subuguali e disposte su più di 2 serie e da pagliette del ricettacolo persistenti.
Anche se il genere non è molto corposo, i botanici comunque lo suddividono tradizionalmente in varie sezioni secondo caratteristiche sia morfologiche che anatomiche più interne al fiore stesso. La specie di questa voce appartiene al gruppo delle "Rudbeckie" con foglie composte e picciolate e disco centrale (del capolino) di colore verdognolo, che si allunga a cilindro dopo la fioritura.
Recenti ricerche di tipo filogenetico sul DNA, all'interno del gruppo delle "Rudbeckie" hanno individuato tre cladi principali. Anche se i rapporti tra queste tre gruppi non sono ancora ben chiari, questi tre cladi vengono trattati come tre nuove sezioni (che comunque confermano le suddivisioni più tradizionali). La specie di questa voce appartiene a un clade più recente (sect. Macroline Torrey & A. Gray, 1842) relativo a specie distribuite in prevalenza nell'America nord-occientale insieme ad altre specie come R.californica, R. alpicola e altre.
I caratteri distintivi della specie R. laciniata sono: tutta la pianta è glabra; le foglie sono profondamente incise: le pagliette del ricettacolo sono persistenti.
Il numero cromosomico delle specie di questa voce è: 2n = 76.
Specie simili Le due specie di Rudbeckia presenti sul territorio italiano (Rudbeckia laciniata e Rudbeckia hirta) sono molto simili tra di loro. Si distinguono in quanto la R. hirta è completamente cosparsa di peli irti, mentre le foglie di R. laciniata sono profondamente incise o sono pennato-composte.
Usi
Farmacia. Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicinali: carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali); cataplasmatica (medicamento pastoso per usi esterni con capacità emolliente). Cucina. In alcuni casi è impiegata nella cucina (le foglie come tè o i gambi cotti come i sedani), ma sempre con molta cautela in quanto tossica. Giardinaggio. L'uso principale che attualmente viene fatto di queste piante è nel giardinaggio. Se messe in zone soleggiate o parzialmente ombreggiate su qualsiasi tipo di terreno crescono bene senza grandi problemi. L'effetto migliore si ottiene producendo delle grandi macchie decorative in giardini ampi e piuttosto rustici. Altro. Per i pascoli questa pianta è considerata infestante in quanto è velenosa per i bovini, ovini e suini.
Note
Bibliografia
Voci correlate Ambrosia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Rudbeckia laciniata eFloras Database Rudbeckia laciniata GRIN Database Rudbeckia laciniata IPNI Database Rudbeckia laciniata Flora Italiana - Schede di botanica
Categoria:Asteroideae Categoria:Taxa classificati da Linneo Categoria:Taxa descritti nel 1753