La storia del Vicino Oriente antico muove dalla rivoluzione neolitica, fase protostorica in cui l'uomo, anche in altre parti del mondo, perfezionò progressivamente le più arcaiche tecnologie produttive. L'inizio della storia viene tradizionalmente associato all'invenzione della scrittura (seconda metà del IV millennio a.C.), ma già durante la cosiddetta protostoria del Vicino Oriente la progressiva affermazione dei modelli urbano, templare e palatino. rappresenta una marca che caratterizza tutto il periodo che va dal IV millennio a.C. fino alla metà del I millennio a.C. D'altra parte, il ruolo della scrittura rispetto al "sorgere" della storia è importante non tanto perché essa renda disponibili delle fonti di nuovo tipo, bensì perché, come scrive Mario Liverani, "per la prima volta si assiste all'interazione complessa di gruppi umani all'interno di singole comunità (stratificazione sociale, costituzione di una dirigenza politica, ruolo sociopolitico dell'ideologia)"..
La storia condensatasi nel Vicino Oriente rappresenta la metà dell'intera storia umana documentataLiverani, Il vicino oriente antico, intervento al Convegno di Modena La storia è di tutti. Nuovi orizzonti e buone pratiche nell'insegnamento della storia (5-10 settembre 2005).. Convenzionalmente viene scandita, oltre che dalla rivoluzione neolitica, da un'età del bronzo (dal 3500 a.C.), solitamente divisa in un periodo antico (nel contesto del quale si verifica, con termine controverso, la "rivoluzione urbana"), un periodo medio (che inizia con il crollo dell'impero di Ibbi-Sin e la progressiva amorreizzazione del Vicino Oriente) e uno tardo (che inizia con una sorta di "età oscura", nel XVI secolo a.C.), per poi passare ad un'Età del ferro, che coincide con l'arrivo dei Popoli del Mare (1200 a.C. ca.).
Questioni storiografiche Periodizzazione Manca una storiografia antica che abbia lasciato una traccia su cui innestare la ricostruzione storica moderna del Vicino Oriente. È una storia che poggia interamente sulle fonti primarie: documentazione amministrativa, commerciale, giuridica, in generale in funzione archivistica. Tale documentazione ha resistito al tempo perché raccolta su un supporto, le tavolette d'argilla, che hanno resistito a incendi, immersione nel suolo e altri agenti atmosferici assai meglio di altri supporti (il papiro, la pergamena, la carta) che verranno via via utilizzati, nella zona considerata o altrove..
Oltre che alla luce della ricostruzione greco-classica, il contesto storico antico-orientale è stato letto attraverso la Bibbia. e anzi la riscoperta di questa storia ha spesso avuto come motore il tentativo di ricostruire l'ambiente storico che sta dietro i racconti biblici..
Approssimativamente, il limite alto del contesto storico in esame può essere individuato nel momento in cui vedono la luce le fonti scritte, in aggiunta a quelle puramente archeologiche, mentre il limite basso potrebbe coincidere con l'avvento delle fonti greco-romane.. Le fonti archeologiche si presentano tipicamente in monticelli formatisi dall'accumulo di materiali prodotti dalla millenaria occupazione umana. Tali mucchi di macerie, che si stagliano ad esempio nella piana alluvionale, ma anche in altri contesti geografici, sono detti tell in arabo, tepe in persiano e hüyük in turco, e queste espressioni ricorrono spesso nei nomi di diversi siti archeologici (ad esempio, Tell Brak, Tepe Gawra o Çatal Hüyük)..
Una periodizzazione basata su considerazioni di ordine politico è stata offerta da Van De Mieroop, che ha evidenziato come la città-stato abbia rappresentato l'elemento politico predominante dal 3000 al 1600 a.C. ca., seguita dallo "stato territoriale", tra il 1600 e l'inizio del I millennio a.C., e poi dagli imperi (assiro prima e babilonese poi).. Nel complesso, comunque, la periodizzazione della storia del Vicino Oriente dipende in grande misura dalla possibilità di accedere alle fonti. In tal senso, le fonti mesopotamiche condizionano anche la conoscenza che abbiamo delle culture "periferiche", che pure, come suggerito dall'archeologia, devono avere avuto uno sviluppo parallelo, non sempre dipendente dalle evoluzioni sviluppatesi tra i due fiumi. La cultura mesopotamica è caratterizzata da una continuità ininterrotta, fondata sull'uso della scrittura cuneiforme e sulla preservazione delle tradizioni culturali e religiose.
Schema cronologico generale del Vicino Oriente
Problemi cronologici
Per il Vicino Oriente antico si seguono naturalmente datazioni archeologiche (collocazione di reperti sia degli uni rispetto agli altri, ma anche datazione assoluta, cioè in rapporto al presente) e datazioni culturali. Le prime si fondano in generale sulla stratigrafia verticale, le seconde sulla stratigrafia orizzontale (quella in uso per le necropoli, ad esempio) e sulla classificazione tipologica. Le seconde devono per forza di cose svolgere un ruolo solo secondario. La datazione assoluta può sostanziarsi con il rinvenimento di documenti testuali in uno strato o con uno dei vari metodi fisico-chimici con cui possono essere datati alcuni materiali, in particolare quelli organici..
Per il periodo che va dalla fine del IV millennio a.C. alla metà del III, la documentazione è quasi solo archeologica (i documenti scritti di questo periodo sono quasi tutti di carattere amministrativo), mentre acquista un carattere più articolato per il periodo che va dalla seconda metà del III millennio al I millennio a.C.: sono state rintracciate iscrizioni reali, calendari, cronache, annali, atti giuridici e liste reali.. Altre fonti importanti per la ricostruzione della cronologia assira e babilonese sono la cosiddetta Storia sincronica (che narra dei rapporti tra Assiria e Babilonia nel I millennio a.C., suggerendo molti importanti sincronismi) e le Cronache babilonesi; queste ultime (oggi conservate al British Museum) sono basate sui Diari astronomici e raccolgono eventi da Nabonassar (747-734 a.C.) al periodo ellenistico.
La cronologia del I millennio a.C. è nota con sufficiente sicurezza e si fonda su una buona documentazione, che include il cosiddetto Canone tolemaico, una lista reale redatta dall'astronomo greco Claudio Tolomeo nel II secolo d.C., che parte dal 747 a.C. Un altro riferimento certo è una eclissi occorsa il 15 giugno 763, che permette di datare in modo assoluto una lunga sequenza di funzionari eponimi assiri (i limmu). La cronologia dei primi secoli del I millennio a.C. è meno certa e andando indietro nel tempo la situazione si fa ancora più incerta..
Le culture antico-orientali sentirono l'esigenza di fissare una propria cronologia degli eventi (ruolo svolto da scribi e sacerdoti), ma in modi spesso incompatibili con la storiografia modernamente intesa. Le ere in uso in Mesopotamia erano relativamente brevi e facevano riferimento per lo più alle intronizzazioni, in modo che ogni città-stato poteva averne una propria. Così, esiste ad esempio un documento datato "giorno 4, mese III, anno sesto di Nabucodonosor", che rischia, così com'è, di restare slegato dai sistemi di riferimento moderni..
I sistemi di datazione in uso tra le popolazioni mesopotamiche erano essenzialmente tre:. l'identificazione dell'anno attraverso il nome di un funzionario eponimo, detto līmu (così in Assiria lungo tutto il corso della sua storia). la denominazione di un anno con riferimento ad un evento, come ad es.: "l'anno in cui furono costruite le mura nella città x" (tale sistema, detto "del nome di anno" – year name in inglese – fu in uso nel sud sumerico e poi a Babilonia fino alla metà del II millennio a.C.). l'ordinamento degli anni in base alle intronizzazioni dei re (sistema in uso nella Babilonia cassita e anche successivamente).
Testi come la Lista reale sumerica (ma anche la Lista reale babilonese e la Lista reale assira, di epoca posteriore) sono giunti frammentati e incompleti. Vi sono poi anche errori materiali, rinvenibili quando è possibile confrontare diverse riproduzioni della stessa lista. Più decisive ancora risultano le manomissioni, intenzionali in maggiore o minor misura, spesso di sapore politico-ideologico: alcuni re o intere dinastie vengono espunte, alcune dinastie che esercitarono il loro potere nello stesso periodo vengono messe acriticamente in sequenza. Più facilmente controllabile risulta l'inserimento di elementi mitico-leggendari, in particolare agli inizi di queste liste..
La cronologia che si è riusciti a estrapolare dai dati a disposizione è sufficientemente precisa per il periodo 1500-500 a.C. e anzi, per il I millennio a.C. gli storici hanno a disposizione cronache babilonesi e annali assiri che risultano più precisi delle liste.
La Lista reale assira è la sequenza dinastica meglio conservata e la più lunga. Eppure, verso la metà del II millennio a.C. si produce uno iato, provocato dalle lacune nel testo e da diverse sovrapposizioni di dinastie babilonesi. Per il periodo 2500-1500 a.C. questo iato è misurabile in decine di anni, ma diventa più corposo man mano che si retrocede a tempi più antichi. Il tentativo di sistemare lo iato in relazione al periodo intorno alla metà del II millennio a.C., riferendosi ad allusioni a fenomeni astronomici contenuti in testi paleo-babilonesi (periodo di Ammi-Saduqa, re della prima dinastia babilonese: 1582-1562 a.C., secondo la cronologia corta; si tratta della cosiddetta "tavoletta di Venere di Ammi-saduqa") non ha avuto successo, poiché gli astronomi non hanno trovato un accordo sull'interpretazione di queste allusioni. In base alle incerte indicazioni degli astronomi, sono state determinate tre cronologie diverse: una, cosiddetta "cronologia lunga", una "cronologia media", una "cronologia breve" e una "cronologia ultrabreve". Quella "media" riscuote il maggior consenso. La cronologia più solida è quella relativa alla Mesopotamia: quelle delle aree circostanti si appoggiano a questa..
Tra le liste reali, è possibile distinguere quelle in sumero e quelle in accadico. In sumero abbiamo solo la Lista reale sumerica e la Lista reale di Lagash. Molte di più sono quelle in accadico: la Lista reale di Larsa, la Lista reale di Ur-Isin, la Lista reale babilonese, la Lista reale assira e la assira Lista sincronica, così detta perché apparentemente cerca di istituire sincronismi tra i regni assiri e babilonesi. La Lista reale babilonese si compone di tre diversi documenti (indicate con le lettere A, B e C). Esistono poi tre diversi principali esemplari della Lista reale assira: la Lista reale di Nassouhi (NaKL), la Lista reale di Khorsabad (KhKL) e la cosiddetta Seventh Day Adventist Seminary King List (SDAS)..
Esistono poi liste più tarde: la Lista reale di Uruk (UKL), custodita all'Iraq Museum e per questo catalogata al numero IM 65066, giunge fino al III secolo a.C.; la Lista reale del periodo ellenistico, conservata al British Museum e per questo catalogata al numero BM 35603, giunge fino al II secolo a.C.
Storia delle scoperte archeologiche
Alla metà del XIX secolo, gli imperialismi contrapposti di Francia e Gran Bretagna spinsero i due Paesi a concentrarsi nell'Iraq settentrionale, la regione dell'antica Assiria, dove affioravano i monumenti più sontuosi. Solo alla fine dell'Ottocento gli archeologi scavarono nell'Iraq meridionale e rintracciarono la civiltà sumera..
Alcuni eventi del XX secolo hanno avuto un drammatico impatto anche sulla ricerca archeologica: la Rivoluzione iraniana del 1979, la prima e la seconda guerra del Golfo (1991 e 2003), la guerra civile siriana, scoppiata nel 2011, hanno costretto gli archeologi a recarsi in aree prima considerate periferiche. Le scoperte archeologiche lì avvenute hanno concorso a riconsiderare la centralità storica della Mesopotamia.
Protostoria
Epipaleolitico Robert John Braidwood distingue due fasi nell'epipaleolitico: «periodo di caccia e raccolta intensificata» (ca. 15.000-10.000 a.C.) «periodo della produzione incipiente» (ca. 10.000-7.500 a.C.)