Villa d'Asolo, già Pradazzi (Pradàs in veneto), è una frazione del comune italiano di Asolo, in provincia di Treviso.
Fino agli anni settanta del secolo scorso, il centro del paese (all'epoca Pradazzi) era situato in località Lauro.
Geografia fisica Come la vicina Casella, Villa d'Asolo sorge nell'area pianeggiante a sud del capoluogo, occupandone la porzione occidentale. I suoi confini sono così definiti: a nord la strada provinciale 248; a ovest il torrente Muson; a sud il confine del comune di Asolo che separa la frazione da Spineda e San Vito di Altivole; a est la Strada provinciale 6 Pradazzi, che porta l'antico nome della frazione.
Lungo il confine con Fonte scorre il torrente Muson. Il rischio di rotte arginali è stato drasticamente ridotto nel Novecento, con la realizzazione di robuste arginature in cemento; in occasione di piogge abbondanti si presentano invece locali esondazioni dei fossati, anche a causa del terreno poco permeabile. Al di sopra del materasso ghiaioso e drenante tipico dell'alta pianura, si sono infatti depositati sedimenti poco permeabili, di tipo limoso-sabbioso nella piana occidentale prossima al Muson, e argillosi nella campagna nordorientale.Piano di Assetto Territoriale del comune di Asolo-Valutazione di compatibilità idraulica.
Il confine occidentale della frazione è segnato, per un breve tratto, anche dalla Roggia Musonello, spesso indicata come Rio (della) Rosta. Derivata dal Muson a monte di Pagnano, alimentava numerosi magli, molini e segherie lungo il suo corso. Oggi non è più in funzione, ma viene garantito un deflusso minimo dal Consorzio di bonifica Piave, che serve questa zona con impianti in pressione per l’irrigazione.Curci A. Una roggia dimenticata: il Musonello.2000
Nella zona meridionale della frazione, dall’incontro tra il fosso del Calderon e lo scarico Castellana si origina il torrente Avenale, che alimenta il fossato delle mura di Castelfranco Veneto.
Toponomastica Il toponimo Villa d'Asolo (in latino Villa Asyli) è assai antico, ma in origine non indicava un centro abitato specifico, bensì tutta la fascia pianeggiante che si estende a sud di Asolo, sino a Crespignaga e passando per Casella. La porzione di territorio che oggi porta questo nome si chiamava Pradazzi (in latino Pradillum), toponimo che evidentemente richiama alla presenza di prati.
Se l'origine dei nomi Cà Falier, Cà Giupponi, Borgo Polo e Cà Giustiniani è presto ricondotta alle famiglie patrizie che vi risiedevano, via della sega, via dei molini e via del maglio ricordano i numerosi mulini e opifici che sorgevano lungo la roggia musonello. Si noti che in passato via del maglio era chiamata Strada del Guazzo: essa infatti collegava le due sponde del Muson mediante un guado, ancora oggi presente.
La strada di accesso al paese, via Cavin dei Cavai, era in passato una stradina (in veneto Cavin) percorsa a piedi o dai carri trainati dai cavalli. In passato la frazione era attraversata da un'antica strada, la Cal da Ron, che scendeva da Asolo verso la pianura lungo le attuali vie Cà Giupponi, Calderon, Colombera e Ravanazzi in comune di Altivole. Oggi solo il tratto centrale ne conserva il nome (via Calderon).
Nelle carte topografiche dell'800 compare il termine Casoggio, ad indicare un edificio rustico di modeste dimensioni lungo via dei Molini. Altri toponimi ormai dimenticati, ma attestati dalla cartografia storica, sono: Al Baluardo e Piloni, all'incrocio tra le vie Rosina e del Maglio; Lovate nei pressi del cimitero; Roccolo a Cà Giupponi e Seradei a Cà Falier.Carte IGM, varie edizioni; catasto austriaco, carte militari austriache
Storia Le prime tracce della civiltà risalgono all'epoca romana. Villa d’Asolo, come tutta la pianura circostante apparteneva alla centuriazione romana costruita lungo la via Aurelia. A lungo si caratterizzò per la presenza di boschi, nonché per la vicinanza al torrente Muson e la presenza dei suoi molini. Nel 1695 la zona subì pesanti danni, come tutto l’Asolano, a causa del terremoto di Santa Costanza: le case dei Pradazzi risultarono “tutte in tal modo conquassate che non admettono ricovero senza pericolo della vita. Quattro molini conquassati, altri quattro diroccati".
Nei secoli della Serenissima, Pradazzi fu una delle località di villeggiatura favorite dalla nobiltà; ancora oggi rimane la testimonianza delle ville venete che qui sorgevano nella toponomastica (Cà Falier, Cà Giupponi, Cà Giustiniani). Da citare villa Falier dove il giovanissimo Antonio Canova, apprendista nel nonno Pasino, ricevette la prima formazione. Attualmente sono ancora presenti le case patrizie, con alcuni oratori, spesso rimaneggiate e talora in rovina.
Nelle epoche successive, con la fine della Serenissima per le ville dei Pradazzi iniziò un periodo di declino e successiva trasformazione in nuclei abitati o annessi agricoli da parte degli abitanti, in larga parte contadini. Nel 1820 si ha notizia di una disastrosa rotta del Muson ai Pradazzi, con le sue acque che si riversarono nel vicino Avenale allagando la campagna e la città di Castelfranco.
Nel 1908 venne completato l’acquedotto Breda-Pradazzi per servire la frazione; nel 1938 Enrica Falier, in ricordo della zia Giovanna Brandolini Falier, edificò un asilo per gli abitanti che è ancora oggi sede dell'asilo di Villa d'Asolo. Lo sviluppo successivo del paese è legato alla nascita della parrocchia. Pradazzi, già dipendenza del Duomo di Asolo, dal 1780 fece riferimento a un canonico sacrista insediato nella vicina Sant'Apollinare. Poco dopo, ebbe essa stessa un proprio sacerdote. La parte più settentrionale della frazione godeva invece dei mansionari insediati negli oratori di Cà Falier e Cà Giupponi, sempre dipendenti dal Duomo di Asolo. Il 1º novembre 1957, su iniziativa dell'arcivescovo di Treviso Egidio Negrin, venne istituita la parrocchia del Santissimo Nome della Beata Vergine Maria, in Pradazzi. Il 24 maggio 1967 cambiò denominazione in Villa d'Asolo e il 25 maggio seguente vide aumentare la propria giurisdizione, comprendendo anche le località di Cà Giupponi e Cà Falier. Il 16 gennaio 1974 il comune di Asolo cambiò ufficialmente il nome della frazione.
Nel piano del Vescovo, le tre frazioni di Pradazzi, Cà Falier e Cà Giupponi erano infatti chiamate a unirsi nella nascente parrocchia di Villa d’Asolo. Per attuare questo progetto, nel 1977 venne consacrata la nuova chiesa eretta al centro della frazione, nel crocicchio dove partono le strade che conducono ai vari colmelli, anche se all’epoca erano presenti solo campi. Sempre a quel periodo si deve la realizzazione delle scuole, della Casa del giovane e delle strutture sportive, della piazza con il monumento ai caduti e il condominio Meneghetti. Attorno a questo centro si sviluppò ben presto il nuovo paese di Villa d’Asolo, con una intensa espansione urbanistica tra la fine degli anni 1970 e l’inizio del nuovo millennio che portò la frazione a superare i abitanti.
Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa parrocchiale Intitolata al Santissimo Nome di Maria, la costruzione della chiesa iniziò nel 1975 (l'11 maggio il vescovo Antonio Mistrorigo benedì la prima pietra) su progetto degli architetti Armen e Ohannes Gurekian. Il 1º maggio 1976, quando l'edificio era ancora privo di copertura, venne celebrata la prima messa; la costruzione fu definitivamente ultimata il 1º maggio 1977 e la consacrazione ebbe luogo il 2 ottobre successivo. Nel 2000 la chiesa fu oggetto di un importante intervento di ristrutturazione, comprendente l’intonacatura esterna e il rifacimento del soffitto in travi e doghe di legno.
La struttura della chiesa si caratterizza per la forma curvilinea delle pareti, generata dall’uso di figure geometriche ellissoidali e circolari impiegate anche nella copertura a forma di tenda. Lo spazio interno presenta un'unica navata ad accogliere l'assemblea, disposta in senso latitudinale, e il Presbiterio rialzato di tre gradini a occupare la parete opposta all’ingresso, con il Battistero sulla destra. A lato del battistero si trova la pala d’altare rappresentante Sant’Eurosia della vecchia chiesa del Lauro, opera del pittore trevigiano Gino Borsato. Lateralmente si trovano gli accessi alla sacrestia, e alla cappellina del Santissimo. La torre campanaria, di contenuta altezza, si genera dall'innalzamento delle murature perimetrali del fronte ovest, articolandosi con tre setti convessi; è dotata di un concerto di cinque campane in sol b maggiore fuse da De Poli nel 1982.
L'organo, realizzato dall'organaro Livio Volpato di Padova, si trova nella cantoria in controfacciata, con la consolle a pavimento nell’aula dell’assemblea. A trasmissione elettrica con 1300 canne, venne inaugurato il 12 settembre 1981 con un concerto d'organo del maestro Sergio de Pieri.
Cà Giustiniani Angelo Giustiniani e i suoi fratelli, membri di un’illustre famiglia Veneziana legata ad Asolo, costruirono nel Cinquecento una villa e centro agricolo nella campagna dei Pradazzi con la scuderia e la casa dei servi. Venne costruito accanto anche un oratorio dedicato a Santa Maria. La villa era un noto luogo di ozi letterari: Orsatto Giustiniani qui tradusse in versi volgari l'"Edipo Re " di Sofocle, opera con la quale venne inaugurato nel 1585 il teatro olimpico di Vicenza. In seguito alla sua morte la villa passò alla famiglia Giustiniani-Recanati e in seguito a Francesco Aita che la lasciò in eredità all'ospedale di Crespano del Grappa. Nel secolo scorso è stata acquistata dai contadini della zona. Ora lo stabile, adattato a casa rurale, conserva solo pochi ricordi della villa che vi sorgeva, tra i quali due finestre ovali che il Comacchio indica come parte dell'oratorio privato, e i due pilastri dell'ingresso rivolto a occidente, lungo il Cavin che conduceva a Cà Rover. Il complesso della villa con le sue pertinenze viene popolarmente chiamato Il Borgo."Luigi Comacchio - Storia di Asolo 24 - gli oratori delle ville dei patrizi veneti e dei nobili di Asolo" Cà Falier La famiglia Falier era legata al territorio asolano fin dal Cinquecento; nel 1510 e nel 1578 furono podestà di Asolo rispettivamente Giovanni e Marcantonio Falier. La villa ai Pradazzi, inizialmente progettata da Pasino Canova, nonno del celebre Antonio, venne portata a termine nel 1745 da Giorgio Massari che edificò anche l’oratorio dedicato a Santa Maria della Salute. In questa residenza di campagna il giovane Antonio Canova produsse le sue prime opere, due state in pietra di Vicenza a grandezza naturale rappresentanti Orfeo ed Euridice, poste sopra i pilastri all’ingresso della villa e oggi conservate al museo Correr di Venezia. La barchessa e le adiacenze di Cà Falier sono sede di una cooperativa sociale e dell'associazione AVIS di Asolo, mentre il corpo principale della villa è in stato di abbandono. Il 1 aprile 1984 dei ladri sono entrati nell'oratorio trafugando la pala d'altare; gli altri arredi sacri e le reliquie presenti all’interno vennero trasferiti nella chiesetta di Cà Giupponi. L'oratorio era sussidiario della parrocchia di Asolo e vi era un mansionario.
Archeologia industriale Lungo il tracciato della roggia Musonello sono ancora visibili i resti delle botti a sifone, con le quali essa oltrepassava il torrente Muson, e alcuni siti di archeologia industriale: i ruderi del molino con annessa segheria in via della Sega, e il maglio poco distante dal Lauro. La presenza di questi opifici ad acqua è attestata sin dal XVII secolo; essi sono rimasti in funzione fino agli anni settanta del Novecento.Piano di Assetto Territoriale del comune di Asolo-Relazione sintetica.
Cà Giupponi e Borgo Polo