Biografia

Ha ricevuto condanne in Italia e Germania per crimini di guerra commessi durante la seconda guerra mondiale.

Fu volontario nella prima Divisione di Montagna a Mittenwald. Combatté in Polonia, Francia, Russia e a Creta. Ricevette gravi ferite nel 1942 a causa di una mina antiuomo nel Caucaso e fu successivamente decorato con il Barretta per il combattimento ravvicinato e la Croce di Ferro. Si recò in Italia per suo desiderio, come comandante della compagnia Gebirgs-Pionier-Bataillon 818, dove è stato Ordonnanzoffizier del comandante supremo in Italia, Albert Kesselring. Partecipò all'evacuazione di Montecassino prima della feroce battaglia nel 1943.

Il 26 giugno 1944, a Falzano (nel comune di Cortona, in provincia di Arezzo), ordinò una rappresaglia in seguito all'attacco di alcuni partigiani che uccisero un sottufficiale e un soldato semplice. Scheungraber fece uccidere quindici persone tra cui una donna di 74 anni. L'unico superstite della rappresaglia, Gino Massetti, avrebbe poi fornito le prove contro l'imputato.

Nel dopoguerra Dopo la guerra visse a Ottobrunn e a Monaco di Baviera. Fu consigliere comunale per vent'anni e comandante onorario dei vigili del fuoco. Nel 2005 fu insignito della Medaglia Cittadino per i suoi servizi.

L'11 agosto 2009 è stato giudicato colpevole di 10 omicidi e condannato all'ergastolo.

Il 21 marzo 2010 a Mittenwald è stato inaugurato un monumento per le vittime di questo crimine di guerra e per le vittime di tutti i crimini di guerra commessi dalla fanteria di montagna tedesca (Gebirgsjäger) in tutta Europa durante la seconda guerra mondiale.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Militari della Wehrmacht