Il gaslighting, o manipolazione psicologica maligna in italiano, è una forma di manipolazione psicologica nella quale un maltrattante agisce con l'intento di far dubitare il maltrattato della sua memoria e percezione .

Secondo l’Associazione Americana di Psicologia, nel suo uso originario, si parla di gaslighting quando la manipolazione psicologica è così estrema, che si giustifica il ricovero ospedaliero del maltrattato in un reparto di psichiatria

Gaslighting è considerata da molti psicologi una parola colloquiale, cioè non un vero termine tecnico ; tuttavia è stata usata, benché raramente, nella letteratura clinica.

Etimologia Il termine deriva dall'opera teatrale del 1938 Gaslight inizialmente nota come Angel Street negli Stati Uniti) del drammaturgo britannico Patrick Hamilton, e dagli adattamenti cinematografici entrambi intitolati Gaslight, del 1940, per la regia di Thorold Dickinson, e del 1944 (conosciuto in Italia come Angoscia), per la regia di George Cukor.

Nella storia, un marito cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell'ambiente, per esempio affievolendo le luci delle lampade a gas. La moglie nota questi cambiamenti, ma il marito insiste nell'affermare che è lei a ricordare male o inventarsi le cose. Questo porta la moglie a dubitare sempre di più delle proprie sensazioni e a diventare emotivamente instabile.

Funzionamento

Il gaslighting è un caso speciale di diversione basata su sottili manipolazioni verbali o gestuali (espressioni facciali, intonazioni, atteggiamento...) con cui il maltrattante mette in dubbio le percezioni, le scelte, i sentimenti, le emozioni, ecc. del maltrattato.

Può consistere nella messa in scena di eventi bizzarri con l'intento di disorientare l'altrо, o negare che gli episodi siano mai accaduti, eventualmente insinuando che il maltrattato si inventi le cose, abbia vuoti di memoria, o sia troppo "stupido" per capire quello che voleva "veramente" dire o fare il maltrattante.

Il maltrattato può pensare di avere delle vere mancanze e debolezze e che il maltrattante le veda in quanto è più forte e più degno di fiducia; in altre parole, può interiorizzare la violenza psicologica e legittimarla dentro di sé, arrivando a percepirsi come indegno. Può non essere più in grado di fidarsi delle sue emozioni e diventare sempre più psicologicamente dipendente dal maltrattante.

Proiezione e introiezione

In un influente articolo intitolato Some Clinical Consequences of Introjection: Gaslighting ("Alcune conseguenze cliniche dell'introiezione: Gaslighting") gli autori dimostrano che il gaslighting coinvolge la proiezione e l'introiezione dei conflitti psichici del maltrattante sul maltrattato: "questa imposizione è basata su un tipo molto particolare di transfert... di conflitti mentali "Victor Calef and Edward M. Weinshel, in Edward M. Weinshel/Robert S. Wallerstein, Commitment and Compassion in Psychoanalysis (Routledge 2003) p. 83.

In altre parole si tratta di un rapporto che va in due direzioni:

il maltrattante ha dei conflitti mentali che però non riesce a riconoscere, perché si sentirebbe in difetto; pertanto li proietta su un'altra persona, cioè vede in questa persona tutti i difetti e i problemi irrisolti, che sospetta di avere lui stesso. Si tratta di un meccanismo inconscio che produce sollievo perché il maltrattante può ignorare i propri conflitti, occupandosi dell'altra persona;

il maltrattato è solo apparentemente passivo in questa relazione: gli autori sostengono che abbia "una tendenza a incorporare e assimilare quello che gli altri esternalizzano e proiettano su di loro"; in altre parole, il maltrattato collabora inconsciamente, credendo a tutto ciò che gli dice il maltrattante, anche se sono pensieri completamente negativi su di lui. Questo comportamento, che a prima vista può sembrare illogico, ha senz'altro dei fondamenti nella storia personale del maltrattato: gli autori esaminano una serie di ragioni per cui il maltrattato può avere questo atteggiamento nella relazione.

Gli autori concludono che il gaslighting può essere "una configurazione molto complessa e altamente strutturata che coinvolge contributi da molti elementi dell'apparato psichico"Calef/Weinshel, p. 83 and p. 90.

Gaslighting di primo e secondo ordine

Studi sulle relazioni di coppia Negli anni ottanta gli psicologi Gass e Nichols usavano il termine gaslighting per descrivere una dinamica osservata fra coniugi in alcuni casi di adulterio:

Negli anni novanta Jacobson e Gottman riferivano che alcuni coniugi violenti potrebbero usare il gaslighting sull'altro coniuge, anche negando fermamente di aver mai commesso atti di violenza.Jacobson, Neil S. & John Mordechai Gottman. 1998. When men batter women: new insights into ending abusive relationships. NY: Simon & Schuster. ISBN 0684814471, pp. 129-132. Questo comportamento è notato nei casi di abusi sia verso il coniuge che verso i figli R. Cawthra, G. O'Brien et F. Hassanyeh, « 'Imposed psychosis'. A case variant of the gaslight phenomenon», The British Journal of Psychiatry: The Journal of Mental Science, vol. 150, avril 1987, p. 553–556 (ISSN 0007-1250, PMID 3664141). A furia di sentirsi ripetere che la sua versione dei fatti è errata, il maltrattato finisce per credere alla versione del maltrattante. Questo rafforza la situazione di plagio e fa sì che gli estranei, che altrimenti avrebbero difeso il maltrattato, diventino complici involontari: anche loro finiscono per sottovalutare o minimizzare il maltrattamento, rafforzando i sentimenti di abbandono e colpa delle vittime. Per esempio, i testimoni esterni possono dire a se stessi: "Se fosse così grave, lui/lei se ne sarebbe già andato o l'avrebbe tagliato fuori". Ma il maltrattato rimane con il maltrattante non perché non è stato maltrattato abbastanza, ma perché lo è stato così tanto che i suoi meccanismi di autodifesa (fuga o ribellione) sono stati distrutti.

Negli anni duemila la psicologa Martha Stout sosteneva che i sociopatici usano frequentemente tattiche di gaslighting. Essi trasgrediscono coerentemente leggi e convenzioni sociali, sfruttano gli altri, ma tipicamente sono anche bugiardi credibili e convincenti che negano coerentemente ogni misfatto. Così, alcune loro vittime possono dubitare della propria percezione.Stout, Martha. 2005. The sociopath next door: the ruthless versus the rest of us. NY: Random House, ISBN 9780767915816, pp. 94-95

Nelle relazioni familiari e lavorative Il termine gaslighting descrive strategie di manipolazione mentale messe in atto non solo nelle relazioni amorose, ma anche in quelle familiari e lavorative.

Nel contesto lavorativo il gaslighter può essere un collega o un superiore. Anche in questo caso l’obiettivo principale è quello di destabilizzare l'altra persona, di trascinarla in una condizione di totale dipendenza e sottomissione. Ciò avviene, per esempio, quando il collega o superiore nega di aver ricevuto una proposta, un suggerimento o un’idea dal dipendente, che per questo potrebbe arrivare al punto di dubitare di se stesso. Stress, incertezza e insoddisfazione sono le principali conseguenze del gaslighting sul lavoro.

Tutti i tipi di gaslighting, inclusa quella che riguarda le relazioni di coppia, possono essere perpetrate (o subìte) a prescindere dal sesso degli individui coinvolti. Nelle relazioni amorose uno dei partner può minare la stabilità emotiva dell’altro, che finisce a trovarsi in un ciclo di violenza psicologica Pagani Michela, Il gaslighting: cos'è e come affrontarlo, 19 gennaio 2022..

Test per autodiagnosi

Secondo Ramani Durvasula, quando si sente la necessità di registrare o mettere per iscritto le conversazioni con una determinata persona, per essere sicuri di non essersi inventati tutto, è un campanello d'allarme del fatto che si è probabilmente vittime di gaslighting.

Alcune frasi tipiche del gaslighting sono:

"Sei troppo permaloso, stavo scherzando" "Non devi sentirti così" "Non ho mai detto questo, hai capito male, come sempre" "Ti ricordi male, come sempre" "Capisci sempre le cose di traverso" "Questo non è mai successo, ti inventi le cose" "Ma stai bene? Mi sto preoccupando per te, perché dici cose strane"

In altre discipline Alice Leroy nel numero 806 di Cahiers du cinéma, dedicato alle cineaste e al loro sguardo ai tempi del Me Too, recensendo il libro di Hélène Frappat Le Gaslighting ou l'Art de faire taire les femmes (2023) e scrivendo dell'incubo coniugale descritto nel film di George Cukor, fa riferimento, oltre a filosofi, psicanalisti, sociologi e teorici della comunicazione che hanno approfondito con i loro lavori le tematiche del film, a personaggi politici contemporanei e del passato arrivando a citare Hannah Arendt in quanto teorica insospettabile del gaslighting esteso dalla sfera domestica al campo della storia e della politica. Benché la storica e filosofa tedesca naturalizzata statunitense non abbia mai usato tale termine, continua la Leroy, l'individuazione di tale passaggio da una sfera personale a quella universale ne farebbe la radice del negazionismo.

Esempi clinici e popolari I componenti della famiglia Manson nei crimini compiuti durante la fine degli anni sessanta entravano nelle case senza rubare nulla, ma spostavano i mobili per turbare i residenti.Bishop, Victor George Witness To Evil Pages 19,146 & 147, Nash Pub., 1972 Accessed via Google Books August 13, 2009

Note

Bibliografia American Psychological Association, A Dictionary of Psychology, 9 luglio 2021, https://dictionary.apa.org/ C. Carrè, La manipulation au quotidien: la repérer, la déjouer et en jouer, Eyrolles 2007. S. Sarkis, Gaslighting: How to recognise manipulative and emotionally abusive people... and break free, Orion Publishing 2019. M. Scatigno, L. Puglisi, L. Tinelli, Gaslighting. La più subdola tecnica di manipolazione psicologica, CSA Editrice 2022.

Altri progetti

Categoria:Violenza Categoria:Concetti psicologici