La Zündapp ovvero Zünder-Apparatebau-Gesellschaft m.b.H. (poi Zündapp-Werke GmbH) fu una grande casa motociclistica tedesca attiva nel periodo 1917-1984 e parte della Nürnberger Motorradindustrie. Dopo la vendita della fabbrica di Norimberga nel 1958 la sede giuridica venne trasferita a Monaco di Baviera, già sede dagli inizi degli anni cinquanta di una fabbrica.

Storia

Zündapp è l'abbreviazione di Zünder-Apparatebau-Gesellschaft m.b.H. ovvero "Società di apparati di accensione", produttrice di spolette per bossoli, lavorazione nella quale inizialmente era concentrata tutta la produzione sul nascere della casa tedesca durante il conflitto bellico della prima guerra mondiale.

Venne fondata nel 1917 a Norimberga da Fritz Ludwig Neumeyer, nonno dell'ultimo presidente della società, con la costruzione agli inizi di macchine a vapore e giocattoli. Assieme alla Friedrich Krupp AG (Essen) e con la Gebr. Thiel GmbH, un costruttore di orologi e macchine utensili di Ruhla in Turingia, Neumeyer nel 1917 pose le basi della società in a Norimberga come Zünder-Apparatebau-GmbH, e nel 1918 ne divenne il solo proprietario.

La sconfitta nel 1918 e la crisi economico-industriale seguente, costrinse l'Azienda, pur mantenendo il suo nome originario, a diversificare ovvero stravolgere la produzione, che si specializzò nella costruzione di mezzi di trasporto leggeri, quali motocicli con piccoli, ma robusti motori a due tempi. Alla Berliner Automobil- und Motorradausstellung del 1921 Neumeyer, si concentrò sulle motociclette usate. Con produzione a catena di montaggio costruì la la prima macchina della casa, con 1.500 pezzi venduti fino al 1922. Nel 1928 la nuova fabbrica di Norimberga fu posta in Dieselstraße. Il successo dell'azienda non si s'interruppe con la morte di Neumeyer nel 1935, alla fine degli anni '30 Zündapp era uno dei cinque maggiori costruttori di motociclette d'Europa.

Nel 1924 a Monaco-Freimann fu costruita su licenza la vettura utilitaria della Rover. Nel maggio 1931 venne svelato dalla stampa un progetto. La costruzione di una automobile popolare 4 posti. Costruita solo in due prototipi da Ferdinand Porsche, sarebbe stata alla base della KdF-Wagen, ossia il Maggiolino.

Il logo fino al 1938 era costituito da una "Zeta" gotica inscritta in uno scudo, il tutto in oro su campo nero. Dal 1938, in epoca nazista, dopo la nascita di due nuovi motori per aerei leggeri a 4 cilindri quattro tempi (Z90/Z91-Z92), furono aggiunte allo scudo due ali laterali schematiche che simboleggiavano il nuovo corso della produzione.

La prima motocicletta prodotta dalla Zündapp è stata la Z22 del 1921. Questa moto era stata pensata come moto per tutti ( Motorrad für Jadermann). Era quindi un progetto che faceva della semplicità e della affidabilità i suoi cardini. La moto ebbe successo e venne prodotta in grandi numeri.

Nel 1933 iniziò, con la serie K, la produzione di moto più grandi. Su queste moto, una novità per l'epoca, il motore era completamente chiuso. La K che identificava la serie stava a significare Kardanantrieb, cioè trasmissione a cardano, altra caratteristica di queste moto. Il progettista di tali mezzi furono Richard e Xaver Küchen.

La serie comprendeva un modello a motore monocilindrico due tempi di e altri modelli i cui motori, a quattro tempi, avevano cilindrate da 400 fino agli . I modelli di cilindrata maggiore (600 ed ) erano 4 cilindri doppio boxer, gli altri erano bicilindrici sempre a pistoni contrapposti, tutti erano dotati di un solo carburatore. Anche queste moto si rivelarono un successo tanto che la quota di mercato della ditta passò dal 5 per cento del 1931 al 18 per cento del 1937. Successivamente furono introdotti i modelli KS (la sigla KS stava per "Kardan Sport", ovvero "sportiva con cardano") a motore due cilindri boxer nelle cilindrate 500 e con un carburatore per cilindro.

A partire dal 1940 la produzione della Zündapp si concentrò sulle moto destinate alla Wehrmacht ed in particolare alla KS 750 sidecar, con ruota del carrozzino motrice. La produzione della Zündapp durante il conflitto fu di esemplari.

A fine guerra, con pochissimi mezzi e stabilimenti distrutti, i fratelli Elisabeth e Friedrich Neumayer, figli del fondatore, si specializzarono nelle tecniche di pressofusione di precisione di leghe d'alluminio con le quali spaziarono in molti campi commerciali: dalle macchine da cucire, caratterizzate da un moderno design compatto, ai mulini per farina, ai rasaerba, ai gruppi elettrogeni motorizzati a scoppio e, contemporaneamente, si dedicarono allo sviluppo delle motociclette di nuova generazione che costituirono poco dopo il "main business" dell'Azienda.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale la produzione della ditta cambiò gradualmente verso veicoli più piccoli quali lo scooter Bella.

Tra il 1953-1954 venne costruito, su disegno di Ernst Schmidt il prototipo B 250 con motore boxer due cilindri quattro tempi di , distribuzione a catena, trasmissione cardanica, forcellone anteriore e parafango sospeso che non entrò mai produzione serie; venne però prodotto il B 250 dalla giapponese Marusho con 73 pezzi LILAC Dragon; il motore non fu lo Zündapp da a , ma il di . Marusho fu specializzata nel copiare modelli inglesi e tedeschi di motociclette.

L'ultima motocicletta di rilevante cilindrata venne prodotta nel 1958: la KS 601 con motore bicilindrico da . Tra le altre cose questa moto è forse la più famose moto prodotta dalla Zündapp, la „Grüner Elefant“ ( elefante verde), specialmente con il sidecar. A differenza dei modelli K e KS anteguerra, la KS601 (il cui motore era di stretta derivazione dai precedenti) aveva il telaio a doppia culla chiusa in tubi piegati e giuntati per saldatura, anziché in lamiera stampata, la sospensione elastica posteriore a ruota guidata con molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici e la forcella anteriore telescopica con ammortizzatori idraulici, il cambio a pedale a 4 rapporti con preselettore. Per il mercato americano fu introdotta nel 1955 la versione "K601 Elastik", con sospensione posteriore a forcellone oscillante, il braccio destro del quale costituiva il fodero dell'albero di trasmissione. Il nome „Grüner Elefant“ rimane per la Elefantentreffen. Con il nome „Wehrmachtsgespann" è nota anche la Zündapp KS 750 quattro cilindri a V 170°.

Tra il 1957 e il 1958 la ditta produsse anche la vetturetta Janus. Sempre nel 1958 gli stabilimenti di produzione vennero spostati da Norimberga a Monaco. Vennero sviluppati nuovi modelli sempre di moto leggere anche se lo sviluppo del motore a 4 tempi venne interrotto per concentrare gli sforzi su quello a 2 tempi (celebri la "GS 125" da Regolarità e la "KS 125" stradale). Anche in Portogallo esistette una fabbrica consociata; la società CASAL produsse dei motori Zündapp, su licenza. Fino agli anni '90 vennero prodotti ancora motocicli su base Zündapp.

Negli anni'60 la Casal e la Famel che poi si unirono in "Casal und Famel" produssero mezzi che vennero commercializzati in Germania come "Solo" e "Mars". La base era quella dei modelli Zündapp. Famel costruì parti su licenza come motori, ruote, trasmissioni, freni, basati sul modello KS-50; questo modello fu venduto solo in Spagna, Portogallo e Francia. Molti dei pezzi di ricambio ancora esistenti sono stati prodotti dalla Famel. La Famel fabbrica ancora veicoli con pezzi Sachs sotto il nome di S.I.S. solo per il mercato iberico. La quota di mercato della Zündapp nelle motociclette in Germania era fino a del 33% nel 1967; la fabbrica aveva dipendenti.

Dopo i primi importanti successi sportivi della squadra corse Zündapp, specie nelle gare di Gelaende Sport (Regolarità, oggi Enduro) il logo aziendale fu definitivamente modificato in un marchio circolare di 60mm di diametro, con Zeta Gotica -scudo e ali laterali, accerchiati da foglie di alloro, il tutto in color oro su sfondo nero o rosso.

Nel 1974 con la Royal Enfield venne aperta una fabbrica a Ranipet (India), dove la CS 25, un Mòfǎ, fu prodotto fino agli anni '90. Dopo l'acquisizione del gruppo Royal-Enfield da parte della Eicher Goodearth la fabbrica fu chiusa.

Alla metà anni settanta vennero dati per il montaggio su motocross motori alla italiana Gerosa.

La fine Inizialmente le vendite di scooter e di motocicli andarono bene ma poi iniziarono a declinare. La ditta restò sul mercato fino al 1984, anno nel quale venne dichiarata bancarotta e quindi venne chiusa.

Il 10 agosto 1984, dopo una trattativa che perdurava da due anni, Dieter Neumeyer (1931-1989), presidente dal 1971 e nipote del fondatore, dovette ammettere l'insolvenza, che venne dichiarata il 20 settembre 1984. Il 26 ottobre 1984 venne ceduta la fabbrica, know how, macchine e stampi, venne venduta dal fallimento, alla Tjian Jin, fabbrica di motocicli nell'omonima città cinese, oggi assorbita dalla Honda per 16 milioni di DM (8,2 milioni di Euro).Oldtimer Markt Heft 9/1998, VF Verlag, Mainz Più di 120 treni merci speciali e svariate navi da trasporto misto, traslocarono in Cina tutte le attrezzature e le macchine per la produzione dei motocicli Zündapp. Il marchio però non fu di interesse commerciale per gli acquirenti, che optarono per la trasformazione del nome nell'assonanza cinese "Xun-da" e quindi fu lasciato al libero mercato.

Anche dopo 25 anni dalla chiusura della società, vi sono numerosi fan Zündapp in Germania e nel resto d'Europa. Sono organizzati in club. Pezzi di ricambio si trovano ancora, mentre fornitori non più.

Reparto corse Il reparto corse invece, che nel ventennio precedente aveva acquisito centinaia di allori nelle varie specialità motoristiche (Trial, regolarità e velocità), poiché non rientrava tra gli interessi dei nuovi acquirenti, venne messo interamente all'asta presso appassionati e interessati del settore. Vinsero due amici olandesi che, con circa marchi, ebbero la possibilità di rilevare tutto il materiale giacente nel cosiddetto Sport Entwicklung. La curiosità fu che tale vendita era condizionata dal ritiro della merce in un solo giorno, dalle ore 09.00 alle ore 17.00. La quantità di materiale e la varietà era tanta, che i due fortunati, riempito il loro camion, corsero alla ricerca di un altro camion in affitto, ma inesorabilmente le saracinesche alle 17.00 si chiusero, precludendo loro la possibilità di ritirare gran parte delle moto da corsa ancora lì giacenti, le fusioni speciali e parti svariate che vennero distrutte e portate al rigenero in una fonderia a Monaco di Baviera. Restano oggi circa 12 motocicli della serie GS521 seguiti e progettati dall'ing. Heiner Wieditz (aggiornati fino al 1979, con due ammortizzatori e 6 della serie Monoshock progettati dall'ing Ladislav Gorgos) completi e funzionanti, originali custoditi da appassionati del settore.

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Curiosità

La rock band bavarese Gsindl ha dedicato una canzone in Zündapp fahr'n. In Italia ebbe grande fama per essere la moto simbolo dei giovani "paninari", movimento giovanile degli anni '80. Viene citata nella canzone Cumuli degli 883.

Modelli PKW e tricicli (senza prototipi) Zündapp Lastendreirad (1927) Zündapp Kastendreirad (1928) Zündapp Lieferdreirad (1933) Zündapp Schnelllieferwagen -Viertakt-Boxer, als Kasten- und Pritschenwagen (1933) Zündapp Janus, 1957–58, Kleinwagen, Zweitakter, vier Sitzplätze Rücken an Rücken, Mittelmotor, hydraulische Bremsanlage

Motociclette con motore quattro tempi della casa S 500 (Touren): Baujahr 1930/31 mit OHV-Vierventil-Einzylinder „Python“ von Rudge, Trockensumpfschmierung, 18 PS SS 500: Baujahr 1930/31 mit OHV-Vierventil-Einzylinder „Python“ von Rudge, Trockensumpfschmierung, 22 PS

Motociclette con motori quattro tempi OK 200: Baujahr 1933, Einzylinder-Viertakt, 8,5 PS, 90 km/h K 600: Baujahr 1933, Zweizylinder-Viertakt-Boxer, 15 PS, 100 km/h K 500: Baujahr 1933-1938, Preßstahl-Kastenrahmen, Zweizylinder-Viertakt-Boxer, 13,5 (16) PS, 105 km/h, Kardanantrieb