Biografia Nasce a Camogli, in provincia di Genova, durante la seconda guerra mondiale. Il padre, Gianpaolo Lazzaro, pittore attivo nelle avanguardie artistiche, quando iniziarono i reclutamenti forzati della Repubblica di Salò decise di trasferirsi per prender parte alla Resistenza in Liguria. La madre, Bruna Gualazzi, a volte lo seguiva nelle sue missioni. Alla fine della guerra, la famiglia torna a stabilirsi a Milano, in una casa di periferia, dove il piccolo Claudio incontra personaggi che restano impressi nella sua memoria, come Dino Buzzati e Lucio Fontana. Da ragazzo legge molto, ma va male a scuola. Nel 1963 la rivista di fantascienza Urania (numero 307 bis) pubblica un suo racconto. Nel 1971 si laurea in Scienze Politiche, con 110 e lode, all’Università degli Studi di Milano. Per un anno lavora all’Istituto di Sociologia della Statale con la qualifica di ricercatore. Si sposa nel 1992 con Elena Somarè, artista multimediale, fotografa, musicista, regista di documentari. La coppia avrà due figlie, Diana e Gaia. Il 29 luglio 2025 muore dopo esser stato ricoverato all'ospedale di Cagliari per l'aggravarsi di un male incurabile.

Giornalismo Inizia nel 1972 scrivendo di economia sul settimanale Tempo, allora diretto da Nicola Cattedra. Nel 1973, assunto da Tommaso Giglio, entra nella redazione del settimanale L'Europeo, dove impara il mestiere lavorando con Oriana Fallaci, Alberto Ongaro, Massimo Fini, Ferdinando Scianna e altre firme della testata del gruppo Rizzoli. Nel giugno del 1975 scrive con Massimo Fini un’inchiesta su Margherita Cagol, moglie di Renato Curcio e cofondatrice delle Brigate Rosse, appena uccisa dai carabinieri.L'Europeo, 20 giugno 1975,Indagine sulla ragazza delle Brigate. Un anno dopo muore Alexandros Panagulis, l'eroe nazionale greco, compagno di Oriana Fallaci. Lei è convinta che l'incidente automobilistico in cui ha perso la vita sia un assassinio mascherato. Con Lazzaro si reca ad Atene per trovare le prove. Dopo una ricerca avventurosa l'inchiesta viene scritta a quattro mani, ma la Fallaci, troppo coinvolta, preferisce non apparire. Il pezzo esce sull'Europeo con la sola firma di LazzaroL'Europeo, 25 giugno 1976, Clamorose rivelazioni sull’assassinio di Panagulis. Negli anni '70 Lazzaro scrive di eversione rossa e nera, di Autonomia Operaia, di "strategia della tensione", ma avverte il peso di un clima in cui è sempre più difficile raccontare e spiegare liberamente: nell’emergenza diventa obbligatorio schierarsi con lo Stato, anche quando i suoi stessi apparati appaiono coinvolti in trame di cui solo più tardi si capirà la portata eversiva. Per questo accoglie, nel 1977, la proposta dell’allora direttore Giovanni Valentini, di progettare e curare un nuovo supplemento da allegarsi all’Europeo. Realizza così il mensile L’Europeo Cinema, che ha tra i suoi collaboratori Oreste Del Buono, Aldo Grasso, Morando Morandini, Tatti Sanguineti, Paolo Mereghetti e Leonardo SciasciaL’Europeo Cinema, giugno 1978, Caccia alle streghe. Per l’Europeo intervista i protagonisti della cultura e dello spettacolo, da Gabriel García MárquezL'Europeo, 30 gennaio 1976, I miei cent’anni di solitudine a Steven SpielbergL'Europeo, 29 agosto 1975, Mai visto un film incassare tanto a Federico FelliniL'Europeo, 1 luglio 1988, Fellini degli spiriti. Intervista ripubblicata in prima pagina dal quotidiano francese Libération, 1 dicembre 1988. Quando il settimanale viene trasferito a Roma, il nuovo direttore Mario Pirani gli offre di curare il costume e gli spettacoli ma, durante la direzione di Vittorio Feltri, torna a occuparsi del settore "Italia". Con Lamberto Sechi direttore continua a scrivere di cronaca italiana, politica, costume, realizzando numerose inchieste di copertina. Collabora ad altri periodici, come i mensili Prima Comunicazione, Media Production, Max, Ciak, Moda, King, Ulisse 2000. Quando nel 1995 L'Europeo chiude, per poi trasformarsi in periodico mensile, Lazzaro passa al Corriere della Sera, in cronaca e agli esteri (inviato di guerra in Kosovo e Iraq)Archivio su Corriere della Sera.

Televisione A margine del suo impegno nella redazione romana dell’Europeo, collabora saltuariamente con Raitre. Affianca prima Catherine Spaak come autore di Harem (1993) e poi Sydne Rome, come autore e conduttore di Fantastica età (1995). Per Reteitalia realizza speciali su personaggi dello spettacolo, come l’intervista a Marcello Mastroianni che nel settembre del 1987 inaugura La giostra, il primo tentativo, condotto da Enrica Bonaccorti, di battere la Rai sul terreno del varietà domenicale.

Documentari e informazione libera Nel 2005, dopo dieci anni al Corriere della Sera, si dimette e costituisce una società, la Nobu Productions, per realizzare documentari a basso costo, sfruttando la potenzialità delle nuove tecnologie e i nuovi canali distributivi indipendenti. “Volevo dimostrare che si può fare informazione libera, senza chiedere il permesso”, racconta il regista, “Nobu è una contrazione di no budget, che significa i soldi non ci sono, ma il film si fa. Come? Lavorando con chi è disponibile a non guadagnare nell’immediato, scommettendo su progetti che cercano la loro forza, anche commerciale, nella totale libertà con cui vengono realizzati ”.

Camicie verdi - Bruciare il tricolore, il suo primo documentario, è un viaggio all’interno della Lega Nord nella sua fase iniziale, eversiva e xenofobaLa Repubblica, 5 giugno 2006, Il tricolore buttato, di Mario PiraniCorriere della Sera, 21 maggio 2006, “Camicie verdi”, un film di eccessi e contraddizioni, di Paolo MereghettiLa Stampa, 17 giugno 2006, Quelle virulente Camicie verdi, di Lietta TornabuoniCorriere della Sera, 7 maggio 2006, Film choc sulle Camicie verdi: un piano per eliminare Borghezio, di Alessandro TrocinoLa Repubblica, 14 maggio 2006, Ecco le Camicie verdi e la Lega vista da vicino, di Franco Montini. Esce quando la Lega era al potere, due mesi prima del voto sulla c.d. devolution (secondo referendum di revisione costituzionale della Repubblica Italiana, che prevedeva la riorganizzazione dello Stato su base formalmente federale). Il documentario viene proiettato su tutto il territorio nazionale, allegato al quotidiano L'UnitàL'Unità, 16 giugno 2006, Vi racconto le Camicie Verdi. Parla l’autore del DVD distribuito con L’Unità, di Claudio Lazzaro e usato per animare il dibattito preelettorale dai sostenitori del No al referendum, che il 26 giugno 1996 hanno la meglio col 61,29% dei voti.L'Unità, 7 maggio 2006, Raccomando ai lettori di vedere il film Camicie verdi, di Furio Colombo.Il manifesto, 1 giugno 2006, “Camicie verdi”, si consiglia la visione prima del referendum, di Luciana Castellina. Al Festival di Locarno del 2006 Camicie Verdi riceve il Premio della critica indipendente come “Film civilmente più significativo”.

Nazirock - Come sdoganare la svastica e i saluti romani, il suo secondo documentario, distribuito in DVD nel 2008 da Feltrinelli Real Cinema, racconta l'estrema destra italiana e il suo sdoganamento durante i governi Berlusconi.il manifesto, 23 aprile 2008, Claudio Lazzaro, regista di Nazirock, il film diffidato da Forza Nuova: “Berlusconi e Alemanno sdoganano i neofascisti”, di Giacomo Russo SpenaLiberazione, 26 marzo 200, Nazirock, la svastica nell’urna, di Laura Eduati È la prima opera di giornalismo d'inchiesta che mostra dall'interno il rapporto tra i giovani dal “cuore nero” e la musica cosiddetta identitaria, utilizzata come strumento di proselitismo politico da Forza Nuova e da altri gruppi della destra estrema.Il Messaggero, 20 marzo 2008, Il mio duce suona il rock, di Fabio FerzettiL'Espresso, 27 marzo 2008, Anche il nazi suona il rock, di Gigi Riva (giornalista)L'Unità, 29 marzo 2008, Nazi-rock, nella culla del Serpente, di Furio ColomboIl Venerdì di Repubblica, 18 aprile 2008, Viaggio nel nazirock, un mondo dal cuore nero, di Irene BignardiLa Repubblica, 28 maggio 2008, Parla Claudio Lazzaro:"Ecco chi sono i nazi rock e i loro miti di violenza, di Rory CappelliLuxemburger Wort, 4 luglio 2008, Dokumentarfilm Nazirock, di Wolf Von Leipzig Il film viene duramente boicottato dalla destra neofascista. L’autore e i cinema che mettono Nazirock in cartellone ricevono minacce. Molte proiezioni vengono cancellateLiberazione, 29 maggio 2008, Minacce all’autore di Nazirock. Un giornalista nel mirino di squadre fascisteCorriere della Sera, 20 maggio 2008, Molte diffide di Forza Nuova agli esercenti. Folla alla Garbatella per vedere Nazirock, Lavinia Di Gianvito.La Nazione, 23 giugno 2008, Diffida di Forza Nuova per Nazirock:"Bloccate il film sul mondo neofascistaCinemaitaliano.info, 4 aprile 2008, Parla Claudio Lazzaro:"Forza Nuova blocca l’uscita al cinema di Nazirock, di Simone PinchiorriIl Messaggero, 3 aprile 2008, Nazirock, le sale fanno marcia indietro, di Fabio Ferzetti.Left, 1 maggio 2008, Un docufilm agghiacciante. Nazirock si trova solo in libreria. Le sale temono le reazioni di Forza Nuova, di Callisto Cosulich.La Repubblica, 3 aprile 2008, “Nazirock”, il film sulla destra escluso dalle sale, di Roberto Rombi.Rinascita, 15 maggio 2008, Claudio Lazzaro: “Mi preoccupa il nuovo fascismo mediatico”, di Adriano Marenco.. Alcune librerie non espongono il dvd negli scaffali per timore di rappresaglie.Libero, 8 aprile 2008, La banda di Silvio suona il nazirock. Il documentario di Lazzaro: l’Anpi lo adotta, Forza Nuova lo scomunica, Feltrinelli lo nasconde, di Francesco Borgonovo. Il regista deve difendersi in sei diversi procedimenti giudiziari, a seguito delle denunce di personaggi della destra estrema che a vario titolo si ritengono diffamati o danneggiati dal suo documentario.Il Messaggero, 28 marzo 2008, Musica e violenza, in “Nazirock” uno degli arrestati. Parla il regista del contestato documentario, di Maria Lombardi. Viene sempre assolto in primo grado, con l’eccezione della causa che gli viene intentata da Gigi Guerzoni, un pregiudicato vicino a Forza Nuova (con cui si candida alle elezioni politiche), leader di una rock band, i Legittima Offesa, che inneggia ai combattenti di Salò. Questa volta Claudio Lazzaro viene condannato a risarcire l’esponente di Forza Nuova, che secondo l’accusa sarebbe stato danneggiato dal documentario. Mentre la casa editrice Feltrinelli, forse temendo rappresaglie, preferisce pagare, l’autore si oppone e riesce a veder riconosciute, in appello, le sue ragioni. Infine la Cassazione, con sentenza depositata il 3 febbraio del 2022, respinge il ricorso di Luigi Guerzoni e riconosce che l’autore di Nazirock ha esercitato il diritto di cronaca con professionalità e correttezza. Ma intanto dall’inizio di questa offensiva giudiziaria, montata a scopo intimidatorio, sono passati dieci anni e anche se i nostalgici del ventennio fascista hanno perso in tribunale, comunque (mancando in Italia una legge capace di scoraggiare le cause temerarie con risarcimenti ai perseguitati e penali per chi cerca d’imbavagliare l’informazione) hanno ottenuto quello che volevano: impedire a un giornalista indipendente, non protetto da una grossa casa editrice, di proseguire nel suo lavoro.

Contro i procedimenti giudiziari nei confronti di Nazirock ha preso posizione Articolo 21, l’associazione di giornalisti, giuristi, economisti e personaggi della cultura che difendono la libertà di manifestazione del pensiero.. Claudio Lazzaro è stato inserito nella lista delle vittime da Ossigeno per l’informazione, l’associazione che gestisce l’Osservatorio sui giornalisti minacciati, patrocinato dalla Federazione Nazionale della Stampa e dall’Ordine dei Giornalisti.

Bandiera viola, realizzato dopo Camicie verdi - Bruciare il tricolore e Nazirock - Come sdoganare la svastica e i saluti romani, come la terza tappa di un viaggio nelle nuove destre, racconta il berlusconismo attraverso la cronaca della manifestazione autoconvocata in rete, No Berlusconi Day, che il 5 dicembre 2009 ha portato in piazza, a Roma, un milione di persone.