Fu il decimo sovrano Inca, il quinto della dinastia Hanan. Da quando il Tahuantinsuyo divenne un impero vero e proprio, si può considerare il secondo imperatore.
Origini Túpac Yupanqui (conosciuto anche come Topa Inca Yupanqui) era figlio legittimo del grande Pachacútec, il riformatore del mondo e della Coya Mama Anarhuaque sua consorte ufficiale.
Non era però l'erede predestinato essendo il minore dei figli maschi del sovrano. In effetti Pachacútec, seguendo una pratica instaurata da suo padre Viracocha aveva associato al trono, negli ultimi anni del suo regno, il figlio Amaru Topa Inca.
Questa precauzione era stata adottata per evitare le inevitabili lotte intestine che si scatenavano ad ogni successione. Nello stesso tempo Pachacútec si riprometteva di saggiare l'attitudine del figlio prescelto alla conduzione del vasto impero in cui aveva trasformato l'antico regno degli inca.
Amaru era un principe dotato di elevate qualità e amato da tutti i sudditi del Cuzco, ma si rivelò poco portato alla politica militaristica che gli inca avevano adottato sotto il nuovo imperatore. Dopo aver sofferto inutilmente l'esperienza di alcune campagne di conquista il principe, volontariamente, rinunciò ai suoi diritti di successione e si dichiarò disposto ad accettare un altro fratello come suo futuro sovrano.
Coreggenza La scelta cadde sul giovane Túpac Yupanqui che aveva fino ad allora ricevuto una rigida educazione all'interno del Coricancha. Il principe venne messo, senza por tempo in mezzo, a capo di una armata ed inviato a provare le sue qualità di fronte al nemico. Pachacútec, ovviamente, non volle correre rischi e affidò il comando in seconda ad alcuni suoi fratelli, di provata esperienza, con il compito di vigilare sull'operato del figlio, ma questi, dimostrò ben presto di non avere bisogno di tutori e di essere naturalmente portato per il mestiere delle armi.
Nella successiva campagna Túpac esercitò il comando da solo e ottenne dei risultati memorabili che inorgoglirono il suo augusto genitore. Pachacútec aveva trovato il successore desiderato.
Da quel momento Túpac Yupanqui venne ufficialmente associato al regno con una fastosa cerimonia in cui comparve di fronte al padre, assieme al fratello Amaru, per mostrare a tutti il passaggio di responsabilità e, insieme, per suggellare la concordia familiare che era a capo di questa scelta.
Per meglio evidenziare l'autorità del futuro sovrano, insieme alla investitura si celebrò il suo matrimonio che, solitamente, veniva contratto dall'Inca al momento della sua elevazione al trono. La sposa scelta per Túpac Yupanqui fu Mama Ocllo, sua sorella da parte di padre e di madre, per ribadire l'esclusività della stirpe con un legame che, da allora sarebbe stato riservato solo al sovrano regnante ed interdetto a tutti gli altri sudditi, sotto pena di pesanti castighi.
Da quel momento il futuro Qhapaq inca si dedicò unicamente a condurre delle sempre più estese campagne militari che lo avrebbero tenuto lontano dal Cuzco per svariati anni, mentre nella capitale, suo padre Pachacútec, assecondato dal fedele Amaru, procedeva nella costruzione dell'apparato strutturale del nuovo impero.
Non è facile ricostruire cronologicamente le campagne di Túpac Yupanqui distinguendo tra quelle che condusse, vivente il padre e quelle che concluse dopo la morte di questi, dopo essere diventato l'Inca supremo. Vi è molta confusione tra gli “historiadores” spagnoli al riguardo ed alcuni attribuiscono alcune conquiste al regno di Pachacutec in aperta contraddizione con altri che le assegnano a quello di Túpac Yupanqui.
La vita di questo sovrano inca fu relativamente breve e le “informaciones” raccolte da Francisco de Toledo dicono che la sua morte avvenne in una classe di età tra “mozo y viejo” ossia intorno ai quarantacinque anni.
Considerato che venne chiamato alle funzioni di correggente all'età di circa vent'anni e che le esercitò per altri quindici anni, il suo regno non dovette passare i dieci anni. La maggior parte delle sue conquiste furono quindi esercitate in nome di Pachacútec, ma il loro merito venne ovviamente attribuito dai suoi discendenti all'effettivo autore, mentre gli storici della panaca di Pachacútec le registrarono ad onore del loro patrono.
A seconda della panaca di appartenenza dell'informatore indigeno gli storici spagnoli registrarono quindi dati differenti che spiegano la confusione esistente nelle loro cronache.
Conquiste da coreggente
Jauja, Huaillas e Cajamarca Le prime campagne dell'allora principe Túpac Yupanqui si svolsero a Nord del Cuzco ed ebbero come teatro degli scontri, dapprima la regione di Jauja, per poi estendersi ai territori intorno al lago di Bombón e concludersi con la conquista delle terre degli Huaillas ed il possesso di Cajamarca.
Regno di Chimù Successivamente il giovane conquistatore tentò un audace attacco al regno di Chimù, la cultura allora più avanzata dell'America meridionale. Nella lussuosa città di Chan Chan il locale sovrano, Chimù Capac, conduceva una vita raffinata allietata da agi e mollezze e non era in grado di opporsi a delle armate rozze, ma combattive come apparivano ai suoi occhi gli inca.
Non ci fu bisogno di combattere; fu sufficiente che le truppe del Cuzco minacciassero di distruggere i condotti che irrigavano le vallate costiere perché i Chimù accettassero di arrendersi. Private dell'acqua che scendeva dai monti e che da lunghi anni era stata laboriosamente incanalata, le loro fertili terre si sarebbero presto trasformate in deserti e la loro vita ne sarebbe stata sconvolta. Non restò altro da fare, agli evoluti costruttori dei mirabili templi di Chan Chan se non di accettare il dominio degli Inca.
Chachapoyas Seguì poi la conquista dei territori dominati dai Chachapoyas, una forte etnia che comandata da un abile guerriero, Chuqui Sota, offrì una accanita resistenza, asserragliandosi nella fortezza di Piajajalca, ma che infine dovette arrendersi.
Túpac Yupanqui attuò ancora una rapida incursione fino ad Huancabamba, poi decise di rientrare al Cuzco per rendere partecipe Pachacútec delle sue imprese.
Il suo ingresso nella capitale fu grandioso e numerosi festeggiamenti salutarono il principe vittorioso, ma questi fremeva per riprendere le conquiste che aveva interrotto e finalmente ottenne di comandare una nuova campagna.
Bracamoros e Cañari Il punto di partenza era Huancabamba, l'ultima località conquistata e la direzione era ancora il Nord, verso Ayabaca e i territori della Regione di Piura. Era la terra dei “Bracamoros”, genti selvagge che impegnarono duramente, ma non arrestarono gli eserciti del Cuzco.
Più oltre si estendeva la zona di influenza dei “Cañari”, un potente popolo che dominava la regione. Túpac Yupanqui tentò un accordo, ma i fieri indigeni rifiutarono di sottomettersi e stipulata una alleanza con gli altrettanto combattivi “Quillaco” di Quito, diedero apertamente battaglia.
Per la prima volta nella sua vita Túpac Yupanqui rischiò la sconfitta e solo il suo coraggio decise la giornata. Accortosi del cedimento delle sue truppe il principe non esitò a gettarsi, con la sua guardia personale, nella mischia e capovolse l'esito dello scontro. I capi dei Cañari perirono nella battaglia e il capo dei “Quillaco”, Pillaguaso venne catturato. L'intera regione era ormai nelle mani degli Inca che occuparono Cañaribamba e Tumibamba portandosi anche fino alla stessa Quito.
Túpac Yupanqui si installò nella regione badando ad assimilarla alle consuetudini dell'impero e, a tal fine, introdusse le tecniche di costruzione degli Inca, edificando sontuosi palazzi in Tumibamba, eletta, per l'occasione, capitale delle truppe in campagna. Stando qui in attesa di intraprendere nuove iniziative, ebbe il piacere della nascita di un figlio, Tito Cusi Gualpa che sarebbe poi diventato il suo successore con nome di Huayna Cápac.
Huancavilcas La campagna del Nord non era però terminata e Túpac Yupanqui si diresse verso il litorale scontrandosi con i signori della regione, gli animosi “Huancavilcas”. I soldati del Cuzco dovettero imparare a combattere anche sul mare, su delle balse improvvisate, ma ebbero comunque ragione dei loro nemici e in breve il dominio degli Inca si estese fino a Tumbez e all'isola di La Puña.
Spedizione oceanica Mentre erano sulla costa gli Inca vennero a conoscenza dell'esistenza di isole nel mezzo dell'Oceano e questa notizia colpì la fantasia del loro comandante. L'audacia di Túpac Yupanqui non poteva essere limitata neppure dall'immensità dell'Oceano Pacifico e il temerario principe decise di tentare l'impresa.
Sarmiento de Gamboa e Cabello de Balboa sono i cronisti spagnoli che hanno raccolto queste notizie. Secondo i loro racconti ben ventimila guerrieri accompagnarono il loro principe su delle balse, costruite per l'occasione e ben presto sparirono alla vista dei loro camerati rimasti sul litorale. La loro assenza durò nove mesi, a capo dei quali, ritornarono con felici notizie ed alcuni trofei. Recavano con loro della gente di razza nera, una sella di ottone, la pelle e una mascella di cavallo e raccontarono di aver raggiunto due isole di nome Auachumbi e Niñachumbi.
Non sappiamo di quali isole si tratti, ma i ricercatori moderni propendono per le Galápagos o per quelle di Juan Fernández. Un'impresa memorabile se dobbiamo dar credito ai racconti riportati.
Deciso, infine, a tornare al Cuzco, Túpac Yupanqui si fermò a visitare il famoso oracolo di Pachacamac che sua madre gli aveva raccomandato di onorare. Il principe si assoggettò ad un lunghissimo digiuno e le sue devozioni furono ricompensate perché dichiaro di aver avuto la visione del dio che gli avrebbe ingiunto di costruire un tempio in suo onore.
Carico di onori e di spoglie Túpac Yupanqui rientrò infine nella capitale in festa per godere di un meritato trionfo.
Inca supremo L'accoglienza di Pachacútec alle sue armate vittoriose fu grandiosa. L'anziano imperatore ebbe tra l'altro la piacevole sorpresa di conoscere il giovanissimo Huayna Cápac e ne restò estasiato, al punto di raccomandarlo al figlio come suo futuro erede. La celebrazione comprendeva lo svolgimento di una battaglia simulata e il sovrano volle affidare il comando di uno squadrone proprio al nipote che pur era un fanciullo di circa dieci anni.
Terminate le festività, l'anziano sovrano, che ormai si sentiva vicino alla fine, raccomandò al figlio le sorti dell'impero e, poco dopo, si spense pianto da tutti i suoi congiunti. La sua morte, però, venne tenuta nascosta finché le famiglie rappresentative dell'impero si furono pronunciate sulla sua successione.
La scelta cadde, senza opposizioni, sull'erede designato e Túpac Yupanqui venne incoronato ufficialmente Qhapaq Inca a conferma dell'investitura che aveva già ricevuto anni addietro.
Nuove campagne Il nuovo signore del Cuzco era, però, più portato alla vita militare che alla conduzione di un impero, con tutte le necessarie implicazioni burocratiche. Fidando sull'aiuto del fratello Amaru, che sapeva fedelissimo e capace, si apprestò pertanto a proseguire l'attività a cui si sentiva maggiormente portato: quella di conquistatore.
La selva amazzonica L'Ovest e il Nord del Cuzco erano già stati sottomessi; restavano i territori del Sud e dell'Est. Túpac Yupanqui pensò bene di cominciare dall'Est.
Ad oriente della catena delle Ande si stendeva la giungla amazzonica con le sue foreste immense ed inesplorate, ma l'animoso sovrano non si fece intimidire neppure dall'insidia della natura. Le sue armate avevano sfidato le distese azzurre dell'Oceano e potevano confrontarsi anche con il mare verde delle giungle tropicali. In breve un potente esercito si inoltrò nella profondità delle foreste alla ricerca di territori da conquistare.