Il fantasma dell'Opera (The Phantom of the Opera) è un film muto del 1925, diretto da Rupert Julian e, non accreditati, Lon Chaney, Edward Sedgwick ed Ernest Laemmle.
Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Gaston Leroux, narra la storia di Erik, musicista geniale ma sfigurato che vive nascosto nei sotterranei dell'Opéra di Parigi; pronto a tutto pur di portare al successo la giovane cantante Christine, di cui è segretamente innamorato. Considerato un classico dell'epoca del muto, il film è principalmente ricordato per il celebre trucco di Chaney nel ruolo del protagonista, make-up da lui ideato, inquietante ancora oggi. La pellicola uscì nelle sale il 25 novembre 1925.
Trama Durante il debutto della stagione operistica all'Opéra di Parigi, è in programma il Faust di Charles Gounod. Il Conte Philippe de Chagny e suo fratello, il Visconte Raoul de Chagny sono tra gli spettatori della prima. Raoul è presente, con la speranza di sentire cantare la sua amata, la cantante Christine Daaé. Christine è stata inaspettatamente promossa direttamente dal ruolo di corista a quello di solista, a causa dell'indisposizione di Madame Carlotta, la prima donna. Raoul le fa visita in camerino, durante una pausa dello spettacolo e le rivela la sua intenzione di sposarla. Ma la ragazza, per il momento, non vuole interrompere la sua carriera in forte ascesa, rifiutando la proposta.
La scena si sposta negli uffici della direzione dell'Opéra, dove la vecchia dirigenza ha deciso di cedere la proprietà del teatro. Tuttavia, prima di andarsene, il management avverte i nuovi proprietari della presenza del "Fantasma", un'oscura figura che infesta il luogo da anni. I nuovi direttori si mettono a ridere, facendosi beffe dell'avvertimento.
Al termine dello spettacolo, alcune ballerine vengono spaventate dalla visione di un uomo misterioso, con in testa un fez, che si aggira dietro le quinte. Temendo che possa trattarsi del fantasma, le ragazze decidono di chiedere a Joseph Buquet, un lavorante del teatro, che è l'unica persona ad aver visto una volta il fantasma in faccia. Buquet lo descrive come una presenza spettrale, con l'aspetto di uno scheletro vivente. Nel frattempo, la madre di Madame Carlotta, la prima donna dell'Opéra di Parigi, irrompe infuriata nell'ufficio dei nuovi dirigenti. Dice di aver ricevuto una lettera minatoria dal "Fantasma", che impone a sua figlia di farsi da parte in favore di Christine, così che ella possa cantare nella parte di Marguerite la sera seguente, minacciando conseguenze se non verrà esaudito. Christine è nel suo camerino e sta parlando con il fantasma (visto ancora come una sola ombra sul muro). La voce spettrale le comunica che sarà lei a prendere il posto di Carlotta nello spettacolo, con lui che sarà sempre il suo benefattore.
La sera dello spettacolo, Carlotta non può esibirsi, fingendosi malata: Christine prende il suo posto, come programmato. Raoul attende che la rappresentazione finisca, poi si apposta dietro la porta del camerino della ragazza. Appena rimasta sola nella stanza, Christine inizia a parlare con il fantasma. Raoul origlia da dietro la porta. La voce dice a Christine: «Presto, Christine, questo spirito prenderà forma e chiederà il tuo amore!». Quando la ragazza lascia la stanza, Raoul si precipita dentro, ma non trova nessuno. Carlotta riceve un'altra lettera dal Fantasma. Ancora una volta, le viene intimato di non cantare, per lasciare il posto a Christine. Anche la dirigenza riceve una lettera di avvertimento dal fantasma, dove si afferma che, se Christine non dovesse cantare, la rappresentazione del Faust sarà maledetta.
Nel frattempo, Simon Buquet trova il corpo del fratello Joseph, impiccato ad una trave, dietro le quinte del teatro. Egli giura che si vendicherà del fantasma assassino, essendo sicuro che il fratello sia stato eliminato da lui, in quanto unica persona ad averlo mai visto in faccia.
La sera seguente, nonostante le minacce del Fantasma, Carlotta canta nello spettacolo, nella parte di Marguerite. Inizialmente tutto sembra andare per il meglio, ma nel mezzo dello spettacolo, le luci del teatro iniziano a mancare e l'enorme lampadario di cristallo della sala precipita sugli spettatori in platea. Christine fugge nel suo camerino e viene chiamata da una voce misteriosa, che sembra provenire da dietro uno specchio. In una sequenza quasi onirica, viene presa da una figura mascherata, che la pone semi-svenuta sul dorso di un cavallo e la conduce nei sotterranei dell'Opéra. Da lì viene trasportata su una barca, attraverso un lago sotterraneo, fino al rifugio del Fantasma. La spettrale figura si presenta come "Erik" e le dichiara di essere innamorato di lei. Christine esita spaventata e poi sviene, quindi Erik la mette a dormire in una suite, appositamente arredata per lei. Il giorno dopo, al risveglio, la ragazza trova un biglietto del fantasma, dove è scritto che è libera di andare e venire a suo piacimento, a condizione che non chieda mai di vedere cosa si cela sotto la sua maschera. Nella stanza accanto, il fantasma è seduto all'organo a suonare una sua composizione, dal titolo Don Juan Triumphant (Don Giovanni trionfante). La curiosità di Christine ha la meglio, la ragazza non resiste alla tentazione di togliere la maschera al fantasma, rivelando l'orribile volto deforme dell'uomo. Il fantasma si infuria e la imprigiona. Nel tentativo di scusarsi, la ragazza lo supplica di farla tornare nel mondo esterno ancora una volta, promettendogli di non rivedere mai più il suo amante.
Liberata dalla segregazione, Christine si reca all'annuale ballo in maschera, che si tiene all'Opéra, al quale, per sorvegliarla, si reca in incognito anche il fantasma, travestito da "Morte rossa". Raoul si incontra con Christine e i due si spostano sul tetto dell'Opéra, dove la ragazza racconta tutto all'amante. Il fantasma, ascolta di nascosto il loro dialogo, dall'alto di una statua di Apollo. Raoul pianifica di fuggire a Londra con Christine, alla fine dello spettacolo della sera successiva. Pazzo di gelosia, il Fantasma rapisce la ragazza dal palco, durante un blackout, nel mezzo dello spettacolo del giorno dopo. Raoul corre nel camerino di Christine e incontra l'uomo con il fez, il quale gli rivela di essere l'Ispettore Ledoux, un poliziotto in incognito. Lui sta seguendo le tracce di Erik sin da quando l'uomo è fuggito dalla colonia penale dell'Isola del Diavolo. I due uomini scoprono l'entrata segreta, attraverso lo specchio, che porta ai sotterranei e si addentrano nelle catacombe. Finiscono entrambi in una trappola, rinchiusi in una stanza delle torture, ideata dal fantasma. Anche Philippe si aggira per il sotterraneo in cerca del fratello, ma viene sorpreso da Erik, che lo affoga nel lago. Tornato nel suo covo, il fantasma scopre inoltre la presenza dei due intrusi, nella stanza delle torture. Gira un interruttore e la stanza viene inondata da un calore insopportabile. Tuttavia i due riescono in extremis a trovare una via di fuga, attraverso una botola nel pavimento. Nella stanza sotto, il Fantasma li imprigiona nuovamente, chiudendo un cancello, questa volta dentro una stanza piena di polvere da sparo.
Il fantasma chiede a Christine di fare la sua scelta: girando un interruttore a forma di scorpione salverà la vita di Raoul, ma in cambio dovrà diventare sua moglie; girandone uno a forma di cavalletta, invece, causerà l'esplosione dell'intera Opéra e la morte di tutti loro. Christine sceglie lo scorpione, ma il fantasma l'ha ingannata. L'acqua scorga copiosa nella stanza, dove sono tenuti prigionieri Raoul e Ledoux, minacciando di affogarli. Christine supplica Erik di salvare Raoul, promettendogli qualsiasi cosa in cambio. All'ultimo secondo, il Fantasma acconsente e salva i due malcapitati. Intanto una folla inferocita, capeggiata dal vendicativo Simon Buquet, irrompe nei sotterranei, in cerca del Fantasma.
Allertato da un allarme, Erik fugge in una carrozza, rubata a un vetturino in strada fuori dal teatro, portando con sé Christine. Durante la corsa la carrozza si rovescia per la troppa velocità. Mentre Raoul salva Christine, la folla circonda il Fantasma e lo lincia, per poi gettarne il cadavere straziato nella Senna.
Produzione