L'Odissea è un film muto italiano del 1911 diretto da Giuseppe De Liguoro, Francesco Bertolini e Adolfo Padovan, ispirato allOdissea di Omero.

Il film fu realizzato in occasione dell'Esposizione internazionale di Torino del 1911 (allestita per celebrare il cinquantenario dell'Unità d'Italia), dove fu lanciato un concorso cinematografico per film artistici, scientifici e con scopi didattici. Ad oggi costituisce il primo adattamento cinematografico conosciuto del poema omerico.

Trama Il racconto è diviso in tre parti dove sono rappresentate le principali avventure di Ulisse: il “Prologo”, con la partenza da Itaca; le “Avventure” quindi gli episodi di Polifemo, le Sirene, Scilla e Cariddi, Calipso e Nausicaa nell'isola dei Feaci; il “Ritorno ad Itaca”, con la sconfitta dei Proci, il riconoscimento di Penelope.

Restauri Nel 2006 il film è stato restaurato presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata a Bologna.

Distribuzione L'opera viene presentata all'Accademia delle arti del disegno il 5 marzo 2026 contestualizzata da Cristina Jandelli. Uscita nel Novembre 1911 in Austria e distribuita a Milano dalla Società Anonima Milano Films interessa la storia del cinema che apre una prima breccia per entrare nella storia dell'arte coeva e la storia della musica per il legame affettivo verso quest'opera di Luigi Dallapiccola, la cui musica, cui si aggiunge quella di Alfredo Casella, è eseguita dal vivo in questa occasione ad accompagnare il film muto. «Era una sera d'estate del 1912 e la famiglia Dallapiccola trascorreva le vacanze estive ad Ala [...], un bel giorno il papà annunciò che il sabato successivo si sarebbe andati tutti al cinematografo all'aperto a vedere L'Odissea di Omero. Luigi aveva 8 anni [...]».

Accoglienza Dopo il successo definito da Aldo Bernardini «capolavoro» dellInferno dello stesso anno 1911, gli stessi autori Francesco Bertolini, Giuseppe De Liguoro e Adolfo Padovan, «tentano un'operazione analoga con Omero portando sullo schermo lOdissea», non ottenendo però lo stesso successo.Gian Piero Brunetta, Storia del cinema italiano Volume primo, Editori Riuniti (1979), II edizione rivista e accresciuta 1979, Roma, maggio 1993, p.158

Critica Gian Piero Brunetta scrive che nonostante «vi siano trucchi di grande effetto (l'accecamento di Polifemo, la tempesta con gli effetti ottenuti rigando direttamente la pellicola, l'invenzione di Scilla e Cariddi come mostri a più teste) i risultati sono inferiori e il film risulta statico [...] ]».

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