L'incursione del Kampfgruppe Peiper fu uno degli episodi più drammatici e importanti dell'offensiva delle Ardenne, sferrata dall'Esercito tedesco nel dicembre 1944, durante la seconda guerra mondiale. Un gruppo da combattimento corazzato delle Waffen-SS, al comando dell'obersturmbannführer Joachim Peiper, veterano del Fronte orientale, noto per la sua spietata efficienza, penetrò in profondità nelle linee americane, partendo dal varco di Losheim, e nei primi giorni dell'offensiva fece rapidi progressi, superando deboli resistenze e seminando il panico nelle retrovie ed anche nei comandi americani.

In un primo momento le forze corazzate guidate da Peiper sembrarono mettere in pericolo lo stesso quartier generale della 1ª Armata statunitense a Spa e giunsero pericolosamente vicini ai grandi depositi di carburante a nord di Stavelot, facendo temere un disastro per gli alleati.. L'avanzata fu caratterizzata anche da episodi di ingiustificata violenza contro prigionieri americani e civili belgi, sommariamente fucilati da reparti del kampfgruppe. Dopo pochi giorni, però il kampfgruppe Peiper venne seriamente intralciato da reparti del genio americani che ne ostacolarono in ogni modo l'avanzata. Inoltre, non sostenuto dagli altri reparti della 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler", l'obersturmbannführer Peiper si trovò sempre più isolato in avanti, mentre gli americani facevano convergere potenti riserve per contrastarne l'avanzata e accerchiarlo.

Dopo essere stato tagliato fuori e circondato il kampfgruppe si batté ancora strenuamente per giorni in attesa di soccorsi dall'esterno; il 23 dicembre Peiper, rimasto completamente privo di carburante e rifornimenti, dovette iniziare la ritirata a piedi dopo aver abbandonato il materiale pesante. Il 26 dicembre i resti del kampfgruppe, ridotti a 800 uomini senza mezzi motorizzati, rientrarono nelle linee tedesche dopo aver fallito la loro missione. L'avanzata del kampfgruppe Peiper fu la più pericolosa dei primi giorni dell'offensiva e la sola che, per rapidità e audacia, giunse vicina ad un successo strategico, secondo gli schemi operativi previsti dal comando tedesco..

L'attacco della 6. Panzerarmee Nella pianificazione dettagliata dell'OKW e del Gruppo d'armate B del feldmaresciallo Model il ruolo principale dell'operazione Herbstenebel era stato assegnato alla 6. Panzerarmee, appena organizzata al comando del fidato generale delle Waffen-SS Josef Dietrich e costituita principalmente dal I. e dal II. SS-Panzerkorps con le loro quattro Panzer-Divisionen SS veterane del fronte orientale e della battaglia di Normandia. In particolare spettava al I. SS-Panzerkorps del generale Hermann Priess sferrare, con la 12. SS-Panzer-Division "Hitlerjugend" e la 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte SS Adolf Hitler", l'attacco iniziale tra Monschau e Saint-Vith, sfondare rapidamente le linee americane (anche con il concorso delle divisioni Volksgrenadier 12ª e 277ª) e poi lanciarsi audacemente in profondità per effettuare un'avanzata fulminea fino alla Mosa tra Huy e Liegi.

I progetti del comando tedesco prevedevano di raggiungere queste posizioni in due o tre giorni e di conquistare d'assalto teste di ponte sul fiume per aprire la strada all'intervento del II. SS-Panzerkorps del generale Wilhelm Bittrich che avrebbe proseguito la marcia direttamente verso Anversa. Il progetto, con i suoi tempi estremamente ristretti e con la sua pianificazione troppo rigida, non teneva sufficientemente conto delle difficoltà tattiche del terreno, boscoso, con poche vie di comunicazione e solcato da numerosi corsi d'acqua, del clima invernale ed anche delle possibilità da parte delle difese americane di rallentare l'avanzata.

Per velocizzare al massimo la marcia ed evitare possibili intasamenti e confusioni logistiche, alle due divisioni corazzate del I. SS-Panzerkorps vennero assegnate direzioni di marcia separate e indicate dettagliatamente sulle cosiddette Rollbahn; le tre più settentrionali (A, B e C) dovevano essere seguite dalla 12. SS "Hitlerjugend", attraverso Elsenborn, Bütgenbach, Malmedy, Spa, Liegi, mentre alla 1. SS-Panzer-Division "Leibstandarte" spettarono le due direzioni più meridionali (Rollbahn D e E), attraverso Losheim, Lieugneville, Vielsalm, Werbomont, Huy. Le due divisioni corazzate delle SS organizzarono potenti raggruppamenti tattici per sfruttare queste vie di accesso e sbaragliare rapidamente le difese americane, in teoria non molto consistenti ed ignare del pericolo.

Quindi il generale Hugo Kraas, comandante della 12. SS "Hitlerjugend" dirottò il kampfgruppe Müller (elementi meccanizzati del SS-Panzergrenadier-Regiment 25 e cacciacarri del SS-Panzerjäger-Abteilung 12) sulla Rollbahn B, ed il kampfgruppe Kühlmann (costituito dal grosso dei mezzi corazzati del Panzer-Regiment 12, un battaglione di cacciacarri pesanti, il SS-Panzerjäger-Abteilung 560, e panzergrenadier) e il kampfgruppe Bremer (con il battaglione da ricognizione meccanizzato della divisione) sulla Rollbahn C, considerata la rotta di avanzata principale; mentre alla 1. SS "Leibstasndarte" il generale Wilhelm Mohnke, organizzò un kampfgruppe Hansen, con il SS-Panzergrenadier-Regiment 1 e i cacciaccari del SS-Panzerjäger-Abteilung 1) ed un kampfgruppe Knittel (con il battaglione da ricognizione della divisione) lungo la Rollbahn E. Sulla Rollbahn D avrebbe invece dovuto avanzare il kampfgruppe Sandig con i panzergrenadier del SS-Panzergrenadier-Regiment 2 e soprattutto il kampfgruppe Peiper, al comando del tenente colonnello Joachim Peiper.

L'odissea del Kampfgruppe Peiper Organizzazione e forza del kampfgruppe

Ufficiale molto esperto e combattivo, nonostante la giovane età, Joachim Peiper, aveva percorso tutta la sua carriera nella "Leibstandarte", mettendosi ripetutamente in evidenza prima alla testa di reparti meccanizzati di panzergrenadier e quindi con i panzer della divisione, ottenendo la prestigiosa decorazione della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con foglie di quercia. Particolarmente temuto per la sua aggressività e audacia, aveva guidato i suoi uomini con grande successo soprattutto sul fronte orientale, anche se il suo reparto aveva costellato le sue imprese di episodi di rappresaglie e violenze su civili e prigionieri.

Inviato in Italia nel settembre 1943, Peiper era stato protagonista anche della tragica rappresaglia di Boves, mettendo ancora una volta in mostra una grande energia, ma anche la spietatezza dei suoi metodi. Trasferito sul fronte occidentale, dopo un nuovo periodo trascorso all'est caratterizzato da durissime battaglie invernali, aveva combattuto in Normandia contribuendo soprattutto a bloccare con i suoi panzer l'operazione Goodwood, sferrata nel luglio 1944 dai britannici. Dopo aver subito un crollo nervoso nelle ultime fasi della battaglia di Normandia, il tenente colonnello Peiper rientrava ora in campo alla testa del raggruppamento meccanizzato più potente organizzato dai tedeschi nelle Ardenne, ben deciso ad eseguire la sua missione, ritenuta di decisiva importanza per il successo dell'operazione Herbstnebel.

Le forze assegnate al tenente colonnello Peiper erano particolarmente forti e consistevano del I Abteilung del SS-Panzer-Regiment 1, equipaggiato con due compagnie di carri Panzer V Panther e due di carri Panzer IV, del III Abteilung del SS-Panzergrenadier-Regiment 2, del II Abteilung del SS-Panzer-artillerie-Regiment 1, di una compagnia del SS-Panzer-pionier-Abteilung 1 e del FlaK-Sturm-Abteilung 84 (un'unità di contraerea della Luftwaffe). Inoltre, al posto del II Abteilung del reggimento corazzato, venne assegnato a Peiper anche lo Schwere SS-Panzerabteilung 101, una formazione pesante di carri Panzer VI Tiger II; nel complesso si trattava di una formazione potente e ben equilibrata di circa soldati con una dotazione di oltre 110 carri armati: trentacinque Panther, trentacinque Panzer IV e quarantacinque Tiger II.

Il 14 e il 15 dicembre il generale Priess, comandante del 1º Panzerkorps-SS ed il generale Mohnke, comandante della "Leibstandarte", illustrarono per la prima volta ai comandanti subordinati (Max Hansen, Rudolf Sandig, Gustav Knittel e Peiper), durante una conferenza al posto di comando, il piano Herbstenebel e l'importante missione assegnata alle loro formazioni; fu quindi solo in questa occasione che il tenente colonnello Peiper apprese del progetto offensivo e del compito decisivo assegnato al potente kampfgruppe al suo comando. Durante la riunione del 15 dicembre, a cui partecipò anche il tenente colonnello Willy Hardieck, comandante di un kampfgruppe della famosa Panzerbrigade 150 del colonnello Otto Skorzeny (che aveva partecipato personalmente alla riunione del 14 dicembre) che, dotata di materiale fittizio di provenienza americana, doveva operare di concerto con Peiper per facilitarne l'avanzata e confondere il nemico, Peiper delineò il suo piano di operazioni. Cosciente, come enfatizzato ripetutamente anche dal generale Mohnke, dell'assoluta importanza di effettuare un'avanzata rapida e violenta senza preoccuparsi dei fianchi e delle retrovie, per cogliere di sorpresa le difese e non permettere l'afflusso delle riserve americane, decise di organizzare il kampfgruppe, al momento raggruppato al riparo nella foresta di Blankenheim, schierando in testa le due compagnie di Panzer IV, più adatte ad un agile manovra in profondità, seguite dai Panther e dai panzergrenadier su semicingolati, e lasciando in coda il battaglione di carri Tiger II del tenente colonnello Heinz von Westernhagen, mezzi ritenuti troppo ingombranti per poter seguire il ritmo di avanzata nelle disagevoli strade ardennesi.

Alla vigilia dell'offensiva delle Ardenne, il kampfgruppe Peiper costituiva il raggruppamento tattico più potente dell'Esercito tedesco e disponeva di ufficiali molto esperti, energici ed in parte fanatizzati nello spirito delle nazismo e della fedeltà al Führer, tra cui, oltre allo stesso Joachim Peiper, che apparentemente manteneva piena fiducia nella possibile vittoria della Germania, il maggiore Werner Pötschke, il capitano Georg Preuss, il capitano Josef Diefenthal, i tenenti Hans Malkomes, Werner Sternbeck e Konrad Heubeck.

Le difese americane nel settore interessato dal previsto attacco della 1. SS "Leibstandarte" erano particolarmente deboli; consistevano praticamente nel solo 14th Cavalry Group, un raggruppamento di cavalleria meccanizzata con due squadroni - il 18º e il 32º - dotati di autoblindo leggere, e di una compagnia dell'820th Tank-destroyers Battalion. Il colonnello Mark Devine, comandante del gruppo, aveva schierato le sue magre forze in piccole sezione separate intorno ai villaggi di Kobsheid, Roth, Krewinkel, Berterath e Lanzerath, subito a sud dell'importante varco di Losheim. A nord delle forze del colonnello Devine era presente la 99ª Divisione fanteria che, con due reggimenti di fanteria, sbarrava l'accesso al crinale di Elsenborn, mentre a sud del 14º Gruppo di cavalleria, dal 10 dicembre era arrivata la 106ª Divisione fanteria, unità totalmente inesperta e mai entrata in azione, che aveva sostituito la 2ª Divisione fanteria, trasferita più a nord; il maggior generale Alan W. Jones, comandante della 106ª Divisione, aveva stabilito il suo posto di comando a Saint- Vith e, ignaro del pericolo, non rafforzò il dispositivo del 14º Gruppo che stava per subire in pieno l'attacco del 1º Panzerkorps-SS.

Avanzata in profondità