L'innamoramento, nella specie umana, è una pulsione che provoca una varietà di sentimenti e di comportamenti caratterizzati dal forte coinvolgimento emotivo verso un'altra persona, che, a seconda dei casi, è associata a un'intensa attrazione sessuale.

Storia e antropologia L'antropologa Helen Fisher, nel 2006, ha scoperto, utilizzando la risonanza magnetica cerebrale su persone innamorate che l'innamoramento è una pulsione che attiva parti del cervello profondo con la produzione di ormoni caratteristici e che può ricondursi a tre separati stati mentali specifici più o meno contemporanei o conseguenziali: desiderio sessuale (estrogeni, endogeni, endorfine), amore romantico (dopamina, norepinefrina, serotonina), attaccamento (ossitocina, vasopressina). Caratteristiche del desiderio sessuale è la promiscuità, dell'amore romantico l'esclusività, dell'attaccamento il desiderio di vicinanza. L'innamoramento può durare anche diversi anni ed è causa di grandi piaceri come di grandi dolori ed è presente in quasi tutte le culture antiche e moderne con enfasi culturali diverseFisher, Helen (2006). The Biology and Evolution of Romantic Love - Stony Brook Mind/Brain Lecture Series, 10th Annual Lecture, March 27.. Però ha assunto una configurazione letteraria precisa ed è diventato la base del matrimonio solo in Occidente in tempi recenti. In India, nell'antico sistema di caste entro il quale era richiesto di sposarsi o accoppiarsi, innamorarsi di qualcuno di un'altra casta significava diventare un fuori casta, un paria, un reietto della società. L'India ha sviluppato al massimo grado l'arte erotica, l'arte del darsi piacere e non la letteratura sull'amore romantico: ad esempio il Kamasutra non permette di capire se i due partner sono o non sono innamorati.

In Cina storicamente non erano presenti le caste, ma è sempre stato dominante il costume. I matrimoni e le altre relazioni erotiche venivano combinati dalle famiglie secondo regole secolari. Proibito l'innamoramento, non è più possibile una netta distinzione fra attrazione sessuale e attrazione amorosa: non c'è una differenza abissale fra “ti amo” e “mi piaci”. Di conseguenza, c'è un solo linguaggio, con una transizione graduale quasi impalpabile fra le espressioni affettive, dolci, appassionate – tesoro, amore, cuore mio, vorrei morire fra le tue braccia – e quelle che designano le parti sessuali – le due colline gemelle, la valle del piacere, la collina della luna, la fossa del piacere, il gabinetto segreto – fino alle esperienze specificamente orgasmiche – la nuvola che scoppia ecc. L'amore inoltre è fuso col corpo e diventa possibile anche un linguaggio amoroso del corpo senza parole come nel già ricordato Kamasutra.

L'innamoramento è legato all'Occidente. Le sue premesse nascono in Grecia. Nei dialoghi di PlatonePlatone, Simposio, a cura di G. Colli, Adelphi, Milano 1979. non si discute di pratiche erotiche o di come raggiungere il piacere, ma proprio dell'amore, la forza che lega due persone in modo esclusivo. Nella Antica Grecia e nella Roma imperiale si trova una ricca letteratura di poesia d'amore: i poeti Saffo, Catullo e Properzio e OvidioOvidio L'arte d'amare, Rizzoli, BUR, 1977.Il Cristianesimo ha rafforzato la complementarità fra maschio e femmina e ha inteso la sessualità, vista sia sotto il valore unitivo che procreativo, come valori indivisibili tra loro. Il matrimonio é monogamico e indissolubile.Humanae vitae, Paolo VI

L'innamoramento fa la sua comparsa nel 1200 con lo sviluppo della borghesia e costituisce una rivolta contro il matrimonio combinato dalle famiglie, come un'affermazione della libertà individuale. A volte è perfino una rivolta contro l'ordine costituitoFrancesco Alberoni, Il mistero dell'innamoramento, Milano, Rizzoli, 2004. contro i doveri matrimoniali e perfino contro la lealtà feudale. I protagonisti delle grandi storie d'amore che commuovono le folle: Tristano e Isotta, Lancillotto e Ginevra, sono degli adulteri che hanno tradito il loro re. Sono adulteri anche Paolo e Francesca, che però, nella Divina commedia, costituiscono l'esempio di un amore sublime. E diventano famosi ed esemplari anche Abelardo ed Eloisa, divisi dalla società eppure uniti per sempre, tanto che la pietà popolare li raccoglie insieme nella stessa tomba. Quando William Shakespeare crea una storia d'amore medievale, scrive Romeo e Giulietta, due adolescenti che appartengono a due famiglie ostili a cui essi, nel nome del loro amore, si ribellano. È lo schema dell'amore come ribellione a un'istituzione consolidata per creare una nuova coppia, con nuovi valori.

L'epoca in cui l'innamoramento si afferma come categoria culturale dominante è alla fine del Settecento e soprattutto nell'Ottocento, l'epoca romantica, al punto che ancora oggi gli anglosassoni, mancando del concetto di innamoramento, lo chiamano romantic love.

Teorie psicologiche Gli psicologi in generale non hanno dato un ruolo particolare all'innamoramento e vi hanno visto di solito un segno di immaturità. Nicola Ghezzani sostiene «Nel quadro delle teorie psicologiche moderne i disturbi del carattere e della personalità vengono univocamente riferiti a un difetto nella maturazione personale, ossia a un “arresto” nello sviluppo, o addirittura a una “regressione”Nicola Ghezzani Grammatica dell'amore, Marietti, 2010, quindi al persistere di fasi precoci, infantili o adolescenziali, nella vita adulta; fasi caratterizzate da dipendenza, bisogno di conferme, incapacità a risolvere il debito col passato, a separarsi dalla madre o dal padre o dalla famiglia, inettitudine a divenire autonomi.». E l'innamoramento è stato visto esso stesso come una regressione, come un ritorno ad uno stato di dipendenza non più dalla madre, ma da qualcuno che ne ha preso il posto. Sempre secondo Ghezzani «l'innamorato è, agli occhi di Freud, un individuo animato solo dal bisogno di soddisfare i suoi bisogni sessuali; per farlo adeguatamente egli ha appreso, innamorandosi, a conservare un rapporto stabile con il suo “oggetto sessuale”».

Secondo Freud l'amore deriva direttamente dalla pulsione sessuale e muore con l'estinzione di essa. Sopravvive solo quando la sessualità è “sublimata”, cioè controllata, e il rapporto si empie di fattori estrinseci: gli affetti, il mutuo soccorso, la stima. Infatti, raggiunta la meta sessuale l'amore potrebbe terminare, se ciò non accade è perché l'individuo, secondo Freud, «può fare assegnamento sicuro sul risorgere del bisogno, e questa è la prima ragione per fare un investimento duraturo sull'oggetto sessuale e per amarlo anche negli intervalli di tempo in cui la passione non si manifesta...»S. Freud, Psicologia delle masse e analisi dell'Io, in Opere, Boringhieri, Torino 1977, vol. IX, p. 325.; e ciò, di conseguenza, avviene nel caso l'amore sia unilaterale ossia non ricambiato dal soggetto amato: la dipendenza verso esso non può aver termine.

Per Freud, dunque l'amore è un controllo sul partner dettato da esigenze egoistiche. Sulla scia di Freud gran parte dei teorici della psicoanalisi, uomini e donne, hanno descritto l'amore come una mistificazione soggettiva (sublimazione) intesa a coprire un bisogno sessuale primario. Per Fromm l'innamoramento è uno stato di follia e i due innamorati realizzano un egoismo a due.Eric Fromm L'arte d'amare, Milano,Il saggiatore 1985 L'amore di coppia non è una forza sui generis, non è un paradigma di ricerca e di avventura, è solo un'espressione minore del più generale bisogno di sicurezza.

Molto più approfondita la concezione di Carl Gustav Jung che vede nell'incontro amoroso un processo di crescita, di maturazione, di arricchimento grazie al ricongiungimento con il proprio animus (nella femmina) o con la propria anima (nel maschio)Jung C. G. (1925), Il matrimonio come relazione psicologica, in Opere, XVII, Bollati Boringhieri, Torino, 1991. Un concetto analogo verrà sostenuto da Donald W. Winnicott col concetto di oggetto transizionale che consente la transizione da uno stato a un altro stato della propria identità.Donald W. Winnicott, "La famiglia e lo sviluppo dell'individuo", trad. Carlo Mazzantini, Roma: Armando, 1968 ISBN 88-7144-221-0

Studi neurofisiologici Gli studi neurofisiologiciFrank Tallis, Pazzi d'amore, Il Saggiatore, 2006, Milano hanno confermato che nelle prime fasi del processo amoroso vi sono esperienze particolari e quindi si giustifica un'espressione come innamoramento. Le ricerche inoltre hanno cercato di spiegare ciascuna di queste esperienze con particolari neurotrasmettitori. Così secondo alcuni al primo incontro, il mesencefalo, l'area cerebrale che controlla i riflessi visivi e uditivi, inizia a rilasciare dopamina, un neurotrasmettitore che produce piacere ed euforia. L'ipotalamo invece comanda al corpo di inviare segnali di attrazione e di piacere. Col proseguire del rapporto, i livelli di dopamina aumentano e crescono i livelli d'altri due neurotrasmettitori legati alla dopamina: la noradrenalina e la feniletilamina. Via via che il rapporto si approfondisce, l'ipotalamo stimola la produzione dell'ossitocina che stimola sentimenti di tenerezza e calore. Un altro ormone, la vasopressina collegato alla memoria, spinge alla fedeltà e alla monogamia. Dopo un periodo che oscilla dai 18 ai 30 mesi dall'inizio della relazione, però il cervello si è assuefatto al "cocktail" di sostanze chimiche e non reagisce più come prima. E quindi possiamo considerare finita la fase dell'innamoramento. Studi recenti hanno, tuttavia, smentito che ci sia un limite temporale fisiologico dell'innamoramento.

Secondo il neuro-fisiologo Jean Didier VincentJean Didier Vincent Biologia delle passioni, Einaudi, 1988, Torino, p.. 87 "Accanto al cervello neuronico... esiste un vero e proprio cervello umorale che modifica continuamente e in tutte le sue strutture il funzionamento del primo...; un cervello indeterminato e vaporoso, responsabile della parte affettiva e passionale dell'individuo". Il cervello, capace di secernere neuro-ormoni specifici, genera uno stato di desiderio fluttuante incessante, in grado di motivare tanto il desiderio immediato quanto l'azione passionale programmatica, quindi l'innamoramento.

Studi sociologici