Laffondamento della Royal Oak è stata una delle imprese navali più ardite della seconda guerra mondiale in quanto il sommergibile U-47, agli ordini del tenente di vascello Günther Prien, riuscì ad introdursi nella base navale di Scapa Flow senza essere avvistato e a silurare l'omonima corazzata nella notte tra il 13 e 14 ottobre 1939.
L'affondamento della HMS Royal Oak è costato la vita a 883 marinai, alcuni dei quali morti a causa delle acque gelide delle Isole Orcadi. Per l'impresa Prien venne decorato con la Croce di ferro.
Premesse Scapa Flow
La baia di Scapa Flow forma un ancoraggio quasi perfetto. Situata nel centro delle Isole Orcadi, al largo della costa nord della Scozia, forma un ancoraggio naturale abbastanza grande da accogliere un'intera flotta. È circondata da un anello di isole separate da canali poco profondi e soggetti a forti correnti di marea che costringe le navi a dei passaggi obbligati facilmente difendibili. Queste caratteristiche naturali, unite a degli efficienti sbarramenti artificiali, rendono Scapa Flow un approdo ideale per la Home Fleet che la utilizzò fin dalla prima guerra mondiale, dato che la posizione strategica consente il controllo delle rotte del nord Atlantico.
Nel primo dopoguerra vi venne internata la Hochseeflotte secondo i termini dell'armistizio di Compiègne e del successivo trattato di Parigi imposto alla Germania, che verrà definito dai Tedeschi "Diktat". Il 21 giugno 1919, per non far cadere le navi in mano ai britannici, l'ammiraglio della marina imperiale Ludwig von Reuter diede ordine, attraverso segnalazione con bandiere,di autoaffondare le proprie unità. Infatti 52 delle 74 navi furono affondate, alcune vennero recuperate negli anni seguenti ma molte giacciono ancora sul fondo di Scapa Flow.
Tra le due guerre la flotta abbandonò Scapa Flow per tornare a Rosyth, situata nel Firth of Forth e più facilmente raggiungibile. Le difese costiere vennero smantellate e gli sbarramenti di mine fatti brillare nel 1919. Nel 1938 Sir Charles Forbes decise di trasferire ancora una volta la flotta a Scapa Flow che però giaceva in condizioni di abbandono. Infatti fino all'anno prima, l'ammiragliato aveva deciso di utilizzare Rosyth come base per un eventuale conflitto con la Germania ma ci si era resi conto che presentava troppi problemi di vulnerabilità. Quando la flotta tornò a Scapa Flow trovò dei fanti di marina che stavano ancora procedendo allo smantellamento delle difese costiere delle Orcadi risalenti alla prima guerra mondiale. Degli avvicendamenti ai vertici dell'ammiragliato produssero ulteriori ritardi nell'adeguamento delle difese alle esigenze della flotta e così allo scoppio del secondo conflitto mondiale a Scapa Flow c'erano solo 10 pezzi antiaerei e gli sbarramenti dei canali non erano ancora stati ultimati.. Alcune navi furono fatte affondare tra Mainland e l'isolotto di Lamb Holm e tra quest'ultimo e quello di Glims Holm ma la nave da affondare per completare i lavori e sbarrare definitivamente il Kirk Sound giunse il giorno dopo l'affondamento della HMS Royal Oak..
I precedenti (1914-1918) UB-18 Subito dopo lo scoppio del primo conflitto mondiale, il 23 novembre 1914, lo SM U-18, al comando del Kapitänleutnant von HenningKoerver, Hans Joachim (2008). Room 40: German Naval Warfare 1914-1918., tentò di entrare a Scapa Flow seguendo un piroscafo attraverso l'Hoxa Sound. Tuttavia, una volta dentro, von Henning si accorse che l'approdo era vuoto e fu costretto a fare marcia indietro. Proprio mentre si trovava sulla strada del ritorno, all'interno dell'Hoxa Sound, il periscopio venne avvistato da una vedetta e il peschereccio Dorothy Gray si lanciò su di lui speronando il periscopio e rendendolo inservibile. L'UB-18 subì anche di danni ai timoni di profondità che gli resero impossibile di mantenere un assetto costante. Fu speronato ancora una volta dal Dorothy Gray e von Henning decise di arrendersi non prima di aver affondato il sommergibile. Tutti i membri dell'equipaggio tranne uno vennero tratti in salvo e fatti prigionieri. Il relitto dell'UB-18 giace appena fuori dall'Hoxa Gate, a 75 metri di profondità a 58°41' N, 02°55' W.
UB-16 e UB-22 Il giorno dopo l'affondamento dell'UB-18, l'UB-16, comandato dal Kapitänleutnant Hansen, tentò a sua volta di forzare le difese di Scapa Flow. Non visto, riuscì a raggiungere l'approdo principale ma Hansen si accorse suo malgrado che non vi era nessuna nave all'ancora e fu costretto quindi a far ritorno alla base. Pochi giorni dopo fu la volta dell'UB-22 che però si dovette arrestare subito fuori dai canali di Scapa Flow per un'avaria ai motori che non gli permise di generare la potenza sufficiente a vincere le forti correnti che si registrano all'interno dei canali.
UB-116 L'ultimo tentativo di forzare le difese di Scapa Flow durante la prima guerra mondiale avvenne il 28 ottobre 1918. Guidato dall'Oberleutnant Hans Joachim Emsmann e con un equipaggio di soli ufficiali offertisi volontari per la missione, l'UB-116 si introdusse a Scapa Flow per silurare l'ammiraglia della flotta britannica: la HMS Iron Duke. Tuttavia, mentre si trovava all'interno dell'Hoxa Sound, l'UB-116 fu rilevato dagli idrofoni britannici e affondato dalle mine attivate da terra. Il relitto dell'UB-116 si trova a 30 metri di profondità a 58°57' N, 02°53' W.
La missione Preparazione Sin da prima dello scoppio della guerra il Befehlshaber der U-Boote, l'ammiraglio Karl Dönitz, sognava di condurre un attacco a sorpresa nella famosa base di Scapa Flow., attacco che durante la prima guerra mondiale era fallito più volte. L'impresa era però irta di difficoltà a causa delle difese che gli inglesi stavano approntando e delle forti correnti che avrebbero messo in seria difficoltà un U-Boot in immersione. Un eventuale attacco avrebbe però aumentato il prestigio della Kriegsmarine e rappresentato un efficace strumento di propaganda; inoltre, il morale della Royal Navy sarebbe stato seriamente intaccato dal momento che sarebbe stata colpita in una base ritenuta invulnerabile. Dopo l'entrata in guerra del Regno Unito, Dönitz inviò in ricognizione nelle Isole Orcadi l'U-14, comandato dal Kapitänleutnant Horst Wellner, il quale confermò le difficoltà di penetrazione all'interno di Scapa Flow.:
Dopo aver studiato ulteriori informazioni, Dönitz arrivò alla conclusione che:
Il 1º ottobre 1939, Dönitz convocò il tenente di vascello Prien., comandante dell'U 47 e autore del primo affondamento della guerra in Atlantico, quello del mercantile britannico Bosnia affondato il 5 settembre 1939 In realtà la prima nave affondata fu il mercantile Athenia, il cui affondamento non venne però rivendicato dai tedeschi.. L'ammiraglio mise al corrente Prien dei suoi piani e lo invitò a prendersi 48 ore di tempo per studiare la missione onde decidere se secondo lui fosse possibile o meno introdursi all'interno di Scapa Flow passando per il Kirk Sound. Prien ebbe poche esitazioni e il mattino dopo il suo incontro con Dönitz accettò di condurre l'U-47 a Scapa Flow..
La partenza venne fissata per l'8 ottobre cosicché l'U-47 avrebbe raggiunto le Orcadi all'imbrunire del 13 ottobre e la notte successiva avrebbe goduto di una marea favorevole e di una notte senza Luna.
La partenza La partenza doveva essere condotta nel segreto più assoluto. Prien mise quindi al corrente del reale scopo della missione solo il secondo ufficiale Engelbert Endrass e l'ufficiale di rotta Spahr., informando il resto dell'equipaggio solo del giorno della partenza senza specificare l'obiettivo per evitare fughe d'informazioni. Tuttavia qualche sospetto, riguardo alla natura speciale della missione, cominciò a sorgere nei marinai dell'U-47. Prima della partenza, vennero infatti sbarcati i viveri in eccesso e furono imbarcati nuovi siluri a propulsione elettrica G-7e al posto dei più obsoleti siluri ad aria compressa che lasciavano una vistosa scia in superficie..
Alle 10:00 dell'8 ottobre l'U-47 salpò da Kiel alla volta di Scapa Flow ma accadde un fatto che avrebbe potuto mettere a repentaglio la missione: in quello stesso istante l'U-46 stava rientrando in porto e il comandante, ignaro della missione di Prien, urlò scherzosamente nel megafono: Dimmi un po', il "gran capo" non avrà mica avuto l'idea di mandarti a Scapa Flow? Prien rispose di no ma ebbe paura che qualche spia inglese potesse insospettirsi. Tuttavia pensò che un attacco a Scapa Flow poteva essere considerato talmente irrealistico che nessuna spia avrebbe preso sul serio quelle parole.
La navigazione verso le Orcadi avvenne senza problemi. L'unico inconveniente fu causato da un'infiltrazione d'acqua di mare nelle casse esterne del gasolio del motore di destra. L'infiltrazione era stata causata da un difetto di progettazione degli otturatori delle valvole comune a tutti gli U-Boot di allora.. Prien, la mattina del 13 ottobre, ordinò allora che l'U-47 si posasse sul fondo per permettere di ovviare al guasto che poteva compromettere seriamente la missione. Il direttore di macchina Wessels effettuò la riparazione con materiali di fortuna tra cui una grondaia che sarà poi inclusa nell'equipaggiamento d'emergenza di tutti gli U-Boot..
L'attacco
Inizialmente Prien prese il passaggio più a sud, denominato Skerry Sound, per la rotta prevista ma non appena si rese conto che l'U 47 si stava dirigendo verso il passaggio sbagliato, poco profondo e bloccato da sbarramenti artificiali, ordinò una rapida virata a nordest. In superficie ed illuminato dall'aurora boreale, il sottomarino sgusciò tra le navi affondate Seriano e Numidian, incagliandosi per alcuni momenti su un cavo sporgente dal Seriano, favorito per tutto il percorso dalla marea e da una forte corrente.. Venne anche brevemente illuminato dalle luci di un taxi di passaggio sulla riva, ma il conducente non diede l'allarme. Entrato finalmente nel porto, alle 00:27 del 14 ottobre, Prien scrisse sul giornale di bordo un trionfale Wir sind in Scapa Flow!!! (Siamo dentro Scapa Flow!!!) prima di dirigersi a sudest per alcuni chilometri prima di invertire la rotta. Sorprendentemente per l'ufficiale tedesco la zona appariva essere quasi vuota; infatti l'ammiraglio Forbes aveva ordinato di disperdere la flotta, facendo allontanare così alcuni dei bersagli più grandi del raid. l'U 47 si era diretto fino a questo momento verso quattro navi da guerra all'ancora, compresa la Belfast, appena entrata in servizio e ancorata al largo delle isole di Flotta ed Hoy, a circa 8 kilometri di distanza, ma Prien non diede segno di averle notate al momento di invertire la rotta. Navigando in direzione opposta venne avvistata la HMS Royal Oak, a circa metri a nord, identificata correttamente come una nave da battaglia Classe Revenge. Più lontana alle sue spalle si intravedeva una seconda nave, identificata erroneamente da Prien come una nave da battaglia Classe Renown e successivamente identificata dai servizi segreti tedeschi come la Repulse. In realtà si trattava della vecchia HMS Ark Royal, nave appoggio idrovolanti della prima guerra mondiale, rinominata HMS Pegasus nel 1934.