Ritenuto uno dei migliori calciatori di tutti i tempi, ha segnato 314 gol (dei quali 277 con le squadre di club, 24 con la nazionale maggiore olandese e 13 con la nazionale under 21) in carriera, conclusasi prematuramente all'età di soli 28 anni per via di alcuni infortuni; ufficialmente l'annuncio del suo ritiro fu dato nel 1995, quando il giocatore aveva 30 anni. Emblema dell' e del , in maglia rossonera ha composto un eccezionale trio assieme ai connazionali Ruud Gullit e Frank Rijkaard, simbolo di numerosi successi della squadra allenata da Arrigo Sacchi e poi da Fabio Capello.

Campione d'Europa con i nel 1988, torneo in cui fu anche capocannoniere, van Basten vinse tre Palloni d'oro, nel 1988, 1989 e 1992Si tratta del riconoscimento istituito dalla rivista francese France Football, assegnato dal 1956 al 2009 e di nuovo dal 2016. Tra il 2010 e il 2015 tale riconoscimento era, dopo la fusione col FIFA World Player of the Year, denominato Pallone d'oro FIFA e organizzato congiuntamente da France Football e dalla FIFA. Contando i premi organizzati dalla sola France Football, van Basten detiene il record di vittorie insieme a Johan Cruijff, Michel Platini e Cristiano Ronaldo; i giocatori che hanno vinto più Palloni d'oro e Palloni d'oro FIFA sono Lionel Messi e Cristiano Ronaldo con 5 trofei. La stessa France Football e la maggior parte dei media tendono de facto a non fare distinzione tra i due premi.. Fu eletto FIFA World Player nel 1992 e occupa la 9ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer e la 12ª posizione nell'omonima classifica stilata dall'IFFHS. Nel marzo del 2004, Pelé lo ha anche inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del Centenario della FIFA.

È stato il primo dei dieci calciatori a segnare una quaterna in una partita di UEFA Champions League oltreché, con Silvio Piola, uno dei soli ad avere siglato almeno un gol a ogni squadra di Serie A da lui affrontata. In occasione del centenario del Milan, nel dicembre 1999, Van Basten è stato eletto "attaccante milanista del secolo".

È ambasciatore del calcio per la UEFA, dopo aver già ricoperto il ruolo di Chief Officer for Technical Development per la FIFA.

Biografia Dalla moglie Liesbeth, con cui si è sposato nel 1993 in un castello alla periferia di Utrecht, ha avuto tre figli. Pratica il golf come hobby.

Nel 2008 ha raggiunto un accordo con l'Agenzia delle entrate italiana pagando 7,3 milioni di euro per chiudere un contenzioso riguardante una sua evasione fiscale avvenuta nel 1997, riguardo ad alcune sponsorizzazioni utilizzanti la sua immagine.

Nel novembre 2019, da analista di Fox Sports, durante un collegamento con l'allenatore tedesco dell'Heracles Almelo, pronuncia il saluto nazista Sieg Heil; tra le polemiche, si scusa successivamente, affermando che si è trattato di uno scherzo frainteso. Fox Sports decide di sospenderlo per una settimana e di donare il suo cachet all'Instituut voor Oorlogs-, Holocaust- en Genocidestudies di Amsterdam.

Nel febbraio del 2023 ha aperto un ristorante italiano a Utrecht insieme all'ex compagno di squadra Frank Rijkaard.

Caratteristiche tecniche

Soprannominato il cigno di Utrecht,. Van Basten era un centravanti dotato di tecnica eccezionale nonché di notevole eleganza e rapidità nei movimenti, nonostante il fisico imponente;. coniugava la grazia del trequartista con la concretezza del vero cannoniere. Abile con entrambi i piedi, in possesso di un tiro potente e preciso sia in corsa sia da fermo, concreto anche nel gioco aereo e nelle acrobazie, mostrava un insieme di caratteristiche per le quali è ritenuto uno tra i più forti e completi attaccanti di sempre. La sua grande intelligenza tattica e la sua visione di gioco lo rendevano capace di agire anche lontano dall'area di rigore o dando le spalle alla porta avversaria, rendendolo anche un efficace rifinitore. Era inoltre un eccellente rigorista: in carriera ha messo a segno 51 tiri dal dischetto su 55 calciati.

Carriera Giocatore Club Gli inizi Comincia a giocare a calcio all'età di sei anni, quando il padre Joop (1930-2014), ex calciatore e campione dei Paesi Bassi nel 1957-1958 con il , lo affida ai tecnici delle squadre di Utrecht, prima l'EDO (1970-1971), poi l'UVV (1971-1980) e infine l' (1980-1981). A 12 anni Leo Beenhakker cerca invano di ingaggiarlo nel .

Nel 1981 passa all' di Johan Cruijff. Un anno dopo, nell'aprile 1982, esordisce con la nazionale under 18 olandese al torneo Juniores di Cannes, segnando tre gol all'Italia nella finale per il terzo posto.

Ajax

Nell'Ajax esordisce in prima squadra il 3 aprile 1982, all'età di 17 anni e mezzo, contro il : entra in campo al posto di Cruijff e riesce a segnare un gol al suo esordio con i lancieri, nella vittoria per 5-0. Nei due anni successivi Van Basten passa dai 9 gol segnati in 20 partite del 1982-1983 ai 28 gol in 26 partite nella stagione 1983-1984, nella quale è capocannoniere della massima divisione olandese. Nella stagione seguente l'Ajax è di nuovo campione dei Paesi Bassi e Van Basten di nuovo miglior marcatore con 22 gol.

Nella stagione 1985-1986, con 37 gol in 26 partite, si laurea per la terza volta capocannoniere della Eredivisie, vincendo la Scarpa d'oro e contribuendo al successo dei lancieri in coppa nazionale. Il 1986, tuttavia, segna anche l'inizio dei suoi guai fisici: è colpito da epatite virale e deve fermarsi tre mesi; a dicembre, nel corso di -Ajax, si infortuna alla caviglia destra dopo un contrasto con un avversario. Continua a giocare, ma alla fine deve farsi operare in Svizzera. Anche stavolta torna in campo tre mesi più tardi, nella finale di Coppa delle Coppe tra Ajax e (1-0), in cui segna di testa il gol decisivo, e chiude il campionato ancora da capocannoniere. Quando disputa la finale di Coppa delle Coppe è già ufficialmente un calciatore del , per cui quella sarà la sua ultima apparizione con la casacca dei lancieri.

Prima di approdare in rossonero, in realtà, l'attaccante aveva già formalizzato un accordo con un'altra squadra italiana, la : nel marzo del 1986, infatti, il direttore sportivo del club viola, Claudio Nassi, l'Ajax e lo stesso Van Basten avevano sottoscritto un contratto di opzione da 6 miliardi di lire più il cartellino di Wim Kieft, valutato 1,6 miliardi. Il trasferimento a Firenze, tuttavia, non si concretizzò poiché l'allora presidente dei gigliati, Ranieri Pontello, decise di non far valere l'opzione.

Milan 1987-1988: l'infortunio e lo scudetto Van Basten arriva nell'estate del 1987 al Milan, che lo ingaggia a parametro UEFA, pagando 2 milioni di franchi svizzeri, circa 1,75 miliardi di lire. In rossonero, guidato dall'allenatore Arrigo Sacchi, si presenta subito al suo nuovo pubblico segnando all'esordio, il 23 agosto 1987 in Coppa Italia contro il (5-0). Il successivo 13 settembre segna anche nell'esordio in campionato, in casa del (1-3), ma di lì a breve arriva anche il primo stop: l'altra caviglia inizia a dargli problemi dopo la gara di Coppa UEFA contro l' del 21 ottobre. Si opera nuovamente e resta inattivo per sei mesi. Quando torna in campo, il Milan è alla rincorsa del capolista: Van Basten segna gol importanti contro l' a San Siro e contro la squadra di Maradona, nello scontro diretto vinto al San Paolo, con cui il Milan compie il sorpasso decisivo verso lo scudetto.

1988-1991: le vittorie internazionali con Sacchi

Dopo aver conseguito la vittoria del campionato europeo in Germania Ovest con la nazionale olandese, Van Basten, coadiuvato dai connazionali Ruud Gullit e Frank Rijkaard, si pone l'ambizioso obiettivo di condurre il Milan a vincere in Europa. La stagione 1988-1989 vede il ritorno dei rossoneri in Coppa dei Campioni dopo nove anni: Van Basten segna 33 gol (19 in Serie A, 10 in Europa, 3 in Coppa Italia e uno in Supercoppa italiana) e si aggiudica il Pallone d'oro 1989. Nella Coppa dei Campioni realizza dieci reti, tra cui la quaterna nel retour match dei sedicesimi di finale contro il , quelle in semifinale al – un colpo di testa in tuffo nell'1-1 dell'andata a Madrid, e quella del 5-0 nel ritorno al Meazza – e la doppietta nella vittoriosa finale contro la . A novembre un suo gol al nella finale di andata contribuisce alla conquista della Supercoppa UEFA. A dicembre, subito dopo la vittoria della Coppa Intercontinentale, Van Basten vince per la seconda volta consecutiva il Pallone d'oro, affiancando nell'albo d'oro del trofeo altri campioni premiati due volte, come Franz Beckenbauer e Kevin Keegan.

All'inizio della successiva stagione, Van Basten viene di nuovo operato, stavolta al menisco: rientrerà oltre due mesi dopo. Nel campionato di Serie A, vinto al fotofinish dal Napoli, segna ancora 19 gol, che gli valgono il primo titolo di capocannoniere in Italia. Con il Milan raggiunge ancora la finale di Coppa dei Campioni, segnando i gol che risultano decisivi contro Real Madrid, e . Il Milan vince la finale il 23 maggio contro il al Prater di Vienna (1-0). È sua l'apertura di prima intenzione che libera Frank Rijkaard e gli consente di segnare il gol decisivo.

Nel 1990-1991 il Milan vince ancora la Supercoppa UEFA, contro la , e la Coppa Intercontinentale, contro i paraguaiani dell'. A Tokyo Van Basten non segna, ma contribuisce alla realizzazione del secondo e del terzo gol. Alla fine della stagione il ciclo di Sacchi al Milan come allenatore è giunto al capolinea e la convivenza tra l'attaccante olandese e il tecnico romagnolo è sempre più difficile.

1991-1993: il nuovo intervento, le migliori stagioni con Capello In vista della stagione 1991-1992 a Sacchi subentra Fabio Capello. Favorito dall'impostazione tattica del tecnico friulano, più flessibile rispetto a quella del predecessore, Van Basten disputa una delle annate più brillanti della propria carriera:. l'olandese ottiene nuovamente il titolo di capocannoniere con 25 gol (tra cui quello nel derby di Milano e le triplette contro , e , quest'ultima realizzata nell'arco di sei minuti di gioco).

Van Basten inizia in maniera estremamente prolifica anche la stagione 1992-1993, segnando otto gol nelle prime sei giornate e dodici nelle prime nove. Realizza inoltre due quaterne, entrambe nel mese di novembre: la prima al San Paolo di Napoli in campionato, nel 5-1 milanista della nona giornata, e la seconda nella gara casalinga della neonata UEFA Champions League contro l', vinta per 4-0 dai rossoneri; grazie a quest'ultima, in particolare, Van Basten detiene il record di essere l'unico ad aver segnato un poker in una singola partita della massima competizione europea per club, in entrambe le sue denominazioni (Coppa dei Campioni e UEFA Champions League).

In dicembre, gli verrà nuovamente consegnato il Pallone d'oro, il terzo della sua carriera: l'impresa è riuscita in precedenza soltanto a Johan Cruijff e Michel Platini.

Il giorno seguente alla consegna del premio, Van Basten decide di recarsi a Sankt Moritz per farsi operare alla caviglia: la prognosi è di due o tre mesi, ma il giocatore rimarrà fermo per circa quattro mesi, per poi rientrare a fine aprile nella trasferta di campionato a Udine. Una settimana dopo, il 9 maggio 1993, in -Milan (1-3), segna l'ultimo gol della propria carriera, ad Alessandro Nista, proprio lo stesso portiere cui aveva segnato il suo primo gol in Serie A il 13 settembre 1987; il 16 maggio 1993, contro la , disputa la sua ultima partita di campionato. Viene tenuto a riposo in vista della finale di UEFA Champions League del 26 maggio 1993, contro l', vinta dai francesi. A Monaco di Baviera il giocatore scende in campo nonostante la caviglia ancora dolorante e chiude di fatto la propria carriera agonistica, venendo sostituito dopo 85 minuti di gioco.

Conclude l'ultima stagione della carriera con un bilancio di 20 reti in 22 partite tra campionato e coppe.

1993-1995: l'ultima operazione e il prematuro ritiro