Il St. Bartholomew's Hospital, comunemente noto come Barts, è un policlinico universitario londinese fondato da Rahere nel 1123, attualmente gestito dal Barts Health NHS Trust. È uno dei più antichi e illustri ospedali al mondo. Nel 1995 la facoltà di medicina del St. Bartholomews Hospital è stata accorpata al London Hospital Medical College, diventando Barts and The London School of Medicine and Dentistry, una parte dell’università Queen Mary di Londra. L’ospedale è noto a livello internazionale per essere un centro d’eccellenza per le cure oncologiche e cardiologiche. Nel 2023 ha festeggiato il suo novecentesimo anniversario.
Storia
Le origini Il St. Bartholomew’s Hospital è stato fondato nel 1123 da Rahere, un uomo di umili origini che divenne un cortigiano presso la corte di Re Enrico I. Gran parte delle informazioni riguardo alla vita di Rahere e alla fondazione dell’ospedale provengono da una raccolta di testimonianze, scritta nel 1180 da un monaco del priorato di St Bartholomew’s, intitolato “The Book of the Foundation of St. Bartholomew’s Church in London”.
Secondo la storia, Rahere andò in pellegrinaggio a Roma intorno al 1120. Qui si ammalò di malaria. Fu preso in cura da dei monaci presso un piccolo ospedale per i poveri vicino ad una chiesa dedicata a San Bartolomeo, edificata sull’isola Tiberina. Rahere, temendo la morte, fece un voto a Dio, promettendogli di fondare un ospedale nel caso in cui sarebbe guarito. Tornato in salute, iniziò il suo cammino verso casa, ma poco prima di arrivare finalmente a Londra ebbe una visione di San Bartolomeo. L’apostolo gli diede istruzioni riguardo alla fondazione di una chiesa in suo nome presso Smithfield. Rahere, perciò, al suo arrivo a casa intraprese i due obiettivi che si era preposto: la costruzione di un ospedale per i poveri, e la fondazione della Chiesa del priorato di San Bartolomeo. Smithfield, all’epoca, era un’area paludosa situata al di fuori delle vecchie mura cittadine, ritenuta da molti un posto poco adatto per un ospedale ed una chiesa. Ad ogni modo, Rahere ottenne il supporto del vescovo di Londra e del Re Enrico I, e sembrerebbe che il sito del priorato fu concesso proprio dal Re, mentre la terra dell’ospedale fu acquistata dai cittadini e poi donata a Rahere stesso. Non esiste nessuna donazione originale, ma è stata rinvenuta una carta del 1133 di Enrico I, nella quale il Re garantì la protezione nei confronti della nuova istituzione di St. Bartholomew, a Rahere ed ai poveri tenuti in cura nell’ospedale. È probabile che la chiesa fu fondata poco dopo rispetto all’ospedale, mentre la costruzione di quest’ultimo fu certamente completata prima della morte di Rahere.
Rahere morì nel 1143 e fu seppellito nella chiesa da lui fondata, sopravvissuta fino ad oggi con il nome di St Bartholomew the Great.
L'ospedale medievale Rahere era sia a capo del priorato che dell’ospedale, ma presto l’amministrazione di essi fu separata. L’ospedale adottò un proprio sigillo, simbolo di un’identità distinta dal priorato, ma ottenne la totale indipendenza solo nel 1420. Il St. Bartholomew’s Hospital dipendeva dalla carità e beneficenza dei cittadini di Londra, raccolta da Alfune, un amico di Rahere. Gli aiuti più consistenti venivano da macellai, mercanti di pesce della zona e da nobili inglesi che donavano denaro, terreni e proprietà.
L’ospedale medievale era gestito da un mastro (master), assieme a otto fratelli e quattro sorelle appartenenti all’ordine del priorato. Poche informazioni sono sopravvissute riguardo ai pazienti dei primi tempi, ma il primo malato di cui si ha notizia fu un uomo di nome Adwyne, o Alfunye. Egli arrivò all’ospedale poco dopo la sua fondazione affetto da una grave malattia (“grievous sickness”) che gli impediva il controllo degli arti. La sua condizione migliorò e nel tempo dovuto riuscì a riprendere il suo impiego di falegname. Dato che è implausibile che alcun trattamento disponibile all’epoca avrebbe potuto curare Adwyne, si pensa che egli abbia sofferto di una malattia autoimmune del sistema nervoso che può scomparire nel tempo.
L’ospedale medievale non solo si prendeva cura dei malati ma accettava anche i più anziani, donne incinte, bambini senza tetto e neonati della vicina prigione di Newgate. Si dice che Wat Tyler sia stato portato nell’ospedale dopo che fu ferito mortalmente durante la rivolta inglese dei contadini, annientata nelle vicinanze di Smithfield nel giugno del 1381.
Rifondazione Nel 1539 Enrico VIII chiuse il priorato per via dello scioglimento dei monasteri. All’ospedale fu concesso di rimanere aperto ma il suo futuro era incerto, data l’assenza di guadagno con il quale portare avanti le sue tipiche funzioni. I cittadini di Londra erano molto preoccupati riguardo all’assenza di approvvigionamento per i poveri malati; perciò essi chiesero al Re di finanziare quattro ospedali della città, incluso il St. Bartholomew’s Hospital. Enrico VIII accettò la petizione e nel 1546 finanziò l’ospedale, garantendo la proprietà dei terreni e guadagni fissi al Bart.
Dopo la rifondazione, il ventaglio di servizi offerti dalla struttura fu drasticamente ridotto. Da quel momento in poi, il Barts non avrebbe più rappresentato un orfanotrofio, o un ospizio per i più anziani, ma offriva servizi per i malati-poveri. Quest’ultima funzione procedette bene: il numero dei letti d’ospedale vide un robusto aumento da 45 a 100 unità, e 800 pazienti furono dimessi dopo la guarigione tra il 1547 e il 1552. Ad ogni paziente dimesso, era richiesto di recitare ad alta voce una solenne preghiera di ringraziamento per la guarigione.
Un comitato di Governatori amministrava l’ospedale e vi erano addetti pagati, tra i quali un gestore, un custode e 8 sagrestani. Lo staff infermieristico consisteva di una caposala e dodici infermiere (“sisters”); 3 chirurghi avevano il compito di assistere i bisognosi giornalmente. Il primo medico regolare ad essere incaricato fu Roderigo Lopez nel 1567. Successivamente, egli divenne il medico della regina Elisabetta I, ma fu falsamente accusato di complotto nei confronti della monarca e venne così impiccato.
XIX e XX secolo L’unica struttura medievale rimasta al St. Bartholomew’s è la torre della chiesa di St. Bartholomew The Less. Tutte le costruzioni medievali furono demolite durante il piano di ricostruzioni portato avanti dal design dell’architetto James Gibbs nel XVIII secolo. L’Ala Nord (North Wing), incluso l’ingresso principale (Great Hall), e le Ali Est e Ovest, sono edifici originali dell’architetto Gibbs. La famosa porta Henry VIII, che è l’accesso all’ospedale da West Smithfield, fu costruita nel 1702. La fontana nella piazza fu aggiunta successivamente, nel 1859. Le fondamenta della scuola medica (Medical School), furono gettate verso la fine del diciassettesimo secolo, ma fu il chirurgo e professore John Abernethy a persuadere i governatori della struttura a dare alla Scuola Medica un riconoscimento formale nel 1822. Il primo guardiano della Scuola fu James Paget, che successivamente fu insignito della nomina di Sergeant Surgeon alla Regina Vittoria, che permise a Elizabeth Blackwell di studiare medicina presso il Barts nel 1850. Dopo la sua partenza, le studentesse di medicina furono vigorosamente escluse fino al 1947. Sebbene fosse negato loro un ruolo medico, le donne erano a capo della cura infermieristica presso l’ospedale londinese da secoli, e una vera e propria scuola di infermiere (School of Nursing) fu inaugurata nel 1877, al fine di migliorare le abilità delle già formate infermiere. Conseguentemente, così come alle infermiere era richiesto di mantenere alti gli standard delle cure previste, veniva imposto di seguire delle regole ferree e severe riguardo al comportamento dei pazienti stessi in tutte le corsie. Tale regolamento veniva letto ad alta voce dalla caposala ogni settimana. I pazienti che fallivano nel conformarsi al registro venivano minacciati con il congedo dall’ospedale.
Oggi Nel 1948 il Barts fu incorporato nella National Health Service e, successivamente alla riorganizzazione avvenuta nel 1974, divenne una struttura volta all’insegnamento per i neo istituti City e Hackney Health District londinesi. Nel 1992 Sir Bernard Tomlison guidò un’inchiesta nel servizio alla salute della capitale inglese e suggerì la chiusura dell’antico ospedale, il quale non era più visto come una struttura sostenibile entro un servizio ormai ristrutturato. La minaccia al Barts entusiasmò un intenso dibattito pubblico e oltre un milione di firme furono raccolte per una petizione al fine di salvare l’ospedale nel suo sito di Smithfield. Due anni dopo la struttura fu annessa al Royal London Hospital, ma l’intenzione generale era quella di spingere verso la chiusura. Fu solo nel 1998 che il governo annunciò che il Barts dovesse rimanere aperto. Oggi forma parte del Barts e del NHS Trust insieme al Royal London Hospital prima menzionato e al London Chest Hospital.
Scuola Medica All’inizio della loro storia le università inglesi proponevano uno studio della medicina prettamente basato sulla consultazione di libri e testi scritti. Successivamente, quando nel Medioevo vennero riscoperti i testi Greci, lo studio della Teologia e della Legge, prima ampiamente promosso, venne sostituito da attività pratiche. Il medico, quindi, all’avvio dei suoi studi si sforzava di acquisire conoscenze pratiche, studiando l’anatomia di Vesalio, e traendo vantaggio dagli aforismi di Ippocrate e dagli scritti di Galeno.
Fin dall’ultimo quarto del XVIII secolo, la professione del medico era ben distinta da quella del chirurgo. I primi studiavano ancora presso le università come quelle di Edimburgo e Leiden. I secondi, al contrario, imparavano la loro disciplina sul campo, attraverso l’apprendistato. Lo studio più sistematico delle pratiche chirurgiche doveva ancora essere introdotto in Inghilterra, ma già da mezzo secolo prima erano disponibili corsi privati aperti agli abili praticanti e a chiunque avesse la possibilità di pagare le tasse. Il St. Bartholomew’s ebbe un ruolo centrale durante questo secolo nello sviluppo della medicina e della chirurgia ed inoltre nel promuovere l’unione delle due pratiche.Fin dall’inizio la scuola fu frequentata da studenti di tre diverse tipologie:
i medici che praticavano effettivamente la medicina, i quali erano supervisionati dai dottori dell’ospedale, che li introducevano alle corsie e gli permettevano di assistere alle autopsie. I laureati di Oxford e Cambridge, che avevano appena conseguito la laurea in medicina, e che regolarmente frequentavano l’ospedale. L’insieme degli studenti che assistevano i chirurghi, i farmacisti e altri tirocinanti che dall’esterno ottenevano il permesso di seguire la pratica all’interno del Barts (gruppo più numeroso dei tre).
Sappiamo grazie a Sir Robert Christison, studente nel 1820, che vi erano solamente tre veri e propri studenti che affiancavano il Medico, tutti laureati in Medicina; allo stesso tempo ci è noto che vi erano invece diverse centinaia di apprendisti chirurghi, ai quali non era permesso l’accesso alle corsie mediche. Differentemente, ai tre allievi prediletti era permesso frequentare sia gli ambienti medici che chirurgici. Ciò testimonia come, già agli inizi del XIX secolo, vi furono dei primi avvicinamenti, se pur acerbi, fra la medicina e la chirurgia, che fino a questo momento venivano considerate pratiche a sé stanti.
La svolta della scuola medica della struttura si ebbe con Edward Nourse (1701-61), chirurgo presso il St. Bartholomew’s. Egli organizzava periodicamente dimostrazioni anatomiche nella sua residenza, e offriva corsi di operazioni chirurgiche e bendaggio. L’assistente di Edward Nourse, Percivall Pott, era esponente di rilievo al Barts. A lui si deve l’unione fra la “chirurgia barbarica” e la “moderna arte chirurgica". Egli è noto principalmente per la sua considerazione umana verso i pazienti; descrisse le amputazioni come: