Nulla di certo si conosce sulla sua vita o sulle date di nascita e di morte.
Poiché aveva il titolo di tou presbyterou non va confuso con il Vescovo Esichio di Gerusalemme, un contemporaneo di Papa Gregorio Magno.
Opere
Attribuzione Parte degli scritti di Esichio di Gerusalemme sono andati perduti mentre in parte ci sono stati tramandati come opere di altri autori e alcuni sono ancora sepolti in manoscritti nelle biblioteche.
Migne nella sua edizione dei PadriPatrologia Graeca, XCIII, 787-1560 ha riunito sotto il titolo "Esichio, presbitero di Gerusalemme" le opere di vari autori chiamati Esichio senza riguardo per l'ordine: circa la metà del materiale in "Esichio" va scartata, in particolare il commentario sul LeviticoPatrologia Graeca, XCIII, 787-1180, che esiste solo in latino e non è autentico essendo basato sul testo della Vulgata piuttosto che della Septuaginta e quindi opera successiva di un latino (Isychius).
La raccolta di massime ascetichePatrologia Graeca, XCIII, 1479-1544 è opera di Esichio il Sinaita e non del suo omonimo di Gerusalemme.
Molte sue omelie sussistono in grecoM. Aubineau, Les homélies festales d'Hésychius de Jérusalem (Subsidia hagiographica 59), 2 vol., Bruxelles, 1978-1980; altre sono tramandate soltanto in antiche traduzioni orientali (in particolare in georgiano); altre ancora sono spurie e potrebbero essere opera di un Esichio di Gerusalemme del VI secolo.
Questa raccolta non comprende l'omelia su Betlemme dal manoscritto di TorinoC IV4, saec. 12-13.
Alla fine della "Leggenda del Martirio di San Longino" vi è un'aggiunta con la testimonianza dello stesso "Esichio presbitero di Gerusalemme" di aver trovato il manoscritto nella biblioteca del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Storia antica del cristianesimo