Biografia Nacque a San Marco dei Cavoti, allora una universitas del Principato Ultra, da una famiglia agiata; è stato a lungo ritenuto, erroneamente, originario di Benevento o di San Marco Argentano, in Calabria. Secondo la tradizione compì i primi studi nel paese natale, probabilmente presso il convento domenicano della Madonna delle Grazie. Tra il 1591 e il 1598 frequentò a Napoli lo Studio napoletano, seguendo i corsi di logica, filosofia e medicina, e svolse poi il periodo di pratica fino al 1599. Il 1º luglio 1599 conseguì il dottorato in filosofia e medicina presso la Scuola medica salernitana, con il privilegio di esercitare e insegnare la medicina ovunque (jus medicandi, exercendi et docendi ubique terrarum).Archivio di Stato di Salerno, Acta Doctoratus del Collegio Medico Salernitano, 1586-1690, anno 1599.
Sposò in prime nozze Laura D'Otero, dalla quale ebbe cinque figli: Marcello, Girolamo, Marcantonio, Prudenzia ed Eleonora.. Rimasto vedovo, nel 1618 sposò Ersilia Laudonio, vedova, di San Giorgio la Molara. Nel 1623 ricevette la cittadinanza onoraria di Benevento, probabile città d'origine della famiglia, dove si trasferì tra il 1630 e il 1632, dopo la morte della seconda moglie, e dove fu raggiunto dopo il 1638 dal figlio primogenito Marcello.
La sua morte è stata tradizionalmente collocata a Benevento tra il 1638 e il 1640; l'ultima attestazione documentaria della sua esistenza risale però al 1645, quando stipulò un atto notarile di emancipazione a favore del figlio Marcantonio.Archivio di Stato di Benevento, fondo Notai.
Opere e fortuna Secondo la tradizione, fu autore in gioventù di commenti alle opere di Platone, oltre che di alcuni epigrammi latini.
Nel 1614 pubblicò il De hydronosa natura, trattato in quattro libri dedicato al sudore, studiato sotto il profilo semeiotico e terapeutico. Nel 1617 uscì lHortulus genialis, raccolta di argomento medico e di filosofia naturale che ebbe diffusione europea: nel 1620 fu ristampato a Ginevra e a Colonia e tradotto in tedesco a Francoforte sul Meno con il titolo di Thesauriolus secretorum. Nel 1681 l'opera fu ripubblicata a Francoforte e a Norimberga, a cura del filosofo cartesiano Antoine Le Grand, con il titolo Curiosus rerum abditarum naturaeque arcanorum perscrutator e senza alcuna attribuzione a Baricelli; seguirono nel 1682 e nel 1715 edizioni in traduzione tedesca, anch'esse anonime.
Nel 1623 pubblicò il De lactis, seri, & butyri facultatibus, & usu, sull'impiego terapeutico del latte e dei suoi derivati, con in appendice una raccolta di ricette di preparati farmaceutici tratte da altri autori, anche alchimisti, e sperimentate dallo stesso Baricelli.
Memoria A San Marco dei Cavoti gli sono stati intitolati un circolo ricreativo, attivo tra Ottocento e Novecento, la scuola elementare, nel 1942, e la strada, già via Pastocchia, dove sorgeva la sua abitazione, nella quale si trova un monumento in suo onore dello scultore Giulio Calandro (1989). Per l'intitolazione della scuola, su richiesta del commissario prefettizio Mario Jelardi, lo storico Alfredo Zazo compose un'epigrafe che ne celebrava lo «spirito informatore» del Rinascimento e l'attività nel campo della medicina, delle lettere e della filosofia.
Opere De Hydronosa Natura, sive sudore humani corporis libri quatuor, Napoli, Lazzaro Scoriggio, 1614. Hortulus Genialis, sive rerum iucundarum, medicarum, & memorabilium compendium, in quo nulla naturae arcana, multae rerum Sympathiae, & Antipathiae, & auctoris observationes reservantur, Napoli, Scipione Bonino, 1617. De Lactis, Seri, & Butyri Facultatibus, & Usu, Napoli, Lazzaro Scoriggio, 1623.
Note
Bibliografia
Voci correlate Scuola medica salernitana San Marco dei Cavoti Benevento
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