Gli ussari alati di Polonia (husaria in lingua polacca) furono il corpo militare che costituì il nerbo delle forze di cavalleria dell'esercito del Regno di Polonia prima e della Confederazione polacco-lituana (v. Unione di Lublino) poi.
Rispetto ai normali ussari, classificabili come forze di cavalleria leggera, gli ussari polacchi erano una forza di cavalleria pesante d'élite. Fondati nel biennio 1574-1576 per volontà del sovrano Stefano I Báthory (che regnò dal 1576 al 1586), grande riformatore dell'armata confederata, gli ussari alati scomparvero per volontà del Sejm (parlamento) della Confederazione nel 1775.
Reclutati tra i ranghi della nobiltà polacco-lituana (la szlachta), i Towarzysz Husarski ("Compagni Ussari") mantenevano alle loro dipendenze piccole squadre di cavalieri (secondo il modello medievale della lancia), da loro armati e stipendiati, e rispondevano direttamente al rotmistrz, comandante supremo dello squadrone (chorągiew) di cavalleria. Caratteristica distintiva degli Husaria erano le "ali", supporti di legno ornati di penne, assicurate alle loro selle o alle lamine posteriori della loro corazza.
Storia Gli ussari
I primi ussari menzionati nelle cronache europee erano guerrieri fuoriusciti della Serbia e riparati nel Regno d'Ungheria dopo la conquista ottomana delle loro terre (1459). L'etimo "ussaro" deriva infatti dal serbo "Gusar" (lett. "bandito"), mediato dall'ungherese Huszár. Questi Huszár vennero dai magiari inquadrati nella cavalleria leggera dell'esercito regio come schermagliatori. Erano armati di una lunga lancia, scudo e spada (spesso scimitarre turche vere e proprie).
Durante le guerre volute da Mattia Corvino d'Ungheria, questa truppa di schermagliatori, chiamata ad affrontare non solo l'agile cavalleria ottomana ma anche la cavalleria pesante del Regno di Boemia e degli Asburgo, vide il suo armamentario arricchito da elmetto ed usbergo. I successi militari del re Mattia, capace di contenere la spinta espansionistica del sultano di Istanbul tanto quanto le pesanti ingerenze politico-militari del Sacro Romano Impero, fecero ben presto del suo esercito un esempio da imitare per tutti i potentati dell'Europa Orientale, contribuendo grandemente al rapido diffondersi degli ussari negli eserciti europei dell'Europa settentrionale ed orientale.
La formazione
Il diffondersi degli ussari tra le file dell'esercito polacco ricalcò la loro precedente comparsa nel Regno d'Ungheria. Nel 1500, stando agli archivi della tesoreria del Regno di Polonia, alcuni mercenari serbi esuli del principato di Raška (chiamati per questo Racowie nei documenti polacchi) vennero arruolati nei ranghi della cavalleria leggera regia..
Nel 1503, il Sejm (Parlamento) sancì la formazione del primo reggimento di husaria, riunendo inizialmente tre stendardi di mercenari ungheresi ma finendo poi con l'arruolare anche polacchi e lituani. Ancora strettamente legati al vecchio modello di cavalleria leggera degli ussari serbo-ungheresi, gli husaria non si distinsero particolarmente nelle battaglie di Orsza (1514) ed Obertyn (1531). Il materiale iconografico dell'epoca (fondamentale il dipinto Battaglia di Orša conservato al Museo Nazionale di Varsavia) ci conferma, nell'equipaggiamento di questi primi reggimenti di husaria, il perdurare del modello serbo-ungherese: i cavalieri sono armati di lancia, scimitarra di tipo turco e scudo ungherese; mancano completamente elmi e corazze. Già al principio del XVI secolo gli husaria si caratterizzando per la particolare vivacità dei colori delle loro giubbe imbottite e per il singolare copricapo (colbacco) di pelliccia, ornato di penne, che portano in battaglia.
Intorno al 1550, complice il contatto, nelle regioni dell'Ucraina contese tra il Regno d'Ungheria e la Polonia, tra gli ussari serbo-ungheresi e la vecchia cavalleria pesante polacca (Obrona potoczna), l'armamento e l'equipaggiamento degli ussari iniziò ad irrobustirsi. La riforma dell'esercito polacco-lituano voluta dal Re di Polonia Stefano I Báthory (regno 1576-1586), già voivoda (principe) di Transilvania, a partire dal biennio 1574-1576, completata intorno al 1590, portò alla definitiva creazione degli ussari alati, amalgamando il vecchio modello di ussari con la cavalleria pesante per creare un corpo d'élite cui accedevano ormai non più guerrieri fuoriusciti ma i membri della nobiltà polacco-lituana, gli szlachta. Fu sempre durante il regno di Batory che vennero apportati significativi cambiamenti all'armamentario degli ussari; proprio in questo periodo infatti si diffuse l'uso di pesanti spade ricurve basate sul modello della scimitarra, le Batorówke da cui svilupparono successivamente le szable (sciabole).
La vittoria polacco-lituana nella Battaglia di Lubiszew, nel 1577, aprì l'Età d'Oro degli husaria che per oltre un secolo, sino alla Battaglia di Vienna 1683, rimasero invitti sul campo dimostrandosi sempre l'elemento determinante nelle vittorie delle truppe confederate. Esemplare il caso della Battaglia di Klušino (1610), durante la Guerra polacco-moscovita (1605-1618), dove i polacco-lituani, nonostante lo svantaggio numerico di 5 a 1, riuscirono a sconfiggere pesantemente i russi grazie agli ussari alati. Tra le più cocenti sconfitte degli husaria figura invece la Battaglia di Žovti Vody, durante la Rivolta di Chmel'nyc'kyj (1648-1657).
I reggimenti di ussari alati, Towarzysz husarski, raggiunsero l'apice della propria potenza nel 1621, quando l'esercito della corona poteva disporre di ben 8.000 unità di ussari agli ordini diretti del Grande atamano.
Il declino e la scomparsa Con lo scemare della ricchezza e della potenza della Confederazione polacco-lituana, unitamente alle massicce evoluzioni nell'arte della guerra europea (v. Battaglia di Klissow nel 1702), i reggimenti di ussari alati, costosissimi da mantenere e sempre meno funzionali da un punto di vista strategico, vennero sistematicamente ridotti. L'unità venne sciolta definitivamente nel 1775 dal Sejm, che integrò i reggimenti rimasti nelle cosiddette "Brigate di Cavalleria Nazionale".
Ranghi e Tattica
L'organizzazione interna dei Towarzysz husarski rivela massicce similitudini con il sistema delle lance in uso presso la cavalleria feudale dell'Europa Occidentale. Il Towarzysz ("Compagno") era a capo della sua lancia (kopia) comprendente altri 2-5 husaria a lui sottoposti, i pocztowy, e come lui equipaggiati, più altri servitori (czeladnicy) con compiti sia militari che di assistenza (lavori da maniscalco, cura degli animali etc.). Gruppi di 30-60 kopie formavano uno squadrone (chorągiew, letteralmente "stendardo") di circa 300 uomini comandato da un rotmistrz (rotameister o reitermeister in lingua tedesca). Lo stendardo vero e proprio (chorąży) era portato in battaglia dal porta-stendardo (znak) facente funzione di secondo in comando del rotmistrz. Altre figure di sottufficiali, certamente presenti, non sono ad oggi adeguatamente analizzate/analizzabili. La kopia del rotmistrz era più grande rispetto alle altre e comprendeva anche dei musici (tamburini e trombettieri)..
La tattica prediletta degli husaria era, in buona sostanza, un'evoluzione della carica a lancia in resta tipica della cavalleria pesante medievale. Divisi in chorągiew, i cavalieri alati cominciavano la carica al trotto, in formazione non ancora serrata al fine di ridurre l'efficacia dalla prima salva di proiettili sparata contro di loro dalla fanteria nemica. Durante le operazioni di ricarica del nemico, gli husaria, con i cavalli ormai lanciati al galoppo, stringevano i ranghi ed impattavano contro il bersaglio. Una volta penetrati nei ranghi nemici, i cavalieri polacco-lituani abbandonavano le lance in favore delle armi da mischia e/o delle armi da fuoco. Disimpegnatisi dalla mischia, gli husaria si rifornivano di lance e ripartivano all'attacco con la medesima prassi, proseguendo fino alla rottura del fronte avversario.
L'evidente differenza tra la carica dei polacco-lituani e quella della convenzionale cavalleria pesante europea è la divisione in squadre d'attacco. Anche al momento di serrare i ranghi prima dell'urto, gli squadroni di husaria si garantivano adeguata mobilità sui lati, onde potersi disimpegnare, senza mai compattarsi in una caotica valanga di uomini e cavalli bardati. La cavalleria della confederazione colpiva dunque lo schieramento nemico non con un unico cuneo bensì con affondi mirati in diversi punti, portati contemporaneamente o quasi dalle varie squadre d'attacco. Durante la Battaglia di Klušino (1610), grazie a questa mobilità, gli ussari alati al comando del Grand Hetman Stanisław Żółkiewski ripeterono le loro cariche contro il nemico una decina di volte, annientando l'esercito dei russi.
Di fronte alla capacità offensiva degli husaria, riusciti a combinare sia la mobilità della cavalleria leggera che la potenza penetrante della cavalleria pesante, l'unico efficace sistema di difesa era il tabor cui già avevano fatto ricorso gli hussiti per resistere alle cariche dei cavalieri tedeschi nel XV secolo. Onde riuscire a snidare i fanti nemici dal circolo dei carri corazzati, i polacco-lituani svilupparono un sistema di artiglieria mobile, colubrine di piccolo calibro montate su carri facilmente trainabili, da affiancare ai ranghi degli ussari alati.
La carica vincente degli husaria era sostanzialmente dovuta a due fattori: il ferreo addestramento dei cavalieri e la limitata capacità offensiva delle salve sparate dai moschetti del XVII secolo. Le migliorie apportate al sistema di munizionamento al principio del XVIII secolo ridussero notevolmente la capacità degli ussari alati di decidere l'esito degli scontri. Già ai primordi del Settecento, l'esito della Battaglia di Klissow (1702), dove i moschettieri di Carlo XII di Svezia decimarono le file della cavalleria polacca, dimostrò come una truppa di fantaccini in grado di sparare e ricaricare rapidamente fosse perfettamente in grado di vanificare l'assalto della più temuta cavalleria del mondo.
Equipaggiamento
Panoplia Al contrario delle formazioni di ussari in forza ad altri eserciti, gli husaria costituivano la forza d'urto principale della cavalleria polacco-lituana. Il loro equipaggiamento, di conseguenza, differiva enormemente rispetto a quello degli usseri serbo-ungheresi e dei successivi ussari del XVIII secolo.
L'armamento di base degli ussari alati, nel periodo 1574-1705, era così composto: kopia, una lancia da cavalleria di notevole lunghezza (4,5-6,2 metri), con asta molto leggera e punta metallica di dimensioni notevoli, atta a superare la selva delle picche della fanteria avversaria; sotto la punta, era assicurato un pennone lungo oltre 2 metri;. kopijka, una kopia più corta (3-3,5 metri) per le schermaglie contro la cavalleria turca o tartara; szabla, pesante spada monofilare, archetipo da cui si sviluppò la sciabola occidentale, portata sul lato sinistro della sella; nadziak, picco d'armi; czekan, martello d'armi; topór, ascia d'armi; obuch, mazza d'armi; bandolet, primitiva forma di carabina., obbligatoria dopo il 1680.
Rispetto alla truppa, i towarzysz portavano anche: koncerz, lungo stocco, riposto sotto alla sella; pałasz, pesante costoliere da cavallo, riposto sotto alla sella; pistola a ruota (due forse anche quattro); arco composito di modello turco-tartaro, poi divenuto un simbolo del corpo degli ussari.
Le corazze degli ussari alati mescolavano elementi orientali ed occidentali: