L'ortografia del cognome presenta diverse varianti: Victan, Vitani, Vitano, Vitali, Vitanni ecc. ma la forma Vitani è prevalente.
Biografia Con ogni probabilità fu allievo del bresciano Giovanni Battista Facchetti e svolse un'attività itinerante soprattutto in Liguria e in Corsica nella seconda metà del XVI secolo. Nei documenti non è mai indicato un luogo di residenza, ma dal momento che gran parte degli atti notarili che lo riguardano sono stati rogati a Genova è molto probabile che il capoluogo ligure fosse la sua città di riferimento.
Era probabilmente cugino dell'organaro bresciano Antonio Vitani, (figlio di Angelo) padre dei più noti Giuseppe e Angelo, operanti a Pavia tra la seconda metà del XVI secolo e gli inizi del XVII. A Pavia, presso i fratelli Giuseppe e Angelo Vittani si formò, tra il 1609 e il 1624 l'organaro olandese Giovanni Oltrachino, maestro d'organi poi molto attivo in Liguria.
Opere 1560 Bastia (Corsica), Santa Maria; organo rifatto tra il 1617 e il 1619 da Giorgio Spinola Vittani 1564-81 Genova, Cattedrale di San Lorenzo: manutenzione ordinaria dell'organo di Giovanni Battista Fachetti 1552-54 1573 Levanto (La Spezia), Sant'Andrea 1573 Millesimo (Savona), Parrocchiale 1573 Genova, Monastero di San Tommaso 1577 Porto Maurizio (Imperia), San Maurizio 1577 San Romolo di Sanremo (Imperia), Parrocchiale 1577 Ceriana (Imperia), Oratorio di Santa Caterina ante 1578 Castelnuovo Scrivia (Alessandria), Convento di Santa Maria dei Servi
Note
Bibliografia Sébastien Rubellin. L'Orgue corse de 1557 à 1963, Ajaccio, Éditions Alain Piazzola, 2001, p. 20. Maurizio Tarrini, Organari del Rinascimento in Liguria: III – Tommaso Vitani da Brescia, in L'Organo, XXXVIII (2005-06), pp. 217-243. Maurizio Tarrini, Gli antichi organi della Val Bormida in provincia di Savona, in L'entroterra e il suo patrimonio artistico. Esperienze di valorizzazione e restauro, Atti del convegno (Millesimo, 19 aprile 2009), a cura di Giannino Balbis, Carmelo Prestipino, Alfonso Sista, Millesimo, Comunità Montana "Alta Val Bormida", 2010 (I libri dell'olmo, Collana di studi valbormidesi, 14), pp. 183-218: 195-196.