Lorientamento scolastico per competenze è il processo educativo che le scuole, prevalentemente secondarie di primo e di secondo grado, attivano, spingendo gli studenti a trovare anche dentro di sé i punti di riferimento per scegliere il percorso successivo, autovalutandosi e riconoscendo i propri interessi, vocazioni, talenti. Coinvolgendoli in esperienze e compiti autentici - ad esempio laboratori centrati sulla soluzione di problemi, ricerche, attività esterne, simulazioni - i docenti li aiutano a sviluppare le competenze chiave a valenza orientativa indicate nella Risoluzione europea del 2008URL consultato il 16 luglio 2022., che invita a «integrare maggiormente l’orientamento permanente nell’apprendimento permanente»: la competenza "imparare a imparare", le competenze sociali e civiche, interculturali, lo spirito di iniziativa e l'imprenditorialità. Per orientare, le scuole non si limitano quindi alla trasmissione episodica di informazioni - pure necessarie - riguardanti il contesto sociale, economico, culturale e i sistemi formativi nei momenti cruciali dei passaggi, ma portano avanti la loro azione formativa, intrecciata con quella orientativa, con andamento continuo, anche attraverso le discipline, nella prospettiva dell’orientamento permanente.
Storia
Esperienze precedenti L'ambito dell'orientamento si caratterizza per la coesistenza di approcci tradizionali, fondati sull'idea che sia necessario un indirizzamento del giovane dall'esterno, attraverso attività a carattere prevalentemente informativo-trasmissivo, con approcci innovativi, sostenuti da ricerche e documenti internazionali, basati sulla convinzione che le scelte debbano essere personali e operate in modo autonomo e consapevole e per questo sono necessarie metodologie differenti.
Orientamento scolastico, universitario e professionale Tradizionalmente l'orientamento "scolastico” viene distinto dall'orientamento "universitario” e dall'orientamento "professionale” e si riferisce ad attività per lo più episodiche, mirate a presentare agli studenti le opportunità di scelta nei momenti di transizione da un percorso scolastico ad un altro: nella fase di passaggio al secondo ciclo da parte degli alunni che stanno frequentando la scuola secondaria di primo grado; ovvero in vista di un passaggio ad un altro indirizzo di scuola secondaria di secondo grado, o ad un percorso di istruzione e formazione professionale, alternativo al percorso che lo studente sta frequentando. In questi casi si interviene con azioni di ri-orientamento. Sulla base di queste distinzioni riferite alla diversità delle destinazioni - scuola, università e/o mondo del lavoro - l’orientamento “scolastico” riguarda soprattutto le scuole del primo ciclo, mentre l'orientamento universitario e professionale sono collegati prevalentemente al secondo ciclo.
Le tipologie di attività realizzate dalle scuole possono essere diverse, dalle presentazioni in aula, agli incontri con esperti, alla partecipazione ad eventi; diverso è il ruolo che l'istituzione scolastica può assumere nell'orientamento alla scelta.
Orientamento scolastico al percorso secondario, in Germania e in Italia Dalle ricerche internazionali risulta che la scelta sbagliata della scuola secondaria possa incidere pesantemente sugli esiti del percorso scolastico successivo, e possa essere causa di abbandoni precoci, essendo alto il rischio di demotivazione degli studenti messi nella condizione di «compiere scelte premature fra percorsi scolastici diversi in età precoce».
Il sistema di istruzione tedesco, ad esempio, prevede che, a conclusione dei quattro anni di scuola primaria (la Grundschule, uguale per tutti), sia la scuola ad indirizzare gli alunni, all'età di nove anni, verso una delle tre tipologie di scuola media: la Hauptschule-Berufschule, professionalizzante, la Realschule, a carattere tecnico, o il Gymnasium, unico percorso a dare l'accesso all'Università. È tuttavia possibile, per lo studente e la famiglia, effettuare il passaggio ad un'altra tipologia di scuola, ma solo a seguito del superamento di un apposito test. L'eventuale riorientamento, a cura di esperti, avviene nell'arco del primo biennio di orientamento, presente nei tre indirizzi.
In Italia il momento della scelta è spostata in avanti, quando gli studenti hanno tredici-quattordici anni, nella fase conclusiva del primo ciclo. Le scuole secondarie di primo grado consegnano alla famiglia e a ciascun allievo un documento, riportante un motivato «consiglio orientativo» elaborato dal Consiglio di classe: diversamente da quanto accade in Germania, il «parere» non è tuttavia «vincolante». Tale strumento, previsto da un norma del 1966, art. 2, comma 3, pur non essendo riproposto dalle norme della riforma dei primi anni Duemila e nonostante le critiche, continua ad essere indicato nelle note del MinisteroAd esempio, la Circolare M.I. 06.12.2021, prot. n. 3830, prevede l'inserimento del Consiglio orientativo a partire dal 9/12/2021. e utilizzato dalle scuole come evidenza degli interessi, delle attitudini e dell’impegno dell'allievo rilevati dai docenti. Nel caso di errori nella scelta, «il trasferimento di iscrizione» ad un altro percorso è possibile senza sostenere alcuna prova nel primo trimestre del primo anno del secondo ciclo, mentre successivamente, nel caso di passaggio, sono necessari esami integrativi.
Queste differenti modalità adottate dai due Paesi non sembrano comportare, nel 2021, rilevanti differenze relative al tasso di abbandoni scolastici precoci dei diciotto-ventiquattrenni: la percentuale italiana è pari al 12,7% (con un progressivo, significativo calo dal 2012, quando il tasso era del 17,3%), a fronte della percentuale tedesca pari all'11,8%, salita di più di un punto rispetto al 2012 (10,5%).
Il cambiamento di paradigma: l'integrazione dell'orientamento nei programmi scolastici (2008) Considerazioni relative ai problemi legati alla globalizzazione, alla mobilità, al moltiplicarsi delle transizioni nel mercato del lavoro, alla disoccupazione, alle sfide dell'inclusione e delle pari opportunità spingono l'Europa ad approfondire tali questioni, individuando nell'orientamento, non più inteso come serie episodica di interventi svolti da vari soggetti senza un coordinamento, ma come attitudine da sviluppare lungo tutto l'arco della vita, una chiave per fronteggiarleRisoluzione del Consiglio... del 2008 "Integrare maggiormente l'orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente", cit., p. 1..
Nel 2008 la Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 21 novembre 2008 - "Integrare maggiormente l'orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente" invita gli Stati membri ad effettuare interventi, tra i quali l'introduzione «nei programmi di istruzione generale, professionale e superiore [di] attività di apprendimento e insegnamento finalizzate allo sviluppo dell'attitudine all'orientamento», affidando quindi esplicitamente alle scuole tale compito.
Lo sviluppo delle capacità orientative nel sistema dell'istruzione e della formazione è favorito dalla continuità delle azioniGiuseppe Iadanza,Continuità, Editrice La Scuola, Brescia 1996. Cfr. in particolare il Capitolo IV (Continuità e orientamento) e la successiva Bibliografia ragionata., soprattutto nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, ma anche nell'istruzione terziaria. La funzione della scuola è complementare agli interventi dei servizi di orientamento rivolti a singoli individui con bisogni specificiLe informazioni sull'integrazione dell'orientamento nei Paesi europei di questa sezione sono tratte da MIUR, INDIRE – Unità Italiana di Eurydice, La lotta all'abbandono precoce [...], cit. pp. 109; 113-114..
In quest'ottica quindi viene superata l'episodicità e la straordinarietà dell'intervento orientativo, mirando al successo formativoDPR 275/1999, art.1, comma 2, art. 4, comma 1., che si esplica in un processo globale di crescita della persona, durante tutto l'arco della vita ed è presente sin dalla scuola dell'infanzia.
L'integrazione dell'orientamento nei programmi scolastici, in Europa Rispondendo all’invito della Risoluzione europea del 2008, i Paesi europei hanno inserito l'orientamento nell'offerta curricolare comune, soprattutto delle scuole secondarie, offrendo in tal modo a tutti i frequentanti strumenti che li rendano capaci di scegliere il proprio percorso formativo e la propria vita professionale, sviluppando l’attitudine ad orientarsi. Ad esempio, i curricola della Repubblica ceca, della Grecia, della Lettonia e della Norvegia fanno riferimento in particolare allo sviluppo dell'autoconsapevolezza; in Belgio e nel Regno Unito, oltre che alle competenze personali, si mira allo sviluppo di competenze relative all’informazione (imparare ad imparare).
Alcuni Paesi hanno introdotto l'orientamento come materia a sé, altri l'hanno inserito in altre materie: scienze sociali (ad esempio in Repubblica ceca, Lettonia, Malta e Islanda), economia domestica e tecnologie (ad esempio in Bulgaria, Lettonia e Malta), imprenditorialità (ad esempio in Bulgaria) ed educazione civica (ad esempio nella Repubblica ceca), sviluppo personale e sociale (ad esempio a Malta), stile di vita e capacità pratiche (ad esempio in Ungheria).
In altri Paesi l'orientamento rappresenta un tema trasversale comune agli insegnamenti, in maggior parte presente nei tre livelli di istruzione: ad esempio nella Comunità tedesca e nella Comunità fiamminga del Belgio, in Estonia, in Spagna, in Italia, in Ungheria, in Slovenia, in Slovacchia e nel Regno Unito (Scozia). In altri tre paesi (Austria, Finlandia e Islanda) è presente in uno o due livelli di istruzionev. MIUR, INDIRE-UNITÀ ITALIANA DI EURYDICE, La lotta all’abbandono precoce dei percorsi di istruzione e formazione in Europa, cit, pp. 115 e ssgg..
L'integrazione dell'orientamento nell'attività scolastica, in Italia In Italia già nella normativa del XX secolo si fa riferimento alla dimensione orientativa dell'apprendimentoLa dimensione orientativa nell'apprendimento è già presente nella L. 31 dicembre 1962, n. 1859, Istituzione e ordinamento della scuola media statale, art. 1, comma 2; nella Direttiva sull'orientamento delle studentesse e degli studenti del 1997, n. 487, all'art. 1, si prevede la realizzazione di attività di orientamento trasversali all'intero percorso formativo:
Nello stesso anno un implicito riconoscimento della connessione apprendimento-orientamento si trova nella L. 59/1997 (art. 21, comma 5)Nel conferire autonomia alle istituzioni scolastiche, la L. 59/1997 prevede una "dotazione finanziaria", assegnata "senza altro vincolo di destinazione che quello dell'utilizzazione prioritaria per lo svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie di ciascuna tipologia e di ciascun indirizzo di scuola"., mentre nelle successive norme attuative, come ad esempio nel D.P.R. 275/1999, art. 4, comma 4, nella legge di riforma, L. 53/2003, art. 1, comma 3, i) e nel D.Lgs. 76/2005 sul diritto-dovere di istruzione e formazione, artt. 2, 3, 4, l'orientamento viene legato soprattutto agli interventi contro la dispersione scolastica.
Nel 2008, il D.Lgs. 21, sull'orientamento all'istruzione terziaria, e il D.Lgs. 22D.Lgs. 275/1999, comma 4, e Decreti sull’orientamento del 2008: , e ., sull'orientamento professionale, indicano alle scuole secondarie di secondo grado le azioni da realizzare - soprattutto in fase di transizione - quali interventi di informazione, attività laboratoriali, la promozione della conoscenza di sé, con specifici «percorsi di orientamento e di autovalutazione delle competenze», inseriti nel Piano dell'offerta formativa e nel Piano annuale delle attività di formazione in servizio.
Il cambiamento di paradigma: le competenze chiave nell'orientamento scolastico (2006-2018)