La Casa della cultura "Leonida Repaci" è un moderno edificio polifunzionale ubicato a Palmi, nel quale hanno sede:

La Pinacoteca Leonida ed Albertina Repaci; Il Museo di etnografia e folclore Raffaele Corso; La Biblioteca comunale Domenico Topa; L'Antiquarium Nicola De Rosa; Il Museo musicale Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce; La Gipsoteca Michele Guerrisi; La Sezione di Archivio di Stato di Palmi; L'auditorium comunale.

Gli spazi esterni sono caratterizzati da un ampio giardino dove sono collocate sculture in bronzo, due austere colonne d'età romana (provenienti dal sito archeologico dell'antica Tauriana) e una copia dell'antica Fontana della Palma.

Storia La costruzione iniziò nel 1968 per volontà dell'amministrazione comunale del tempo e sotto gli auspici dell'onorevole Giacomo Mancini, allora Ministro dei lavori pubblici. L'edificio venne inaugurato il 17 gennaio 1982 e intitolato allo scrittore palmese Leonida Repaci nel novembre del 1984.Periodico Madre Terra News, Settembre 2011 La struttura ha una superficie di oltre 2.000 m² e la sua costruzione fu finanziata dall'assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Calabria, progettata da tecnici del Provveditorato delle Opere Pubbliche di Catanzaro e realizzata da maestranze reggine.

Pinacoteca Leonida ed Albertina Repaci La pinacoteca "Leonida ed Albertina Repaci" conserva oltre 200 opere d'arte donate dallo scrittore Leonida Repaci e dalla moglie Albertina alla città di Palmi. La preziosa collezione è, ad oggi, una delle più importanti pinacoteche d'arte moderna e contemporanea dell'Italia meridionale.

Molte sono le opere di artisti importanti conservate nella pinacoteca, fra questi vi sono Édouard Manet, Guercino, Tintoretto, Renato Guttuso, Giovanni Fattori, Amedeo Modigliani e Jean-Baptiste Camille Corot.

Nel 2014 la pinacoteca ha aggiunto alla propria collezione alcuni quadri di valore appartenuti al senatore Emilio Argiroffi, donati al comune di Palmi dalla sorella del parlamentare.

Opere Dipinti

Albertina Repaci, Primo Conti; Animali, Primo Conti; Arciere, Gianni Dova; Buttero a cavallo, Giovanni Fattori; Cimitero carsico, Lorenzo Viani; Città del Messico, Michele Cascella; Città, Umberto Boccioni; Cleopatra che si fa mordere dall'aspide, Guercino; Conchiglia, Luigi Bartolini; Conchiglia, Mario Marcucci; Convivio, Lamberto Ciavatta; Corrida, Sergio Canevari; Crocefisso, Dolores Puthod; Crocefisso, Dolores Puthod; Donna con frutta, Carlo Levi; Donna con ventaglio, Leonida Repaci; Donna con ventaglio, Achille Funi; Donna negra, Giuseppe Biasi; Donna negra, Giuseppe Biasi; Figura femminile, Renato Guttuso; Figura femminile, Édouard Manet; Figura femminile, Amedeo Modigliani; Figura femminile, Primo Conti; Figura femminile, Bruno Calvani; Figura femminile, Lorenzo Viani; Figura femminile, Domenico Cantatore; Figura femminile nuda, Bruno Calvani; Figura femminile nuda, Pericle Fazzini; Figura femminile nuda, Pericle Fazzini; Figura femminile nuda, Ugo Attardi; Figura maschile, Primo Conti; Figure mitologiche, Giorgio De Chirico; Figure femminili, Mario Marcucci; Figure femminili, Mario Marcucci; Figure femminili, Pericle Fazzini; Gallo, Filippo de Pisis; Incisione, Tintoretto; Inglese, Lorenzo Viani; Isola di San Giorgio, Arturo Martini; La Vergine, Bertoloni; Lavoro, Mario Sironi; Leonida Repaci, Primo Conti; Leonida Repaci, Gregorio Sciltian; Les Chausson de Carmen, Dolores Puthod; Madre del popolo, Corrado Cagli; Maschere, Pino Zuffi; Maternità, Lorenzo Viani; Maternità, Lorenzo Viani; Natura morta, Ezio D'Errico; Natura morta, Gino Parenti; Natura morta, Arturo Tosi; Natura morta, Mario Marcucci; Oasi, Romano Gazzerra; Paesaggio, Édouard Manet; Paesaggio ad olio, Jean-Baptiste Camille Corot; Repaci volante, Romano Gazzerra; Ritratto d'uomo, Lorenzo Viani; Ritratto d'uomo, Lorenzo Viani; Ritratto d'uomo, Corbellini; Ritratto d'uomo di profilo, Lorenzo Viani; Ritratto di negro, Giuseppe Biasi; Studio di nudo, Bruno Calvani; Uomo che legge il giornale, Lorenzo Viani;

Sculture

Cavallo, Marino Mazzacurati; Deposizione di Cristo sulla croce, Alessandro Monteleone; Donna che pedala, Emilio Greco; Donna con ventaglio, Giuseppe Rito; F. Blanc, Giacomo Manzù; Figura femminile, Emilio Greco; Figure femminili, Giuseppe Rito; Figure femminili, Arturo Martini; Figure maschili, Marino Mazzacurati; Leonida Repaci, Bruno Calvani; Leonida Repaci, Assan Peikov; Leonida Repaci, Alessandro Monteleone; Leonida Repaci, ignoto; Leonida Repaci, Emilio Greco; Leonida Repaci, Francesco Lamonaca; Testa, Angelo Canevari;

Museo di etnografia e folklore Raffaele Corso Il museo etnografico fu fondato nel 1955. su iniziativa di Antonino Basile, Nicola De Rosa, Giuseppe Pignataro, Luigi Lacquaniti, Francesco Salerno, Francesco Cipri e Antonino Nasso, e venne collocato all'interno di Palazzo San Nicola.. Trasferito nel 1984 nella Casa della cultura, il museo al suo interno custodisce oggetti della quotidianità, della fede, e del folclore della Calabria,. divisi in sezioni quali: il ciclo dell'anno, il ciclo della vita umana, lagricoltura, la marineria,. la religiosità popolare, i costumi e larte popolare.

Il museo è stato riconosciuto di importanza internazionale dall'UNESCO e, nel suo genere, è il più importante dell'Italia meridionale..

Opere

duplicato, in scala ridotta, del carro votivo della Varia di Palmi; cappe di spine, chiamate spalas, usate nella processione di San Rocco a Palmi; ex-voto in cera usati nella festa di San Rocco a Palmi, ed in altre feste di Oppido Mamertina e Laureana di Borrello; ex-voto in pane; antica copia in cartapesta, risalente al XIX secolo, dei Giganti di Palmi "Mata e Grifone", personaggi legati alla tradizione popolare locale; collezione di pastori per presepe, in costumi calabresi, realizzati in terracotta colorata nel XIX secolo; ceramiche popolari in argilla rossa e bianca (orcioli, brocche, tegami, focolari); collezione di 750 conocchie in legno, intagliate e scolpite, provenienti da tutta la Calabria; maschere apotropaiche provenienti da Seminara, Nicotera e Limbadi; paracarri antropomorfi in granito del XVII secolo, detti babaluti; oggetti della passione di Cristo di Nocera Terinese; pannelli con campioni di tessuto, provenienti da tutta la Calabria; bastoni da pastore, degli oggetti vari per la caccia, ed delle fiocine per la pesca del pesce spada; arnesi in legno per la lavorazione del latte; lumi ad olio in terracotta, delle lumiere in rame, delle lampade in ferro per frantoi, provenienti da tutta la Calabria; anfore murali policrome provenienti da Seminara; stampi in legno per dolci nuziali; mattarello legno, del 1848, scolpito e proveniente da Oppido Mamertina e dei mestoli lavorati a mano; cucchiai in legno ed osso scolpiti da pastori; collari, finemente intarsiati, per capre e pecore; mestoli lavorati a mano ed una fiaschetta in legno, scolpita nell'Aspromonte; strumenti musicali, tra i quali una cetra in legno, zufoli di canna e legno, scacciapensieri ed una zampogna.

Biblioteca comunale Domenico Topa

La biblioteca Comunale "Domenico Topa" di Palmi venne istituita nel 1890, per volontà di alcune personalità tra le quali l'onorevole Rocco De Zerbi. La struttura fu distrutta dal terremoto del 1908 e dalla prima guerra mondiale, pertanto venne ricostruita nel 1927 quando venne nominato direttore Luigi Lacquaniti. La biblioteca venne collocata nel 1932 all'interno del nuovo Palazzo San Nicola, ed il direttore della struttura chiese, ad alcuni intellettuali dell'epoca, di contribuire alla ricostruzione della biblioteca donandole dei volumi. Tale appello venne accolto da Francesco Cilea, Benedetto Croce, Francesco Pentimalli e Leonida Repaci. Nel 1943 venne approvato uno statuto di regolamento della biblioteca e, in quello stesso anno, la struttura si arricchì di una donazione fatta dal paletnologo Domenico Topa, a cui venne intitolata in seguito la biblioteca. La donazione di Domenico Topa era costituita essenzialmente da volumi sulla storia della Calabria e da un "fondo antico" comprendente volumi del XVI secolo, del XVII secolo e del XVII secolo, tra cui una copia del "Codice Purpureo" di Rossano. Nel 1982 la biblioteca venne spostata dai piccoli locali di Palazzo San Nicola alla sua attuale sede della Casa della cultura. Nel 2014 la biblioteca ha aggiunto altri 2.000 volumi, risalenti al XVI secolo ed al XVIII secolo ed appartenuti al senatore Emilio Argiroffi, donati al comune di Palmi dalla sorella del parlamentare.

Oggi la biblioteca è dotata di circa 122.000 volumi ed è uno dei 12 Distretti Bibliotecari della Calabria. Le sezioni in cui è suddivisa la biblioteca sono le seguenti:

Sezione "Francesco Cilea", con volumi sulla musica e sulla storia della musica; Sezione "Marta Remte Guerrisi", con volumi sull'arte e sulla storia dell'arte; Sezione "Guglielmo Romeo", con volumi sulla narrativa, sulla saggistica e con le enciclopedie; Sezione "Francesco Antonio Repaci", con volumi sull'economia e sulla scienza delle finanze; Sezione "Leonida Repaci", con volumi sulla letteratura, sull'arte e sulla saggistica; Sezione "Domenico Zappone", con volumi sulla letteratura contemporanea; Sezione "Attilio Zagari", con volumi sulla letteratura italiana, sulla letteratura latina e sulla letteratura greca; Sezione "Antonino Basile", con volumi sull'etnografia, sulle tradizioni popolari e sul folklore; Sezione "Domenico Antonio Cardone", con volumi sulla filosofia, sulla storia della filosofia e sulla religione.

La biblioteca inoltre è dotata di: un'emeroteca, nella quale sono conservati i quotidiani e le riviste editi a Palmi tra i primi dell'Ottocento e i primi del Novecento; una videoteca comprendente tematiche diverse, dal teatro di Carlo Goldoni, Luigi Pirandello, Eduardo De Filippo, alla storia con documenti originali sulla prima e seconda guerra mondiale, all'ecologia con documentari curati dal WWF, all'arte con filmati su opere artistiche e tecniche del restauro ed, infine, a cortometraggi geografici. La videoteca conserva inoltre un filmato sulla città di Palmi, girato dopo il terremoto del 1908; una mediateca che fornisce l'accesso gratuito ad internet.

Antiquarium Nicola De Rosa Nell'antiquarium "Nicola De Rosa" sono custoditi dei reperti provenienti dall'antica città di Tauriana, in un periodo compreso dal V secolo a.C. all'XI secolo, oggetti ritrovati sui fondali del mare lungo la Costa Viola, materiali riferiti all'età del bronzo (provenienti dalla Grotta della Pietrosa di Palmi o da rinvenimenti sporadici nel territorio),. e materiale proveniente dall'area del Complesso di San Fantino e dalla località di Scinà, dove sorgeva una villa con la sua necropoli. Queste ultime due zone costituiscono il nucleo più consistente di materiale dell'antiquarium. Le epigrafi delle aree sepolcrali di San Fantino e di Scinà sono riferibili sia alla frequentazione pagana (I secolo d.C.-III secolo) che a quella cristiana (IV secolo-V secolo)..

Dai fondali del Lido di Palmi provengono le opere più importante dell'antiquarium è cioè un busto dell'imperatore Adriano, copia postuma e forse locale eseguita tra il 135 ed il 140 d.C., e due statue acefale di età ellenistica.

Opere Opere provenienti da Tauriana, nel dettaglio:

capitelli ionici e corinzi; urne cinerarie; lucerne; iscrizioni funerarie; ancore; monete; statuette in marmo; anfore; iscrizioni incise sul marmo, che avvalorano un insediamento cristiano a Tauriana ai tempi in cui San Paolo di Tarso si recò a Reggio Calabria.

Opere provenienti dalla Grotta della Pietrosa

Opere provenienti dall'area del Complesso di San Fantino, nel dettaglio: ceramica a vernice nera; colli di anfore greco-italiche (I secolo a.C.-III secolo a.C.); skyphoi; patere; lucerne (I secolo a.C.);