Piazza Cavour è una delle quattro piazze principali del centro storico di Ancona, insieme a piazza del Plebiscito (o piazza del Papa), piazza della Repubblica (o del Teatro) e piazza Roma.

Segna la congiunzione tra i rioni ottocenteschi e quelli del Novecento e sorge lungo la passeggiata "da mare a mare", che attraversa da ovest ad est il promontorio su cui sorge la città, dalle banchine del porto alle rupi del Passetto.

Storia L'origine ottocentesca

Già in età pontificia l'ingegner Michele Bevilacqua aveva previsto una grande piazza nella stessa zona.

All'indomani dell'Unità d'Italia, nel 1861, per Ancona fu elaborato un piano urbanistico di espansione, ad opera degli ingegneri Gabuzzi, De Bosis, Bianchi e Daretti; in questo piano, riprendendo l'idea del Bevilacqua (pur senza dichiararlo), era compresa la realizzazione della piazza, progettata nel dettaglio nel 1862 ed inaugurata nel 1868.

Al centro fu posta una statua di Cavour, opera di Aristodemo Costoli, noto scultore risorgimentale. Sul basamento della statua, due bassorilievi rappresentano rispettivamente il Congresso di Parigi e la Proclamazione del Regno d'Italia (o secondo altri, la seduta del parlamento in cui si deliberò che Roma avrebbe dovuto essere capitale) ossia due momenti fondamentali dell'azione politica di Cavour.

La piazza, avente un'area di tre ettari, nacque in base ad un progetto unitario volto ad espandere verso est la città, per adeguarla al nuovo ruolo di piazzaforte di prima classe del Regno d'Italia; fu progettata perciò insieme a corso Vittorio Emanuele (ora Garibaldi), che termina in essa, ai rioni ottocenteschi Santo Stefano e Cardeto, che vi si affacciano, e all'ampliamento delle mura cittadine, con un nuovo tratto che collegava Forte Cardeto con la lunetta di Santo Stefano, che doveva servire a cingere i nuovi rioni. La piazza era allora ai margini dell'area urbana, a contatto con il nuovo tratto delle mura. Il suo primo ruolo era fungere da fondale prospettico dell'asse del corso Vittorio Emanuele; per questo motivo la statua di Cavour non fu collocata perfettamente al centro della vasta piazza ma leggermente spostata verso ovest in modo da essere più visibile dal corso.

Nelle mura che delimitavano la piazza si apriva Porta Cavour, a doppio fornice, oltre la quale si estendeva la zona agricola della Piana degli Orti.

Gli interventi del 1914 Tra il 1911 e il 1912, l'architetto Guido Cirilli presentò un progetto in cui il grande spazio della piazza veniva articolato e reso più interessante e maggiormente fruibile attraverso una serie di aiole. Queste disegnavano un nuovo percorso perimetrale, più interno rispetto al viale già presente, e delimitavano uno spazio centrale a forma di stella ottagonale, contornato da quattro aiole angolari. Inoltre propose lo spostamento della statua di Cavour, da ricollocare lateralmente, e l'ampliamento della piazza verso est, da realizzarsi attraverso l'abbattimento delle mura ottocentesche; il collegamento tra il quadrato della piazza originale e l'ampliamento sarebbe stato messo in risalto da due colonne laterali, sulle quali sarebbero state poste due statue. Previde anche la costruzione di due palazzi simmetrici all'uscita orientale della piazza, punto di partenza dell'espansione urbana verso il lato orientale del promontorio della città. La vegetazione delle nuove aiuole proposte da Cirilli era organizzata con i criteri geometrici del giardino all'italiana e arricchita dalle presenza di venti palme delle Canarie nelle quattro aiole interne e di ancor più numerose palme della Cina in quelle esterne.

Com'è evidente, il progetto di Cirilli è, con poche varianti, quello che anche oggi caratterizza la piazza: esso infatti venne ripreso e realizzato nel 1914 a cura dell'ingegnere comunale Federico Federiconi, mantenendo però la statua in posizione centrale e rimandando l'ampliamento agli anni successivi.

L'ampliamento degli anni venti Tra il 1923 e il 1925, porta Cavour e il tratto di mura che delimitava la piazza furono demoliti per permettere l'espansione della città lungo l'asse del Viale della Vittoria, tracciato poco prima. Da allora Piazza Cavour assunse un nuovo ruolo, diventando elemento di congiunzione tra i rioni storici e il nuovo Rione Adriatico, oltre che importante luogo di sosta lungo la passeggiata "da mare a mare", ossia dalle banchine del porto alla costa alta del Passetto.

In occasione della demolizione delle mura, la piazza venne ampliata nell'area resasi libera, su progetto dell'ingegner Federico Federiconi, che anche in questo caso adottò con poche varianti il progetto di Guido Cirilli del 1911. Sorsero così nuovi giardini, articolati in quattro isolati triangolari contornati da strade veicolari; contrariamente alle zone verdi già presenti, questo settore venne realizzato con un aspetto meno formale, con vialetti sinuosi e alberature non simmetriche. Su questo ampliamento della piazza sin da allora si affacciava il prospetto laterale del Palazzo delle Poste, di Guido Cirilli, che nel decennio successivo fu accompagnato da quello simmetrico del Palazzo del Littorio (dal 1945 Palazzo del Popolo), opera di Amos Luchetti.

Piazza Cavour è tutelata in quanto bene storico, in base al Decreto Ministeriale del 12 dicembre 1959Cfr. Piano Paesistico regionale - Bene Paesaggistico AV008 - Zona di Piazza Cavour, Ancona (AN)Carta dei vincoli del Comune di Ancona e al Decreto Legislativo n.42 del 2004Decreto Legislativo n.42 del 2004 PARTE SECONDA (Beni culturali) TITOLO I (Tutela) Capo I (Oggetto della tutela) Articolo 10 (Beni culturali) punto"g" (le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico) Art. 12 (Verifica dell'interesse culturale) comma 1 (Le cose immobili e mobili indicate all'articolo 10, comma 1, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni della presente Parte fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2) comma 2 (I competenti organi del Ministero, d'ufficio o su richiesta formulata dai soggetti cui le cose appartengono e corredata dai relativi dati conoscitivi, verificano la sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero medesimo al fine di assicurare uniformità di valutazione).

Palazzi Sul lato nord-ovest sorgono due palazzi simmetrici, aventi come asse corso Garibaldi; sono porticati e tipici dell'architettura della metà dell'Ottocento, che aveva come modello l'urbanistica torinese. Si tratta di Palazzo Terni (verso corso Stamira) e del Palazzo della Società Anonima (verso corso Mazzini). Sotto ai portici, i marciapiedi sono in pietra della Lessinia, con sfumature dal bianco al rosa carico, su cui sono visibili fossili di ammoniti; l'uso di questa pietra nei marciapiedi è tipico dei rioni ottocenteschi della città, Santo Stefano e Cardeto, e dei portici del rione degli Archi.

Il lato sud-ovest è quasi completamente occupato dal Palazzo delle Marche, sede del Consiglio regionale dal 2007; prima di svolgere tale funzione era la sede del Compartimento di Ancona, uno dei quindici in cui era organizzato il servizio ferroviario. Il palazzo fu costruito nel 1895 dal Comune appositamente come sede del compartimento ferroviario ed aveva perciò il nome di "Palazzo delle Ferrovie"; venne acquistato dalle Ferrovie dello Stato nel 1927. Sullo stesso lato si trova il palazzo della sede regionale dell'INPS, costruito nel secondo dopoguerra.

Il lato sud-est è caratterizzato dai prospetti laterali di due palazzi monumentali, che hanno entrambi la facciata sul largo XXIV maggio, adiacente a piazza Cavour. Si tratta del Palazzo delle Poste (1926), opera di Guido Cirilli, e del Palazzo del Popolo, di Amos Luchetti, costruito con il nome di "Palazzo del Littorio" come sede del Partito Fascista e che dal 1945 al 2011 fu sede del consiglio comunale, riportato nella sua sede storica, il Palazzo degli Anziani. È ora sede della giunta comunale.

Il lato nord-est è stato oggetto di una progettazione unitaria e simmetrica: è costituito dai tre palazzi Barducci, due angolari ed uno centrale, collegati da due quinte architettoniche ad arconi, oltre i quali si estendono ampi giardini interni, la cui vegetazione si intravede dalla piazzaFabio Mariano - Ancona, la città e le immagini. 1895-1945, (presentazione di E. Guidoni), Ed. Canonici, Ancona 1987..

Vegetazione e arredi Elementi ottocenteschi Elementi dell'aspetto della piazza nel 1868 sono la statua a Cavour e il doppio filare di alberi che ne circonda sin dall'origine tutto il perimetro. All'ombra di questi filari furono poste panchine in pietra bianca, tuttora presenti.

Inizialmente le specie presenti in questo filare eranoMarianna di Sieno, Zone di verde di Ancona, senza data (post 1923, ante 1931): platani orientali (ancora presenti); tigli americani (ancora presenti); alberi del paradiso (ancora presenti); sofore; olmi campestri (successivamente sostituiti da olmi siberiani: allora non era ancora diffusa la grafiosi, arrivata in Italia negli anni Trenta).

Elementi dei primi anni del Novecento Nel 1913 la piazza venne arricchita di nuovi arredi, su progetto dell'ingegner Federico Federiconi, che poi nel 1919 si occupò dell'ampliamento verso est. In entrambi i casi, Federiconi tenne presente il progetto del 1911 di Guido Cirilli, che riprese con poche varianti. In quell'occasione vennero aggiunte aiuole a prato e palme, in modo da formare uno spazio centrale a forma di stella ottagonaleFabio Mariano, Ancona: 1895 - 1945 ; la città e le immagini, Ed. Canonici, 1987; sui quattro lati si aggiunse un secondo percorso perimetrale, che si aggiunse a quello ottocentesco, più esterno.

Nella scelta delle alberature operata nel 1913 si nota la tendenza all'esotismoCfr. Francesca Mazzino, Per un atlante dei paesaggi italiani Alinea Editrice, 2003 (pag. 274). Consultabile su Google libri a questa pagina; Giorgio Roster, in Le palme coltivate o provate in piena aria nei Giardini d'Italia - (Estratto dal Bollettino della R. Società Toscana di Orticoltura — Anni 1913- 1914-1915) - Firenze, Tipografia di M. Ricci, 1915 accentuatasi in Italia subito dopo la conclusione della guerra di Libia: palme delle Canarie e palme della Cina furono usate in gran numero e ciascuno dei quattro ingressi dell'area pedonale centrale venne incorniciato da grandi cespugli simmetrici di palme di San Pietro. Queste tre specie di palme, pur diminuite di numero, caratterizzavano l'aspetto della piazzaAutori vari, Guida rossa del TCI, volume Marche edizione 1979, Touring editore (pagina 114) sino al 2014, quando il Comune abbatté le 38 palme della Cina, suscitando proteste da parte delle associazioni ambientalisteLa protesta delle associazioni ambientaliste e la risposta del Comune: vedi l'articolo del 10 dicembre 2014 tratto dal sito "Piazzaweb": Piazza Pulita a Piazza Cavour ..

Elementi del periodo tra le due guerre mondiali

Pochi anni dopo la Prima guerra mondiale, nel 1920Sito www.cronacheancona.it, articolo Bliz dei carabinieri al mig - sequestrata la panchina contesa tra due imprenditori, furono posizionati arredi Liberty: cestini e panchine in ghisa, alcune delle quali hanno sullo schienale un'iscrizione in cui è riportato il Bollettino della VittoriaVedi la pagina dedicata all'ultima panchina con il Bollettino rimasta: Sito di Ancon dorica .