Dopo un lungo procedimento disciplinare è stato radiato dall' ordine, il consiglio nazionale dell’ordine ha confermato la sanzione inflitta in primo grado a Liori dal consiglio dell’ordine della Sicilia il 16 agosto 1999. La decisione di procedere a cancellare Liori, su cui pendono procedimenti penali e che ha ottenuto di recente l’affidamento ai servizi sociali, è stata unanime: 66 voti a favore, una scheda nulla e una bianca. (Agi)

Biografia Dopo la laurea in lettere con una tesi in antropologia, entrò prima alla Natzione Sarda e poi ne L'Unione Sarda, dove fu assunto nel 1984. Nel 1994 l'allora editore del quotidiano cagliaritano, Nicola Grauso, gliene affidò la direzione. Liori diventò così protagonista del processo di rinnovamento del giornale stesso che, per primo in Europa e secondo al mondo dopo il Washington Post, ebbe un proprio sito internet.

Da direttore cominciò ad attaccare più o meno pesantemente numerosi personaggi della vita politica e giudiziaria, ricevendo numerose condanne per diffamazione. Nel luglio 2010 è stato arrestato per la bancarotta di Agile-Eutelia. A novembre 2018 la Corte di Cassazione lo ha condannato definitivamente a 8 anni di reclusione per bancarotta.

Controversie

Il crac Stra Plant e Agrintec Nel gennaio del 2013 Liori viene condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a otto anni e otto mesi per il crac di Stra Plant e Agrintec, due società con sede a Pula, nel cagliaritano, la cui bancarotta (1999) era pari a tre miliardi e 400 milioni di lire.

Il crac della cartiera di Arbatax Il 23 settembre 2011, viene condannato dalla corte d'Appello di Cagliari a otto anni e sei mesi di reclusione, assieme a Nicola Grauso (sette anni e otto mesi), Michele Dore, Andreano Madeddu, Claudio Marcello Massa e Alfredo Boletti per contestazioni che andavano a vario titolo da bancarotta fraudolenta ad altri reati legati al fallimento. Nel marzo del 2014 la sentenza diviene definitiva e Liori, all'epoca già in carcere per altre vicende, viene condannato a cinque anni e sei mesi.

La bancarotta ex Agile Eutelia A luglio del 2010, Liori viene arrestato con l'accusa di bancarotta fraudolenta su ordine della Procura di Roma. Con altri sette indagati, è accusato di aver portato al fallimento la società Agile (ex Eutelia) attraverso operazioni finanziarie tramite il Gruppo Omega, del quale risulta essere il dominus. Una serie di società, sul modello delle scatole cinesi, avrebbe acquisito aziende di telecomunicazioni in crisi per lucrare le commesse e scaricare i debiti su altre società avviate al fallimento.

Nell'ordinanza d'arresto il giudice parla di «fatti criminosi gravi e allarmanti per la collettività», portati avanti «nell'assoluta indifferenza dei gravissimi danni cagionati che hanno coinvolto quasi 2000 dipendenti».

In una delle intercettazioni, parlando con il fratello a margine di un incontro con i sindacati preoccupati per la grave situazione della società, Liori afferma: «Io continuo ad avere la mia macchina, il mio autista, il mio elicottero e la mia villa…tutto uguale e loro non ce l’hanno un lavoro…punto…questa è la storia». La frase, una volta resa pubblica, avrà un'ampia eco sulla stampa nazionale.

Ancora sotto processo per il caso Vol2, nel luglio del 2013 Liori viene condannato a 9 anni di carcere, mentre i suoi coimputati, Claudio Marcello Massa e Isacco Landi, vengono condannati rispettivamente a 8 e 6 anni di reclusione. La Corte di cassazione, nel novembre del 2018, confermerà la condanna e ridurrà la pena a 8 anni.

Il crac Vol 2 Il 27 marzo 2012 Liori viene arrestato per il crac Vol2, insieme al commercialista Claudio Marcello Massa e a suo fratello Sebastiano, amministratore del gruppo Omega. Il call center cagliaritano aveva come unico committente la Telecom e un organico di oltre 300 operatori telefonici, rimasti quasi tutti senza lavoro dopo il crac che ha portato al fallimento dell'azienda il 23 dicembre 2010. L'ipotesi della procura è che, tramite una serie di passaggi di società, il trio abbia generato un buco di oltre 20 milioni di Euro.

Durante la carcerazione preventiva, Liori scrive una lettera aperta al quotidiano online sardo CagliariPad, nel quale denuncia le condizioni di detenzione e l'ipocrisia che sta attorno all'istituzione carceraria.

Nel testo si legge: La lettera suscitò le proteste dei lavoratori che avevano perso il lavoro nelle aziende coinvolte dal crac. Il 16 aprile 2016, Liori viene condannato a 8 anni dal collegio del tribunale di Cagliari.

Note

Bibliografia Giovanni Seu, Antonangelo L. Una vita spregiudicata. Il caso Liori. Ascesa e rovina di un giornalista d’assalto manager spericolato di se stesso, EDES, 2022.

Opere di Antonangelo Liori I segni dell'identità, Castello, 1984 (con Giovanni Mameli) La festa e la morte : microstorie sarde, Castello, 1985 (con Giovanni Mameli) Ipotesi del sogno e della veglia, Castello, 1988 Personaggi, luoghi e cerimonie della Sardegna tradizionale, Castello, 1990 Memorie nuoresi, Tipografia dell'Unione Sarda, 1990 Manuale di sopravvivenza in Barbagia, Edizioni della Torre, 1991 Terra madre – acque, piante animali di Sardegna, Alfa, 1992 (con Francesco Masala, Paolo Pillonca e Nino Solinas) Demoni, miti e riti magici della Sardegna, Newton & Compton, 1992 Oristano, la Sartiglia, Tipografia dell'Unione Sarda, 1992 La via dei sensi, AM&D, 1994 Racconti della montagna, AM&D, 1997 Il processo barbaricino : teoria e pratica della vendetta in Sardegna, Giuffrè, 2003 Storie e leggende dalle Barbagie, Condaghes, 2006 Sardegna da divorare : le ricette mitologiche di una terra perduta fra inganno e magia, Zonza, 2007 I Templi del Sonno : storia e storie delle cumbessias, Abbà, 2019 Religione e sesso nella Sardegna antica, Abbà, 2020 Un sentiero per la santità : la mistica semplice di Fra Lorenzo da Sardara, Abbà, 2021 Tramuda : l'ultima transumanza, microstoria di una tradizione perduta, Abbà, 2021 Un mondo rovesciato : Armonia e rimorso nei bronzetti nuragici, Abbà, 2022

Curatele Il meglio della grande poesia campidanese, Edizioni della Torre, 1991 Sa cancione de is frades Barraccas, Edizioni della Torre, 1993 Epicuro, Massime e aforismi, Newton Compton, 1993 (traduzione, introduzione e note)

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